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	<title>riqualificazione &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>riqualificazione &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Nuova vita per il Parco Basaglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ascanio Cosma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Concluso a Gorizia il primo lotto di interventi di riqualificazione della struttura. Sistemati intanto i vialetti e l'ex chiesetta delle Stimmate</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/1000018848.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nuova-vita-per-il-parco-basaglia/">Nuova vita per il Parco Basaglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Il momento inaugurale</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – &#8220;Questo è un nuovo inizio. Qui ha cominciato Basaglia e ora ricominciamo noi&#8221;. Le parole di <strong>Elisa Menon</strong>, direttrice artistica di Fierascena, fotografano bene cos&#8217;è per Gorizia e per i goriziani (davvero numerosi quelli presenti) l&#8217;inaugurazione odierna dell&#8217;abbellimento dei <strong>vialetti del Parco Basaglia</strong> e della sistemazione conservativa dell&#8217;<strong>ex</strong> <strong>chiesetta delle Stimmate</strong>, sconsacrata e pronta per ospitare eventi di vario genere.</p>
<p>&#8220;Ci occuperemo – ha spiegato Menon – di portare avanti l&#8217;eredità di Basaglia con la promozione del benessere. Sarà un luogo dove nutrirsi di cultura e di relazioni sociali&#8221;.</p>
<p>È stato un lavoro lungo. Troppo lungo, come sottolinea lo stesso assessore regionale <strong>Sebastiano Callari</strong>, che per anni ha lavorato proprio di fronte, nell&#8217;ex ospedale civile: &#8220;Sentivo il peso di camminare per questi sentieri. Percepivo la sofferenza delle persone che erano rinchiuse qui. Basaglia è stato, purtroppo, divisivo. Invece è un patrimonio immateriale dell&#8217;UNESCO. Tutti devono essere orgogliosi. C&#8217;erano questi dodicimila metri quadri che andavano riqualificati. Ci siamo riusciti. Con ritardi, è vero, ma ce l&#8217;abbiamo fatta&#8221;.</p>
<p>Questa inaugurazione è solo un primo passo. &#8220;C&#8217;è ancora tanto da lavorare – ha continuato l&#8217;assessore regionale Callari – dobbiamo riqualificare gli immobili. Opera non certo semplice. Ma ci stiamo già muovendo. Diventerà un luogo di aggregazione per giovani e non solo. Gorizia oggi si riappropria di un bene prezioso&#8221;.</p>
<p>Sulla stessa linea anche l&#8217;intervento del direttore dell&#8217;Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, <strong>Antonio Poggiana</strong>: &#8220;Il progetto è in divenire. L&#8217;inizio di una riqualificazione complessiva, che comprenderà anche l&#8217;edificio centrale, simbolo del lavoro di Basaglia. Intanto oggi ritorna il calore in questi magnifici luoghi&#8221;.</p>
<p>Entusiasta e soddisfatto anche il sindaco, <strong>Rodolfo Ziberna</strong>, che ha ringraziato tutti gli enti che hanno collaborato attivamente e in simbiosi per la conclusione di questo primo lotto di interventi.</p>
<figure id="attachment_72933" aria-describedby="caption-attachment-72933" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-72933" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/1000018855.jpg" alt="1000018855" width="800" height="600" title="Nuova vita per il Parco Basaglia 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/1000018855.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/1000018855-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/1000018855-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-72933" class="wp-caption-text">L&#8217;interno dell&#8217;ex chiesetta delle Stimmate</figcaption></figure>
<p>In serata Fierascena apre il cartellone <em>Piccolo cielo</em> nel Parco Basaglia con il concerto di jazz ed elettronica dei <strong>Daykoda</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fnuova-vita-per-il-parco-basaglia%2F&amp;linkname=Nuova%20vita%20per%20il%20Parco%20Basaglia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fnuova-vita-per-il-parco-basaglia%2F&amp;linkname=Nuova%20vita%20per%20il%20Parco%20Basaglia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fnuova-vita-per-il-parco-basaglia%2F&amp;linkname=Nuova%20vita%20per%20il%20Parco%20Basaglia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fnuova-vita-per-il-parco-basaglia%2F&amp;linkname=Nuova%20vita%20per%20il%20Parco%20Basaglia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fnuova-vita-per-il-parco-basaglia%2F&amp;linkname=Nuova%20vita%20per%20il%20Parco%20Basaglia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fnuova-vita-per-il-parco-basaglia%2F&#038;title=Nuova%20vita%20per%20il%20Parco%20Basaglia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/nuova-vita-per-il-parco-basaglia/" data-a2a-title="Nuova vita per il Parco Basaglia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/1000018848.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nuova-vita-per-il-parco-basaglia/">Nuova vita per il Parco Basaglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Muggia: riqualificata l’area servizi su piazzale ex Alto Adriatico</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/muggia-riqualificata-larea-servizi-su-piazzale-ex-alto-adriatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 16:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[muggia]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento da oltre 400mila euro. Sostituita la vecchia cabina elettrica, inserite alimentazioni per future utenze e allacciamenti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/muggia-riqualificata-larea-servizi-su-piazzale-ex-alto-adriatico/">Muggia: riqualificata l’area servizi su piazzale ex Alto Adriatico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Il taglio del nastro</em></span></p>
<p>MUGGIA – Inaugurata oggi l’<strong>area servizi su piazzale ex Alto Adriatico</strong>.</p>
<p>Una zona totalmente riqualificata, a conclusione di un lungo iter, iniziato nella passata amministrazione.</p>
<p>Presenti oggi al taglio del nastro sia il sindaco di Muggia, <strong>Paolo Polidori</strong>, sia l’ex prima cittadina <strong>Laura Marzi</strong>.</p>
<p>Sono intervenuti anche l’assessore comunale ai Lavori pubblici, <strong>Elisabetta Steffè</strong>, e i referenti degli uffici e delle ditte che hanno seguito l’opera.</p>
<p>L&#8217;importo complessivo dei lavori derivante dal quadro economico finale è pari a <strong>380.975,11 euro</strong>, finanziati in parte con contributo dell&#8217;UTI Giuliana (ora EDR) e in parte dal Comune di Muggia.</p>
<p>Ulteriori fondi sono stati aggiunti recentemente, opere extracontrattuali con un importo di <strong>circa 32 mila euro</strong>, per l&#8217;inserimento di impianti essenziali (rete elettrica e idrica).</p>
