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	<title>vaticano &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>vaticano &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Safet Zec: arte per credere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 10:27:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[rosazzo]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al pittore e incisore bosniaco, figlio di un calzolaio musulmano, il Vaticano ha commissionato l’opera celebrativa per il bicentenario della restaurazione dei Gesuiti. Legato da tempo al Friuli, il prossimo anno l’Abbazia di Rosazzo ospiterà una antologica a lui dedicata</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Safet-Zec_Velija-Hasanbegovic-2023.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/safet-zec-arte-per-credere/">Safet Zec: arte per credere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Safet Zec (ph. Velija Hasanbegovic)</em></span></p>
<p>UDINE – È forte, profondo, umano e artistico il rapporto fra il pittore e incisore bosniaco <strong>Safet Zec </strong>e il Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>La sua arte è pervasa dalla sacralità nella sofferenza e umana pietà per gli ultimi e per chi soffre, con un dominio perfetto di tecniche ed equilibrio naturale nel ricevere dal mondo l’ispirazione che sulla tela o su carta diventa creatività dall’originale linguaggio espressivo.</p>
<h3>Dalla Bosnia a Udine</h3>
<p>Ottavo figlio di un calzolaio musulmano, nato in Bosnia nel 1943, è arrivato a <strong>Udine</strong>, accolto dallo stampatore <strong>Corrado Albicocco</strong>, in fuga dalla guerra nei Balcani.</p>
<p>Da tempo è cittadino del mondo e la sua opera è stata scelta dal Vaticano quale rappresentazione della grande arte al servizio dell’amore del Cristo e della Chiesa universale.</p>
<figure id="attachment_66112" aria-describedby="caption-attachment-66112" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-66112" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni-.jpg" alt="ZenoColantoni" width="1000" height="668" title="Safet Zec: arte per credere 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni-.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni--300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni--768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni--391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni--272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-66112" class="wp-caption-text">Papa Francesco benedice la “Deposizione del corpo di Cristo” realizzata da Zec (© Zeno Colantoni)</figcaption></figure>
<p>Il primo incontro con <strong>Papa Francesco </strong>nel 2014, quando nella Cappella della Passione della chiesa del Gesù a Roma è stata inaugurata e benedetta dal Pontefice la pala d’altare <em>“Deposizione del corpo di Cristo”</em>, commissionata all’artista per celebrare il bicentenario della restaurazione dei Gesuiti.</p>
<p>L’opera di Zec è andata a sostituire un capolavoro rinascimentale collocato nella chiesa principale della Compagnia fondata da Ignazio di Loyola.</p>
<p>Si parla infatti della “<em>Pietà</em>” di Scipione Pulzone, oggi esposta al Metropolitan Museum di New York.</p>
<p>La Santa Sede lo ha dunque scelto per la realizzazione della nuova pala d’altare, opera pittorica di grandi dimensioni e di rilievo artistico.</p>
<p>La seconda occasione d’incontro giunse nel giugno 2023, quando il Santo Padre ha invitato duecento artisti nella Cappella Sistina per un’udienza in occasione del cinquantesimo anniversario della collezione di arte moderna e contemporanea dei Musei Vaticani.</p>
<p>Tra gli artisti presenti c’era anche Safet Zec.</p>
