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		<title>Riapre il Museo della Moda e delle Arti applicate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 16:27:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovamente visitabile a Gorizia. Ingresso gratuito fino al primo maggio. Ecco tutte le meraviglie esposte</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/XCS_7715.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/riapre-il-museo-della-moda-e-delle-arti-applicate/">Riapre il Museo della Moda e delle Arti applicate</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Tre ritratti femminili, 1815 – 1818 circa, olio su tela</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – Riapre al pubblico il <strong>Museo della Moda e delle Arti applicate di Gorizia</strong>, ospitato nella storica sede di <strong>Borgo Castello 13</strong>.</p>
<p>Il percorso espositivo, che si snoda nelle <strong>Case Dornberg</strong>, <strong>Tasso e Formentini</strong>, è stato curato da <strong>Raffaella Sgubin</strong>, direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG, con il supporto di <strong>Therese Schoenholzer Nichols</strong>, co-curatrice scientifica, il contributo progettuale dell’architetto <strong>Chiara Lamonarca</strong>, dello <strong>Studio Polo 1116</strong> per la grafica e l’immagine coordinata, e del <em>textile designer</em> <strong>Bernhard Duss</strong> per le elaborazioni visive.</p>
<p>Il rinnovato percorso privilegia i nuovi ingressi della collezione museale – <strong>tra cui spicca una collezione di moda di livello europeo che copre il periodo dal XVIII secolo alla prima metà del XX secolo </strong>– presentati in sequenza cronologica e affiancati, per una più efficace contestualizzazione, da dipinti e oggetti già parte delle collezioni dei Musei Provinciali di Gorizia.</p>
<p>Si ha il privilegio così di ammirare raffinati abiti femminili del tipo “<em>andrienne</em>”, accostati a completi maschili con marsina, sottomarsina e calzoni in sete luminose, oltre a delicati servizi da tavola in argento, maioliche e porcellane.</p>
<p>L’itinerario di visita si apre con la sezione tessile dedicata alla produzione della seta, attività che tra XVIII e XX secolo rivestì un ruolo centrale nell’economia della Contea di Gorizia.</p>
<p>Qui spicca il raro <strong>torcitoio circolare da seta a trazione umana</strong>, risalente al Settecento e considerato un <em>unicum</em> nel suo genere, il cui funzionamento è illustrato attraverso un approfondito video a cura dell’ingegner<strong> Flavio Crippa</strong>.</p>
<p>Il prodotto audiovisivo è girato negli anni Novanta nel Palazzo Linussio di Tolmezzo, restaurato dal fotografo e <em>videomaker</em> <strong>Luigi Vitale</strong>, autore anche di un video che mostra il macchinario in anni recenti, azionato dallo stesso Crippa.</p>
<p>Nella stessa sezione trova collocazione il monumentale dipinto <strong>“La famiglia Senigaglia” di Giuseppe Tominz</strong> (ca. 1844 &#8211; 1845), emblematica rappresentazione della borghesia mercantile goriziana, in cui abiti, gioielli e accessori diventano espressione tangibile di status e identità sociale.</p>
<p>Accanto a esso, una selezione di preziosi tessuti e paramenti sacri a testimoniare l’eccellenza della produzione locale.</p>
<p>La seconda parte dell’allestimento propone un articolato percorso nella storia della moda europea, dal XVIII agli inizi del XX secolo.</p>
<p>Per precisa scelta curatoriale, la quasi totalità dei capi esposti proviene da una collezione recentemente acquisita da ERPAC FVG grazie ai fondi PNRR: si tratta di abiti finora inediti, selezionati per colmare le lacune cronologiche delle raccolte del Museo della Moda e delle Arti applicate, che oggi conta circa <strong>10.000 pezzi tra abiti, accessori, gioielli e paramenti sacri</strong>.</p>
<p>Il passaggio tra Sette e Ottocento segna una profonda trasformazione del gusto e delle forme: agli abiti femminili altocinti, ispirati alla statuaria classica, si affiancano le eccentriche fogge maschili degli “Incroyables”.</p>
<p>Superata la stagione del Biedermeier – o Romanticismo borghese – si giunge all’epoca delle crinoline, emblema di un’eleganza sontuosa e teatrale. Tra i pezzi di maggiore rilievo spicca proprio una <strong>rarissima crinolina</strong>, sottostruttura in cerchi metallici concepita per ampliare il volume delle gonne.</p>
<p>Un’attenzione particolare è riservata alle <strong>arti applicate</strong>, con un focus dedicato alle vetrerie del Goriziano, protagoniste del progetto europeo <strong>“<em>Glass Routes</em>”</strong>.</p>
<p>In mostra sono esposte bottiglie utilizzate per il trasporto di vini spagnoli che partivano dal porto di Trieste diretti in Spagna; qui il vino veniva imbottigliato e successivamente spedito verso le Indie. Sono presenti anche bottiglie destinate ai liquori, in particolare al rosolio, impiegate dai produttori triestini: una testimonianza dei vivaci traffici commerciali del Settecento.</p>
<p>Il percorso si conclude con il passaggio dal profano al sacro, attraverso la sezione dedicata al <strong>Monastero di Sant’Orsola di Gorizia</strong>, presente in città dal 1672 per oltre tre secoli.</p>
<p>Il patrimonio acquisito da ERPAC FVG – comprendente paramenti sacri, quadreria e arredi liturgici – restituisce uno straordinario esempio di arte e devozione. I paramenti, databili tra la fine del Seicento e la metà del Settecento, colpiscono per la raffinatezza dei ricami, la vivacità delle sete e i bagliori dell’argento.</p>
<p>A dominare l’allestimento è infine il monumentale mobile da sacrestia, sormontato dalle sculture del Crocifisso, di Sant’Orsola e di Sant’Agostino.</p>
<p>Il nuovo allestimento, frutto di un accurato lavoro interdisciplinare, si distingue quindi per un rinnovato impianto espositivo e per l’importante arricchimento delle collezioni permanenti, con acquisizioni recenti per un valore superiore ai 500 mila euro.</p>
<p>Gestito da ERPAC FVG, il Museo rappresenta l’ultimo tassello della riapertura del complesso museale di Borgo Castello, pienamente restituito alla fruizione grazie a un articolato intervento di riqualificazione sostenuto da fondi PNRR.</p>
<p>Il costo complessivo degli adeguamenti strutturali del polo ammonta a 4.862.666,67 euro, di cui <strong>383.548,74 euro</strong> destinati specificamente al Museo della Moda e delle Arti applicate. I lavori sono stati realizzati dalla impresa <strong>MIMEC S.R.L</strong>. di Quinto di Treviso.</p>
<figure id="attachment_73227" aria-describedby="caption-attachment-73227" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-73227" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/XCS_7958.jpg" alt="XCS 7958" width="800" height="648" title="Riapre il Museo della Moda e delle Arti applicate 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/XCS_7958.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/XCS_7958-300x243.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/XCS_7958-768x622.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-73227" class="wp-caption-text">Torcitoio circolare da seta, XVIII secolo</figcaption></figure>
