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		<title>Quattro religioni, un&#8217;unica voce: progetto europeo ad Aquileia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aquileia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="769" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Foto-Interno-Basilica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Foto Interno Basilica" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Foto-Interno-Basilica.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Foto-Interno-Basilica-300x169.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Foto-Interno-Basilica-1024x576.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Foto-Interno-Basilica-768x432.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Foto-Interno-Basilica-1280x720.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Quattro religioni, un&#039;unica voce: progetto europeo ad Aquileia 1"> In Basilica il concerto del Coro Polyverse, con l'esecuzione in prima mondiale di un brano scritto a sei mani e cantato in cinque lingue</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Foto-Interno-Basilica.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/quattro-religioni-ununica-voce-progetto-europeo-ad-aquileia/">Quattro religioni, un&#8217;unica voce: progetto europeo ad Aquileia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;interno della Basilica di Aquileia</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un canto corale, nato dalle esperienze di quattro confessioni religiose diverse, unite come esempio virtuoso di pace interreligiosa.</p>
<p>È questo il cuore di <strong><em>Polyverse</em></strong>, progetto sostenuto dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea e che vede come <em>lead partner </em>a livello continentale la<strong> Basilica Patriarcale di Aquileia</strong>.</p>
<p>Insieme a questa, sito UNESCO dal 1998 e tra i più antichi luoghi di culto cristiano ancora in funzione al mondo, hanno lavorato la Comunità Ebraica di Atene, l’Abbazia evangelica di Lehnin in Germania e la Grande Moschea di Roma, insieme al Future for Religious Heritage e all’agenzia di progettazione europea Argo.</p>
<p>In due anni di lavoro, resi ancor più complessi dalla situazione internazionale, i partner hanno dato vita a un progetto che non conosce confini tra le fedi e le confessioni: la creazione di un<strong> coro interreligioso </strong>e la<strong> composizione di un brano</strong> – scritto a sei mani e cantato in cinque lingue – <strong>che sarà presentato in tutta Europa</strong>, a partire proprio dalla Basilica di Aquileia.</p>
<p>Il concerto del coro interreligioso di Polyverse, con l’esecuzione del brano “<em>Polyverse Echoes</em>”, sarà <strong>l’atto conclusivo di una residenza artistica ad Aquileia</strong> – dall’1 al 3 maggio – con coristi provenienti da tutta Europa, e di una mattinata di incontro e scambio di opinioni tra appartenenti alle quattro diverse confessioni che partecipano al progetto: cattolici, protestanti, musulmani ed ebrei si incontreranno insieme nel segno della musica.</p>
<p>Il momento clou, e aperto al pubblico, sarà proprio <strong>la mattina di domenica 3 maggio</strong>: prima si terrà l’incontro interreligioso, nella sala consiliare del Municipio di Aquileia, con poi il trasferimento nella vicina Basilica Patriarcale per assistere al concerto e alla prima esecuzione assoluta del brano.</p>
<p>“Si tratta di un momento storico molto complesso, in cui risulta ancor più importante celebrare l’unità dei popoli nelle loro differenze”, spiega il direttore della Basilica di Aquileia<strong>, Andrea Bellavite</strong>. “Questo progetto, che vede lavorare fianco a fianco persone di religione cattolica, protestante, islamica ed ebraica, vuole essere un piccolo contributo alla pace nel mondo. In più, durante la mattinata di lavori ci uniremo nel ricordo delle vittime del terremoto del 1976, nel 50° anniversario del sisma, nel segno di chi non c’è più e nell’augurio della costruzione di nuovi ponti tra i popoli”.</p>
<p>Il progetto <em>Polyverse</em> è finanziato dal programma Europa Creativa Cultura, e la sua realizzazione è stata seguita dall’agenzia di progettazione europea Argo.</p>
<p>“Questo programma – spiega <strong>Andrea Donda</strong>, di Argo – sostiene la cooperazione culturale transnazionale e la circolazione delle opere creative. Il progetto si inserisce in una visione più ampia dell’Unione Europea, che riconosce nel patrimonio religioso e culturale un valore fondante dell’identità europea, da tutelare e valorizzare come strumento di coesione sociale e di dialogo interreligioso. Attraverso <em>Polyverse</em> l’Unione Europea investe non solo nella musica, ma nella capacità delle nostre società di convivere in modo diverso, rispettoso e creativo”.</p>
<p>Internazionali e interreligiosi non sono solo gli enti che partecipano al progetto, ma anche i coristi membri del Coro Polyverse e i tre compositori che hanno realizzato il brano inedito <em>Polyverse Echoes</em>.</p>