<figure id="attachment_66113" aria-describedby="caption-attachment-66113" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66113" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni-.jpg" alt="401 Zeno Colantoni" width="1000" height="668" title="Safet Zec: arte per credere 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni-.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni--300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni--768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni--391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni--272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-66113" class="wp-caption-text">Il secondo incontro tra Zec è il Pontefice nel 2023 in Vaticano (© Zeno Colantoni)</figcaption></figure>
<p>«Stringere la mano di un essere umano così eccezionale – ricorda l’artista – nella luce incredibile della Cappella Sistina, circondati dalle pareti e sovrastati dal soffitto dipinti dalla mano divina di Michelangelo, è qualcosa che ricorderò per tutta la vita. Papa Francesco non poteva scegliere un posto migliore di questo luogo magnifico per incontrare gli artisti, sublimando l’emozione del momento».</p>
<p>Ma l’emozionato ricordo va oltre l’aspetto legato all’opera dei maestri della storia mondiale della pittura.</p>
<h3>Francesco e Leone</h3>
<p>«È stato un grandissimo privilegio – confida Zec – essere invitati dal Santo Padre per ben due volte, anche in ragione del fatto che è stato proprio lui a impegnarsi, più di ogni suo predecessore, per la convivenza e la condivisione fra credenti di fedi diverse. Ha ricordato agli artisti la relazione secolare che la Chiesa ha avuto con loro, dando la vita a opere d’arte incredibili».</p>
<p>Ci mancherà – conclude il pittore – un Papa dalle grandi vedute, dalla comprensione e dalla mentalità così aperta, ma confidiamo che Papa Leone XIV, da lui nominato cardinale, possa continuare nel segno del suo insegnamento e volontà di impegno verso la pace mondiale, come ha affermato nelle sue prime parole al mondo dopo l’elezione».</p>
<h3>I legami con il Friuli</h3>
<p>Fino alla fine del 2025, anno di Gorizia e Nova Gorica capitale europea della cultura, può essere visitata gratuitamente nelle sale dell’<strong>Abbazia di Rosazzo</strong>, a Manzano, la mostra di incisioni inaugurata lo scorso autunno nell’ambito della Rassegna letteraria <em>“I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”</em>, curata e condotta da <strong>Elda Felluga </strong>e <strong>Margherita Reguitti</strong>.</p>
<p>L&#8217;esposizione celebra il ritorno dell’artista in terra friulana in occasione della presentazione della <em>“Guida anacronistica di Venezia per tutti coloro che accettano di perdersi”.</em></p>
<figure id="attachment_66111" aria-describedby="caption-attachment-66111" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66111" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo.jpg" alt="Margherita Reguitti e SAfet Zec in Abbazia di rosazzo" width="800" height="935" title="Safet Zec: arte per credere 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo-257x300.jpg 257w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo-768x898.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-66111" class="wp-caption-text">La nostra Margherita Reguitti assieme a Zec durante la presentazione del suo libro</figcaption></figure>
<p>La pubblicazione, già uscita in francese e di prossima pubblicazione in inglese, contiene i raffinati e colti testi del critico e curatore di esposizioni <strong>Pascal Bonafoux</strong>.</p>
<p>Pubblicata dall’editore parigino Qupé èditions è stata costruita sul progetto editoriale di <strong>Hana Zec </strong>e <strong>Federico Fazzi</strong>.</p>
<p>Un invito al viaggio nella città dove Zec vive e lavora, per la quale sono state scelte 36 opere fra dipinti e disegni della sua recente produzione e non solo.</p>
<h3>L&#8217;antologica</h3>
<p>Un rapporto artistico e personale dalle radici profonde quello fra Zec e l’Abbazia di Rosazzo che nel settembre del 2026 vedrà la realizzazione di una grande antologica a lui dedicata nell’ambito della <strong>13ª Biennale d’arte</strong>, curata e realizzata da <strong>Giuliano Pavan</strong>, amico personale del pittore, collezionista e esperto d’arte, membro dell’Istituzione.</p>
<p>Nel 2001 e nel 2018 il complesso abbaziale di Rosazzo aveva accolto le opere di Zec. In particolare 7 anni fa la mostra <em>“Exodus. Arte per credere”. </em></p>