<p>«L’aspetto più rilevante – ha osservato la responsabile del progetto, <strong>Federica Rovello</strong> – è stato intervenire su una preesistenza architettonica storica e complessa nel rispetto della sua connotazione di spazi e percorsi, coniugando tradizione e tecnologie innovative al fine di garantire la sua completa accessibilità».</p>
<p>La direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici di ERPAC FVG, <strong>Raffaella Sgubin</strong>, ha spiegato che «il nuovo allestimento si differenzia dai precedenti per la focalizzazione su epoche di grande interesse storico e notevolissimo impatto visivo, come il Settecento e l’Ottocento, grazie al potenziamento delle collezioni museali con fondi PNRR».</p>
<p>«Con la riapertura del Museo della Moda e delle Arti applicate – ha dichiarato la direttrice generale di ERPAC FVG, <strong>Lydia Alessio-Vernì</strong> – si completa finalmente il mosaico di Borgo Castello, restituendo ai cittadini un sistema museale pienamente fruibile e rinnovato. Un risultato importante, reso possibile da un lavoro corale e da investimenti significativi, iniziato con la riqualificazione del Museo della Grande Guerra – riaperto il 18 luglio 2025 – e continuato con l’apertura della nuova sede espositiva di Casa Morassi il 25 ottobre 2025. Proporre ai cittadini un’offerta culturale di alto livello è un lavoro di équipe che deve coniugare contenuti di qualità, servizi e tecnologia all’avanguardia. Ma anche accessibilità alle sedi espositive e capacità amministrativa nell’utilizzo di fondi europei, nazionali e regionali. Attraverso la consolidata abilità di ERPAC FVG nella produzione culturale e grazie alla fondamentale collaborazione con la Direzione Centrale Patrimonio, riapriamo in sicurezza la sede e offriamo ai visitatori una collezione ulteriormente ampliata e interpretata».</p>
<p>«La riapertura del Museo della Moda e delle Arti applicate – ha osservato il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, <strong>Mario Anzil</strong> – rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia. Borgo Castello torna oggi a essere un polo vivo e attrattivo, capace di raccontare la nostra storia attraverso i suoi splendidi musei e dialogare con un pubblico sempre più ampio. Investire in cultura significa investire nella crescita dei territori, nella loro identità e nella loro capacità di guardare al futuro».</p>
<p>Durante l’inaugurazione spazio a un momento musicale con il concerto “<em>Breve visione di un artista perduto</em>”, organizzato dall’Impresa Culturale e Creativa <strong>Diapaeson</strong> e con protagonista il giovane chitarrista friulano <strong>Marco Di Lena</strong>.</p>
<p>La traduzione in lingua inglese delle didascalie è stata curata dalle allieve e dagli allievi del Polo Liceale “Dante Alighieri” di Gorizia, che hanno partecipato al Progetto/FSL/Orientamento/Service Learning GO(rizia) International 2025! con il coordinamento di <strong>Susanna Feleppa</strong>.</p>
<h3><strong>Orari e tariffe</strong></h3>
<p>Da sabato 18 aprile il museo sarà visitabile <strong>tutti i giorni dalle 9 alle 19</strong>. Il biglietto d’ingresso prevede una tariffa intera di 5 euro e ridotta di 3 euro (18-25 anni, gruppi min. 10 persone, nuclei familiari con minorenni – prezzo per adulto, soci Coop, FAI e Touring Club Italiano), mentre per le scolaresche è previsto un ridotto di 1 euro; l’ingresso è gratuito per minorenni, insegnanti in servizio, guide turistiche abilitate, giornalisti, persone con disabilità (e accompagnatore), tesserati ICOM, possessori FVGcard e per tutti ogni prima domenica del mese. Sono disponibili anche visite guidate al costo di 5 euro oltre al costo del biglietto.</p>
<p>È inoltre attivo un biglietto cumulativo con il Museo della Grande Guerra: intero 8 euro, ridotto 5 euro (stesse categorie), ridotto scolaresche 2 euro e gratuito con le medesime agevolazioni; anche in questo caso sono previste visite guidate al costo aggiuntivo di 5 euro per ogni sede. Le visite guidate andranno prenotate all’indirizzo mail <a href="mailto:didatticamusei.erpac@regione.fvg.it">didatticamusei.erpac@regione.fvg.it</a>.</p>
<p><strong>Dalle 19 alle 21 del 17 aprile e dal 18 aprile al 1° maggio compresi dalle 9 alle 19 l’ingresso al museo sarà gratuito. </strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuovo museo multimediale a Redipuglia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/nuovo-museo-multimediale-a-redipuglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 16:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[carso]]></category>
		<category><![CDATA[fogliano]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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		<category><![CDATA[redipuglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Via al restyling da 235mila euro per la sede ospitata nella stazione ferroviaria. Prevista una nuova sala tattile</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/museo-grande-guerra-redipuglia.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nuovo-museo-multimediale-a-redipuglia/">Nuovo museo multimediale a Redipuglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>La presentazione alla stampa dei lavori</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>FOGLIANO REDIPUGLIA – La Giunta comunale di Fogliano Redipuglia ha approvato il progetto esecutivo per la <strong>riqualificazione del Museo multimediale della Grande Guerra</strong> ospitato nella stazione ferroviaria, intervento da <strong>235mila euro</strong> finanziato nell’ambito del Piano integrato per il Parco internazionale della memoria.</p>
<p>L’obiettivo è aggiornare radicalmente uno spazio inaugurato nel 2014 ma oggi segnato dall’obsolescenza delle tecnologie e da contenuti ritenuti troppo generici, poco legati al contesto locale.</p>
<p>Il nuovo allestimento punterà invece su una narrazione più coinvolgente e interattiva, capace di valorizzare il Carso isontino e i luoghi simbolo del primo conflitto mondiale.</p>
<p>Il progetto prevede una <strong>riorganizzazione completa degli ambienti interni</strong>. L’infopoint e il bookshop saranno trasferiti nella sala dell’esedra, con un accesso più funzionale anche per le persone con disabilità.</p>
<p>Gli spazi liberati diventeranno parte integrante del percorso espositivo, con una <strong>nuova sala tattile</strong> che permetterà ai visitatori di entrare in contatto diretto con materiali legati ai diversi scenari di guerra, dalla pianura al Carso.</p>
<p>Il salone principale manterrà invece la funzione polifunzionale per conferenze e proiezioni, ma sarà arricchito da <strong>schermi interattivi</strong>: una linea del tempo navigabile, contenuti audiovisivi storici e una sezione cartografica digitale.</p>
<p>L’intervento riguarderà anche la <strong>messa a norma degli impianti</strong>, in particolare quello elettrico e i sistemi di sicurezza, oggi non adeguati, oltre all’installazione di nuove infrastrutture multimediali. Parallelamente, verranno aggiornati i contenuti, con una revisione complessiva dell’impianto narrativo del museo.</p>
