Tirelli: sigarette elettroniche meno rischiose del tabacco

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redazione

5 Aprile 2013
Reading Time: 2 minutes

Fumo e salute

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Le sigarette elettroniche (e-cigarette), prodotti a forma di sigaretta che vaporizzano la nicotina in modo da permetterne l’inalazione, sono diventate sempre più popolari negli ultimi anni, tanto che sono 400.000 gli italiani che ne fanno uso.

“Sono un sostituto potenzialmente più attraente per i fumatori degli altri strumenti a base di nicotina – conferma il professor Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’istituto Tumori di Aviano – perché la nicotina è assunta come quando si fuma una sigaretta e viene mantenuta la gestualità del fumare, così importante per i fumatori. Alcuni giornali medici, incluso il British Medical Journal, hanno valutato il fenomeno e hanno richiesto più ricerca o regolamentazione al riguardo con la principale differenza che alcuni avrebbero voluto che questi interventi fossero avvenuti prima dell’introduzione nel mercato delle e-cigarette e altri invece hanno accettato che queste continuino a essere permesse sul mercato. In effetti, sono state sollevate alcune preoccupazioni sulla loro sicurezza e innocuità ma la maggior parte dei prodotti testati non ha mostrato alcuna evidenza di problemi acuti di tossicità”.

Prototipi di e-cigarette

“Chiaramente – sottolinea Tirelli – tutti questi prodotti devono essere conformi alle norme vigenti riguardanti le sostanze chimiche autorizzate per il consumo umano. Non è possibile prevedere quali saranno gli effetti a lungo termine, ma, sulla base della ricerca con altri i prodotti con nicotina a bassa tossicità, i rischi probabilmente sono di gran lunga inferiori a quelli del tabacco fumato. Inoltre, non è noto quale sarà la percentuale di fumatori che utilizzerà le e-cigarette piuttosto che quelle normali, né quale percentuale le userà a lungo termine. Più e-sigarette saranno utilizzate, maggiore sarà il numero di fumatori che smetterà di fumare sigarette normali, ma potrebbe aumentare il rischio che ex-fumatori o che coloro che non hanno mai fumato (soprattutto gli adolescenti) incomincino ad usare le sigarette elettroniche”.

“Per questo – ribadisce Tirelli – il decreto Balduzzi, che proibisce la vendita delle sigarette a coloro che hanno meno di 18 anni, è del tutto accettabile. Infine, va ricordato che quelli che smettono di fumare a 25-34 anni vivono 10 anni in più, quelli che smettono a 35-44 anni vivono 9 anni in più, quelli che smettono a 45-54 anni vivono 6 anni in più. Quelli che continuano a fumare, raramente vivono fino a 85 anni”.

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