<p>Lo spazio delle navate laterali aveva ospitato i maestosi teleri raffiguranti l’umanità sofferente, martoriata, vilipesa ma non vinta dei migranti in fuga dai conflitti e dalla miseria.</p>
<p>È una presa di posizione netta e precisa dell’artista contro ogni forma di violenza in questo momento storico nel quale la guerra mondiale a pezzi, come la definì Papa Francesco, è la realtà del quotidiano in Europa e in Medioriente.</p>
<p>Per non parlare dei conflitti di cui poco si parla al confine fra India e Pakistan, e in Africa.</p>
<h3>Chi è Safet Zec</h3>
<p>Safet Zec sin dall’infanzia rivela uno straordinario talento artistico, si forma alla Scuola superiore di arti applicate di Sarajevo e all’Accademia di Belgrado è considerato un prodigio.</p>
<p>La sua maestria si impone da subito in tutta la Jugoslavia e a livello internazionale. A Belgrado incontra la moglie Ivana, lei stessa artista, e successivamente si trasferiscono a Sarajevo.</p>
<p>Con lo scoppio della guerra nei Balcani è costretto a fuggire con la famiglia, giungendo nel 1992 a Udine per poi trasferirsi a Venezia nel 1998.</p>
<p>Dalla fine del conflitto l’artista ha ripreso un’assidua frequentazione con la sua terra.</p>
<p>Nel cuore di Sarajevo il suo studio è stato riaperto ed è ora un centro di iniziative culturali e sede espositiva delle sue opere. In futuro, la sua casa-studio di Pocitelj, ora restaurata, ospiterà una scuola di grafica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grado a San Pietro: un&#8217;esperienza indelebile</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/grado-a-san-pietro-unesperienza-indelebile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 16:11:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
		<category><![CDATA[presepe]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ultimato lo smontaggio del presepe in Vaticano, si chiude un'esperienza che ha segnato profondamente la comunità gradese</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/smontaggio-presepe-04.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/grado-a-san-pietro-unesperienza-indelebile/">Grado a San Pietro: un&#8217;esperienza indelebile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>I volontari gradesi &#8220;salutano&#8221; piazza San Pietro</em></span></p>
<p>GRADO – Chiuso il sipario sul “Presepe di Roma”.</p>
<p>Nei giorni scorsi i volontari hanno ultimato lo smontaggio della maestosa opera che ha incantato milioni di persone in tutto il mondo.</p>
<p>In occasione dell&#8217;apertura della Porta Santa, Grado è stata al centro dell&#8217;attenzione mediatica, offrendo uno spettacolo unico e suggestivo. Un mese intenso, tra entusiasmo e commozione, che ha lasciato un segno indelebile nella comunità. Tra le tante emozioni provate, tre in particolare resteranno indelebili nel cuore dei pellegrini.</p>
<p>L&#8217;incontro con Papa Francesco in Aula Paolo VI ha superato ogni aspettativa. L&#8217;attesa è stata ricompensata da un momento di intensa spiritualità.</p>
<p>Non solo chi ha avuto la fortuna di partecipare direttamente all&#8217;udienza, ma tutta la <strong>Comunità Gradese</strong> è stata toccata da questa esperienza unica, che ha rafforzato la fede e il senso di appartenenza.</p>
<p>Il suono della “<em>Madonnina del mare</em>” ha echeggiato in Piazza San Pietro, avvolgendo l&#8217;intera basilica in un&#8217;atmosfera di profonda devozione.</p>
<p>Durante l&#8217;inaugurazione del presepe, la <strong>banda civica di Grado</strong> ha interpretato questo canto, che è diventato per ogni gradese un vero e proprio inno, un&#8217;espressione autentica della fede e del legame con il mare.</p>
<p>Le note, cariche di nostalgia e di speranza, hanno toccato le corde più intime di ogni ascoltatore, creando un&#8217;atmosfera di raccoglimento e di preghiera. In quel momento, la piazza è diventata il piccolo angolo di paradiso, un luogo dove la fede si incontra con la tradizione, e dove il cuore trova conforto.</p>
