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	<item>
		<title>Ilaria Giaccari confermata alla guida di Vari ed Eventuali</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/ilaria-giaccari-confermata-alla-guida-di-vari-ed-eventuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:55:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rinnovato a Cervignano il direttivo dell'associazione che raggruppa le attività imprenditoriali. Incontro con il Comune: "Più strategia: servono soluzioni condivise e misurabili"</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Da sinistra: Russo, Peressin, Scarel, Giaccari, Carnevale (seduta), Centore, Mansi, Balducci e Zuliani</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – A seguito dell’assemblea dei soci dell’associazione <strong>Vari ed Eventuali</strong> che raggruppa le attività imprenditoriali di Cervignano del Friuli, si è insediato il nuovo direttivo.</p>
<p>Dopo l’interim di qualche mese, <strong>Ilaria Giaccari</strong> è stata confermata alla presidenza. Suo vicepresidente sarà <strong>Roberto Russo</strong>, con <strong>Roberta Peressin</strong> nel ruolo di segretaria e <strong>Federica Prez</strong> in quello di tesoriera, affiancate dalle consigliere <strong>Sara Scarel</strong>, <strong>Tiziana Girotti</strong> e <strong>Chiara Mansi</strong>.</p>
<p>Su iniziativa del Distretto del Commercio, nella giornata di ieri si è svolto un incontro tra il nuovo direttivo, l’Amministrazione comunale – presenti il sindaco <strong>Andrea Balducci</strong>, la vicesindaca con delega alle attività produttive, <strong>Laura Centore</strong>, e la consigliere delegata <strong>Paola Carnevale</strong> – e il manager del Distretto, <strong>Stefano Zuliani</strong>.</p>
<p>“Un confronto concreto – spiega la presidente Giaccari – che ha messo subito sul tavolo molti temi e una disponibilità chiara alla collaborazione. Un dialogo diretto, senza troppi giri di parole, che ha portato a chiarire un punto fondamentale: gli eventi sono importanti, ma non sono la soluzione ai problemi del commercio cervignanese”.</p>
<p>“Gli eventi servono – precisa – portano persone, creano movimento, accendono l’attenzione. Ma da soli non bastano. Il rischio è continuare a rincorrere momenti isolati, senza costruire qualcosa che resti”.</p>
<p>Da qui l’esigenza emersa di trasformare una presenza occasionale in una presenza abituale.</p>
<p>“Far arrivare nuove persone è importante e gli eventi aiutano – ha ribadito il nuovo direttivo – ma la vera sfida è farle tornare. Farle affezionare. Rendere Cervignano un luogo in cui vale la pena fermarsi, passeggiare, vivere. Un luogo capace di essere attrattivo non solo per chi passa, ma anche per chi vuole investire, aprire, costruire”.</p>
<p>Se esistesse una formula perfetta, basterebbe copiarla. Ma non è così.</p>
<p>“Ogni città – sottolinea Giaccari – ha una propria identità, una propria storia, dinamiche diverse. E proprio per questo ha bisogno di strategie su misura, non di soluzioni preconfezionate. Inoltre il mondo del commercio è cambiato in tempi rapidissimi. Il modo di fare impresa è stato rivoluzionato da trasformazioni profonde, soprattutto nella comunicazione. Oggi non basta esserci: bisogna essere visibili, riconoscibili, rilevanti”.</p>
<p>Tutti temi affrontati durante l’incontro, con l’obiettivo di costruire una visione più ampia e concreta.</p>
<p>“Meno improvvisazione, più strategia. Meno iniziative isolate, più continuità. Con questo obiettivo – aggiunge Ilaria Giaccari – sono già in programma, a breve, nuovi incontri operativi su temi specifici, proprio per entrare nel concreto e costruire soluzioni reali, condivise e misurabili. Ogni iniziativa dovrà avere un senso, un obiettivo, una direzione”.</p>
<p>“Questa città – conclude la presidente – rischia di dimenticare le proprie radici. Il mercato del giovedì e quello del sabato non sono semplici abitudini: sono momenti preziosissimi di vita, relazione e commercio vero. Sono identità. Sono comunità. Ripartire da qui non è nostalgia. È strategia”.</p>
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		<item>
		<title>Eleonora Cedaro: cambiare vita</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/eleonora-cedaro-cambiare-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:41:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[moggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per nove anni ha lavorato nella direzione commerciale di una multinazionale. Poi, andando al lavoro in una mattina di sole comprese di non voler più trascorrere così le sue giornate. Iniziando a dedicarsi alla progettazione culturale. «Una scelta difficile. Ma una volta fatta non lascia dubbi o rimpianti»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowa_ritratto-ph.-C.-E.-Shanta.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/eleonora-cedaro-cambiare-vita/">Eleonora Cedaro: cambiare vita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Eleonora Cedaro (ph. Caterina Erica Shanta)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da<strong> Moggio Udinese </strong>ai palchi dei teatri d’avanguardia di <strong>New York</strong>, per poi ritornare con un bagaglio di esperienze di alto livello manageriale e creativo nella sua regione.</p>
<p>La storia di <strong>Eleonora Cedaro </strong>è emblema di come passione, competenze e visioni in continua evoluzione prendendo linfa da radici profonde, possano diventare professione e strumenti di crescita culturale e sociale.</p>
<p>Ecco il suo racconto fatto di scelte coraggiose come lasciare un sicuro posto di lavoro per seguire le proprie aspirazioni, impegnandosi per fare di un sogno una realtà condivisa.</p>
<p><strong>Lasciare il certo per il possibile, com’è maturata la scelta?</strong></p>
<p>«Ero appena rientrata in Italia dopo aver lavorato in teatro a New York per un anno e mezzo. Un’importante multinazionale mi selezionò proponendomi di lavorare per la direzione commerciale. Dissi di sì a cuor leggero, pensando “mi faccio qualche mese di esperienza e poi riparto”. Invece rimasi per quasi 9 anni. Nessun rimpianto, né per aver lasciato né per esserci rimasta così a lungo: ho imparato moltissimo e mi rendo conto che quell’esperienza è stata fondamentale per poter impostare tutto quanto è seguito. Ho sempre saputo che il lavoro che aveva le caratteristiche del “certo” per me era di passaggio».</p>
<p><strong>Quale la molla?</strong></p>
<p>«Una bella mattina di sole di metà febbraio stavo andando in ufficio e ricordo esattamente di aver pensato che non volevo passare la vita a fare un lavoro che non mi interessava. Avevo 33 anni».</p>
<p><strong>Da cosa deriva la scelta di dedicarsi all’arte contemporanea, spaziando in linguaggi diversi dopo il teatro?</strong></p>
<p>«Non sono certa di occuparmi di arte contemporanea, penso piuttosto di avere uno sguardo necessariamente multidisciplinare e sinceramente curioso nella progettazione culturale, specificatamente nell’ambito dello spettacolo dal vivo. La mia formazione è molto legata alle esperienze delle neoavanguardie del secondo Novecento, perciò mi è impossibile pensare per “compartimenti stagni”. Arti visive, teatro, musica <em>performance</em>, danza sono sempre stati linguaggi che hanno necessariamente aperto uno all’altro».</p>
<p><strong>Com’è nato il Festival Ephemera della Cultura Immateriale?</strong></p>
