Il Batiscafo Trieste ritorna a casa
Tempo di lettura: 7 minuti
Inaugurato l'allestimento permanente all'interno del Museo della Guerra per la Pace "Diego de Henriquez"
TRIESTE – Settantatré anni dopo il suo primo varo, e a un anno esatto dal bagno di folla per il suo ritorno in Piazza Unità d’Italia nell’ottobre 2025, il mito degli abissi ha trovato la sua dimora definitiva: è stato infatti inaugurato il nuovo allestimento progettato per il Batiscafo Trieste nell’Hangar 8 del Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez“, del Comune di Trieste.
Una sezione inedita del percorso espositivo è chiamata ad accogliere la scenografica replica in scala 1:1 del leggendario sommergibile che nel 1960 conquistò il punto più profondo del pianeta.
Non più un’installazione temporanea, ma la sede permanente del Batiscafo Trieste, un museo “parlante”, immersivo e altamente tecnologico, che restituisce alla città giuliana il suo primato nella storia dell’esplorazione oceanica globale.
Il Batiscafo Trieste si era immerso al largo dell’isola di Ponza il 30 settembre 1953, raggiungendo la storica profondità di 3.150 metri nella Fossa del Tirreno: proprio su quel prototipo è stata realizzata la replica visitabile al Museo de Henriquez.
Nel 1960 il Batiscafo Trieste aveva conquistato il primato assoluto, immergendosi nella Fossa delle Marianne fino a 10.916 metri di profondità con a bordo Jacques Piccard e il tenente Don Walsh. Un’impresa che segnò la storia mondiale e un record rimasto imbattuto addirittura fino al 2023: una tecnologia che vide la luce proprio a Trieste, dove lo scafo fu costruito nei Cantieri Riuniti dell’Adriatico. Oggi, quella straordinaria epopea scientifica si è trasformata in un presidio permanente di educazione, cultura del mare e messaggio di pace.
Il Batiscafo Trieste sarà visitabile al Museo de Henriquez da mercoledì a domenica, in orario 10-18 fino al 13 ottobre, e 10-17 dal 14 ottobre al 31 marzo, con chiusura nelle giornate di lunedì e martedì.
L’allestimento
L’allestimento della nuova sezione del Museo de Henriquez è stato progettato dallo Studio Tecnico Associato Fabbricatore Alessio, per offrire un’esperienza totalmente immersiva, dove la luce e il suono guidano il visitatore alla scoperta delle profondità marine. L’allestimento è stato realizzato con la partecipazione delle ditte Basiq, Russignan, Mizarstvo, Cestnik, Teknik, Errecì Elettromatica e Riadattare. I contenuti multimediali sono stati realizzati da Mb Vision di Max Pinucci.
La Galleria degli Abissi: L’accesso all’Hangar 8 avviene attraverso una suggestiva galleria introduttiva. Alzando lo sguardo, i visitatori si trovano sotto volte modellate a forma di onde marine, mentre le pareti espositive e i supporti multimediali mostrano documentazioni fotografiche d’archivio e oggetti storici. Questa sezione introduce al mondo delle scoperte subacquee e spiega l’importanza della ricerca scientifica per la società civile.
Il Pavimento Oceanico: La transizione verso il cuore dell’esposizione è segnata da una speciale pavimentazione in resina caratterizzata da due differenti tonalità di blu, progettata per simulare la discesa cromatica verso il fondo degli oceani.
L’Ologramma dei Piccard: All’interno dello spazio espositivo è attiva una spettacolare postazione olografica che fa rivivere i protagonisti dell’impresa, Auguste e Jacques Piccard (padre e figlio), intenti a raccontare i dettagli della loro avventura. I due scienziati si materializzano quasi dal nulla nella penombra dell’hangar, come figure sospese nel tempo, per raccontare in prima persona al pubblico i retroscena intimi e i dettagli ingegneristici della loro straordinaria avventura sottomarina. Attraverso questo dialogo magnetico e tridimensionale, i visitatori possono ascoltare direttamente dalla voce dei protagonisti la tensione delle ore che hanno preceduto il varo, il suono sinistro della spaventosa pressione oceanica che comprimeva la cabina in acciaio e l’emozione indicibile di quel preciso istante in cui, a 10.916 metri di profondità, l’occhio umano ha incrociato per la prima volta una forma di vita là dove si pensava regnasse solo il deserto assoluto. I dati strettamente scientifici si fondono così con il calore del racconto epico, trasformando la postazione in un vero e proprio viaggio emotivo e sensoriale nel cuore dell’esplorazione novecentesca.
Il Fulcro Multimediale (La Replica 1:1): Al centro dell’hangar campeggia il modello in scala reale del Batiscafo. Sulla sua superficie esterna vengono proiettati speciali contenuti multimediali che mostrano in trasparenza la struttura interna e il funzionamento del mezzo. Alle spalle dello scafo, una grande proiezione simula l’epica discesa nella Fossa delle Marianne del 1960 e la storica immersione del 1953 a Ponza.