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<p>La presenza silenziosa di Papa Francesco, in contemplazione del presepe, ha rappresentato il culmine di una serata indimenticabile.</p>
<p>Le telecamere, in quell&#8217;istante, sono diventate quasi indiscrete, catturando l&#8217;intimità di un momento di profonda spiritualità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il presepe di Grado per la Capitale della Cultura?</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-presepe-di-grado-capitale-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 15:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[go2025]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[presepe]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre a Roma i volontari della parrocchia di Sant'Eufemia smontano la Natività di piazza San Pietro, nuove prospettive si aprono verso GO!2025</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/volontariroma-piazza-san-pietro.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-presepe-di-grado-capitale-cultura/">Il presepe di Grado per la Capitale della Cultura?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>I volontari gradesi in piazza San Pietro con il &#8220;loro&#8221; presepe</em></span></p>
<p>GRADO – Le squadre di <strong>volontari della parrocchia di Santa Eufemia </strong>stanno attualmente procedendo allo smontaggio del presepe, un&#8217;opera artistica che ha rappresentato la comunità di Grado in Piazza San Pietro.</p>
<p>Per oltre un mese, gli occhi del mondo si sono posati su questa realizzazione, collocata nel cuore della cristianità.</p>
<p>Grazie all&#8217;intuizione di <strong>Antonio Boemo</strong> e alla maestria dei suoi collaboratori, la località lagunare è stata presentata al mondo intero, con la nascita di Gesù Cristo ambientata in un caratteristico “Casone”.</p>
<p>Mentre l&#8217;avventura natalizia giunge al suo epilogo, il team di dodici volontari è immerso nella delicata operazione di smontaggio del presepe.</p>
<p>Per quattro giorni, si impegneranno a riporre con cura ogni componente nei container, garantendo che tutto sia preservato al meglio per la prossima esposizione.</p>
<p>L&#8217;opera d&#8217;arte, con il suo richiamo alla tradizione e alla cultura locale, attende un nuovo palcoscenico per essere nuovamente ammirata.</p>
<figure id="attachment_61823" aria-describedby="caption-attachment-61823" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-61823" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/volontariroma-porta-santa-01.jpg" alt="volontariroma porta santa 01" width="1000" height="750" title="Il presepe di Grado per la Capitale della Cultura? 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/volontariroma-porta-santa-01.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/volontariroma-porta-santa-01-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/volontariroma-porta-santa-01-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-61823" class="wp-caption-text">I volontari gradesi davanti alla Porta Santa in Vaticano</figcaption></figure>
<p>È qui che si apre una straordinaria opportunità: legare il destino di questo capolavoro a “Nova Gorica &#8211; Gorizia 2025”. Nova Gorica e Gorizia, unite in un&#8217;unica celebrazione, rappresentano non solo un ponte tra due città, ma anche tra culture e comunità diverse.</p>
<p>L&#8217;inclusione del presepe in questo contesto avrebbe un forte valore simbolico, sottolineando l&#8217;importanza della cooperazione transfrontaliera e della condivisione culturale.</p>