<p>Nella prima parte del piazzale ex Alto Adriatico è stato realizzato un <strong>muro di contenimento lato monte</strong> e un <strong>fosso drenante</strong> per la raccolta delle acque che scendono dal monte e che vengono in parte convogliate verso un’area verde per la loro dispersione ed evaporazione, in parte verso la fognatura acque bianche la cui funzionalità è stata migliorata.</p>
<p>Sono stati realizzati anche i sottoservizi, costituti dalla rete di drenaggio delle acque e dalle linee elettriche di alimentazione; e ancora inserite le alimentazioni elettriche per future utenze e allacciamenti, oltre alla pavimentazione in asfalto, mentre una parte dell’area è stata lasciata a verde.</p>
<p>È stata anche realizzata la recinzione esterna con due accessi carrabili.</p>
<figure id="attachment_69366" aria-describedby="caption-attachment-69366" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-69366" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/3.jpg" alt="3" width="1000" height="753" title="Muggia: riqualificata l’area servizi su piazzale ex Alto Adriatico 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/3.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/3-300x226.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/3-768x578.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-69366" class="wp-caption-text">L&#8217;area riqualificata</figcaption></figure>
<p>Il cantiere ha previsto anche la <strong>demolizione della vecchia cabina elettrica</strong>, che è stata sostituita con la nuova e con l’interramento della linea elettrica al posto della linea aerea che passava sull’area fino al traliccio posizionato sul versante collinare soprastante.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Raffaele Caltabiano: l&#8217;innovazione del passato</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/raffaele-caltabiano-linnovazione-del-passato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 13:52:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[amideria]]></category>
		<category><![CDATA[perteole]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
		<category><![CDATA[ruda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Amideria Chiozza a Perteole di Ruda ospita ancora la macchina a vapore che fece funzionare la fabbrica fino al 1986. Un caso unico al mondo che l’omonima associazione nata per valorizzare il complesso vuole trasformare in volàno turistico e culturale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_a_Raffaele-Antonio-Caltabiano.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/raffaele-caltabiano-linnovazione-del-passato/">Raffaele Caltabiano: l&#8217;innovazione del passato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>L&#8217;ingegnere Raffaele Caltabiano, presidente dell&#8217;Associazione Amideria Chiozza</em></span></p>
<p>RUDA – Una storia secolare finita improvvisamente nel dimenticatoio.</p>
<p>Finché un giorno del 2008 le strade dell’<strong>ex Amideria Chiozza </strong>a <strong>Perteole di Ruda </strong>e dell’ingegner <strong>Raffaele Caltabiano </strong>si incontrarono per puro caso.</p>
<p>«Durante un intervallo di pranzo – ricorda proprio Caltabiano – approfittando di quattro passi mi imbattei nella fabbrica abbandonata e in una porta aperta. Non seppi resistere. Ricordo ancora come se fosse ieri l’emozione: ero entrato “nel passato”, in una fabbrica della prima rivoluzione industriale rimasta intatta e apparentemente abbandonata da qualche giorno. Con tutti i macchinari fermi e le attrezzature presenti, i prodotti sui tavoli pronti per l’imballo, le casse di amido pronte per la spedizione. E dappertutto il bianco dell’amido».</p>
<p><strong>Una scena da film.</strong></p>
<p>«Mi sono ricordato che da ragazzo leggevo e mi appassionavo ai libri di Ceram. In “<em>Civiltà sepolte</em>” con un racconto romanzato descriveva la scoperta delle tombe dei faraoni da parte degli archeologi: mi sentivo come loro, immerso improvvisamente nel passato».</p>
<p><strong>All’interno di una realtà che ha lasciato un segno indelebile nella bassa friulana e non solo.</strong></p>
<p>«Può sembrare paradossale ma la nascita dell’Amideria si deve alla presenza a Scodovacca di Luigi Chiozza. Di origine e famiglia triestina, Chiozza decise di non seguire le orme paterne in un’avviata fabbrica di saponi ma la sua passione per l’innovazione. Si dedicò alla Chimica, con periodi di studio a Parigi e a Milano, entrando in contatto con i grandi scienziati del tempo: a quel periodo risale l’amicizia con Louis Pasteur. La morte della moglie lo indusse a rifugiarsi nella tenuta di Scodovacca e lì continuò i suoi studi e impiantò un laboratorio per sviluppare le sue ricerche nella chimica organica. A lui si deve, nel 1854, la sintetizzazione dell’aldeide cinnamica, sostanza organica presente nell’olio di cannella».</p>
<p><strong>Un vero e proprio visionario.</strong></p>
<p>«Con il suo spirito d’innovatore attuò quella che oggi definiamo <em>technology transfer</em>, ossia trasferì i risultati delle sue ricerche e sperimentazioni nel settore agricolo, e questo in un territorio estremamente povero. Tra le varie innovazioni mise a punto un processo per l’estrazione dell’amido dal mais e poi dal riso, ottenendo risultati sorprendenti che gli valsero l’assegnazione del premio alla <em>International Exibition </em>a San Francisco nel 1876. Non si fermò al brevetto, ottenuto dal Ministero dell’Impero Austro Ungarico (di cui questi territorio facevano parte all’epoca), ma realizzò una prima produzione industriale e la commercializzazione del prodotto sui mercati mondiali. Alla sua prematura scomparsa l’attività venne portata avanti dal figlio Giuseppe e poi, con l’ingresso di capitali triestini, divenne la fabbrica che vediamo tutt’ora».</p>
<figure id="attachment_68796" aria-describedby="caption-attachment-68796" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-68796" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_award-1024x709.jpg" alt="low award" width="640" height="443" title="Raffaele Caltabiano: l&#039;innovazione del passato 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_award-1024x709.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_award-300x208.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_award-768x532.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_award-1536x1064.jpg 1536w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_award.jpg 1772w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-68796" class="wp-caption-text">Il premio ricevuto da Luigi Chiozza all’International Exibition di San Francisco</figcaption></figure>
<p><strong>Ovvero?</strong></p>