<p>«Gli <em>ephemera </em>sono frammenti che raccontano il processo, la genesi, la persistenza e la pragmatica dell’accadimento artistico, culturale e umano. È un’idea che ho avuto assieme a Michela Lupieri nel 2022 e che abbiamo realizzato assieme a Rachele D’Osualdo che attualmente guida il festival assieme a me. Stavamo uscendo dal periodo post pandemico e abbiamo colto l’opportunità che, devo dire con grande lungimiranza, la Regione diede agli operatori culturali per rilanciare le attività in presenza. Volevamo raccontare il contemporaneo partendo dai luoghi del territorio, proponendo una fruizione collettiva, consapevole, non d’assalto. Grazie a una rete di partner prestigiosi, da Trieste Contemporanea a Vigne Museum di Rosazzo, passando per Palazzo Lantieri a Gorizia, Prato D’Arte Marzona di Verzegnis, abbiamo fatto attraversare i luoghi del contemporaneo, inconsueti e spesso sconosciuti, a un pubblico ampio e variegato che ne ha così scoperto l’incredibile valore artistico e naturalistico, oltre alla libera fruibilità in un calendario di eventi di musica, danza, teatro e arti visive».</p>
<p><strong>I vostri progetti hanno anche a che fare con la memoria?</strong></p>
<p>«Non penso sia possibile fare cultura senza memoria. Cultura è colĕre «coltivare»: i frutti sono il risultato di un’azione pregressa di semina. L’importante, secondo me, è che memoria non diventi nostalgia».</p>
<p><strong>Le sue radici raccontano che il piccolo geograficamente, ma forte per tradizioni e cultura, dialoga con il grande…</strong></p>
<p>«Penso che il piccolo serva “a prendere le misure” per il grande, e che insegni a concentrarsi molto bene sui dettagli. Sono anche convinta che la parte migliore del grande sia, in realtà, il suo essere rete e cassa armonica di tanti piccoli».</p>
<p><strong>Quali sono i progetti di cui va maggiormente fiera con il gruppo che ha fondato?</strong></p>
<p>«Senza dubbio <em>Ephemera</em>, programma sperimentale aperto a tutti, rivolto alle comunità che abitano i luoghi, alle persone curiose di tutte le età e nazionalità in un approccio inclusivo e libero alla cultura. E poi <em>PerForm</em>, ideato con Gary Brackett, spazio fisico di un progetto culturale e sportivo che abbiamo realizzato per essere bello, accogliente accessibile, internazionale, convintamente non profit. Accoglie ogni giorno dell’anno le proposte dedicate alle discipline del corpo per soci praticanti ma è anche luogo di progettazione, spazio di ricerca e di messa in prova, partner progettuale e punto di riferimento sul territorio. Anche se, a dirla tutta, quello che mi rende particolarmente fiera sono proprio i gruppi con cui porto avanti questi progetti: lavorare bene collettivamente secondo me, specialmente oggi e in contesti extra istituzionali, è davvero qualcosa per cui andare fieri».</p>
<p><strong>Dai numeri della multinazionale alla passione e bellezza, dal far <em>business </em>alla sperimentazione condividendo contenuti, valori e</strong><strong> cultura. Un passaggio possibile anche a livello di sostenibilità di reddito?</strong></p>
<p>«Chi lavora nella cultura guadagna troppo poco e lavora in condizioni contrattuali spesso non eque. Diciamolo sempre e continuiamo a pretendere che cambi. Penso che la principale ragione stia nel fatto che l’arte è ancora ingiustamente condannata al “dopolavorismo” nonostante ci siamo tantissime persone brave, preparate e titolate. Ritengo stia pian piano cambiando, anche grazie alla presa di coscienza di chi lavora in questi settori – e cito AWI Art Workers Italia, la prima associazione, autonoma e apartitica, nata con l’obiettivo di dare voce a chi lavora nell’arte contemporanea in Italia. Cambia troppo lentamente e con una vergognosa disuguaglianza in termini di genere e di generazione. Tornando alla domanda: la risposta è sì, ma con tantissimi sacrifici non giustificati».</p>
<figure id="attachment_71479" aria-describedby="caption-attachment-71479" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-71479" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_03-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta.jpg" alt="lowz 03 Ephemera ph. C. E. Shanta" width="800" height="534" title="Eleonora Cedaro: cambiare vita 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_03-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_03-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_03-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta-768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_03-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_03-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-71479" class="wp-caption-text">Eleonora Cedaro durante un evento al Vigne Museum (ph. Caterina Erica Shanta)</figcaption></figure>
<p><strong>Come sono cambiati i compagni di viaggio nella vita di lavoro?</strong></p>
<p>«Secondo me in meglio. Si impara a scegliere, si diventa più maturi e professionalmente più preparati. Oggi i miei colleghi sono innanzitutto colleghe, spesso coetanee o poco più grandi. Mi dispiace non riuscire a lavorare maggiormente con persone più giovani di me, penso sia molto arricchente e stimolante per tutti».</p>
<p><strong>Conosce altre persone che hanno cambiato vita?</strong></p>
<p>«Sì, specialmente dopo la pandemia e soprattutto donne. È una scelta difficile, lo è sempre. Ma una volta fatta non lascia dubbi o rimpianti per “il certo” che certo, in fondo, non è».</p>
<p><strong>Quanto ha contatto il sostegno della famiglia?</strong></p>
<p>«Moltissimo perché mi ha lasciata libera di essere responsabile delle mie scelte: non mi ha mai né spinta né contrastata e, soprattutto, pur essendo nata in un piccolo paese, mi ha da subito insegnato che il mondo è grande e capire cosa e come scegliere passa anche per la conoscenza del mondo».</p>
<p><strong>Un sogno da realizzare?</strong></p>
<p>«Lavorare facendo ciò in cui credo, con persone che stimo, preferibilmente non per intrattenere il pubblico delle grandi città».</p>
<figure id="attachment_71478" aria-describedby="caption-attachment-71478" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71478" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_05-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta.jpg" alt="lowz 05 Ephemera ph. C. E. Shanta" width="800" height="534" title="Eleonora Cedaro: cambiare vita 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_05-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_05-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_05-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta-768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_05-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/lowz_05-Ephemera-ph.-C.-E.-Shanta-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-71478" class="wp-caption-text">Cedaro in centro nella foto mentre spiega un allestimento artistico (ph. Caterina Erica Shanta)</figcaption></figure>
<p><em>Eleonora Cedaro si occupa di organizzazione e management culturale, sviluppo progetti di performing arts, ricerca e pratiche del corpo. Ha collaborato con il Teatro Miela di Trieste, curando Satierose, rassegna multidisciplinare dedicata a Erik Satie. Insieme al regista e attore Gary Brackett ha fondato sempre nel capoluogo giuliano PerForm, centro di arti performative, seminari internazionali, unendo somatica, comunità e ricerca. Dal 2022 collabora con l’Associazione Etrarte e dirige Ephemera.Festival di Cultura Immateriale, curandone con Rachele D’Osualdo progetti di arte di comunità, ricerca storica ed etnografica e sviluppo del territorio, in particolare in aree interne e montane.</em></p>