<p>Il parroco di Grado, <strong>monsignor Paolo Nutarelli</strong>, è entusiasta di questo progetto e ringrazia la comunità per la coesione e l&#8217;impegno dimostrati, trasformando un sogno condiviso in realtà.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-presepe-di-grado-capitale-cultura%2F&amp;linkname=Il%20presepe%20di%20Grado%20per%20la%20Capitale%20della%20Cultura%3F" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-presepe-di-grado-capitale-cultura%2F&amp;linkname=Il%20presepe%20di%20Grado%20per%20la%20Capitale%20della%20Cultura%3F" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-presepe-di-grado-capitale-cultura%2F&amp;linkname=Il%20presepe%20di%20Grado%20per%20la%20Capitale%20della%20Cultura%3F" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-presepe-di-grado-capitale-cultura%2F&amp;linkname=Il%20presepe%20di%20Grado%20per%20la%20Capitale%20della%20Cultura%3F" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-presepe-di-grado-capitale-cultura%2F&amp;linkname=Il%20presepe%20di%20Grado%20per%20la%20Capitale%20della%20Cultura%3F" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-presepe-di-grado-capitale-cultura%2F&#038;title=Il%20presepe%20di%20Grado%20per%20la%20Capitale%20della%20Cultura%3F" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/il-presepe-di-grado-capitale-cultura/" data-a2a-title="Il presepe di Grado per la Capitale della Cultura?"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/volontariroma-piazza-san-pietro.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-presepe-di-grado-capitale-cultura/">Il presepe di Grado per la Capitale della Cultura?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Il presepe in Vaticano un&#8217;esperienza di comunità&#8221;</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-presepe-in-vaticano-unesperienza-di-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 17:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
		<category><![CDATA[presepe]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Monsignor Nutarelli dopo l'incontro col papa: "Operare tutti insieme è alla base della condivisione di qualunque percorso"</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/mons-paolo-papa-01.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-presepe-in-vaticano-unesperienza-di-comunita/">&#8220;Il presepe in Vaticano un&#8217;esperienza di comunità&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Monsignor Nutarelli accanto a papa Francesco</em></span></p>
<p>GRADO – Al termine di un intenso periodo nella Città del Vaticano, <strong>monsignor Paolo Nurarelli</strong>, arciprete di Santa Eufemia, è tornato nella sua parrocchia.</p>
<p>Il <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/il-presepe-di-grado-in-piazza-san-pietro/">presepe in Piazza San Pietro</a></span>, con la Natività ambientata in un <em>cason</em>, ha lasciato un segno indelebile nel suo cuore, spingendolo a servire con rinnovato vigore la sua comunità.</p>
<p>Lo abbiamo incontrato per approfondire la sua intensa esperienza di fede. Ancora emozionato, ci ha descritto con parole semplici e sincere le emozioni provate durante questo momento così significativo.</p>
<p><strong>Una nuova esperienza per lei e la sua comunità: recarsi in Città del Vaticano non solo come visitatori, ma come protagonisti attivi. Come siete stati accolti? </strong></p>
<p>«Ho potuto far visita ai Volontari del Presepe la settimana prima e subito ho colto tra le maestranze vaticane e, soprattutto, dai vertici un entusiasmo verso l&#8217;opera che veniva allestita. Per loro è stato bello vedere &#8220;i giubbotti blu&#8221; in azione. È stata un&#8217;esperienza di Comunità».</p>
<p><strong>Come può il presepe di Grado, destinato a un pubblico internazionale, contribuire al dialogo interculturale e alla comprensione dei valori cristiani?  </strong></p>
<p>«Le parole di Papa Francesco lo hanno descritto meravigliosamente: “<em>per arrivare da Gesu bisogna usare la barca&#8230; La chiesa dove c&#8217;è posto per tutti</em>”. Mi piace mettere in evidenza il casone come luogo dell&#8217;incarnazione: Dio nasce dove c&#8217;è l&#8217;uomo, dove c&#8217;è umanità, specie quella semplice e povera&#8230; Dio non è di qualcuno. Dio è per tutti. La scena della laguna ti apre alla poesia dell&#8217;infinito e diventa annuncio per ogni uomo qualsiasi sia la sua provenienza culturale o religiosa».</p>
<p><strong>Quali sono state le ragioni principali che hanno portato la Santa Sede a selezionare il vostro progetto per la realizzazione del presepe? </strong></p>