<p>Particolare attenzione sarà riservata alla tutela dell’edificio, realizzato nel 1936 e sottoposto a vincolo culturale: pavimenti, rivestimenti in marmo, arredi storici e serramenti saranno conservati e valorizzati, mentre tutte le nuove installazioni saranno reversibili, senza alterare la struttura originaria.</p>
<p>Dal punto di vista ambientale, il progetto applica i criteri minimi previsti dalla normativa, privilegiando materiali riciclati, sistemi a basso impatto e soluzioni per l’efficienza energetica, come l’illuminazione a led e la gestione intelligente dei consumi.</p>
<p>I lavori si svilupperanno in circa <strong>120 giorni complessivi</strong>: 90 giorni per gli interventi edili e impiantistici e 30 per l’allestimento e l’installazione dei contenuti multimediali. Il cronoprogramma prevede una prima fase di smantellamento dell’attuale museo, seguita dal rinnovo degli impianti, dalla realizzazione delle nuove strutture e dalle finiture. In parallelo procederanno la progettazione dei contenuti digitali e l’acquisizione degli arredi, fino alle fasi finali di installazione, verifiche e collaudi.</p>
<p>L’intervento rappresenta una delle tappe del più ampio progetto sovracomunale che punta a creare un <strong>museo diffuso del Novecento lungo il Carso</strong>, collegando siti storici, percorsi ciclopedonali e luoghi della memoria in un sistema integrato a scala transfrontaliera.</p>
<p>Un intervento presentato stamattina proprio nella Regia Stazione. Si tratta, come spiegato dal sindaco, <strong>Cristiana Pisano</strong>, presente assieme alla responsabile dell’area finanziaria del Comune, <strong>Michela Dipiazza</strong>, alla presidente della Pro Loco Fogliano Redipuglia, <strong>Marta Lollis</strong>, e all’architetto <strong>Silvo Stok</strong> che ha curato la prima bozza del rifacimento museale, di «parte del progetto per il Parco Internazionale della Memoria che vede il Comune di Monfalcone capofila assieme ad altri Comuni del Mandamento».</p>
<p>Un intervento che toccherà anche l’<strong>Ufficio</strong> <strong>Iat</strong> che sarà spostato nell’attuale Sala del Duca d’Aosta e che, durante l’intero periodo dei lavori, sarà ospitato da una struttura esterna messa a disposizione da Promoturismo Fvg.</p>
<p>Per quanto riguarda il piano economico, sono stati previsti 73.800 euro di lavorazioni totali e 90mila euro di consulenze, tra tecniche, di sicurezza e storiche, per un totale di 235mila euro tra oneri di sicurezza e iva.</p>
<p>La speranza, come auspicato dai presenti, è di consegnare il nuovo museo per il 4 Novembre 2026. «L’operazione ci ha consentito anche di rivedere la storica convenzione con Rete Ferroviaria Italiana che ci ha concesso l’utilizzo dello stabile per dieci anni», così ancora Pisano.</p>
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		<title>Apre a Grado il Museo Civico del Tesoro</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/apre-a-grado-il-museo-civico-del-tesoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 15:14:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il taglio del nastro è in programma sabato 6 dicembre, negli spazi dell’ex Canonica. In mostra reperti e pezzi unici, datati dal II al XVIII secolo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Museo-del-Tesoro_render.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/apre-a-grado-il-museo-civico-del-tesoro/">Apre a Grado il Museo Civico del Tesoro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Rendering interno del Museo Civico del Tesoro</em></span></p>
<p>GRADO – Aprirà ufficialmente le sue porte <strong>sabato 6 dicembre</strong>, alle 11, <strong>il Museo Civico del Tesoro di Grado</strong>, all’interno degli spazi dell’ex Canonica, frutto di un accordo tra il Comune di Grado e la Parrocchia di Sant’Eufemia, avallato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia del Ministero della Cultura, e rimasto inattuato per quasi vent’anni.</p>
<p>Il museo sarà dedicato a <strong>monsignor Sebastiano Tognon</strong>, arciprete dal 1913 al 1956 e difensore del Tesoro della Basilica, anche a rischio della vita, durante la Prima Guerra Mondiale.</p>
<p>All’interno trovano spazio decine di reperti che abbracciano l’intera storia della località lagunare, <strong>dal II al XVIII secolo dopo Cristo</strong>, di cui alcuni in mostra per la prima volta.</p>
<p>Tra i pezzi più pregiati in mostra, i frutti degli scavi attuati nella Basilica nel 1871, come <strong>le due capselle d’argento</strong> che contenevano le reliquie dei martiri aquileiesi, o <strong>il frammento della Vera Croce</strong>, inviato in dono al Patriarca di Grado dall’Imperatore Eraclio nel 630 dopo Cristo.</p>
<p>E il percorso nel Museo è un viaggio nella fede dei cittadini gradesi, nati e cresciuti intorno alla loro Basilica, ma anche uno studio dei costumi, della cultura, delle abitudini e della vita quotidiana di chi abitava questo piccolo lembo di terra in quasi duemila anni di storia.</p>
<p>“Questo museo – commenta il sindaco di Grado, <strong>Giuseppe Corbatto</strong> – rappresenta la nostra memoria collettiva. È un dono alle future generazioni, che avranno così la possibilità di conoscere, custodire e tramandare le nostre radici più profonde. Un ringraziamento particolare va ai cittadini gradesi che con pazienza e passione hanno atteso a lungo questo momento”.</p>
<p><iframe title="Presentazione del Museo civico di Grado (28/11/2025)" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/9k75kGZzwUM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>“Si tratta di una pagina nuova della nostra storia – afferma <strong>monsignor Paolo Nutarelli</strong>, arciprete parroco di Sant’Eufemia di Grado – finalmente consegnata alla comunità. Il Tesoro della Basilica rappresenta la memoria più profonda di Grado, con oggetti che non parlano solo del passato, ma continuano a dire chi siamo oggi. La collaborazione con la Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, che ne avrà materialmente in mano la gestione, diventa un nuovo ponte tra Grado e Aquileia, un segno di quelle sinergie preziose che uniscono due realtà sorelle. Inoltre il 7 dicembre sarà l’anniversario della morte di monsignor Sebastiano Tognon, che difese il tesoro con coraggio: senza la sua custodia appassionata forse oggi non saremmo qui”.</p>
<p><iframe title="La presentazione del nuovo Museo Civico del Tesoro a Grado (28/11/25)" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/ED5MFVMcOEQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L’allestimento e la progettazione del museo sono state curate dallo <strong>studio MOD.LAND Architetti Associati</strong>, con la firma degli architetti <strong>Moira Morsut</strong> e <strong>Ramon Pascolat</strong> e il contributo di <strong>Enrico Smareglia</strong>.</p>
<p>Il Museo Civico del Tesoro di Grado, che si sviluppa sui due piani dell’edificio dell’ex Canonica, sarà aperto, con orario dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, nelle giornate del 6, 7, 8, 13 e 14 dicembre, dal 20 al 30 dicembre e dall’1 al 6 gennaio.</p>