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		<title>Anna Tessari: la magia delle lingue</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/anna-tessari-la-magia-delle-lingue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2025 10:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[lingue]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da anni i suoi servizi di traduzione professionale vengono scelti da aziende di svariati settori. «Grazie ai professionisti con cui collaboro, voglio portare innovazione, progetti e opportunità»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/sede.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/anna-tessari-la-magia-delle-lingue/">Anna Tessari: la magia delle lingue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Anna Tessari davanti alla sede di via Udine a Cervignano</em></span></p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – Un programma “geniale” perché traduce in pratica tutte le conoscenze delle neuroscienze applicate all’acquisizione linguistica.</p>
<p><strong>Anna Tessari </strong>ama citare questo concetto del professor Franco Fabbro ogni volta che parla di <strong><em>Hocus &amp; Lotus</em></strong>, il programma educativo linguistico ideato da Traute Taeschner e diffuso in tutto il mondo. E che lei ha fatto diventare un pilastro dell’offerta formativa per bambini e famiglie. Senza tralasciare i servizi per adulti e aziende.</p>
<p>Proprio nei mesi scorsi, Anna ha aperto la nuova sede della sua attività – <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.active-translation.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Active Translation </em></strong></a></span>– a <strong>Cervignano del Friuli</strong>. Con obiettivi ambiziosi e servizi innovativi.</p>
<p><strong>Anna, partiamo dalle origini di <em>Active Translation</em>…</strong></p>
<p>«<em>Active Translation </em>è nata nel 2014 a Soave, in provincia di Verona, la mia città natale. All’epoca lavoravo come assistente di volo per <em>Air Dolomiti</em>, quindi l’attività era nata come servizio di interpretariato e traduzione che svolgevo principalmente da remoto, affiancandolo a incarichi di interpretariato in presenza quando i turni di volo lo permettevano».</p>
<p><strong>L’attività come si è evoluta?</strong></p>
<p>«Con la nascita dei miei bambini ho deciso di “mettere da parte le ali” e dedicarmi a tempo pieno ad <em>Active Translation</em>, in cui avevo continuato a investire anche dal punto di vista formativo. Ho conseguito una seconda laurea mentre lavoravo <em>full-time </em>e, con l’arrivo dei miei figli, mi sono avvicinata anche all’insegnamento, in particolare nella fascia dell’infanzia. Ho quindi intrapreso un percorso di formazione triennale in glottodidattica infantile, specializzandomi proprio in questa fascia d’età».</p>
<p><strong>Il tutto giungendo nella Bassa friulana.</strong></p>
<p>«In quel periodo abitavo già nella zona e ho iniziato a proporre questi nuovi percorsi di bilinguismo alle famiglie di Cervignano e dintorni. Dopo diversi anni di attività ho visto che Cervignano rappresentava un punto strategico: una posizione centrale, capace di raggiungere un numero più ampio di famiglie e offrire così un servizio educativo a un pubblico ancora più vasto».</p>
<p><strong>L’azienda quali servizi offre?</strong></p>
<p>«Una gamma molto ampia, che riflette anche il mio modo di essere: mi piace spaziare, variare, scoprire cose nuove e interfacciarmi con persone e realtà diverse. Nello specifico, <em>Active Translation </em>propone servizi di traduzione per aziende e privati, con un focus particolare sul marketing in settori come moda, turismo e museale, ma anche traduzioni settoriali in ambiti più tecnici, come quello medico o metalmeccanico. Per i privati mi occupo di traduzioni ufficiali, legalizzate e certificate di documenti destinati all’estero o provenienti dall’estero, che necessitano di una figura professionale in grado di tradurli, asseverarli o legalizzarli affinché siano validi nel Paese di riferimento».</p>
<p><strong>Senza scordare l’insegnamento.</strong></p>
<p>«Anche in questo caso non esiste un’unica modalità: utilizzo strumenti diversi a seconda dell’età e del contesto, ma con una filosofia comune basata sulla ricerca scientifica nel campo delle neuroscienze. Per i bambini, ad esempio, utilizzo il programma <em>Hocus &amp; Lotus</em>, un approccio che li coinvolge a 360 gradi, grazie al teatro mimico-gestuale, alla lettura, alla musica, al movimento, alle emozioni positive e alla comunicazione affettiva. Per gli adulti, invece, propongo sessioni personalizzate o percorsi linguistici per aziende, nei quali definiamo insieme obiettivi concreti».</p>
<p><strong>Oltre all’inglese, su quali altre lingue fornite i vostri servizi?</strong></p>
<p>«L’inglese resta la lingua più richiesta, soprattutto nell’ambito dell’insegnamento, ma offro gli stessi servizi anche per la lingua tedesca. Inoltre, grazie alla rete di professionisti con cui collaboro da diversi anni, posso garantire servizi di traduzione e interpretariato in molte altre lingue. Collaboro stabilmente con professionisti che coprono le principali lingue europee, come francese, spagnolo e portoghese, ma anche le lingue balcaniche, dell’Est Europa e lingue extraeuropee come arabo, giapponese e cinese».</p>
<figure id="attachment_67363" aria-describedby="caption-attachment-67363" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-67363" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/apertura-736x1024.jpg" alt="apertura" width="640" height="890" title="Anna Tessari: la magia delle lingue 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/apertura-736x1024.jpg 736w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/apertura-216x300.jpg 216w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/apertura-768x1068.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/apertura.jpg 800w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-67363" class="wp-caption-text">Anna Tessari è laureata sia in Traduzione e Interpretariato che in Comunicazione per le Imprese. Si è inoltre specializzata in Glottodidattica Infantile</figcaption></figure>
<p><strong>Ha citato il programma <em>Hocus &amp; Lotus</em>: quali sono le potenzialità?</strong></p>
<p>«Per quanto riguarda l’insegnamento il mio sogno sarebbe quello di attivare corsi con il programma educativo psicolinguistico <em>Hocus &amp; Lotus </em>anche per la lingua tedesca. Sul nostro territorio, infatti, il tedesco è già presente in alcune scuole secondarie di primo grado, quindi sarebbe interessante dare ai bambini la possibilità di avvicinarsi a questa lingua in modo naturale e spontaneo sin da piccoli. Questo approccio aiuterebbe a ridurre le difficoltà che molti incontrano più avanti negli studi, trasformando quello che spesso è percepito come uno scoglio in un valore aggiunto. Credo molto nel potenziale del tedesco, perché offre una <em>forma mentis</em> e una struttura grammaticale che stimolano ordine e chiarezza».</p>
<p><strong>A voi si rivolgono numerose aziende e privati per migliorare le proprie competenze linguistiche: con loro che percorso seguite?</strong></p>
<p>«Tutti i percorsi sono personalizzati, nel senso che il discente è sempre al centro. Per i bambini, naturalmente, il programma educativo linguistico <em>Hocus &amp; Lotus </em>segue il filo narrativo delle avventure dei due protagonisti delle nostre storie, che viene poi reinterpretato, modulato, ripetuto e adattato a ciascun gruppo. Ogni piccolo risponde in modo diverso agli stimoli e alle modalità di apprendimento, quindi rimango sempre in ascolto e in osservazione, per valorizzare al massimo le sue modalità di acquisizione. Diversi sono invece i percorsi nei casi di bilinguismo familiare».</p>
<p><strong>In che senso?</strong></p>