<p>“La nostra scelta è ricaduta su Maria Beatrice Orlando, giovane compositrice friulana con già all’attivo importanti collaborazioni con realtà di rilievo, locali e nazionali” chiarisce <strong>Sara Zamparo</strong>, punto di riferimento del progetto <em>Polyverse</em> per la Basilica di Aquileia. “Come coro invece, ci siamo rivolti ad un’altra realtà regionale, il Mittelvox Ensemble di Gorizia diretto da Mateja Černic, ritenendo che la ricchezza umana di questo coro (con membri di cultura italiana e di cultura slovena) possa rappresentare un ulteriore valore aggiunto in un progetto che fa del dialogo tra culture il suo centro”.</p>
<p>Il convegno, ospitato dalla Sala Consiliare del Comune di Aquileia, vedrà la partecipazione di Andrea Bellavite e Andrea Donda, insieme al rabbino capo della Comunità Ebraica di Atene <strong>Gabriel Negrin</strong>, alla pastora <strong>Almuth Wisch</strong> della Chiesa evangelica di Lehnin (Berlino), all’imam <strong>Nader Akkad</strong> della Grande Moschea di Roma e a <strong>don Franco Gismano</strong>, delegato per l’Arcidiocesi di Gorizia.</p>
<p>Al termine del convegno, ci si trasferirà nella vicina Basilica Patriarcale, dove a mezzogiorno, dopo una breve visita guidata, andrà in scena il primo concerto in assoluto del Coro Polyverse, con, tra gli altri brani, l’esecuzione in prima mondiale del brano “Polyverse Echoes”, composto a sei mani da <strong>Aaron Dan, Sakis Negrin </strong>e<strong> Maria Beatrice Orlando</strong>.</p>
<p>Le prenotazioni, obbligatorie sia per il concerto che per il convegno, sono aperte sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.basilicadiaquileia.it/news" target="_blank" rel="noopener">sito ufficiale della Basilica Patriarcale di Aquileia</a></span> e sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.polyverseproject.eu" target="_blank" rel="noopener">sito del progetto Polyverse</a></span>.</p>
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		<item>
		<title>Le religioni unite piantano l’ulivo della pace</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/le-religioni-unite-piantano-lulivo-della-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 14:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[go2025]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
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		<category><![CDATA[religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel piazzale della Casa Rossa a Gorizia: inaugurato il festival interreligioso di GO! 2025</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Festival-interreligioso-Ulivo-0322.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/le-religioni-unite-piantano-lulivo-della-pace/">Le religioni unite piantano l’ulivo della pace</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La piantumazione dell&#8217;Ulivo della pace (© Pierluigi Bumbaca fotografo)</em></span></p>
<p>GORIZIA – Costruire insieme: è questo il sentimento che caratterizza “<strong><em>Terre di pace</em></strong>”, il primo festival interreligioso targato <strong><em>GO! 2025</em></strong>, apertosi oggi con la piantumazione nel piazzale della <strong>Casa Rossa</strong> dell’<strong>Ulivo</strong> <strong>della pace</strong> da parte dell’arcivescovo di Gorizia, <strong>monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli</strong>, dal rabbino capo di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, <strong>Alexander Meloni</strong>, dagli Imam della comunità islamica <strong>Zakaria Seidu</strong> e <strong>Hamza ef Muratspahic</strong>, dal pastore della Chiesa Metodista <strong>Jens Hansen</strong> e dal ministro di culto <strong>Roberto Bonora</strong> dell’Istituto Buddista italiano Soka Gakkai.</p>
<p>Alla piantumazione ha partecipato anche un’ottantina di bambini delle scuole primaria Rismondo e dell’infanzia Agazzi, che hanno dato vita a un festoso girotondo intorno all’ulivo.</p>
<p>Insieme, con lo stesso gesto, i rappresentanti delle religioni hanno coperto di terra le radici dell’ulivo, affinché possa continuare a crescere forte e rigoglioso, come la volontà di proseguire insieme il lavoro, in un laboratorio comune, per costruire una società dove il dialogo diventi l’unica “arma” per disarmare “un mondo in fiamme”.</p>
<p>Prima della piantumazione, sono intervenuti il sindaco di Gorizia, <strong>Rodolfo Ziberna</strong>, il consigliere comunale <strong>Andrej Šušmelj</strong> in rappresentanza del Comune di Nova Gorica e il sindaco di Šempeter Vrtojba, <strong>Milan Turk</strong>, unanimi nel definire la giornata odierna storica per tutto il territorio.</p>
<p>In questi mesi i rappresentanti dei cinque diversi credo si sono trovati intorno a un tavolo, coordinati dall’assessorato alla Capitale europea della cultura GO! 2025 del Comune di Gorizia, e insieme hanno costruito concretamente il programma del Festival, proponendo ognuno un’iniziativa teatrale o musicale e confrontandosi e condividendo i temi dei diversi forum, uno dei quali completamente al femminile.</p>