<p>«L&#8217;idea e il sogno di Antonio Boemo è stata accolta con grande entusiasmo. Mi piace pensare che sia stata premiata l&#8217;originalità ma con essa la professionalità e la lungimiranza delle tante persone che si sono fatte carico del progetto. E credo che grande segno distintivo sia stato il mettere insieme le tante associazioni della comunità».</p>
<p><strong>Che impatto ha avuto e avrà in futuro sulla comunità di Grado tutto questo clamore per il presepe di piazza San Pietro?</strong></p>
<p>«C&#8217;è una parola che uso spesso e che caratterizza il mio ministero presbiterale: &#8220;insieme&#8221;. È la parola che anche il Papa ha usato e, sentendola pronunciare dalle sue labbra, ho la convinzione che dobbiamo proseguire su questa strada. Insieme significa non cedere negli individualismi, insieme significa che le proprie competenze si spendono per il bene comune, insieme significa arrivare alla meta magari un po&#8217; più tardi ma con la gioia di avere condiviso un percorso. E ancora insieme è soprattutto fare un passo indietro e talvolta un passo avanti, imparando a proseguire senza strappi».</p>
<p><strong>Durante l’udienza quali parole di incoraggiamento ha ricevuto dal papa per proseguire la sua missione evangelizzatrice?<br />
</strong></p>
<p>«Pur provato fisicamente, il papa è stato molto comunicativo. Quando, dopo i saluti, ha stretto la mano alle persone c&#8217;era un silenzio in sala Paolo VI che mi ha colpito ed emozionato. Emozioni che ho rivissuto al pomeriggio dell&#8217;inaugurazione sia nelle parole del cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che nella gentilezza e profondità di suor Raffaella Petrini, segretario del governatorato».</p>
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		<item>
		<title>Il Presepe di Grado in Piazza San Pietro</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-presepe-di-grado-in-piazza-san-pietro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 08:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[presepe]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La suggestiva ambientazione lagunare sarà la rappresentazione della Natività 2024 in Vaticano. Il 7 dicembre la solenne inaugurazione</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/firma-atto-presepe.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-presepe-di-grado-in-piazza-san-pietro/">Il Presepe di Grado in Piazza San Pietro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>L&#8217;arcivescovo di Gorizia firma l&#8217;atto che ufficializza il presepe di Grado in Vaticano</em></span></p>
<p>GRADO – Il Presepe di Grado, con la sua suggestiva ambientazione lagunare, sarà la rappresentazione della Natività 2024 in Piazza San Pietro.</p>
<p>Sabato 7 dicembre, alle ore 17, si terrà la solenne cerimonia di inaugurazione e illuminazione del grande presepe e dell’albero di Natale.</p>
<p>A presiedere l’evento sarà il <strong>cardinale Fernando Vérgez Alzaga</strong>, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, insieme a <strong>suor Raffaella Petrini</strong>, segretario generale dello stesso Governatorato.</p>
<p>Il presepe ricrea fedelmente l’ambiente lagunare con una mota su cui sorge un caratteristico casone in legno e canne palustri, interamente costruito a mano dai volontari. Gli argini, modellati pezzo per pezzo, completano l’opera, testimoniando l’amore e la dedizione di chi l’ha realizzata.</p>
<p>Il presepe è frutto della creatività e della passione di <strong>una quarantina di volontari della Comunità di Grado</strong>, ognuno portando il proprio contributo di maestria. Costruttori di casoni, fabbricanti di pontili, maestri d’ascia, pescatori e artisti, uniti sotto l’egida dei <strong>Portatori della Madonna di Barbana</strong>, hanno dato vita a questa opera unica, unendo tradizione e artigianato.</p>