<p>«Una fabbrica progettata alla fine dell’800 con il massiccio impiego delle più moderne tecnologie del tempo. Una macchina a vapore, simbolo della prima rivoluzione industriale, prodotta dall’Ernst Brunn di Brno come oltre altre 30 macchine inserite in un edificio la cui struttura oggi è rimasta pressoché inalterata. Di fatto costituiscono un “monumento tecnico”: così si definiscono le testimonianze non solo del livello tecnologico ma degli aspetti della vita quotidiana di imprenditori, tecnici, operai che hanno contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo».</p>
<p><strong>Un monumento tecnico da riqualificare e valorizzare.</strong></p>
<p>«Purtroppo finora c’è stato un interesse marginale per i monumenti tecnici e così stanno scomparendo irreversibilmente, ma la nostra generazione dovrebbe sforzarsi di ricercare, documentare e se possibile salvare il poco che rimane e riportarlo in vita».</p>
<p><strong>Lei presiede da anni l’Associazione Amideria Chiozza, attiva dal febbraio 2014: come opera questa realtà?</strong></p>
<p>«Assieme ad altri tre volontari fondammo questa associazione il cui scopo, come indicato nello statuto, è “<em>perseguire finalità di studio, salvaguardia e valorizzazione della struttura, dei manufatti, dei macchinari, del materiale d’archivio e del patrimonio sociale ed etico che la riguarda</em>”. La finalità dunque è quella di ridare vita a un patrimonio industriale composto da una dimensione fisica e da una dimensione relazionale rispetto al territorio in cui l’Amideria è inserita».</p>
<p><strong>Come perseguite questi obiettivi?</strong></p>
<p>«Attraverso tre azioni principali: la sistemazione dell’archivio, per metterlo in sicurezza; la realizzazione di un museo con le tracce della storia dell’Amideria; consolidare la memoria storica, con filmati e registrazioni. Negli anni ci siamo impegnati ad allargare la rete delle relazioni e ad avviare la raccolta fondi necessaria alle opere di salvaguardia e costruzione del museo. Con le Università di Udine e Trieste abbiamo iniziato un lavoro di recupero storico attraverso lo studio nell’ambito di diverse tesi di laurea. Al fine di uno studio coordinato e per una completa salvaguardia e valorizzazione di questo patrimonio industriale si è costituito nel 2017 il Comitato Scientifico con la partecipazione dell’AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) e dei due atenei».</p>
<figure id="attachment_68798" aria-describedby="caption-attachment-68798" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-68798" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_esterno_amideria_chiozza_ok-1024x519.jpg" alt="low esterno amideria chiozza ok" width="640" height="324" title="Raffaele Caltabiano: l&#039;innovazione del passato 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_esterno_amideria_chiozza_ok-1024x519.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_esterno_amideria_chiozza_ok-300x152.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_esterno_amideria_chiozza_ok-768x389.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_esterno_amideria_chiozza_ok-1536x778.jpg 1536w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_esterno_amideria_chiozza_ok.jpg 1772w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-68798" class="wp-caption-text">L’esterno dell’Amideria Chiozza a Perteole di Ruda</figcaption></figure>
<p><strong>Una visione che mira a coinvolgere numerosi attori.</strong></p>
<p>«Nel 2017 l’Associazione ha ampliato lo spazio in cui la propria attività si è sviluppata attraverso l’organizzazione di una giornata evento sui territori di Perteole, Scodovacca e Cervignano, per restituire ai partecipanti il mondo in cui operava l’Amideria. A Scodovacca infatti c’è tutt’ora Villa Chiozza, la casa del fondatore dell’Amideria; a Perteole c’è la fabbrica; a Cervignano il porto da cui arrivava la materia prima, il riso, e da cui partiva il prodotto finito, l’amido. Per far conoscere la storia dell’Amideria al di fuori degli spazi in cui è geograficamente e culturalmente inserita, l’associazione ha creato e allestito una <em>pièce </em>teatrale per raccontarne la storia: “<em>Amida: due madri una fabbrica</em>”».</p>
<p><strong>A cosa ha condotto tutto questo lavoro?</strong></p>
<p>«A un <em>master plan </em>complessivo che individua alcuni possibili componenti per la valorizzazione e riuso dell’Amideria. La prima componente è il Museo del Processo Industriale, visto lo stato di conservazione dell’impianto originale. Gli altri spazi potranno essere adibiti a funzioni diverse. Per esempio, una scuola di restauro industriale e un incubatore di imprese artigiane per formare artigiani culturali: persone esperte non solo delle tecniche artigianali, ma capaci di comprendere e valorizzare il ruolo culturale degli oggetti che andranno a restaurare o realizzare. Parte del master plan riguarda un’attività di più prossima realizzazione, “<em>Riapriamo l’Amideria</em>”, un percorso di recupero, restauro e riapertura al pubblico: in questo caso l’intento è culturale e turistico. Non bisogna dimenticare la collocazione dell’Amideria rispetto al territorio: poco distante da due siti Unesco (Aquileia e Palmanova), Ruda è vicina alle spiagge e all’aeroporto, posizione che può facilitare il passaggio di turisti».</p>
<p><strong>Come si cala una realtà turistica dentro un contesto agricolo?</strong></p>
<p>«L’associazione ha condotto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, uno studio per valutare la percezione dei residenti di fronte a un eventuale sviluppo turistico della loro area legata all’Amideria. Sono state intervistate circa 300 persone su 3.000 residenti dell’area: oltre l’80% del campione ha dimostrato interesse verso lo sviluppo turistico. Conferme sull’attrattività turistica giungono anche dall’estero: un’agenzia austriaca che organizza viaggi culturali in Italia ha chiesto di poter inserire l’Amideria nei suoi programmi di visite. Anche senza pubblicità, un interesse e ritorno verso la struttura già c’è».</p>
<p><strong>In cosa consiste il progetto “<em>Riaccendiamo la macchina a vapore</em>”?</strong></p>
<p>«Grazie al finanziamento <em>FAI – I luoghi del cuore </em>e all’impegno di oltre 1.500 ore dei soci volontari, la progettualità ha permesso il completo restauro della macchina a vapore, unica fonte di moto della fabbrica dal 1902 al 1986: esempio unico al mondo tutt’ora nel suo sito originale. Abbiamo realizzato anche un libro che racconta i 120 anni di storia della macchina ma soprattutto tramite bellissime immagini fotografiche i tre anni impiegati nel restauro: la passione e l’impegno dei volontari. Importante inoltre l’obiettivo raggiunto quest’anno, grazie al progetto “<em>La memoria del riso</em>”, con il completamento del percorso per la raccolta, il salvataggio e la valorizzazione del patrimonio immateriale dell’Amideria Chiozza di Perteole. La passione nella raccolta di oltre 750 documenti, tutti digitalizzati, ha guidato la ricerca delle “testimonianze” oggi valorizzata sotto la guida del Digital Storytelling Lab del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale DIUM dell’Università degli Studi di Udine, in un mediometraggio di 28 minuti che racconta la storia della fabbrica di Perteole e che sarà presentato al pubblico entro l’anno».</p>