<figure id="attachment_69150" aria-describedby="caption-attachment-69150" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-69150" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Ulivo-8.jpeg" alt="Ulivo 8" width="1000" height="693" title="Le religioni unite piantano l’ulivo della pace 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Ulivo-8.jpeg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Ulivo-8-300x208.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Ulivo-8-768x532.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-69150" class="wp-caption-text">I rappresentanti religiosi e istituzionali</figcaption></figure>
<p>L’ingresso è gratuito per tutti gli eventi del Festival. <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://isig.it/tdp/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwd3lOZGR3d0ZNMFFkck9JQQEeYTyigTXU9M0LFprSRouKA_nCfdP37a6Pm8UamdE3c93DUdxPxJEmRGxGmUM_aem_E6lv88c7JChKs6AfoTuCyg" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per il programma completo</a></span></p>
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		<item>
		<title>I giovani cercano la fede, non la Chiesa</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/i-giovani-cercano-la-fede-non-la-chiesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 07:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[azione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato a Gorizia il rapporto dell’Istituto Toniolo. Solo il 32,7% crede nella religione cattolica, ma cresce il bisogno di spiritualità</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/ricercaGiovani-1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/i-giovani-cercano-la-fede-non-la-chiesa/">I giovani cercano la fede, non la Chiesa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Paola Bignardi (con la sciarpa) assieme al gruppo del Settore giovani di AC della Diocesi di Gorizia</em></span></p>
<p>GORIZIA – Una cena tra amici. È questa l’immagine della Chiesa immaginata e desiderata dai giovani, che emerge dalla indagine “<em>Cerco, dunque credo? I giovani e una nuova spiritualità</em>” (edizione Vita e Pensiero, 2024) curata dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e coordinata dalla pedagogista <strong>Paola Bignardi</strong>.</p>
<p>Questo lavoro ha interessato un campione di <strong>101 giovani di età compresa tra i 18 e 30 anni </strong>intervistati a livello nazionale, e scelti tra giovani che hanno smesso di frequentare associazioni, parrocchie, movimenti ed ascoltando anche la voce di chi è rimasto.</p>
<p><strong>La ricerca è stata presentata a Gorizia </strong>in un incontro organizzato dal<strong> Settore giovani di AC della Diocesi</strong>.</p>
<p>Ospite della serata proprio Paola Bignardi che ha interloquito con 5 giovani, rispondendo alle loro domande ispirate ai risultati e tesi proposte dalla ricerca.<br />
Tra i dati emerge il<strong> costante calo dei giovani che dichiarano di credere nella religione cattolica </strong>(nel 2013 erano il 56%, nel 2023 scendono al 32,7%). Se il trend continuerà allo stesso modo, nel 2050 i giovani credenti saranno il 5%.</p>
<p>Un calo che non evidenzia una scelta di ateismo: la ricerca del trascendete in realtà è molto forte, ed emerge – sostiene l’indagine – una ricerca da parte dei giovani di una forte esperienza di spiritualità.</p>
<p>Emerge in tal senso la <strong>voglia di abbandonare un modo tradizionale e codificato di credere</strong>. I giovani sono alla ricerca di un’esperienza religiosa diversa il cui cuore è costituito dalla spiritualità e da una ricerca di relazioni autentiche.<br />
<strong>In merito al rapporto con la Chiesa</strong>, questa non viene vista dai giovani intervistati come un luogo nel quale si alimenta un rapporto con Dio.</p>
<p>“La Chiesa è vista dai giovani intervistati – ha evidenziato Paola Bignardi – come «vecchia, lenta e lontana». L’età più critica dell’abbandono della esperienza ecclesiale è tra i 16 e i 17 anni. Ed è in questa fase della vita, l’adolescenza, che il più delle volte i giovani iniziano una ricerca spirituale tutta loro che conducono in solitudine una fede fai da te, senza comunità”.<br />
Dall’analisi <strong>sul rapporto con la fede delle giovani donne</strong>, emerge che nel 2013 si erano dichiarate cattoliche il 61% delle intervistate, nel 2023 la percentuale scende al 33%. Si è di fatto interrotto quel rapporto stretto tra mondo femminile e fede che ha sempre contraddistinto la storia ecclesiale.<br />
Tutti i dati possono sembrare negativi. “Anche no – ha sostenuto la ex presidente nazionale di AC –. I risultati della ricerca sottolineano quanto rimanga forte una ricerca di senso, il desiderio di un passaggio da una fede infantile a una fede matura ma personale. Quello che i giovani chiedono oggi è spazio, essenzialità, protagonismo, ma soprattutto un mondo adulto credibile”.</p>
<p>“I giovani – ha concluso Bignardi – chiedono alla Chiesa un cambiamento epocale per diventare una realtà autentica, accogliente e inclusiva, capace di mettersi a fianco ai “cercatori di speranza” dove non sempre l’abbandono della Chiesa corrisponde all’abbandono della fede”.</p>
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