Tradizione e territorio: cresce l’attesa per la Fiera di San SimonePalmanova nell’Olimpo delle mezze maratone italianeTrieste Airport potenzia i voli per Sardegna e SalernoA lezione con i ciyber poliziottiDal Cantico alla Comunicazione alternativa: gli studenti riscoprono San FrancescoCinque generazioni di cugini Guatto a MuscoliIl cane eroe del Morandi benedetto a GoriziaLa Gorizia di Cristina Amirante inaugura “Super Partes”Start Cup Udine: premiati otto progetti imprenditorialiGiornate FAI d’autunno: ecco le aperture in FVGAVIS Strassoldo in festa per i 10 lustriEducazione emotiva: il “Don Milani” di Aquileia protagonista a RomaAmici di Federico: Listuzzi alla guida del nuovo direttivoConoscere e prendersi cura: “Memorie” sbarca a CervignanoGestione del lupo: le regioni dell’Alpe Adria fanno squadraIl passato di Aquileia continua a riemergereGrado si conferma “Comune Fiorito”L’ispettore Coliandro gira a TriesteNeurosviluppo: a Palmanova il laboratorio di stimolazione multisensorialeEyof Lignano 2027: Andrea Marcon nuovo presidente

Il mare di Trieste entra in ospedale

Tempo di lettura: 3 minuti

Inaugurato nella sala di radioterapia interventistica del Maggiore il murales realizzato da Nerina Candotti per alleviare l'ansia dei pazienti

IMG 7327
Il murales realizzato al Maggiore

Il murales realizzato al Maggiore

TRIESTE – Inaugurato oggi il murales “Abbiamo un sogno” presso la SC Radioterapia – Ospedale Maggiore, diretta dal professor Alessandro Magli, grazie a Nerina Candotti, la quale dopo un percorso personale difficile, ha deciso di mettere la sua arte al servizio della salute e della serenità dei pazienti.

«L’inaugurazione di questo murales rappresenta un momento che va oltre il semplice arricchimento estetico: è un gesto che racchiude il senso più profondo della nostra missione», ha dichiarato il professor Magli. «Non presentiamo un nuovo macchinario, ma un progetto che restituisce centralità all’aspetto più autentico della medicina: l’umanità».

L’opera accoglierà i pazienti nella sala dedicata alla radioterapia interventistica, dove si eseguono procedure di altissima precisione, tra cui la brachiterapia per le neoplasie ginecologiche e per i trattamenti stereotassici del carcinoma della prostata.

Si tratta di interventi che richiedono un ambiente asettico, attrezzature dedicate e il massimo impegno di tutto il team multidisciplinare.

Pur mantenendo l’efficacia clinica come priorità assoluta, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina riconosce l’importanza di considerare l’esperienza emotiva dei pazienti. L’ambiente clinico, l’isolamento e l’attesa possono generare ansia e smarrimento, incidendo sul benessere psicologico. «Il nostro compito è riconoscere e alleviare anche questa forma di sofferenza», sottolinea Magli.

In questo contesto, il murales assume un valore terapeutico: non un semplice ornamento, ma un elemento capace di creare un ponte tra tecnologia, eccellenza scientifica e bisogni emotivi della persona, favorendo una distrazione positiva e contribuendo alla riduzione di ansia e stress.

A sottolineare l’importanza di questo intervento arriva anche il commento del Direttore Generale di ASUGI, dott. Antonio Poggiana che evidenzia come l’iniziativa si inserisca pienamente nella visione dell’Azienda:

«Interventi come questo – ha commentato il direttore generale di ASUGI, Antonio Poggiana –dimostrano che l’eccellenza clinica non può prescindere dall’attenzione ai bisogni emotivi e psicologici dei pazienti». IMG 7275La presentazione dell’iniziativa

Il progetto nasce dall’esperienza personale della pittrice e interior designer Nerina Candotti, già paziente del reparto, che ha immaginato di trasformare uno spazio asettico in un luogo capace di trasmettere serenità. In collaborazione con le artiste Manuela Alzetta e Serena Bravin, con il sostegno di AMMI e LILT, è stato realizzato un murales di 24 metri raffigurante una luminosa veduta di Trieste dal mare.

«Passare da paziente ad artista è stato un onore — ha confidato Candotti —. Spero che questa opera possa portare un po’ di conforto a chi attraversa un momento difficile, ma anche infondere energia positiva nei medici e nel personale sanitario che ogni giorno affrontano il dolore e la sofferenza con grande professionalità e umanità».