<figure id="attachment_68797" aria-describedby="caption-attachment-68797" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-68797" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_MG_1568.jpg" alt="low MG 1568" width="1000" height="800" title="Raffaele Caltabiano: l&#039;innovazione del passato 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_MG_1568.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_MG_1568-300x240.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/low_MG_1568-768x614.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-68797" class="wp-caption-text">La macchina a vapore restaurata</figcaption></figure>
<p><strong>Come reagiscono i visitatori che entrano in Amideria?</strong></p>
<p>«La gente si aspetta la scoperta di una fabbrica abbandonata, di una realtà materiale visitabile e una parte immateriale della sua storia raccontata da quanti, per generazioni, hanno vissuto e lavorato in “La Fredda” (così veniva chiamata la fabbrica d’amido). Per rendere possibile ciò abbiamo realizzato il Progetto MACH – Museo Amideria CHiozza, che raccoglie e presenta oggetti e testimonianze, attualmente ospitato nello Spazio Amideria a Saciletto. Da anni organizziamo visite guidate, abbiamo accolto oltre 3.500 visitatori (dagli studenti ai gruppi di pensionati) e in occasione della <em>Setemane de culture furlane</em>, organizziamo le visite guidate in lingua friulana. Con la collaborazione dell’autore Carlo Tolazzi abbiamo realizzato la traduzione di Amida in Amide la versione in lingua friulana magistralmente messa in scena in diverse edizioni da Aida Talliente».</p>
<p><strong>L’Amideria Chiozza è stata destinataria di importanti fondi statali per avviare un processo di riqualificazione della struttura.</strong></p>
<p>«Sul piano finanziario, il lavoro svolto dall’Associazione ha contribuito senz’altro all’impegno dell’Amministrazione comunale di Ruda, proprietaria dell’intera fabbrica, dal 2016 al 2018, nella raccolta di fondi pubblici per oltre 12 milioni di euro che porteranno a un recupero dell’intera area. Comprendiamo che un processo lungo e impegnativo e rinnoviamo la nostra disponibilità a contribuire al raggiungimento degli obiettivi».</p>
<p><strong>Lei ha una carriera alle spalle da ingegnere elettronico, ma ha anche ricoperto ruoli di prestigio in altre realtà. C’è ancora un sogno nel cassetto che vorrebbe realizzare?</strong></p>
<p>«Ho ripensato più volte in questi anni a una frase di Victor Hugo: “<em>Non c’è niente come un sogno per creare il futuro</em>”. Ho un sogno nel cassetto che permetta un futuro sostenibile per la valorizzazione dell’Amideria Chiozza: la costituzione di una Fondazione con la partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia, proprietaria di Villa Chiozza, della biblioteca e della strumentazione di Luigi Chiozza, del Comune di Ruda proprietario dell’Amideria, e dell’Associazione Amideria Chiozza Odv. Uno strumento patrimoniale e operativo al tempo stesso che possa realizzare, con il coinvolgimento dei territori e delle comunità che li abitano, quanto l’UNESCO sottolinea: “<em>il patrimonio è la nostra eredità del passato, quello che viviamo oggi e ciò che trasmetteremo alle generazioni future</em>”.</p>
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		<item>
		<title>Gorizia ritrova il PalaBigot</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/gorizia-ritrova-il-palabigot/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 14:09:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[palabigot]]></category>
		<category><![CDATA[palasport]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=68518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la riqualificazione, sabato ospiterà la prima partita della Dinamo. Potrà accogliere anche spettacoli e concerti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/PalaBigot-3.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gorizia-ritrova-il-palabigot/">Gorizia ritrova il PalaBigot</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Il rinnovato PalaBigot</em></span></p>
<p>GORIZIA – Spettacoli, concerti, eventi sportivi: tutto questo potrà essere ospitato dal <strong>PalaBigot</strong> dopo gli imponenti lavori di riqualificazione a cui è stato sottoposto.</p>
<p>Il palazzetto di via delle Grappate avrà quindi una vocazione polifunzionale.</p>
<p>Nel rinnovato impianto saranno <strong>3.743 i posti per gli eventi sportivi</strong>, <strong>4.314 quelli per gli spettacoli</strong>.</p>
<p>“La riapertura del PalaBigot – ha rimarcato il sindaco, <strong>Rodolfo Ziberna</strong>, in occasione del taglio del nastro – dopo la riqualificazione è una grande festa per Gorizia. Ringrazio la Regione e in particolare il governatore, Massimiliano Fedriga, per averci concesso i finanziamenti necessari ai lavori che hanno reso il nostro palazzetto ancora più performante. Ringrazio anche gli uffici e le ditte che si sono occupate degli interventi, ora questo magnifico impianto lo riempiremo di eventi sportivi, concerti e spettacoli”.</p>
<p>Tra le realtà presenti alla cerimonia la <strong>Dinamo Dinamica Gorizia</strong>, che sabato 11 ottobre disputerà proprio al PalaBigot la prima partita casalinga del campionato di serie B interregionale.</p>
<p>Sono intervenuti anche gli assessori ai Lavori pubblici e allo Sport, rispettivamente <strong>Sarah Filisetti</strong> e <strong>Giulio Daidone</strong>, i rappresentanti del Coni, <strong>Antonio De Benedittis</strong>, e <strong>Marco Braida</strong>, e il presidente della V commissione regionale, <strong>Diego Bernardis</strong>.</p>
<p>Sono stati eseguiti gli interventi volti a favorire l’accessibilità del piano parterre ai mezzi e alle attrezzature sceniche, oltre al rinnovamento degli impianti e ai lavori di insonorizzazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68519" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/PalaBigot-1.jpeg" alt="PalaBigot 1" width="1000" height="741" title="Gorizia ritrova il PalaBigot 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/PalaBigot-1.jpeg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/PalaBigot-1-300x222.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/PalaBigot-1-768x569.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>In quanto ripensato per poter ospitare anche concerti ed eventi, sono stati realizzati un impianto audio altamente performante e un impianto di illuminazione versatile, a seconda che si tratti di scenario sportivo o di spettacolo.</p>
<p>All’esterno sul fronte laterale verso via delle Grappate è stato costruito uno scivolo, da cui accedere poi con un tunnel all’interno verso il parterre, in modo da garantire l’accessibilità da parte dei mezzi anche pesanti di carico e scarico.</p>