<p>«Grazie ai materiali glottodidattici messi a disposizione, come la piattaforma online, i materiali cartacei, il gioco e le attività giornaliere, la lingua entra a far parte della quotidianità del bambino. Questo significa che ogni bambino riporta poi in aula un bagaglio di esperienze diverse, legate al vissuto familiare e all’interazione quotidiana con la lingua. Anche questo rende ogni percorso ancora più unico e personalizzato. Lo stesso approccio personalizzato lo applico anche per le aziende e i privati che si rivolgono a me, sia in sessioni individuali che in gruppi all’interno delle aziende».</p>
<p><strong>La persona sempre al centro…</strong></p>
<p>«L’obiettivo è quello di creare un ambiente disteso, in cui ogni partecipante si senta motivato a imparare e a raggiungere i risultati concordati. L’apprendimento avviene secondo le modalità di funzionamento di ognuno, utilizzando strumenti creati <em>ad hoc </em>per ciascuna situazione. Questo approccio personalizzato non esclude, ovviamente, la preparazione a esami ufficiali, come quelli di Cambridge o Trinity».</p>
<p><strong>Dagli adulti ai bambini <em>Hocus &amp; Lotus </em>resta un punto di forza.</strong></p>
<p>«Per me questo programma ha anche un forte valore personale, perché ha rappresentato un punto di svolta nella mia vita familiare: mi ha dato la possibilità di inserire una seconda lingua nella quotidianità dei miei figli fin dalla primissima infanzia. <em>Hocus &amp; Lotus </em>è uno stile di vita nel senso che accompagna le famiglie in un percorso con materiali glottodidattici che danno la sicurezza, la qualità e la contabilità di quello che il bambino può apprendere utilizzando i materiali stessi su base quotidiana».</p>
<p><strong><em>Hocus &amp; Lotus </em>ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in tutto il mondo per la sua efficacia e innovazione. Come mai?</strong></p>
<p>«Perché è un format narrativo, un format di <em>routine </em>condivise che mimano le modalità di apprendimento naturale della lingua madre. Osservando i bambini, ho notato come l’utilizzo della lingua segua le stesse dinamiche dell’acquisizione della lingua nativa. I bambini sviluppano un “orecchio spontaneo” per i suoni, una sensibilità fonetica che difficilmente ritroviamo in un adulto che inizia da zero. Inoltre, manifestano quei fenomeni tipici della riflessione metalinguistica, come la sovrageneralizzazione delle regole grammaticali: lo stesso processo che osserviamo nei bimbi madrelingua quando, ad esempio, usano una forma verbale regolare per verbi irregolari».</p>
<p><strong>Ciò cosa comporta?</strong></p>
<p>«Questi fenomeni sono significativi del fatto che la lingua entra nelle mura domestiche e nella mentalità, nella <em>forma mentis </em>del bambino, quindi è molto di più di una mera competenza linguistica, di un risolvere un esercizio o di essere performanti in un determinato esame preconfezionato. È proprio una competenza viva. I vantaggi del bilinguismo sarebbero un tema da approfondire a parte, ma <em>Hocus &amp; Lotus </em>va esattamente in questa direzione: offrire ai bambini e alle famiglie un’opportunità concreta di vivere la seconda lingua come parte della vita quotidiana, costruendo basi solide per il futuro».</p>
<p><strong>La passione per la lingua quando è nata in Anna Tessari?</strong></p>
<p>«Quando ero bambina, viaggiando per tutta Europa in camper insieme alla mia famiglia. È stato un regalo prezioso che mi ha aperto gli occhi sulla bellezza delle differenze: ho scoperto che esistono altre lingue, altri punti di vista, altre culture. Da lì il mio viaggio è iniziato e, in un certo senso, non è mai finito».</p>
<p><strong>Se fosse la destinazione di un viaggio, dove sarebbe?</strong></p>
<p>«Per me il viaggio è continuo. Fa parte di me la voglia di esplorare, conoscere, capire e vivere appieno i luoghi, le persone e tutto ciò con cui entriamo in contatto ogni giorno. Per me non esiste una meta precisa: la vera destinazione è la scoperta stessa. Non penso che il viaggio debba portarci per forza dall’altra parte del mondo: a volte può trovarsi dietro l’angolo di casa, dove basta scoprire un fiore, uno scorcio o un dettaglio nascosto per far nascere dentro di noi quella scintilla di meraviglia».</p>
<p><strong>Il mezzo preferito per i viaggi?</strong></p>
<p>«Visto il mio passato l’aeroplano ha sicuramente un grande fascino, ma non amo particolarmente viaggiare in aereo: mi piaceva lavorarci, come passeggera non lo trovo un mezzo particolarmente confortevole. Mi piace camminare: tutto ciò che posso raggiungere con le mie gambe mi dà la più grande soddisfazione. Se serve andare un po’ più veloce, allora va bene anche la bicicletta».</p>
<p><strong>Nonostante le sue due lauree, lei ha conseguito anche la qualifica di <em>Neurolanguage Coach</em>. Quanto è importante al giorno d’oggi l’aggiornamento continuo?</strong></p>
<p>«L’aggiornamento continuo è la possibilità di incanalarsi, di volta in volta, verso la strada più giusta. Non possiamo pensare di restare sempre la stessa persona per tutta la vita: quando ho conseguito la mia prima laurea ero una persona, quando ho deciso di prenderne una seconda ero già diversa, in cammino verso altri obiettivi e in cerca di nuove risposte. L’ultima qualifica che ho conseguito è quella di <em>Neurolanguage Coach</em>: capire come funzionano motivazione, apprendimento e dinamiche cognitive negli adulti mi permette di essere più efficace, più consapevole e di non improvvisare mai».</p>
<p><strong>Lei collabora con una vasta rete di professionisti: quali sono i vantaggi di queste collaborazioni?</strong></p>
<p>«Mi sento fortunata e grata di aver incontrato nel tempo collaboratori e professionisti di grande valore.  Grazie a questa rete posso offrire un servizio più completo, arrivare a più persone e affrontare progetti complessi con la serenità di avere spalle solide».</p>
<p><strong>La sua è una storia professionale di evoluzioni continue: quali sono i prossimi obiettivi che desidera raggiungere?</strong></p>
<p>«Con l’apertura del mio nuovo spazio sono fiduciosa di poter portare innovazione, progetti e opportunità a chi desidera avvicinarsi al mondo delle lingue e del bilinguismo, sentendosi accolto anche nelle proprie insicurezze. Se penso a un obiettivo concreto su cui sto già lavorando, è quello di trasmettere questa passione e questa visione della formazione anche ad altre persone. Mi piacerebbe ampliare la mia squadra, coinvolgere professionisti che condividano questo approccio, così da poter “moltiplicare” i benefici di ciò che vedo ogni giorno nella soddisfazione dei miei clienti. Desidero creare un <em>team </em>coeso, che lavori insieme per offrire un’esperienza sempre più ricca e completa. Questo, oggi, è forse il mio sogno più grande:  continuare a crescere insieme agli altri».</p>
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		<item>
		<title>Le donne fanno Rete e parlano di indipendenza economica</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/le-donne-fanno-rete-e-parlano-di-indipendenza-economica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avere un lavoro retribuito ed essere in grado di pagare le spese correnti: a Udine focus su parità di genere e occupazione al femminile</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/rete-donna.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/le-donne-fanno-rete-e-parlano-di-indipendenza-economica/">Le donne fanno Rete e parlano di indipendenza economica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Le protagoniste del convegno “Stato interessante 2&#8243; (ph. Barbara Rovere)</em></span></p>