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		<title>Riapre la sezione Lloyd del Museo del Mare</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/riapre-la-sezione-lloyd-del-museo-del-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 09:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[fvg]]></category>
		<category><![CDATA[llloyd]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Trieste un nuovo allestimento grazie al progetto di digitalizzazione e innovazione finanziato dalla Regione</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/lloyd-museo-mare.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/riapre-la-sezione-lloyd-del-museo-del-mare/">Riapre la sezione Lloyd del Museo del Mare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>L&#8217;assessore Rossi visita l&#8217;allestimento</em></span></p>
<p>TRIESTE – A un anno dalla chiusura, la sezione del <strong>Museo del Mare</strong> dedicata alla storia della <strong>Compagnia del Lloyd</strong> è stata riaperta al pubblico in una veste completamente nuova.</p>
<p>Grazie al contributo concesso dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è stato possibile ripensare interamente la narrazione delle vicende del<strong> Lloyd Austriaco e Triestino</strong> e rinnovare la presentazione delle sue collezioni.</p>
<p>Il nuovo allestimento è stato<strong> </strong>ufficialmente inaugurato dall’assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo, <strong>Giorgio Rossi</strong>, con il presidente del Consiglio Comunale,<strong> Francesco di Paola Panteca</strong>, e<strong> </strong>la direttrice dei Musei Scientifici, <strong>Patrizia Fasolato</strong>.<strong> </strong>Presenti il direttore dei Musei Storici,<strong> Stefano Bianchi</strong>, e i conservatori del Museo del Mare, <strong>Silvia Pinna</strong> e <strong>Andrea Bonifacio</strong>.</p>
<p>Il nuovo percorso espositivo accosta tra loro beni di natura diversa, quali dipinti, modelli e mezzi modelli, grafiche, stampe, oggettistica e fotografie d’epoca, proponendo visivamente e attraverso approfondimenti e in ordine cronologico, la storia del Lloyd.</p>
<p>Il percorso di visita si conclude nella sala video, dove i visitatori hanno la possibilità di visionare immagini e filmati che saranno presto ottimizzati con la possibilità di selezione autonoma da parte dell’utente.</p>
<p>La fruizione del patrimonio è resa più interattiva grazie alla presenza di strumenti e tecnologie digitali.</p>
<p>Il <strong>Museo del Mare </strong>è risultato infatti beneficiario di un finanziamento per la realizzazione del progetto <strong>“<em>Digitalizzazione e innovazione della sezione Lloyd del Museo del Mare di Trieste</em>”</strong>, presentato nell’ambito del bando pubblicato dalla Regione Friuli Venezia Giulia in attuazione del <strong>Programma regionale (PR) FESR FVG 2021-2027 Obiettivo “Investimenti in favore dell’occupazione e della crescita” </strong>cofinanziato dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR), grazie al quale è stato possibile introdurre nel nuovo allestimento diverse tecnologie.</p>
<p>Tra le maggiori novità è da segnalare il ricorso alle didascalie digitali, che consentono non solo di rendere più agevole la gestione e l’aggiornamento dei testi esplicativi, ma anche di migliorarne la fruizione e l’accessibilità grazie alla possibilità per i visitatori di ingrandire il testo, migliorare il contrasto, selezionare la lingua o uno specifico livello di dettaglio.</p>
<p>Nei prossimi mesi verranno implementati gli approfondimenti multimediali previsti e verranno realizzate anche le riproduzioni in 3D di alcuni reperti per permettere ai visitatori di avvicinarsi alle opere con un approccio multisensoriale capace di regalare un&#8217;esperienza di visita inusuale e arricchente, e un incontro ludico e al contempo istruttivo con i beni esposti.</p>
<p>Completa gli spazi della sezione museale del Lloyd l’area didattica pensata per ospitare incontri, conferenze, presentazioni o attività formative, e attrezzata con una scheda digitale contenente degli approfondimenti e un simulatore di navigazione attualmente in corso di realizzazione.</p>
<p>Il <strong>progetto illuminotecnico</strong> è stato realizzato con i fondi provenienti dal gettito dell’Imposta di Soggiorno come approvato in sede del Tavolo Tecnico del Turismo.</p>
<p>L’allestimento è pensato per consentire la più ampia <strong>accessibilità</strong> a tutte le persone compreso chi si muove in sedia a rotelle e quanti hanno necessità di una comunicazione illustrativa a diversi livelli, sia per dimensione che per complessità del testo sia per quanto attiene la selezione della lingua. Attualmente disponibile la versione inglese, a beve implementata con sloveno, tedesco, francese e spagnolo.</p>
<p>Il<strong> Museo del Mare – Ala Nord del Magazzino 26 </strong>e la sua sezione Lloyd sono accessibili tramite rampa d’accesso, elevatore e ascensore. Apertura dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 18, fino al 3 novembre; dal 5 novembre al 31 dicembre 2025 dalle 10 alle 17. Ingresso gratuito.</p>
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		<title>Palmanova acquista beni e cimeli del Museo Storico Militare</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/palmanova-acquista-beni-e-cimeli-del-museo-storico-militare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 16:43:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[palmanova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Firmato il documento che garantisce al Comune la gestione di Porta Cividale, una sezione di Bastioni e la Caserma Isonzo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/firma-museo-militare-palmanova-3.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/palmanova-acquista-beni-e-cimeli-del-museo-storico-militare/">Palmanova acquista beni e cimeli del Museo Storico Militare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Da sinistra Tellini, Callari e Martines</em></span></p>
<p>PALMANOVA – Dopo che il Consiglio Comunale di Palmanova ha approvato l’acquisizione al patrimonio comunale del <strong>Museo storico Militare</strong>, comprensivo dei beni immobili e delle collezioni museali, così come individuati con il Decreto Legislativo n. 112 del 10 luglio 2025, è stato oggi firmato il <strong>passaggio dei cimeli conservati nelle strutture</strong>, concludendo ufficialmente il passaggio dei beni mobili al patrimonio comunale.</p>
<p>Il trasferimento degli immobili verrà formalizzato nelle prossime settimane.</p>
<p>Presenti alla cerimonia, tenuta negli spazi della Caserma Isonzo, Direzione del Museo Storico Militare in Piazza Grande, <strong>Sebastiano Callari</strong>, assessore regionale al patrimonio, <strong>Giuseppe Tellini</strong>, sindaco di Palmanova, e il consigliere regionale <strong>Francesco Martines</strong>.</p>