<p>Altri interventi hanno riguardato l’efficientamento degli impianti termico ed elettrico, la realizzazione di impianti fotovoltaici, la sostituzione di serramenti e il rifacimento dell’impianto di rilevazione/segnalazione incendi, con l’obiettivo di avere un palazzetto efficiente dal punto di vista energetico e funzionale a molteplici esigenze.</p>
<p>Tra le migliorie interne, sulle gradonate sono state posizionate sedute più confortevoli. Gli impianti sono stati progettati in modo da garantire funzionalità e flessibilità, per facilitarne gestione e utilizzo all’insegna di affidabilità e durabilità, in modo da minimizzare disservizi e costi di manutenzione puntando su efficienza energetica e comfort per gli utenti.</p>
<p>Per il completamento della riqualificazione si è provveduto infine in un’altra tranche di lavori al rinnovo della pavimentazione di gioco, alla sostituzione delle attrezzature sportive non più in uso, all’allestimento degli spogliatoi e dei servizi e all’installazione di pannelli in plexiglass trasparenti lungo i parapetti perimetrali.</p>
<p>Il quadro economico dell’opera ammonta a <strong>5.190.000 euro</strong>, di cui 265.700 euro a valere sul bilancio comunale e 4.924.300 coperti da finanziamenti della (di cui 4.500.000 euro con finanziamento L.R.16/2020, 90.000 con finanziamento L.R. 7/2024 e 334.300 con L.R. 13/2024)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68520" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/PalaBigot-2.jpeg" alt="PalaBigot 2" width="1000" height="785" title="Gorizia ritrova il PalaBigot 7" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/PalaBigot-2.jpeg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/PalaBigot-2-300x236.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/PalaBigot-2-768x603.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il progetto e la direzione lavori sono stati affidati alla Cooprogetti dell’ingegnere <strong>Matteo Bordugo</strong> in associazione temporanea di professionisti con MATE, con gli architetti <strong>Stefano Tonon</strong> e <strong>Sandro Vanello</strong> e l’ingegnere <strong>Fausto Benussi</strong>.</p>
<p>Le opere di completamento sono state progettate dai medesimi professionisti, con direzione lavori in capo all’ufficio tecnico dell’ente, architetto <strong>Massimiliano Vittori</strong>.</p>
<p>Le ditte realizzatrici dell’intera opera sono state ED Impianti di Campoformido e Ici Coop di Ronchi dei Legionari.</p>
<p>Al materiale sportivo (canestri, arredi e accessori) ha provveduto la Sport System di San Fior (TV) e alla pavimentazione sportiva Dalla Riva Sportfloors di Caerano di San Marco (TV).</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Aiello rimette a nuovo il cimitero</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/aiello-rimette-a-nuovo-il-cimitero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 08:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[aiello]]></category>
		<category><![CDATA[cimitero]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=65612</guid>

					<description><![CDATA[<p>Investimento di 40mila euro per riqualificare l'area. Rinnovata anche l'illuminazione. Intervento coperto interamente da fondi comunali</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cimitero-aiello-lavori-01.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/aiello-rimette-a-nuovo-il-cimitero/">Aiello rimette a nuovo il cimitero</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Lavori in corso al cimitero di Aiello</em></span></p>
<p>AIELLO DEL FRIULI – Prosegue l’intervento di &#8220;<em>restyling</em>&#8221; dell&#8217;area cimiteriale ad Aiello del Friuli.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di rinnovare, riqualificare e modernizzare completamente l&#8217;<strong>aspetto </strong>e la <strong>funzionalità </strong>del <strong>cimitero</strong>, migliorandone l&#8217;accessibilità e la dignità per la comunità.</p>
<p>Non si tratta solo di una semplice manutenzione, ma è un progetto più ampio che coinvolge aspetti estetici, strutturali e funzionali, sempre nel rispetto della sacralità del luogo.</p>
<p>L&#8217;intervento prevede diverse fasi: inizialmente, dopo lo scavo per la preparazione del fondo, si è provveduto a <strong>livellare il terreno</strong>.</p>
<p>Successivamente, sono stati posizionati dei <strong>fogli di tessuto non tessuto (TNT)</strong>, fondamentali per <strong>inibire la crescita delle erbacce</strong>, particolarmente problematiche durante la primavera.</p>
<p>Infine, è stato applicato uno strato di <strong>pietre spaccate</strong>, sormontato da uno strato di <strong>ghiaia molto fine</strong> che, rullata, ha creato un <strong>tappeto compatto ed estremamente efficiente</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65613" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cimitero-aiello-lavori-02.jpg" alt="cimitero aiello lavori 02" width="1000" height="602" title="Aiello rimette a nuovo il cimitero 8" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cimitero-aiello-lavori-02.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cimitero-aiello-lavori-02-300x181.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cimitero-aiello-lavori-02-768x462.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>In questi giorni si sta provvedendo anche a <strong>sistemare l&#8217;illuminazione</strong> che valorizza le tombe. Verrà <strong>rifatto l&#8217;intero impianto elettrico</strong>, garantendone la <strong>massima sicurezza</strong> e conferendo all&#8217;area un <strong>aspetto più curato e suggestivo, specialmente nelle ore serali. </strong></p>
<p>Il costo complessivo di queste opere di riqualificazione si aggira sui<strong> 40.000 euro</strong>, interamente coperti da fondi dell&#8217;amministrazione comunale.</p>
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		<title>Palmanova svelata dai personaggi virtuali</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/palmanova-svelata-dai-personaggi-virtuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 12:14:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[palmanova]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Realizzati in realtà aumentata, spiegano la storia delle gallerie sotterranee e di Baluardo Donato. Riqualificato e ampliato il percorso visita</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/Gallerie-Palmanova-AR.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/palmanova-svelata-dai-personaggi-virtuali/">Palmanova svelata dai personaggi virtuali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Uno dei personaggi in realtà aumentata</em></span></p>