<p>UDINE – Guadagnare sia come libera professionista sia come lavoratrice dipendente e poter disporre liberamente dei propri soldi, significa essere in grado di prendere autonomamente le decisioni che riguardano il proprio futuro.</p>
<p>I dati del Friuli Venezia Giulia evidenziano una <strong>disparità di genere un po&#8217; meno marcata</strong> rispetto al resto dell&#8217;Italia, ma pur sempre presente (gli occupati hanno superato le 527mila unità, con una crescita dell&#8217;1,5% rispetto al 2023 e del 3,8% sul 2019.</p>
<p>Il tasso di occupazione ha raggiunto il 69,8%, mentre l&#8217;occupazione femminile è cresciuta di oltre l&#8217;8% rispetto a cinque anni fa. Si riduce il divario tra uomini e donne, con un <em>gender gap</em> che passa dal 15,9% all&#8217;11,6%).</p>
<p>La <strong>Rete al Femminile di Udine</strong> ha voluto fare il punto della situazione durante il convegno “<em>Stato interessante 2 &#8211; Crescita verso l&#8217;indipendenza economica</em>” svoltosi nel capoluogo friulano lo scorso 23 maggio.</p>
<p>Il plauso all&#8217;iniziativa è arrivato dalla assessora alle Pari opportunità del Comune di Udine, <strong>Arianna Facchini</strong>, che nei saluti inaugurali ha sottolineato come il lavoro sia fondamentale ed essenziale per la libertà che conduce all&#8217;indipendenza economica.</p>
<p>“La condivisione – ha precisato Facchini – rende le difficoltà meno gravose e anche grazie a convegni come questo organizzati dalla Rete al Femminile ci si rende conto che i percorsi sono diversi ma gli ostacoli simili. L&#8217;assessora ha evidenziato che il fine della commissione pari opportunità è quello di promuovere una società al femminile più giusta, sostenibile e resiliente e si batte per la doppia preferenza di genere”.</p>
<p><strong>Chiara Canzoneri</strong>, chef, <strong>Barbara Beltrame</strong>, stilista, <strong>Marta Totis</strong>, traduttrice, assieme a <strong>Lara Cattarossi</strong>, avvocata, e <strong>Luisa Pace</strong>, queste ultime nella duplice veste di invitate e socie della Rete, hanno raccontato le loro esperienze di vita al pubblico presente nella sala della Casa della Contadinanza.</p>
<p>L&#8217;incontro è stato moderato da <strong>Michela Daltin</strong>, leader della Rete di Udine, e <strong>Anna Piuzzi</strong>, giornalista, che hanno condotto il dibattito sottolineando ed evidenziando le caratteristiche di ciascuna ospite.</p>
<p>Diversi percorsi, storie, origini ma tutte le convenute, raccontando della propria attività imprenditoriale e del significato che per loro ha l&#8217;indipendenza economica, hanno evidenziato che grazie alla passione, alla propria ambizione, all&#8217;orgoglio, alla ferrea volontà di riuscire e al desiderio di realizzarsi, possono sentirsi soddisfatte dei risultati raggiunti.</p>
<p>Anche se ancora c&#8217;è molto da fare.</p>
<p>Cosa ci si porta a casa dopo aver assistito al convegno? Sicuramente la voglia di fare e di mettersi in gioco e la speranza che tutta la società, istituzioni, scuola, famiglia, politica, imprese, comuni cittadini muova il suo agire verso la valorizzazione del genere femminile riconoscendo il fondamentale apporto che le donne forniscono al mondo, passato, presente e futuro.</p>
<p><em>Informazioni a cura di Maria Teresa Ruotolo &#8211; Rete al Femminile Udine</em></p>
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		<title>Donne e indipendenza economica: a che punto siamo?</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/donne-e-indipendenza-economica-a-che-punto-siamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 08:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="691" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante-24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="stato interessante 24" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante-24.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante-24-300x152.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante-24-1024x518.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante-24-768x388.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Donne e indipendenza economica: a che punto siamo? 4"> La Rete al Femminile di Udine organizza il convegno "Stato interessante 2", con testimonianze di numerose professioniste</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante-24.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/donne-e-indipendenza-economica-a-che-punto-siamo/">Donne e indipendenza economica: a che punto siamo?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Un momento della passata edizione</em></span></p>
<p>“<em>Stato interessante 2 &#8211; crescita verso l&#8217;indipendenza economica</em>” è il convegno che si svolgerà <strong>venerdì 23 maggio</strong> 2025 alle ore 18 presso la <strong>Casa della Contadinanza del Castello di Udine</strong>.</p>
<p>Essere indipendente dal punto di vista economico (avere un lavoro come fonte di reddito e un conto corrente da utilizzare liberamente) per una donna non è così scontato, stereotipi culturali che possono sfociare nella disparità di genere, giocano ancora a sfavore di una tangibile autonomia.</p>
<p>Ma essere economicamente indipendente per una donna, sia essa libera professionista o lavoratrice dipendente, significa essere in grado di prendere autonomamente le decisioni che riguardano il proprio futuro.</p>
<p>Il convegno vuole fare il punto sulla situazione del Friuli Venezia Giulia attraverso le testimonianze di professioniste che hanno intrapreso un percorso fatto di sogni, impegno e professionalità.</p>
<p>L&#8217;evento sarà presentato e moderato da <strong>Michela Daltin</strong>, leader della Rete al Femminile di Udine, e <strong>Anna Piuzzi</strong>, giornalista.</p>
<p>Interverranno: <strong>Arianna Facchini</strong>, assessora Demografia e statistica, Politiche giovanili e Pari opportunità del Comune di Udine; <strong>Lara Cattarossi</strong>, avvocata; <strong>Luisa Pace</strong>, consulente assicurativo e gestione rischi; <strong>Chiara Canzoneri</strong>, chef; <strong>Barbara Beltrame</strong>, stilista: <strong>Marta Totis</strong>, Servizi Traduzione.</p>
<p>L&#8217;evento è patrocinato dal Comune di Udine e organizzato dalla Rete al Femminile di Udine con il supporto di Rete al Femminile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65269" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante.jpeg" alt="stato interessante" width="800" height="1000" title="Donne e indipendenza economica: a che punto siamo? 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante.jpeg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante-240x300.jpeg 240w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/stato-interessante-768x960.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>“Promuovere pari opportunità in ambito lavorativo, economico e finanziario – afferma l’assessora Facchini –significa costruire una società più giusta, equa e resiliente. L’associazionismo che mette in rete le competenze e le esperienze delle professioniste rende un servizio alle donne supportandole nei loro percorsi di carriera ancora pieni di ostacoli”.</p>
<p>&#8220;Sembra che le trasformazioni sociali, il progresso tecnologico, l&#8217;intelligenza artificiale che si sta diffondendo in tutti gli ambiti, riguardino solo marginalmente il lavoro della donna. Di grande attualità argomenti quali l&#8217;indipendenza economica, la disparità salariale e la disuguaglianza di genere. Il lavoro della donna è ancora oggi sottopagato rispetto alla stessa professione svolta da un uomo e la donna si vede ancora costretta a scegliere tra la professione e ruoli diversi&#8221;, aggiunge Michela Daltin.</p>