<p>Nata dall’intuizione del cavalier <strong>Antonio Boemo</strong> oltre 25 anni fa, la rassegna presepiale di Grado è oggi un evento di rilievo regionale. Partita da un piccolo sogno, è cresciuta grazie all’impegno di un’intera comunità, unendo le competenze di artigiani, artisti e volontari. Fondamentale anche il contributo delle associazioni: i Portatori della Madonna di Barbana guidati da Adelchi Quargnali, la Protezione Civile, i Graisani de Palù, i Donatori di Sangue, Grado Voga, Grado Noi, Lega Navale e Marinai dell’ANMI. Tutti hanno contribuito a rendere questo evento un punto di riferimento per il Natale in Friuli Venezia Giulia.</p>
<figure id="attachment_58879" aria-describedby="caption-attachment-58879" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-58879" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/antonio-boemo-1024x728.jpeg" alt="antonio boemo" width="640" height="455" title="Il Presepe di Grado in Piazza San Pietro 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/antonio-boemo-1024x728.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/antonio-boemo-300x213.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/antonio-boemo-768x546.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/antonio-boemo.jpeg 1366w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-58879" class="wp-caption-text">Il cavalier Antonio Boemo</figcaption></figure>
<p>L’ambientazione è arricchita dalla presenza di briccole, tipiche segnalazioni marittime che indicano i canali navigabili e le rotte verso località storiche come Aquileia, Trieste e Venezia, o verso il Santuario della Madonna di Barbana, un importante luogo di culto risalente al 582 e situato su un’isola della laguna.</p>
<p><strong>Monsignor Paolo Nutarelli</strong>, parroco di Santa Eufemia di Grado, è raggiante di gioia nel condividere questa splendida notizia: “Grazie a un grande lavoro di squadra, siamo riusciti a mettere insieme le diverse competenze per realizzare un presepe davvero unico. Artisti, pittori, falegnami e tanti altri hanno collaborato con maestria, ogni dettaglio è stato curato con passione, creando un&#8217;atmosfera che emozionerà grandi e piccini. Il presepe offrirà al visitatore di San Pietro un&#8217;esperienza così realistica da fargli credere di essere a Grado”.</p>
<p>Da ottobre 2023 a luglio 2024, i volontari hanno lavorato principalmente nella sala monsignor Fain del “Ricreatorio Spes”. Successivamente, per ragioni di spazio, hanno dovuto trasferirsi in una nuova location.</p>
<p>“Quello che ho notato – spiega monsignor Nutarelli – è che nel costruire questo presepe così speciale, è emersa in modo evidente l&#8217;identità dei gradesi, un presepe di Grado fatto dai gradesi, che respira l&#8217;aria del mare e delle nostre tradizioni”.</p>
<p><strong>Don Paolo, come sarà questa natività? </strong></p>
<p>“Vedremo Gesù nascere in un casone, tra umili pescatori. Sarà un&#8217;emozione profonda, che toccherà il cuore sia dei credenti che chi non lo è. Questo presepe ci parlerà di semplicità, solitudine e solidarietà ed altro ancora, temi così attuali nel nostro mondo, e ci farà riflettere sul vero senso del Natale&#8221;.</p>
<p><strong>Avrebbe mai immaginato di vedere il presepe di Grado esposto sul sagrato della Basilica di San Pietro?</strong></p>
<p>“È stato un percorso lungo e impegnativo, nato con l’attuale vicario generale monsignor Armando Zorzin (in quegli anni parroco di Grado, ndr) e nel quale con entusiasmo ed emozione mi sono inserito e alla fine, grazie a tante persone, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. È emozionante pensare che proprio la notte di Natale, con l&#8217;apertura della Porta Santa, Gesù nascerà simbolicamente, per la prima volta in San Pietro, in una laguna, ricordando a tutto il mondo le nostre tradizioni e la nostra storia. Il mondo intero conoscerà la bellezza di Grado. È un risultato che va ben oltre l&#8217;aspetto artistico, è un&#8217;esperienza spirituale profonda. Esserne partecipe, lo sottolineo, mi emoziona immensamente”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Vaticano impara dai Mosaicisti del Friuli</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-vaticano-impara-dalla-scuola-mosaicisti-del-friuli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 16:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[mosaici]]></category>