<p>PALMANOVA – Dopo la riapertura al pubblico dello scorso novembre, il Comune di Palmanova <strong>inaugura ufficialmente </strong>la<strong> riqualificazione </strong>e l’<strong>ampliamento del percorso di visita delle gallerie sotterranee di Contromina del Rivellino R2 </strong>di Palmanova e di<strong> Baluardo Donato</strong>, uno dei meglio conservati della Fortezza. Oltre al percorso, attrezzato, illuminato e raddoppiato da 250 a 550 metri, ora è possibile anche vivere un’<strong>esperienza immersiva</strong>, grazie al<strong> nuovo allestimento multimediale </strong>in<strong> Realtà Aumentata</strong>.</p>
<p>L’appuntamento con l’inaugurazione, aperta a tutti, è previsto per <strong>lunedì 12 maggio, alle ore 15</strong>, davanti all’ingresso delle gallerie, tra Porta Udine e Porta Cividale.</p>
<p>Fino alle ore 19 della stessa giornata, chiunque potrà gratuitamente provare l’esperienza di visita immersiva. Sarà presente l’assessore regionale alla cultura<strong> Mario Anzil</strong>, oltre al sindaco di Palmanova<strong> Giuseppe Tellini</strong> e ai rappresentanti istituzionali dei partner coinvolti nella riqualificazione, nonché le ditte che hanno realizzato lavori e infrastruttura tecnica.</p>
<p>Per arrivare alle Gallerie di Contromina, bisogna scendere a piedi, fuori Porta Udine, sotto le arcate dell’acquedotto veneziano e proseguire per circa 300 metri seguendo il percorso del fossato.</p>
<p>Non solo tracce audio che raccontano la realizzazione del sistema difensivo della Fortezza UNESCO di Palmanova ma ora sarà anche <strong>possibile incontrare otto diversi personaggi</strong>, realizzati in realtà aumentata: minatori, soldati, comandanti delle truppe e speleologi, protagonisti della realizzazione del complesso sistema di gallerie sotterranee presente sotto i Bastioni di Palmanova.</p>
<p>In fondo al secondo trivio, poi, una proiezione immersiva, unica nel suo genere, permetterà di vivere uno dei momenti di adrenalinici della difesa della Fortezza dai nemici che la minacciano.</p>
<p>“Un luogo ricco di fascino e mistero, di storia e tecnica, militare e ingegneristica. Ora, con la possibilità di immergersi in un viaggio immersivo e aumentato, grazie alle più avanzate tecniche del digitale, la conoscenza e la scoperta di questo luogo è ancora più intrigante e coinvolgente”, commenta il primo cittadino.</p>
<p>“La valorizzazione delle gallerie, iniziate dal sindaco Martines e ora ampliante, sono state uno dei primi interventi per ridare centralità alle nostre fortificazioni e far conoscere l&#8217;immenso patrimonio che Palmanova può offrire, una sfida vinta grazie al supporto di Ministero e Regione. La città sta acquisendo sempre maggior attrazione turistica, riconsegnando ai cittadini e ai turisti dei luoghi affascinanti, un biglietto da visita per l&#8217;intera regione”, aggiunge il vicesindaco e assessore con delega ai Bastioni, <strong>Luca Piani</strong>.</p>
<p>I lavori realizzati sul percorso di visita hanno visto la realizzazione di un <strong>sistema di drenaggio dell’acqua piovana</strong>, la riqualificazione completa dell’<strong>impianto elettrico </strong>e d’<strong>illuminazione</strong>, sono state inserite <strong>reti anti-animale</strong> e restaurato l’<strong>ingresso</strong>.</p>
<p>Sono state inoltre <strong>risanate le murature</strong> tra gli elementi lapidei, consolidati paramenti e volte in corrispondenza delle principali lesioni, secondo la prassi del restauro conservativo.</p>
<p>Gallerie del Rivellino e Baluardo Donato sono anche visitabili <strong>tutti i sabati e le domeniche</strong> <strong>dalle 10 alle 18 </strong>(o infrasettimanale su prenotazione per gruppi). Il costo del biglietto per le <strong>gallerie</strong> è di <strong>5 euro.</strong></p>
<p>A questa visita si può affiancare quella della <strong>Sala Video Multimediale di Borgo Udine 4</strong>, vicino a Piazza Grande (biglietto d’ingresso 3 euro).</p>
<p>È possibile acquistare un <strong>biglietto unico</strong> per entrambi gli ingressi al costo di <strong>6 euro</strong>. Ingresso gratuito per ragazzi under 14, un capogruppo ogni 25 paganti, guide turistiche, giornalisti, possessori di Fvg Card, disabili e accompagnatori di persone non autosufficienti.</p>
<p>Per info e prenotazioni: <strong>Infopoint Turistico PromoTurismo FVG</strong> Borgo Udine, 4 &#8211; Tel. +39 0432 924815 <a href="mailto:info.palmanova@promoturismo.fvg.it">info.palmanova@promoturismo.fvg.it</a></p>
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		<title>Pasolini illustrato su un campo da basket</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/pasolini-illustrato-su-un-campo-da-basket/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 15:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[graffiti]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Pordenone il playground di via Brigata Lupi di Toscana diventa tela a cielo aperto in memoria dell'intellettuale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/rigenerando.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/pasolini-illustrato-su-un-campo-da-basket/">Pasolini illustrato su un campo da basket</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La precedente edizione di Ri-Generando</em></span></p>
<p>PORDENONE – Torna per la terza volta <strong>“<em>Ri-Generando: riqualificazione urbana e socialità giovanile</em>”</strong>.</p>
<p>Il progetto, organizzato e promosso da Playground APS, vuole dare nuova vita ai campi da basket di periferia, trasformandoli in gioielli del panorama urbano.</p>
<p>Per una settimana, dal 5 all’11 maggio, il <strong>campo da basket di via Brigata Lupi di Toscana</strong> a Pordenone diventerà una tela a cielo aperto e le mani di artisti e volontari lo tramuteranno completamente.</p>
<h3><strong>Un omaggio a Pasolini, tra arte e libertà</strong></h3>
<p>Al centro di questa edizione c’è <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>. Quest’anno ricorre infatti il cinquantesimo dalla morte del poeta, scrittore e regista.</p>
<p>La sua figura sarà celebrata attraverso un’opera d’arte realizzata sul manto del campo da basket. Il bozzetto dell’illustrazione è stato creato da <strong>Davide Toffolo</strong>: vent’anni fa il musicista e fumettista si era già avvicinato alla figura di Pasolini pubblicando un’omonima <em>graphic novel</em>. L’esecuzione dell’opera sarà affidata al giovane collettivo pordenonese <strong>APID &#8211; Artisti per il Domani</strong>.</p>
<p>“Questa terza edizione di Ri-Generando – spiega <strong>Alberto Canci</strong>, presidente di Playground APS – ha tutte le premesse per costituire un nuovo punto di riferimento nella <em>street art</em> culturale in Italia”.</p>
<p>L’associazione di volontariato giovanile conta 60 volontari under 25.</p>
<h3><strong>Educare e socializzare: la mission di Ri-Generando</strong></h3>
<p>Quest’anno, il progetto si arricchisce di workshop didattici rivolti a 40 studenti del Liceo Leopardi-Majorana e della Consulta Provinciale degli Studenti di Pordenone.</p>