<p>Rete al Femminile è l&#8217;associazione diffusa a livello nazionale dedicata alle donne che lavorano in proprio come libere professioniste, freelance o imprenditrici. Opera a livello nazionale e locale, attraverso Reti provinciali, con attività concrete di formazione, condivisione, aggiornamento professionale e creazione di alleanze al femminile per diffondere la cultura economica e imprenditoriale fra tutte le professioniste d’Italia, in quanto donne e persone che si riconoscono nel genere femminile.</p>
<p>La Rete al Femminile sezione di Udine è composta da 15 socie che si riuniscono due volte al mese per discutere di argomenti legati all&#8217;imprenditoria femminile, confrontarsi e supportarsi nei momenti di difficoltà che la vita sia professionale che privata presenta.</p>
<p>La Rete al Femminile di Udine è così composta: <strong>Michela Daltin</strong> &#8211; consulente aziendale coach e formatrice (leader), <strong>Eleonora Felisatti</strong> &#8211; grafica editoriale e comunicazione (vice leader) e, in ordine alfabetico <strong>Antonella Belgrado</strong> &#8211; consulente aziendale, <strong>Lara Cattarossi</strong> &#8211; avvocata, <strong>Gloria Catto</strong> &#8211; imprenditrice, <strong>Katia Coppo</strong> &#8211; web designer consulente e formatrice, <strong>Irene Cencig</strong> &#8211; imprenditrice, <strong>Moira Ciani</strong> &#8211; artigiana creativa e grafica, <strong>Luisa Pace</strong> &#8211; consulente assicurativo e gestione rischi, <strong>Marta Cecilia Parrinello</strong> &#8211; fitness coach, <strong>Barbara Rovere</strong> &#8211; fotografa, <strong>Maria Teresa Ruotolo</strong> &#8211; giornalista, <strong>Chiara Spagnul</strong> &#8211; pedagogista e psicomotricista, <strong>Maria Caterina Tubaro</strong> &#8211; negoziante, <strong>Alessandra Zanello</strong> &#8211; consulente aziendale.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Imprenditori a scuola di Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/imprenditori-a-scuola-di-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 10:51:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=65248</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Cervignano l’associazione dei commercianti lancia un corso per fornire strumenti pratici per il lavoro e non solo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/corso-ia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/imprenditori-a-scuola-di-intelligenza-artificiale/">Imprenditori a scuola di Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>I partecipanti al corso tenuto da Martina De Grassi (seconda da sinistra)</em></span></p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – L’associazione <strong>Varie ed Eventuali</strong> ha organizzato un corso pratico sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, tenuto da <strong>Martina De Grassi</strong>, esperta di sistemi gestionali e IA.</p>
<p>Il percorso formativo, articolato in tre moduli da due ore ciascuno, vuole consentire ai partecipanti di scoprire le basi di ChatGPT e il suo funzionamento, ma anche sperimentare GPT personalizzati e tecniche di <em>Prompt Engineering</em>, creare immagini generative ed esplorare altre IA utili in ambito lavorativo. Non ultimo una riflessione su etica, rischi e potenzialità di questa tecnologia.</p>
<p>«Abbiamo voluto un approccio concreto e accessibile – spiega la presidente di Vari ed Eventuali, <strong>Ilaria Giaccari</strong> –. L’obiettivo è fornire strumenti immediati per ottimizzare il lavoro quotidiano, ma anche stimolare un uso consapevole dell’IA, senza dimenticare le implicazioni etiche».</p>
<p>Il corso, a numero chiuso, è andato esaurito in breve tempo, con iscritti numerosi titolari di attività commerciali e di servizio della città.</p>
<p>«Confidiamo – aggiunge Giaccari – che le competenze acquisite semplifichino impegni professionali e personali, regalando più tempo per le passioni e magari per nuove attività associative».</p>
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		<item>
		<title>Popri Youth Competition: l&#8217;Italia punta sugli studenti friulani</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/popri-youth-competition-litalia-punta-sugli-studenti-friulani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 09:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[confcooperative]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[tolmezzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=64690</guid>

					<description><![CDATA[<p>Allievi dell’Isis Solari di Tolmezzo unici rappresentanti italiani alle finali del progetto europeo sull'imprenditoria giovanile</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/TEAM-ISIS-SOLARI.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/popri-youth-competition-litalia-punta-sugli-studenti-friulani/">Popri Youth Competition: l&#8217;Italia punta sugli studenti friulani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La compagine dell&#8217;ISIS Solari che andrà in Grecia</em></span></p>
<p>TOLMEZZO – Saranno gli studenti dell’<strong>Isis</strong> <strong>Solari di Tolmezzo</strong> a rappresentare l’Italia alla <strong><em>Popri Youth Competition</em></strong>, che si terrà il 6 e 7 maggio sull’isola di Creta, in Grecia.</p>
<p>Lo <strong>annuncia Confcooperative Fvg</strong>, partner del progetto internazionale <em>POPRI</em>, un&#8217;iniziativa che si inserisce nella strategia <em>EUSAIR (Eu Strategy for the Adriatic and Ionian Region)</em>, con l&#8217;obiettivo di promuovere l&#8217;imprenditorialità giovanile e la cooperazione transnazionale tra i Paesi dell&#8217;area adriatico-ionica.</p>
<p>E proprio nella veste di partner nazionale del progetto europeo, Confcooperative Fvg è “madrina” dell’iniziativa per il nostro Paese e ha selezionato i partecipanti.</p>
<p>«È un’importante iniziativa che conferma il nostro impegno ventennale per l’educazione delle nuove generazioni», spiega <strong>Daniele Castagnaviz</strong>, presidente regionale di Confcooperative, associazione cooperativistica con 500 imprese associate che coinvolgerà, quest’anno, oltre 5.500 studenti del Friuli VG in attività didattiche.</p>
<p>POPRI permette ai <strong>giovani di 10 diversi Paesi</strong> di incontrarsi e confrontarsi su temi di interesse comune.</p>
<p>Alla fase finale del progetto l’Italia sarà rappresentata dall&#8217;idea proposta da un gruppo di studenti della <strong>classe VPL13</strong> dell’Isis Solari di Tolmezzo: <strong>trasformare una semplice scatola da imballaggio per le bottiglie</strong>, realizzata con legno riciclato, in un <strong>oggetto di design sostenibile</strong>, capace di vivere una seconda vita ad esempio come profumatore d’ambiente (Burla).</p>
<figure id="attachment_64691" aria-describedby="caption-attachment-64691" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-64691" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Burla.jpg" alt="Burla" width="800" height="852" title="Popri Youth Competition: l&#039;Italia punta sugli studenti friulani 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Burla.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Burla-282x300.jpg 282w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Burla-768x818.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-64691" class="wp-caption-text">Il prototipo Burla</figcaption></figure>