<p>È stata anche l’occasione per consegnare, da parte del Comune, <strong>un Encomio Solenne al Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova</strong> (già Museo Storico Militare), riconoscendo l&#8217;importante opera di promozione, valorizzazione e memoria che la prestigiosa istituzione militare ha condotto dal 1990, contribuendo allo sviluppo economico e turistico della Fortezza.</p>
<p>“Quella di oggi non è solo la formalizzazione di uno degli ultimi atti che vanno a concludere ufficialmente il passaggio di proprietà dei beni mobili e immobili del Museo Storico Militare. È <strong>anche un momento storico per tutta la nostra città</strong>. Questi beni, attentamente catalogati, diventeranno patrimonio cittadino e troveranno spazio, dopo un adeguato lavoro di riqualificazione degli ambienti, nei rinnovati locali di Porta Cividale e Palazzo del Governatore alle Armi”, ha commentato il sindaco di Palmanova, <strong>Giuseppe Tellini</strong>.</p>
<p>Il Consiglio Comunale aveva approvato, poco più di un mese fa, l’acquisizione al patrimonio comunale del Museo storico Militare. L’iter statale è stato molto lungo, 11 anni, durante il quale si sono avvicendate quattro commissioni paritetiche, portando la firma finale, da parte dello Stato, nel mese di giugno 2025.</p>
<p>Sempre il Consiglio Comunale di Palmanova, nella sua ultima riunione, ha richiesto ufficialmente <strong>l’acquisizione completa del Palazzo del Governatore delle Armi, di Piazza Grande (Caserma Isonzo)</strong>, dopo che nella precedente domanda erano stati esclusi tre appartamenti che si affacciano sulla piazza, due sale e l’ingresso principale.</p>
<p>“Festeggiamo, dopo tanti anni, il passaggio definitivo del Museo Militare. Una cerimonia – aggiunge il Consigliere comunale e regionale <strong>Francesco Martines</strong> – nata anche per dare il giusto riconoscimento a chi ha operato fino a ora al Museo Militare e alle istituzioni nazionali e regionali che si sono impegnate in questa vicenda. <strong>È stato un lungo percorso, non facile, che ha richiesto pazienza e impegno politico e istituzionale</strong>. Ora finalmente vediamo la sua conclusione, dando alla città stellata la gestione di beni che saprà valorizzare per crescere ancora nel turismo e nel suo sviluppo economico, sociale e culturale”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-69086" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/firma-museo-militare-palmanova-15-1024x576.jpg" alt="firma museo militare palmanova 15" width="640" height="360" data-wp-editing="1" title="Palmanova acquista beni e cimeli del Museo Storico Militare 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/firma-museo-militare-palmanova-15-1024x576.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/firma-museo-militare-palmanova-15-300x169.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/firma-museo-militare-palmanova-15-768x432.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/firma-museo-militare-palmanova-15-1536x864.jpg 1536w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/firma-museo-militare-palmanova-15-1280x720.jpg 1280w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/firma-museo-militare-palmanova-15.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>“Questi progetti – ha dichiarato l’assessore regionale al patrimonio, <strong>Sebastiano Callari</strong> – si realizzano quando gli amministratori locali ci mettono non solo lavoro ma anche cuore. Si realizzano quando si lavora assieme, senza ideologie o bandiere. Oggi Palmanova può diventare centro di una cultura di pace. Questi cimeli rappresentato ciò che questa Regione è stata a livello nazionale stata per la nazione. Dalle tragedie ora è il tempo di farne tesoro per parlare al mondo di pace. Importante dare continuità a cosa potrà diventare questo museo. E inoltre bisogna parlare all&#8217;estero di Palmanova e di tutta la regione”.</p>
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		<title>Il primo museo dedicato a Carlo Sgorlon</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-primo-museo-dedicato-a-carlo-sgorlon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 09:43:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cassacco]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[sgorlon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà inaugurato nel suo paese natale di Cassacco: ospiterà manoscritti, ricordi, tecnologie interattive per scoprire l’universo creativo dell’“artigiano della parola” </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Carlo-Sgorlon_Museo.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-primo-museo-dedicato-a-carlo-sgorlon/">Il primo museo dedicato a Carlo Sgorlon</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Una foto di Carlo Sgorlon</em></span></p>
<p>CASSACCO – <strong>Carlo Sgorlon</strong>, lo scrittore friulano nato a Cassacco nel 1930 e già Premio Strega nel 1985, avrà un museo a lui dedicato.</p>
<p><strong>Venerdì 26 settembre</strong>, alle ore 18.30, sarà inaugurato il <strong><em>Museo Carlo Sgorlon – Artigiano della parola</em></strong>, realizzato dal <strong>Comune di Cassacco </strong>che ha incaricato la Cooperativa Snait della progettazione e dell’allestimento con la curatela scientifica del professor Marco D’Agostini, in collaborazione con la famiglia dello scrittore e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>La nuova esposizione permanente arricchisce gli spazi del <strong>Centro Civico Comunale</strong>, edificio storico che già ospita la Biblioteca, l’Auditorium e il Museo Luigi Garzoni, e che un tempo fu sede della scuola elementare di Cassacco.</p>
<p>Proprio qui Sgorlon trascorse parte della sua infanzia, in una casa legata alla figura del nonno Pietro Mattioni, maestro e scrittore friulano.</p>
<h3>IL MUSEO</h3>
<p>Il museo custodisce numerosi documenti originali tra cui manoscritti, appunti di lavoro, prime edizioni, fotografie, pubblicazioni, dediche e strumenti di lavoro come la macchina da scrivere.</p>
<p>L’obiettivo è offrire ai visitatori <strong>uno sguardo tridimensionale e inedito sulla figura dello scrittore</strong>: non solo i passaggi fondamentali della sua biografia e il legame con il Friuli, ma anche il suo metodo creativo e le passioni artigianali legate al mondo del libro.</p>
<p>La definizione di <strong>“artigiano della parola”</strong> diventa così il filo conduttore del percorso, che valorizza tanto la scrittura quanto l’aspetto creativo e concreto della sua opera.</p>
<p>Quello realizzato a Cassacco, inoltre, è un <strong>museo multimediale</strong> in cui la sala principale è arricchita da uno schermo multitouch che permette ai visitatori di avere accesso a un numero ancora maggiore di opere, testimonianze e materiali, e di ascoltare la voce di Sgorlon stesso, grazie ad alcune preziose interviste.</p>
<p>Non mancano all’ingresso i <em>QR code</em> con <strong>audioguide e testi in italiano, inglese e friulano</strong>, direttamente fruibili dal proprio smartphone.</p>
<p>Lungo il percorso è stata inoltre creata la zona “<strong>lo studio dello scrittore”</strong>, uno spazio evocativo che ricostruisce l’ambiente di lavoro di Sgorlon, con arredi, oggetti personali e strumenti che permettono di immergersi nel suo mondo creativo quotidiano.</p>