<p>I laboratori, organizzati in collaborazione con Cinemazero, Palazzo del Fumetto e Futura Adv, spaziano dalla produzione cinematografica di Pasolini alla comunicazione di eventi nel terzo settore, fino alla pianificazione pratica degli eventi che accompagneranno la realizzazione dell’opera.</p>
<h3><strong>Una rete di collaborazioni per un impatto reale</strong></h3>
<p>Il progetto non sarebbe possibile senza il sostegno di una rete di partner che ne amplificano il valore. Il Liceo Leopardi-Majorana e la Consulta Provinciale degli Studenti di Pordenone hanno accolto l’iniziativa con grande entusiasmo, mettendo a disposizione il talento e la creatività dei ragazzi.</p>
<p>A loro si affiancano realtà culturali come Cinemazero e il PAF!, il Palazzo del Fumetto, oltre all’azienda trevigiana Futura Adv, che supporteranno i workshop con competenze professionali.</p>
<p>Anche il comune di Pordenone e l’ANMIL, gestore del campetto, supportano il progetto.</p>
<p>“Sono entusiasta di quest’iniziativa che unisce la cultura allo sport. Ammiro i giovani di Playground, che si spendono per i loro coetanei e per dare il proprio contributo alla nostra città. Abbellire e rendere gioiosa e attrattiva una piastra avvicina i giovani e le famiglie”, commenta l’assessore comunale allo sport, <strong>Walter De Bortoli</strong>.</p>
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		<title>Hounsing sociale nel complesso ex Locchi &#8211; Stella Matutina</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/hounsing-sociale-nel-complesso-ex-locchi-stella-matutina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 11:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[abitazione]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=63526</guid>

					<description><![CDATA[<p>Saranno realizzate a Gorizia 30 unità abitative destinate alle fasce vulnerabili della popolazione. Coinvolti Comune, Regione e Università di Udine</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/housing-sociale-Amirante-Gatta.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/hounsing-sociale-nel-complesso-ex-locchi-stella-matutina/">Hounsing sociale nel complesso ex Locchi &#8211; Stella Matutina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Da sinistra l&#8217;assessore regionale Amirante e la vicesindaca Gatta</em></span></p>
<p>GORIZIA – Via libera dalla giunta comunale alla presentazione da parte dell’Università di Udine di una proposta di variante urbanistica volta alla <strong>riclassificazione</strong> del <strong>complesso Ex Locchi-Stella Matutina</strong>.</p>
<p>L’obiettivo è la riqualificazione urbana delle due aree, attualmente dismesse e sottoutilizzate, tramite l’<em>Housing</em> <em>Sociale</em>, ovvero la creazione di alloggi destinati a fasce vulnerabili della popolazione, rispondendo così anche alle esigenze di solidarietà sociale e di inclusione abitativa.</p>
<p>“Ringrazio la Regione per l’interessamento dimostrato, in quanto si tratta di una zona sottoutilizzata ma molto frequentata da giovani e sportivi, in una posizione strategica della città”, afferma il vicesindaca <strong>Chiara Gatta</strong>.</p>
<p>“Si tratta di un progetto importante, che risponde alla crescente domanda di soluzioni abitative da parte della cosiddetta &#8216;fascia grigia&#8217; della popolazione, ovvero coloro che non rientrano nelle categorie sociali a cui è dedicata l&#8217;edilizia sovvenzionata e, al contempo, non riescono a rientrare nei canoni propri del mercato immobiliare”, spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, <strong>Cristina Amirante</strong>.</p>
<p>L’Università degli Studi di Udine è proprietaria dei due siti di via Nizza, originariamente acquisiti per la realizzazione di insediamenti universitari, nell’ambito di un piano di sviluppo ormai superato.</p>
<p>La richiesta rivolta al Comune riguarda in modo particolare l’area ex Locchi, per valorizzare un sito centrale e particolarmente importante.</p>
<p>Proseguono nel frattempo i lavori di messa in sicurezza del complesso ex Stella Matutina, con il contributo assegnato alla Sovraintendenza e con la gestione dei lavori svolta dall’Università di Udine.</p>
<p>Sullo stabile stanno lavorando insieme Comune, Regione e Università per individuare una utile destinazione d’uso.</p>
<p>Recentemente l’ateneo ha avviato interlocuzioni con il FIA (Fondo d’Investimento Alternativo) Fondo Housing Sociale FVG, che ha manifestato interesse per l’acquisizione dell’area, subordinato al completamento dell’iter amministrativo e autorizzativo e alla concessione del permesso di costruire per la realizzazione di un intervento residenziale di <em>Housing Sociale</em>.</p>
<p>Una proposta che risponde alla crescente domanda di soluzioni abitative per le fasce più vulnerabili della popolazione, quali anziani, giovani coppie, studenti fuori sede e nuclei familiari con minori, in possesso dei requisiti economici e sociali stabiliti dalla normativa vigente.</p>
<p>Si tratta della <strong>realizzazione di 30 unità abitative</strong>, suddivise in tre tipologie, con spazi comuni di socializzazione e aree verdi attrezzate con lo scopo di riqualificare urbanisticamente il sito.</p>
<p>Le attuali destinazioni urbanistiche delle aree interessate (servizi per l’istruzione) non sono compatibili con il progetto di <em>Housing Sociale</em>, che richiede una destinazione urbanistica tipicamente residenziale.</p>
<p>Pertanto, è necessario procedere con una variante urbanistica al PRG per il cambio di destinazione d’uso, che permetta l’attuazione dell’intervento nel rispetto delle normative vigenti.</p>
<p>In seguito alla presentazione della proposta di variante, l’amministrazione ha annunciato che si impegnerà a sottoporre la medesima all’attenzione del Consiglio comunale per l’adozione e approvazione.</p>
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		<title>Gorizia: nuova vita per l&#8217;ex mercato all&#8217;ingrosso</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/gorizia-nuova-vita-per-lex-mercato-allingrosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 13:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggi]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inaugurato il nuovo spazio polifunzionale con parcheggio. Disponibili 91 stalli di sosta, 8 per la ricarica delle auto elettriche</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Inaugurazione-via-Boccaccio-12.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gorizia-nuova-vita-per-lex-mercato-allingrosso/">Gorizia: nuova vita per l&#8217;ex mercato all&#8217;ingrosso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Il sindaco Ziberna mentre taglia il nastro</em></span></p>
<p>GORIZIA – Inaugurato il nuovo spazio polifunzionale con parcheggio presso l’ex Mercato all’ingrosso di via Boccaccio.</p>