La Teca Rolex: In un ambiente semioscurato e adiacente al Batiscafo, risalta una speciale teca autoilluminata che custodisce la fedele riproduzione del Rolex Deep Sea Special, l’orologio sperimentale che accompagnò l’immersione record negli abissi.
La Sala Cinema: Adiacente al percorso espositivo si trova la sala dedicata alla proiezione permanente del docufilm “Operazione Batiscafo Trieste”, commissionato dal Comune di Trieste, scritto e diretto dal regista Massimiliano Finazzer Flory e realizzato da Movie&Theater in collaborazione con Rai Cinema e Armundia. Il film è stato proiettato la scorsa primavera in un tour che ha attraversato l’Italia, da Trieste a Napoli, da Roma a Milano, per spingersi poi oltreoceano, dove l’impresa nella Fossa delle Marianne fu progettata, a Washington e New York. Le telecamere hanno restituito così lo spirito e il sogno dei Piccard e di Diego de Henriquez, attraverso la lente del cinema: per sentirne vibrare, in un tempo in cui tornano inquietanti eco di guerra, il messaggio di coraggio, conoscenza e pace.
L’allestimento al museo (© Marco Valentinuzzo)
Scheda tecnica
La replica esposta all’Hangar 8 rispetta fedelmente le monumentali misure del mezzo originale varato nel 1953:
Lunghezza complessiva: 15,40 metri.
Diametro del corpo cilindrico: 3,5 metri.
Altezza: 8,5 metri.
Dislocamento originario: 51 tonnellate.
La Cabina Sferica Pressurizzata: L’elemento chiave del mezzo originale era la sfera di pilotaggio inferiore in acciaio al molibdeno, forgiata dalle Acciaierie Terni. Con un diametro di 2 metri e spessori d’acciaio fino a 15 centimetri, fu progettata per resistere alla pressione spaventosa delle profondità marine (fino a 11 tonnellate per centimetro quadrato). La complessa opera di ricostruzione in scala 1:1 è stata interamente realizzata dalle maestranze di M23 Srl (Ciserano, Bergamo), azienda leader internazionale nella costruzione di sommergibili avanzati e camere iperbariche. I tecnici hanno progettato una struttura d’acciaio modulare e smontabile, basandosi sui disegni storici originali e sulla preziosa consulenza dello storico Enrico Halupca.
Esattamente come nel 1960, quando un prototipo di orologio subacqueo sigillò il trionfo tecnologico della spedizione sul fondo della Fossa delle Marianne, Rolex ha supportato l’operazione museale legata al Batiscafo Trieste, integrando nel percorso espositivo la riproduzione del mitico segnatempo della missione.
L’eredità di Diego de Henriquez
La collocazione stabile del Batiscafo Trieste nell’Hangar 8 rappresenta un omaggio a Diego de Henriquez (Trieste, 20.02.1909 – 02.05.1974), lo studioso e collezionista che per primo intuì il valore etico e pacifista del mezzo, spingendo i Piccard a scegliere i Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Trieste e Monfalcone per la sua costruzione.
Di seguito la cronologia ufficiale che ha portato alla nascita del Civico Museo a lui intitolato:
14 maggio 1969: Venne legalmente approvato lo Statuto del Consorzio per la gestione delle collezioni storiche, con sede presso il Comune di Trieste e diretto dallo stesso de Henriquez.
1983 – 1984: Il Comune di Trieste, grazie a un contributo di 550 milioni di lire della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, acquistò formalmente la titolarità delle immense raccolte de Henriquez.
3 marzo 1989: Il Prefetto di Trieste nominò il dott. Vittorio Bartolini come Commissario straordinario per l’inventario del patrimonio di armi e documenti storici.
12 novembre 1993: Si concluse la gestione commissariale prefettizia e l’intero patrimonio passò definitivamente sotto la gestione diretta del Comune di Trieste.
3 marzo 1997: Con Deliberazione Giuntale n. 211, le collezioni vennero integrate nel sistema dei Civici Musei di Storia e d’Arte, assumendo la denominazione ufficiale di Civico Museo di Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”.
1999 – 2000: I mezzi ruotati e i pezzi di artiglieria pesante vennero trasferiti nell’ex caserma “Duca delle Puglie” di via Cumano, rendendo visitabili su prenotazione i primi hangar (3, 8 e 10).
28 luglio 2014: Dopo radicali interventi di restauro, venne ufficialmente inaugurata la sede permanente del Museo con la sezione dedicata alla Grande Guerra.
Oggi: L’inaugurazione della Sezione Batiscafo Trieste nell’Hangar 8 ha costituito ufficialmente il primo nucleo permanente e visitabile del nuovo allestimento complessivo degli Hangar 8 e 10, dedicati alla Seconda Guerra Mondiale e al secondo dopoguerra.