<p>Accanto a questa esperienza, il percorso museale include anche una <strong>saletta audiovisiva con un grande schermo</strong> nella quale verranno proiettati importanti documenti video legati allo scrittore: film, interviste, testimonianze e materiali d’archivio che arricchiscono ulteriormente la conoscenza della sua figura e del suo pensiero.</p>
<p>Grazie a questi strumenti interattivi, il museo diventa <strong>maggiormente inclusivo</strong> e si apre in particolare anche <strong>ai giovani e agli studenti</strong>, offrendo loro un modo coinvolgente e attuale per avvicinarsi alla vita e all’opera dello scrittore.</p>
<p>Tra i pezzi in mostra anche una curiosità: troverà qui casa la <strong>prima versione della statua in bronzo di Carlo Sgorlon</strong>, realizzata dallo scultore Calogero Condello e originariamente collocata a Udine.</p>
<p>L’opera, abbattuta accidentalmente da un camion in manovra nel 2023 e successivamente rimossa, viene oggi donata al Museo dal Comune di Udine senza interventi invasivi, così da testimoniare anche la vicenda che l’ha segnata.</p>
<h3>INAUGURAZIONE</h3>
<p>L’inaugurazione, aperta al pubblico con ingresso libero, si terrà <strong>venerdì 26 settembre alle 18.30</strong> e sarà seguita dalla prima visita al percorso espositivo.</p>
<p>La scelta dell’orario serale richiama volutamente il romanzo in friulano <em>Prime di sere </em>(1970), sottolineando ancora una volta il legame tra l’opera di Sgorlon e il suo territorio.</p>
<p>Interverranno il sindaco di Cassacco,<strong> Ornella Baiutti</strong>, l’assessore comunale agli Eventi, musei comunali, volontariato e pari opportunità, <strong>Letizia Miotti</strong>, coordinatrice del progetto, il <strong>professor Marco D’Agostini</strong> e i nipoti dello scrittore; è inoltre previsto un reading con <strong>Serena Fogolini</strong>.</p>
<p>Il <em>Museo Carlo Sgorlon</em> sarà aperto al pubblico con i seguenti orari: lunedì dalle 14.30 alle 17.30, martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e il primo sabato di ogni mese dalle 10 alle 13.</p>
<h3>CARLO SGORLON</h3>
<p>Narratore, saggista, uomo di vasta e profonda cultura, <strong>Carlo Sgorlon</strong> è stato uno dei più importanti esponenti della letteratura italiana dell&#8217;ultimo secolo.</p>
<p>Lontano da ogni tipo di appartenenza politica, da élite culturali troppo claustrofobiche e limitate per il suo libero spirito, lo scrittore friulano ha saputo unire alle grandi doti narrative analisi puntuali sulle trasformazioni economico-sociali moderne.</p>
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		<title>Nasce il Museo del Tesoro di Grado</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/nasce-il-museo-del-tesoro-di-grado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 07:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sottoscritto l'accordo tra Parrocchia e Comune per la cessione di beni artistici che saranno esposti nella struttura dell'ex canonica</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/firma-contratto-01.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nasce-il-museo-del-tesoro-di-grado/">Nasce il Museo del Tesoro di Grado</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La firma del responsabile dell’area economico finanziaria del Comune, Antonio Roberto Liaci</em></span></p>
<p>GRADO – Il <strong>Comune di Grado</strong> e la <strong>Parrocchia di Santa Eufemia</strong> hanno formalmente sancito, con l’approvazione dell&#8217;arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, un accordo verso la creazione del <strong>Museo del Tesoro della città di Grado</strong>, in allestimento nell’ex canonica.</p>
<p>Attraverso la sottoscrizione di un apposito documento, infatti, la parrocchia concede in uso al Comune alcuni beni di inestimabile valore storico e artistico, gelosamente custoditi all&#8217;interno di una cassaforte e, fino ad ora, difficilmente accessibili alla visione del pubblico.</p>
<p>Questo progetto museale sarà interamente <strong>dedicato alla memoria di monsignor Sebastiano Tognon</strong>, una figura emblematica che ha profondamente segnato la storia religiosa e sociale di Grado.</p>
<p>Monsignor Tognon ha guidato la parrocchia gradese in qualità di arciprete per 43 anni, dal 1913 fino al 1956, anno della sua morte.</p>
<p>Il Museo dovrebbe aprire nel mese di luglio.</p>
<figure id="attachment_64770" aria-describedby="caption-attachment-64770" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-64770" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/firma-contratto-02.jpg" alt="firma contratto 02" width="800" height="921" title="Nasce il Museo del Tesoro di Grado 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/firma-contratto-02.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/firma-contratto-02-261x300.jpg 261w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/firma-contratto-02-768x884.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-64770" class="wp-caption-text">Il parroco di Grado, monsignor Paolo Nutarelli, sottoscrive l&#8217;accordo davanti al sindaco Giuseppe Corbatto</figcaption></figure>
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		<title>La primavera rilancia il Museo della Cantieristica</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/la-primavera-rilancia-il-museo-della-cantieristica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 13:08:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[muca]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[panzano]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Svelata a Monfalcone la programmazione per il 2024. Previste mostre, passeggiate culturali, visite guidate e attività con le scuole</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/Muca-Museo-della-Cantieristica.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-primavera-rilancia-il-museo-della-cantieristica/">La primavera rilancia il Museo della Cantieristica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Il Museo della Cantieristica a Monfalcone</span></em></p>
<p>MONFALCONE – Con l’arrivo della primavera, il <strong>Museo della Cantieristica di Monfalcone</strong> svela la programmazione che accompagnerà visitatori e turisti nel corso del 2024.</p>
<p>Si inaugura <strong>venerdì 12 aprile</strong> la nuova programmazione, approvata dalla giunta nel corso dell’ultima seduta, con “<em>Fa che no soni la sirena!</em>”, un progetto che prevede una serie di iniziative diffuse sul territorio – nato dalla collaborazione con il Consorzio Culturale del Monfalconese – che si propone di raccontare l’esperienza della “Guerra Aerea” del secondo conflitto mondiale vissuta nei territori della Bisiacaria, che all’epoca era parte della provincia di Trieste.</p>
<p>Una new entry nella programmazione è dedicata alla prima <strong>Giornata Nazionale del <em>Made in Italy</em></strong>, in calendario per <strong>lunedì 15 aprile</strong>, che rappresenta un evento nato con l’intento di celebrare la creatività e l’eccellenza del nostro Paese e per far avvicinare i giovani alla cultura d’impresa italiana.</p>