<p>Su una superficie di 2.500 metri quadrati sono stati realizzati <strong>91 stalli di sosta</strong>, di cui 80 coperti e scoperti interni e <strong>dieci su via Santa Chiara</strong>, disponibili H24.</p>
<p><strong>Otto gli stalli per la ricarica delle auto elettriche</strong>.</p>
<p>L’area è stata arricchita con alberature e dotata di pavimentazioni drenanti. Ci saranno inoltre a disposizione due servizi igienici automatici.</p>
<p>Il centro polifunzionale con parcheggio è stato inaugurato dal sindaco, <strong>Rodolfo Ziberna</strong>, affiancato dall’assessore comunale ai Lavori pubblici, <strong>Sarah Filisetti</strong>, da gran parte della giunta, insieme a <strong>Fabrizio Renato Russo</strong>, presidente del Consorzio di Sviluppo Economico della Venezia Giulia – COSEVEG, ente a cui il Comune ha affidato i lavori in delegazione amministrativa, agli altri rappresentanti del sodalizio e delle ditte coinvolte.</p>
<p>La spesa complessiva per l’opera è stata di <strong>tre milioni 831.200 euro</strong>.</p>
<p>Gli spazi esterni sono dotati di prese impiantistiche, idriche ed elettriche, per gli allacciamenti necessari in presenza di fiere, mercati o esposizioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62852" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Inaugurazione-via-Boccaccio-2.jpg" alt="Inaugurazione via Boccaccio 2" width="1000" height="750" title="Gorizia: nuova vita per l&#039;ex mercato all&#039;ingrosso 9" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Inaugurazione-via-Boccaccio-2.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Inaugurazione-via-Boccaccio-2-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Inaugurazione-via-Boccaccio-2-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Sono stati previsti numerosi spazi a servizio di operatori economici, come il locale catering e i magazzini.</p>
<p>Si è scelto di delimitare l’area con recinzioni metalliche lungo il perimetro e cancelli carrabili/pedonali, che in presenza di manifestazioni ed eventi consentiranno di regolamentare i flussi e le presenze.</p>
<p>Per la recinzione muraria verso via Boccaccio è stata prevista solo la manutenzione ordinaria, per mantenere la memoria visiva del quartiere mercatale.</p>
<p>La copertura è realizzata con la ripetizione di sei navate a due falde, parte traslucide in policarbonato e parte opache in pannelli di acciaio con interposto spessore di lana di roccia.</p>
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		<title>Una comunità energetica a servizio della zona industriale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/una-comunita-energetica-a-servizio-della-zona-industriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 10:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova acquisizione di Edil Group nell'area ex Principe. Ospiterà un impianto fotovoltaico di ultima generazione</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/ex-principe.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/una-comunita-energetica-a-servizio-della-zona-industriale/">Una comunità energetica a servizio della zona industriale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>L&#8217;area ex Principe</em></span></p>
<p>TRIESTE – <strong>Edil Group</strong> annuncia ufficialmente l’acquisizione dell’immobile situato in via Josip Ressel 1, nell’<strong>area</strong> <strong>ex-Principe</strong> della <strong>zona industriale di Trieste</strong>.</p>
<p>Si conclude un’operazione di rilievo per il rilancio economico del territorio, che permetterà soprattutto di riutilizzare un’area che attualmente era dismessa.</p>
<p>Edil Group ha voluto ringraziare pubblicamente <strong>Giulia Guina</strong>, amministratrice dello Studio Industriale Trieste srl, affiliata Tecnocasa immobili per l&#8217;Impresa, per la buona riuscita della trattativa.</p>
<h3><strong>In futuro una comunità energetica</strong></h3>
<p>“Il nuovo edificio – dichiarano tramite una nota stampa i vertici di Edil Group – sarà dotato di ampie metrature e di infrastrutture all’avanguardia, che consentiranno di raggiungere migliori prestazione in termini di efficienza energetica e rischiosità sismica”.</p>
<p>Sfruttando l’ampia superficie coperta risultante dalla nuova costruzione per ospitare un impianto fotovoltaico di ultima generazione, si valuterà la <strong>realizzazione di una comunità energetica a servizio della zona industriale</strong>.</p>
<p>“In qualità di Società Benefit, ci impegniamo a sviluppare progetti sostenibili che abbiano un impatto positivo sull’ambiente, sull’economia e sulla società”, ha sottolineato <strong>Vincenzo Settimo</strong> di Edil Group. “L’acquisizione dell’immobile – ha aggiunto – sarà completata entro la primavera e darà il via a una trasformazione innovativa dell’area industriale, con nuove opportunità di lavoro e un modello virtuoso di rigenerazione urbana.”</p>
<h3><strong>Collaborazione istituzionale e sinergie</strong></h3>
<p>“L’avvio della riqualificazione dell’ex Principe – spiega l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, <strong>Sergio Emidio Bini</strong> – è frutto della collaborazione tra il settore pubblico e privato.</p>
<p>L’area, infatti, è stata inserita nel Masterplan dei complessi produttivi degradati, lo strumento con cui la Regione ha mappato 222 siti dismessi dove è possibile attivare apposite forme di supporto pubblico per il recupero e la riqualificazione degli immobili”.</p>
<p>“In attesa dei futuri insediamenti che interesseranno il sito – ha concluso Bini – questa operazione attesta la capacità del territorio di attrarre investimenti orientati alla sostenibilità, alla crescita e all’innovazione e dimostra al tempo stesso il ruolo cruciale delle istituzioni a supporto del sistema economico regionale”.</p>
<h3><strong>Trieste guarda al futuro</strong></h3>
<p>“Con questo progetto – le parole di <strong>Sandra Primiceri</strong>, vicepresidente del Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana – Trieste si conferma un punto di riferimento per l’innovazione e lo sviluppo industriale sostenibile. Oltre agli evidenti positivi risvolti economici, questa operazione contribuirà alla valorizzazione del territorio, trasformando l’area ex-Principe in un modello di eccellenza per l’intero Friuli Venezia Giulia”.</p>
<p>“Anno dopo anno – il commento di <strong>Alessandro Coretti</strong>, sindaco del Comune di San Dorligo della Valle-Dolina – il territorio del Breg, prima considerato periferico rispetto ai grandi distretti industriali, sta assumendo un ruolo centrale nell’economia del Friuli Venezia Giulia. Ne è prova il fatto che un numero crescente di imprenditori e imprese dei territori limitrofi, ma anche multinazionali, scelga il territorio del nostro Comune per sviluppare dei progetti innovativi con investimenti importanti”.</p>
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