Luisa Antoni: la filosofia della musica
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Nella sua Muggia ha conosciuto cesure artificiali imposte dal secolo breve. Poi gli studi in Minnesota e l’esperienza romana alla RAI. Quindi il ritorno a Nordest. E dopo anni di esperienza da conduttrice tv, ecco il suo primo album da musicista
Luisa Antoni (© Lara Perentin)
MUGGIA – Luisa Antoni è compositrice, musicista, studiosa, giornalista culturale, una donna e una professionista il cui pensiero non teme i confini.
Anzi, i contesti nei quali si incontrano diverse lingue e culture sono per lei fonte di pensieri e progetti ambiziosi di respiro ampio.
Lei, con la sua famiglia, vive a Muggia da 5 generazioni, in una terra dove la storia nel secolo breve ha creato artificiali cesure.
È recente l’uscita del suo primo album monografico di musica contemporanea dal titolo “Fruscii risuonanti. Da Venezia ai Balcani passando per Cividale, Trieste e l’Istria”, edito dall’etichetta EMA Vinci, sia nella versione fisica di cd (oggetto pare destinato all’estinzione) sia nella dematerializzata, disponibile sulle più importanti piattaforme, come Spotify, Deezer, Amazon, Youtube, Applemusic.
Il suo percorso di formazione e professionale è sempre stato all’insegna del superamento di divisioni linguistiche e nazionali, verso l’internazionalità di dialogo. Dopo la maturità classica in lingua slovena ha scelto di laurearsi all’Università di Trieste alla facoltà di Filosofia, con una tesi su “Musica e filosofia nel ’900: Pierre Boulez”.
Diplomata al conservatorio triestino in pianoforte ha poi proseguito gli studi in clavicembalo e composizione. Nell’estate 1999 ha vinto una borsa di studio della Hong Library del college americano St. Olaf, nel Minnesota, che le ha permesso di approfondire la filosofia di Soeren Kierkegaard con particolare riguardo alla concezione della musica.
Successivamente ha conseguito il master alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Lubiana e un primo dottorato su Antonio Banfi e il suo indirizzo nell’estetica musicale contemporanea.
Nel suo curriculum professionale giornalistico l’attività nella prestigiosa redazione della terza rete di Radio Rai a Roma, alla televisione nazionale slovena nella redazione cultura e da 15 anni a TV Koper-Capodistria, dove è responsabile e conduttrice del programma “Quarta di Copertina”.
Una donna a proprio agio nelle culture latina, slava e oltre.
Come si trova in questa particolare condizione di donna oltre le frontiere?
«All’inizio ho vissuto questa condizione straordinaria con la conflittualità di essere nata e cresciuta fra due mondi, ma poi ho scelto di mettermi in gioco e, dopo il corso scolastico in sloveno, ho scelto di iscrivermi all’Università di Trieste alla facoltà di Filosofia. Questo mi ha obbligato a costruirmi un nuovo lessico specifico imparando i termini propri della filosofia. All’inizio non è stato facile ma poi mi ha dato spinta e energia il fatto di esserci riuscita. Seppure con tanto impegno e fatica».
Lei ha fatto anche un’esperienza di approfondimento di studi in America…
«Nell’estate 1999 ho vinto una borsa di studio alla Hong Library del college americano St. Olaf nel Minnesota che mi ha permesso di approfondire la filosofia di Soeren Kierkegaard con particolare riguardo alla concezione della musica. Ho avuto occasioni poi di tornare varie volte per studio oltre oceano ma anche di studiare in altri paesi europei e in importanti istituzioni italiane».
Luisa Antoni (© Lara Perentin)
Come è stato lavorare alla Rai di Roma nella redazione della mitica trasmissione Radio Tre Suite?
«Bellissimo. Sono arrivata nella capitale come una Cenerentola, non conoscevo nessuno ma poi mi sono ambientata e ho imparato tante cose, incontrando e intervistando personaggi straordinari della musica contemporanea mondiale come Luciano Berio e Karlheinz Stockhausen. Due geni del contemporaneo mondiale. Ho lasciato solo quando la televisione nazionale slovena mi ha offerto condizioni economiche migliori: alla Rai il contratto era in scadenza, e quindi ho scelto di tornare a Nordest in questa altalena fra due culture».
Anche a Capodistria sempre occupandosi di musica?
«Per 8 anni ho seguito sia le stagioni di musica classica e operistica. L’ambiente è molto diverso dall’Italia in quanto già durante la Jugoslavia si intese puntare molto sul contemporaneo rispetto al repertorio di autori classici. Per fare un esempio, in ogni rassegna classica viene sempre inserito un concerto contemporaneo per formare il pubblico all’ascolto di generi diversi».
Qual è il rapporto fra musica e filosofia?
«Nella composizione musicale il pensiero è un pilastro importante così come lo è in filosofia. Certo ci sono autori che sono prevalentemente istintivi. Per quanto mi riguarda ritengo di essere una via di mezzo e se in fase di esecuzione il mio orecchio interno mi dice che qualcosa non va, in accordo con gli esecutori, intervengo con delle modifiche di testo».
Quale il rapporto fra musica e matematica?
«Dipende dal tipo di scrittura. Il metodo basato sulla modalità di scala maggiore e minore per me è superato, preferisco altre modalità combinatorie, anche matematiche».
Lei cosa predilige?
«Negli ultimi tempi utilizzo una scala ottofonica o scala istriana assai usata in Croazia e Istria, appunto. È composta dalla successione di toni e semitoni e permette di dividere l’ottava in due parti, come nella musica folklorica. Sono termini tecnici questi, nei quali i compositori raramente entrano, strumenti del mestiere, la cucina del fare (sorride, ndr)».
Come possiamo definire questo suo primo lavoro pubblicato?
«Un lavoro narrativo che ha anche parti intime evocative, così come ispirato da figure femminili come Adelaide Ristori, donna e attrice che riuscì in tempi nei quali fare teatro era considerato poco rispettabile ad avere una sua voce e una sua autonomia artistica e creativa. Anche la poesia è un elemento di ispirazione per la mia musica».
Luisa Antoni al piano (© Lara Perentin)
Dove e quando potremo ascoltare la sua musica?
«In maggio nel cartellone dei 10 anni del TriesteBookFest, mentre il 27 sarà eseguita alla Biblioteca centrale di Mestre. Il 17 giugno invece a Milano per gli Amici del loggione».
Per chi non usa le piattaforme come acquistare il cd?
«Lo può richiedere direttamente a me tramite il mio sito www.antoniluisa.com».
Un suo sogno?
«Che la musica contemporanea diventi parte integrante dei festival di letteratura in regione e oltre, come linguaggio che faccia parte naturalmente della vita culturale. Il festival Dedica di Pordenone già lo fa, mi piacerebbe contagiasse anche le altre rassegne per togliere la musica dal ruolo di momento decorativo».