<p>Nell’ambito di un calendario nazionale di iniziative, promosse da Museimpresa in collaborazione con l’Associazione Marchi Storici e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Muca organizza per <strong>sabato 20 e domenica 21 aprile</strong> delle visite guidate a tema dal titolo &#8220;<em>Onde d&#8217;innovazione. Il design navale italiano tra anni 50 e 60</em>&#8220;.</p>
<p>In occasione della <em>European Maritime Day In My Country</em> (Giornata europea del mare nel mio Paese) in calendario il 20 maggio, <strong>l’11 e il 13 maggio</strong> saranno organizzate <strong>visite guidate</strong> al Muca e al Cantiere.</p>
<p>Anche per l’anno in corso verranno riproposte le iniziative espositive e culturali con la seconda edizione di <strong>Macchine Volanti/ Droni</strong>, un progetto promosso nell’ambito delle celebrazioni del Centenario Aeronautica che prenderà <strong>il via a fine maggio e resterà aperta fino a fine giugno</strong>.</p>
<p>Dopo la prima tappa al Palazzetto Veneto, nella bella stagione sarà ospitata anche al Muca la mostra itinerante “<strong><em>Monfalcone si racconta</em></strong>”, occasione di valorizzazione di un fondo fotografico, ritrovato presso la parrocchia di San Giuseppe in Largo Isonzo, che testimonia la storia della città di cento anni fa.</p>
<p>Anche nella nuova programmazione sono in programma le <strong>passeggiate culturali al Villaggio Operaio</strong>, percorrendo tutto il ciclo produttivo di costruzione.</p>
<p>Le visite, esclusivamente guidate, partono dal Museo della Cantieristica il sabato mattina con inizio alle <strong>ore 10 e ore 11</strong>, abbinate alla successiva visita in pullman all’interno del cantiere navale più grande del Mediterraneo, per una durata complessiva di circa due ore.</p>
<p>È già possibile prenotarsi per le visite in programma il 13 e il 27 aprile, 11 e 25 maggio, 8 e 22 giugno.</p>
<p>Per valorizzare ulteriormente la connessione tra Muca e Cantiere, è prevista la riedizione della guida “<em>Il villaggio operaio di Monfalcone/Panzano. The workers village of</em><em> </em><em>Monfalcone</em>” che costituisce uno strumento di promozione e fruizione dei percorsi culturali all’interno del Cantiere.</p>
<p>Il MuCa continuerà, per tutta l’annualità 2024 a mantenere attivo il canale privilegiato delle visite guidate con le scuole di diverso ordine e grado. Per le scuole di Monfalcone si mantiene l’accesso gratuito al museo.</p>
<p>Inoltre, nell’ottica della prosecuzione del dialogo con le scuole, si svilupperà il progetto “<em>Panzano ieri e oggi:</em><em> </em><em>un ebook per raccontare</em>”. Le classi quinte della scuola primaria Cuzzi saranno coinvolte nella realizzazione di un prodotto digitale che, oltre ad ampliare le competenze tecniche, stimola alla conoscenza e all’approfondimento della storia del territorio e incoraggia il coinvolgimento personale nel proprio contesto sociale, con l’obiettivo di promuovere una cittadinanza attiva.</p>
<p>Si prevede la presentazione dell’elaborato finale al pubblico in presenza e sul sito web del Museo alla conclusione dell’anno scolastico con la possibilità, per le classi proponenti, di prender parte a una delle escursioni già calendarizzate per la visita MuCa + Cantiere.</p>
<p>Proseguono anche le collaborazioni con il <strong>Consorzio Grado Turismo</strong>, con la previsione di visite estive alla cellula ecomuseale del MuCa, con ingresso e visita guidata gratuita per coloro che acquisteranno il pacchetto turistico “<em>Turisti a KM Zero</em>”.</p>
<p>Il Museo della Cantieristica è aperto dal venerdì al lunedì dalle 10.00 alle 18.00.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito internet <a href="http://www.mucamonfalcone.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.mucamonfalcone.it&amp;source=gmail&amp;ust=1712317020543000&amp;usg=AOvVaw1Gdfq0-XfjanopLMXxlgwc" target="_blank" rel="noopener">www.mucamonfalcone.it</a></p>
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		<item>
		<title>Un museo per il cantore del Friuli</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/un-museo-per-il-cantore-del-friuli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 12:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cassacco]]></category>
		<category><![CDATA[garzoni]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inaugura a Cassacco la prima esposizione permanente dedicata a Luigi Garzoni: ospiterà manoscritti, dediche, autografi e altri materiali</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Il-Maestro-Garzoni-in-una-foto-scattata-a-Conegliano-nel-1955.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/un-museo-per-il-cantore-del-friuli/">Un museo per il cantore del Friuli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Il Maestro Garzoni in una foto scattata a Conegliano nel 1955</span></em></p>
<p>CASSACCO – Il Cantore del Friuli ha finalmente un suo Museo. <strong>Sabato 6 aprile</strong>, alle ore <strong>10.30</strong>, sarà inaugurato il <strong>Museo Luigi Garzoni</strong>, la prima esposizione permanente dedicata al Maestro “Cantore del Friuli” realizzata dal <strong>Comune di Cassacco</strong>.</p>
<p>Un intervento che ha visto la collaborazione di <strong>Daniele Garzoni di Adorgnano</strong>, nipote del compositore insieme alla famiglia intera, la direzione artistica e la curatela del <strong>musicologo Alessio Screm,</strong> che si è occupato della ricerca,  degli allestimenti e della redazione dei testi, e il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ARLEF, Fondazione Friuli, Comunità Collinare e della costante vicinanza della Società Filologica Friulana e dell’Associazione Amici della Musica.</p>
<p>Il Museo è collocato negli spazi del <strong>Centro Civico Comunale “Luigi Garzoni” di Cassacco</strong>, un edificio storico già dedicato al Maestro e attualmente sede di diversi spazi ricreativi e culturali come l’Auditorium e la Biblioteca Comunale.</p>
<p>Il percorso espositivo permanente prevede <strong>oltre 80 opere</strong> tra manoscritti, manifesti, cartoline, dediche, pubblicazioni, autografi e altri documenti di grande valore, come il suo pianoforte, l’abito da concerto ed altri cimeli unici e preziosi, che permettono di conservare e valorizzare la vita e le opere del compositore.</p>
<p>Quello realizzato a Cassacco è un <strong>museo multimediale</strong>, in cui sono esposti oggetti d’arredo prestigiosi, strumenti musicali preziosi e materiale personale, messo a disposizione dai nipoti Isolina, Daniele e Vittorio Garzoni di Adorgnano.</p>
<p>In occasione dell’inaugurazione interverrà il sindaco di Cassacco, <strong>Ornella Baiutti</strong>, a cui seguiranno i saluti delle autorità, le relazioni di Alessio Screm e Daniele Garzoni e un breve intervento musicale a cura dell’<strong>Associazione</strong> <strong>Amici della Musica di Udine</strong> con un quartetto che eseguirà brani del Maestro Luigi Garzoni. La mattinata, <strong>aperta al pubblico</strong>, si concluderà con la visita al Museo.</p>