<p>«Creare un legame tra artigianalità e sostenibilità, in una logica di economia circolare, che permette di portare alla luce il potenziale di ciò che chiamiamo “scarto”, è una sfida che ci porta a pensare, progettare e sviluppare un prodotto, con una modalità del tutto nuova e inedita, lontano dalle logiche del mero consumismo e che abitua a vedere l’oltre nascosto in ogni cosa», commenta la dirigente scolastica del Solari, <strong>Manuela Mecchia</strong>.</p>
<p>Il primo prototipo, realizzato appositamente per il progetto POPRI, <strong>nasce da un progetto di</strong> <strong>Impresa cooperativa simulata</strong> realizzato dall’Area Educazione Cooperativa di Confcooperative Fvg con il contributo di Fondosviluppo Fvg SpA.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Flavio Cecere: concreto idealismo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/flavio-cecere-concreto-idealismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 16:17:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cecere]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assieme a due giovani imprenditori ha fondato a Gorizia una società che trasforma idee culturali in eventi di successo. Seguendo gli insegnamenti di suo padre, a cui dedicherà un’esposizione itinerante</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/P1188850.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/flavio-cecere-concreto-idealismo/">Flavio Cecere: concreto idealismo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Da sinistra Cecere, Gismano e Stasi</em></span></p>
<p>GORIZIA – In questo anno extra-ordinario per <strong>Gorizia </strong>e <strong>Nova Gorica</strong>, prima capitale europea della cultura transnazionale, nasce nella storica sede del complesso della Fondazione Coronini Cronberg, in <strong>Villa Kugy</strong>, nella città isontina, la società <strong>Diapaeson</strong>, un progetto di tre giovani imprenditori per trasformare idee culturali in eventi di successo.</p>
<p>Sono laureati in diverse discipline fra gli anni 2016 e 2020, già con consistenti esperienze e competenze nell’associazionismo culturale, e credono fermamente che la cultura sia centrale per il benessere e la crescita dell’individuo e della comunità, stimoli la coesione tra persone, istituzioni e territorio, possa unire risultati professionali senza tradire sogni e interessi, dando vita a una carriera di soddisfazioni anche economiche.</p>
<p>I fondatori della nuova realtà sono <strong>Angelica Stasi</strong>, <strong>Flavio Cecere </strong>e <strong>Martino Gismano</strong>.</p>
<p>Angelica, una laurea in scienze internazionali e diplomatiche e una specializzazione in scienze del governo e politiche pubbliche con una tesi sul turismo culturale, si occupa di progettazione e organizzazione di eventi.</p>
<p>Flavio, figlio d’arte, ha respirato cultura e musica dal primo vagito in culla con papà Paolo, grande musicista, docente e organizzatore di rassegne di musica internazionale, e mamma Alessandra, cantante e danzatrice; dopo la laurea al DAMS musica di Gorizia si è specializzato soprattutto in progettazione e <em>fundraising </em>per attività ed eventi culturali internazionali.</p>
<p>Angelica e Flavio sono tra l’altro fondatori di Associazione Examina nata nel 2011, e dal 2019 Flavio è codirettore del festival <em>Crocevie</em>.</p>
<p>Martino Gismano è laureato in scienze della mediazione linguistica, per la pubblicità, il marketing e le relazioni pubbliche con magistrale in gestione del turismo culturale e degli eventi e diploma in <em>social media training</em>. Si occupa di comunicazione e progettazione, web e contenuti social.</p>
<p>Un terzetto altamente qualificato e già con esperienza sul campo, come ci racconta proprio Flavio Cecere.</p>
<figure id="attachment_64443" aria-describedby="caption-attachment-64443" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-64443" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/low_open.jpg" alt="low open" width="800" height="868" title="Flavio Cecere: concreto idealismo 7" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/low_open.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/low_open-276x300.jpg 276w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/low_open-768x833.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-64443" class="wp-caption-text">Flavio Cecere</figcaption></figure>
<p><strong>Flavio quale è il vostro <em>corebusiness</em>?</strong></p>
<p>«Offriamo competenze, capacità di progettare, gestire e valorizzare eventi, spazi e iniziative culturali attraverso un approccio integrato di professionalità diverse a supporto di aziende, istituzioni e associazioni nella gestione completa di manifestazioni. Uniamo formazione di alto livello universitario specifico a una già sperimentata operatività sul campo. Riteniamo di avere una mappa precisa e accurata delle richieste e potenzialità in regione del settore cultura e, da idealisti concreti, abbiamo deciso di fare il grande salto passando dall’essere un’associazione a una società».</p>
<p><strong>Il vostro biglietto da visita e curriculum sono già attestati da manifestazioni di respiro regionale che vi vedono artefici in prima persona da tempo.</strong></p>
<p>«Nell’ambito dell’attività del <em>Festival Examina</em>, vari sono i cartelloni che abbiamo proposto e proporremo a cavallo del confine sotto il logo di <em>Crocevie Art&amp;Music Festival </em>con appuntamenti fra Gorizia, Nova Gorica, Gradisca d’Isonzo, Medea e Cormòns nel periodo da fine maggio a inizio luglio. In tutto otto tappe serali e quattro mattutine. Il programma musicale delle <em>soirée </em>ripercorrerà i differenti generi esplorando le evoluzioni dell’arte e della perizia esecutiva, dal Medioevo a oggi, con l’introduzione di un musicologo e con degustazioni finali. Durante le <em>matinée </em>la musica integrerà la letteratura in una trama di note e pagine di narrazione».</p>
<p><strong>Quale il filo conduttore del festival?</strong></p>
<p>«Celebrare il patrimonio, materiale e immateriale, del Friuli Venezia Giulia, avendo presente che il confine non è una linea ma è un incrocio di molteplici percorsi culturali ed esperienziali. Non una geometria stabile ma viva e dinamica, un crocevia affollato, in cui si incontrano percorsi musicali, artistici, letterari, storici e creativi. In questo spirito a breve andranno in stampa i 2 libri realizzati dai bambini e bambine che hanno partecipato al progetto <em>“Crocevie Kids”</em>, per raccontare le loro storie unite e quelle di personaggi della storia del territorio».</p>
<p><strong>Chi sono i personaggi?</strong></p>
<p>«Figure che hanno attraversato i confini quando questo non era né facile né possibile. Penso a Jožko Štrukelj e Michele Martina, sindaci di Nova Gorica e Gorizia negli anni Sessanta, che diedero un contributo fondamentale alla costruzione di questo anno della cultura europea condivisa, ma anche alla storia di Vilma Braini, giovane staffetta partigiana sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti».</p>
<figure id="attachment_64444" aria-describedby="caption-attachment-64444" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-64444" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Foto-Ensemble-Dramsam.jpg" alt="Foto Ensemble Dramsam" width="800" height="533" title="Flavio Cecere: concreto idealismo 8" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Foto-Ensemble-Dramsam.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Foto-Ensemble-Dramsam-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Foto-Ensemble-Dramsam-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Foto-Ensemble-Dramsam-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Foto-Ensemble-Dramsam-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-64444" class="wp-caption-text">L&#8217;Ensemble Dramsam</figcaption></figure>