		<category><![CDATA[scuola mosaicisti]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I docenti dell'istituto di Spilimbergo hanno fornito le proprie competenze per i corsi di mosaico presso la Scuola delle Arti e dei Mestieri</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/lezioni-di-computer-grafica-del-docente-Pavon-2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-vaticano-impara-dalla-scuola-mosaicisti-del-friuli/">Il Vaticano impara dai Mosaicisti del Friuli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Lezioni di computer grafica del docente Pavon</span></em></p>
<p>SPILIMBERGO – La <strong>Fabbrica di San Pietro</strong> ha richiesto alla <strong>Scuola Mosaicisti del Friuli</strong> un supporto per sviluppare le proprie competenze nell’ambito dei <strong>corsi di mosaico tenuti in Vaticano</strong>, presso la Scuola delle Arti e dei Mestieri.</p>
<h3>I docenti</h3>
<p>In base alle esigenze espresse sono stati individuati dalla direzione della Scuola Mosaicisti del Friuli alcuni suoi qualificati docenti: per lo svolgimento del corso <em>Caratteristiche dei materiali del mosaico e tecnologie di applicazione</em>, la maestra mosaicista <strong>Elena Pauletto</strong> che ha tenuto lezioni di tecnologia dei materiali, e il maestro mosaicista <strong>Luca De Amicis</strong>, per approfonimenti sulla posa in opera dei mosaici, per un corso di <em>Computer grafica e modellazione digitale</em> l’architetto <strong>Massimiliano Pavon</strong>.</p>
<p>I docenti hanno trattato argomenti specialistici e con un taglio volutamente pratico, confermato da esempi e dimostrazioni dedicate ai materiali utilizzati nel mosaico, alle soluzioni di applicazione, alla progettazione e alla resa digitale delle diverse fasi realizzative.</p>
<h3>La realtà vaticana</h3>
<p>Nella Fabbrica di San Pietro in Vaticano rientra anche lo Studio del Mosaico Vaticano, un laboratorio, diretto da <strong>Paolo Di Buono</strong>, di antica costituzione che svolge oggi funzioni conservative, delle ampie superfici a mosaico presenti nella Basilica, e di produzione, preservando la peculiare tradizione dei mosaici e micromosaici eseguiti con gli “smalti filati”.</p>
<p>La Scuola delle Arti e dei Mestieri della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, con lezioni frontali e di laboratorio suddivise per indirizzi specifici, ha l’obiettivo di formare un numero ristretto di studenti selezionati, capaci di mantenere vivo quel “saper fare” artistico-artigianale tipico della “bottega d’arte” e necessario per mantenere e valorizzare un patrimonio inestimabile per storia, bellezza e qualità.</p>
<p>Proprio per questo la Fabbrica di San Pietro si è rivolta alla Scuola Mosaicisti del Friuli riconoscendo non solo il suo ruolo internazionale come centro di formazione, ma anche come luogo di ricerca e di innovazione nelle arti musive.</p>
<h3>L&#8217;eccellenza friulana</h3>
<p>La Scuola Mosaicisti del Friuli infatti non è solo depositaria di un’antica tradizione espressa dai maestri friulani, di cui si fa erede e custode, ma è anche punto di partenza per sperimentazioni su tecniche e materiali, su nuove soluzioni e forme espressive, su una visione del mosaico che sia legata al presente, alla cultura e alla vita contemporanee.</p>
<p>Saperi e competenze che si acquistano sul campo, nella quotidiana progettazione ed esecuzione, che non rimangono in campo teorico, ma si concretizzano in attività e opere dove gli allievi sono coinvolti fin dall’ideazione.</p>
<p>Questo è stato l’apporto, oltre alle nozioni trasmesse, che i tre docenti della Scuola Mosaicisti del Friuli hanno portato a Roma, molto apprezzato sia dagli studenti sia dagli insegnanti della Fabbrica di San Pietro che hanno seguito le lezioni e si sono confrontati con i docenti della Scuola Mosaicisti del Friuli, riconosciuta quale centro internazionale per l’arte musiva.</p>
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