<p>A partire da sabato 6 aprile, il Museo Luigi Garzoni sarà aperto al pubblico lunedì dalle 14.30 alle 17.30, martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e il primo sabato di ogni mese dalle 10 alle 13.</p>
<p>Nato nel 1890 a Tricesimo e scomparso a Cassacco nel 1972, <strong>Luigi Garzoni di Adorgnano</strong> fu compositore, insegnante, filologo e critico musicale, poeta, creatore, iniziatore e divulgatore di numerosi gruppi corali nel territorio friulano, punto di riferimento per gli emigranti dei fogolâr. Autore di musica da camera, operette, inni, salmi, messe, commedie musicali, canti e soprattutto villotte:  la sua opera conta oltre 700 composizioni musicali (tra cui <em>Ciampanis de sabide sere</em>, <em>In che sere</em>, <em>Ave o Vergjine us saludi</em>). “Penna d’oro” dell’Accademia Nazionale dei poeti dialettali d’Italia, medaglia d’argento di “Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte”, ottenne riconoscimenti anche nell’ambito del folklore e con “I cantori del Friuli”, corale da lui fondata nel 1945.</p>
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		<title>Nasce il Museo Interattivo della Radio e della Società</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 14:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[pasiano]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[telecomunicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avviata l'ultima fase relativa ad arredi e allestimenti: sarà uno dei principali musei del suo genere in Italia. Una settimana di eventi per promuoverlo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Ex-municipio-di-Pasiano-di-Pordenone-dove-trovera-sede-il-nuovo-MIRS.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nasce-il-museo-interattivo-della-radio-e-della-societa/">Nasce il Museo Interattivo della Radio e della Società</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">La sede del MIRS</span></em></p>
<p>PASIANO DI PORDENONE – Partito il conto alla rovescia che porterà all&#8217;<strong>apertura del nuovo Museo Interattivo della Radio e della Società</strong> (Mirs) che, una volta completati arredi e allestimenti, diventerà uno dei principali musei dedicati alla radio non solo nel Nordest, ma nell&#8217;intero territorio nazionale.</p>
<p>“L’idea di creare un museo interattivo della radio e della società – osserva il sindaco di Pasiano di Pordenone, <strong>Edi Piccinin</strong> – parte dalla volontà dell&#8217;amministrazione di valorizzare le risorse presenti nel nostro territorio: le radio antiche e l&#8217;archeologia di epoca romana, ma anche dal dialogo che abbiamo avviato con appassionati e collezionisti del settore. Loro sono una parte integrante di quanto è stato realizzato, grazie a donazioni di pezzi unici e storici nonché collezioni lasciate al Comune nel corso degli anni”.</p>
<p>“Da questo punto di partenza – precisa il primo cittadino – abbiamo cercato di creare un <em>fil rouge</em> che potesse unire i diversi mondi: radio, foto storiche, carte geografiche, fumetti, archivio della memoria e patrimonio archeologico. Un modo per conservare le radici della storia e arrivare ai giorni nostri. Il Mirs, quindi, fotografa l&#8217;evoluzione della nostra società. È un&#8217;importante testimonianza di storia e cultura da tramandare alle nuove generazioni che potranno goderne utilizzando strumenti all&#8217;avanguardia, ad alto contenuto tecnologico e multimediale. Scelta fortemente voluta dall&#8217;amministrazione per aumentarne l&#8217;attrattività, specialmente dei più giovani, nonché naturale espressione del progresso e degli anni che passano”.</p>
<p>In vista dell&#8217;apertura al pubblico del nuovo <strong>Mirs</strong>, l&#8217;amministrazione comunale, insieme con lo Studio Eupolis che coordina il progetto culturale e museale e Antique Radio Magazine, ha ideato un calendario di appuntamenti dal 10 al 16 febbraio, in occasione della Giornata mondiale della radio fissata ogni anno il 13 febbraio.</p>
<p>Sabato <strong>10 febbraio</strong>, alle 18 al <strong>Teatro comunale Gozzi</strong>, andrà in scena “<strong>Carosello</strong>”, spettacolo teatrale che porta sul palco 70 anni di storia della televisione italiana,</p>
<p><strong>Lunedì 12</strong>, invece, in collegamento con la <strong>Fondazione Guglielmo Marconi</strong>, l&#8217;appuntamento è alle 18.30 nel <strong>Municipio</strong> per “<strong><em>Aspettando la Giornata Mondiale della Radio</em></strong>”, un momento in cui l&#8217;amministrazione comunale presenterà gli anniversari che ricorrono quest&#8217;anno, ma anche tutte le iniziative della settimana proposte del MIRS.</p>
<p>Il <strong>13 febbraio la giornata clou</strong> con una <strong>visita guidata</strong>, in programma alla 18.30 nella sede espositiva Damiano Damiani al Parco dei Molini, alla collezione di radio storiche dedicata ad appassionati, curiosi e associazioni del territorio che così potranno scoprire in <strong>anteprima</strong> le chicche che impreziosiranno il nuovo Museo. Visite guidate che saranno replicate anche per le scuole il 15 e 16 febbraio.</p>
<p>Sulla storia di radio e tv, dalla nascita ai giorni nostri, ma anche una dimostrazione pratica sul funzionamento di una replica del televisore prodotto nel lontano 1930 dai fratelli Fraccaro è dedicata la serata di <strong>venerdì 16</strong>. “<strong><em>Il miracolo delle onde</em></strong>”, questo il titolo dell&#8217;appuntamento in programma alle 18.30 al <strong>Teatro</strong> <strong>comunale</strong> <strong>Gozzi</strong>, infatti, vedrà la partecipazione dell&#8217;architetto <strong>Marco Morandini</strong>, collezionista, ricercatore e collaboratore della rivista “Antique Radio Magazine”. A illustrare come funzionava invece il <strong>primo prototipo di televisore realizzato in Italia</strong> dai fratelli Bruno e Giovanni Fraccaro e che riuscì negli anni &#8217;30 perfino a ricevere i segnali trasmessi da Londra e Berlino, sarà <strong>Silvano Gazzola</strong>, collezionista, appassionato e conoscitore del mondo della radio. A presentare la serata sarà <strong>Mosè Battocchio</strong>, direttore scientifico del MIRS.</p>
<p>Nel <strong>foyer dello stesso teatro</strong>, dal 10 al 16 febbraio, il pubblico potrà ammirare in <strong>esposizione</strong> una selezione di documenti, apparecchi radiofonici e televisivi storici. Una sorta di percorso nel tempo che rappresenta un primo assaggio di quello che poi sarà il nuovo MIRS.</p>
<p>Infine, il 16 febbraio, dalle 17 alle 20 al Teatro Gozzi sarà possibile ottenere l&#8217;<strong>annullo filatelico di Poste Italiane</strong> dedicato proprio alla Giornata mondiale della radio nell&#8217;anno del centenario 1924/2024.</p>
<p>Il nuovo<strong> Museo Interattivo della Radio e della Società</strong> aprirà i battenti in autunno. Al suo interno i visitatori potranno avventurarsi in un <strong>percorso interattivo e immersivo</strong> alla scoperta della storia della radio dagli anni ’20 ad oggi e scandito dalla presenza di <strong>circa 300 esemplari in esposizione</strong>.</p>
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