<p><strong>Voi avete raccolto e dato ulteriore impulso al festival Musica Cortese creato da tuo padre a fine anni ’80 e realizzato dall’associazione Dramsam. Quali le novità dell’edizione 2025?</strong></p>
<p>«<em>“Terra Luce Canto” </em>è il filo di questa edizione che si propone di porre al centro il carattere comune del linguaggio musicale europeo e di quanto e come il Medioevo abbia segnato quella che oggi chiamiamo identità europea. Si spazierà, da luglio a settembre, dai repertori italiani medievali e rinascimentali, al contributo assai poco conosciuto degli ebrei continentali alla formazione dell’identità culturale inglese, passando per i canti delle clarisse polacche, testimonianza del vasto fenomeno del monachesimo femminile europeo. Per concludere con un eccentrico accostamento del repertorio medievale con la musica tradizionale finlandese e con l’elettronica».</p>
<p><strong>Quali le sedi dei concerti?</strong></p>
<p>«A Gorizia quattro concerti in Castello, Case Dornerg e Tasso, Duomo e Sinagoga; oltre confine nella villa rinascimentale di Vila Vipolze. Quindi vi saranno tappe a Palazzo Torriani a Gradisca d’Isonzo, alla chiesa di San Giorgio a Cormòns, al Museo Paleocristiano di Monastero e alla Basilica di Aquileia, ma anche a Cividale del Friuli, alla Pieve di San Martino a Clauzetto, all’Isola di Barbana a Grado, per chiudere in Slovenia a Vila Vipolze. A breve tutto sul nostro sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.dramsam.org" target="_blank" rel="noopener">www.dramsam.org</a></span>».</p>
<figure id="attachment_64445" aria-describedby="caption-attachment-64445" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-64445" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/low_Teca-S.Acatio-Mostra-Theatrum-Instrumentorum-in-Castello.jpg" alt="low Teca S.Acatio Mostra Theatrum Instrumentorum in Castello" width="800" height="982" title="Flavio Cecere: concreto idealismo 9" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/low_Teca-S.Acatio-Mostra-Theatrum-Instrumentorum-in-Castello.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/low_Teca-S.Acatio-Mostra-Theatrum-Instrumentorum-in-Castello-244x300.jpg 244w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/low_Teca-S.Acatio-Mostra-Theatrum-Instrumentorum-in-Castello-768x943.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-64445" class="wp-caption-text">La mostra Theatrum Instrumentorum allestita in Castello a Gorizia</figcaption></figure>
<p><strong>Nel Castello di Gorizia c’è anche una ricca e suggestiva esposizione di strumenti antichi…</strong></p>
<p>«Ancora un’intuizione di mio padre che ebbe l’idea di esporre nella mostra <em>Theatrum Instrumentorum </em>le ricostruzioni di strumenti antichi del XI e XVII secolo. In quattro sale se ne possono ammirare a corde pizzicate, fiato e percussione. Alcuni di questi sono fedeli riproduzioni tratte dagli affreschi della Cappella di Sant’Acazio nel Duomo di Gorizia. Stiamo realizzando un <em>restyling </em>e un catalogo multimediale, grafiche e riproduzioni audio-visive abbinate ai <em>QR code </em>interattivi delle singole teche».</p>
<p><strong>A circa 10 anni dalla scomparsa di tuo padre Paolo gli dedicherete un omaggio particolare?</strong></p>
<p>«Un’esposizione itinerante in 4 tappe dal titolo <em>“Nessi perplessi”</em>, nell’anno che sarebbe stato il settantesimo compleanno: opere graficopittoriche da lui realizzate, ognuna delle quali inaugurata da un piccolo evento musicale».</p>
<p>Diapaeson, la sua nuova società nel mondo culturale, pare avere proprio il tono e il ritmo giusto, in una continuità fra generazioni.</p>
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		<item>
		<title>Transizione ecologica: dal FVG il contest internazionale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/transizione-ecologica-dal-fvg-il-contest-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 10:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[nanovalbruna]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[valbruna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=64035</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentato "Baite Award", concorso di idee rivolto a studenti, giovani ricercatori e aspiranti imprenditori. Nell'ambito di “NanoValbruna”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/NV24_NANOVALBRUNA_vincitori_07_Ph_AliceDurigatto.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/transizione-ecologica-dal-fvg-il-contest-internazionale/">Transizione ecologica: dal FVG il contest internazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>I vincitori della passata edizione (ph. Alice Durigatto)</em></span></p>
<p>VALBRUNA – Dal 17 al 23 luglio torna, per il sesto anno consecutivo, l’appuntamento con il <strong>Forum Internazionale dei giovani per la Rigenerazione “<em>NanoValbruna</em>”</strong>.</p>
<p>Un festival, un premio, una comunità che si ritrova e si confronta sui <strong>temi della rigenerazione e della transizione ecologica</strong>.</p>
<p>Un evento che coinvolge soprattutto i <strong>giovani per immaginare soluzioni innovative </strong>e dare dimostrazione di capacità, impegno e adattabilità.</p>
<p><strong>NanoValbruna</strong> è ideato e curato dall’associazione <strong>ReGeneration Hub Friuli</strong> con il contributo della <strong>Regione Friuli Venezia Giulia, di Promoturismo, </strong>della <strong>Fondazione Friuli, della fondazione </strong><strong>Pietro Pittini </strong>con il sostegno di Enti e aziende <strong>come Banca 360, Confartigianato e Confindustria, Lod Srl del Gruppo Luci </strong>e la collaborazione <strong>del Comune di Udine, del Comune di Malborghetto, dell’Università di Udine,</strong><strong> Fondazione Agrifood&amp;BioeconomyFVG</strong><strong>, Animaimpresa</strong> e <strong>GreenFor Ac<span style="text-decoration: line-through;">c</span>ademy, </strong>nuovo progetto di Enaip FVG e Gesteco Spa.</p>
<p>Spicca anche quest’anno all’interno della manifestazione il <strong>Contest </strong>di portata internazionale<strong> “<em>Baite Award</em>”</strong>, un concorso di idee – ideato e curato da <strong>Lorenzo Pradella</strong> e <strong>Roberto Della Marina</strong> con <strong>Stefano Cercelletta</strong> – rivolto a studenti e studentesse, giovani ricercatori e ricercatrici, aspiranti imprenditori e imprenditrici chiamati a <strong>presentare progetti distart up innovative e sostenibili entro</strong> il <strong>31 maggio</strong> prossimo.</p>
<p>Le macro aree di intervento su cui si sviluppa il concorso (rappresentate nell’acronimo BAITE) attraversano temi come edilizia sostenibile, bioagricoltura, <em>healthcare</em>, efficientamento industriale, micromobilità e sistemi di motorizzazione innovativi, energie rinnovabili e stoccaggio, turismo sostenibile.</p>
<p>Solo lo scorso anno sono arrivati più di 40 progetti da tutto il mondo e anche quest’anno gli autori delle 10 migliori proposte progettuali saranno ospitati a Valbruna, durante le giornate del Festival, per un <strong>percorso formativo</strong> di una settimana con <strong>workshop studiati per consolidare</strong><strong> o acquisire competenze pratiche</strong>, e <strong>conoscenze trasversali</strong>, dove si alterneranno sessioni di lavoro, presentazioni, discussioni, collaborazioni e attività laboratoriali.</p>
<p><strong>Alla startup vincitrice di Baite 2025</strong> sarà destinato un <strong>premio in denaro di 1.000 euro</strong> da investire nella propria azienda o nel proprio progetto e la possibilità di affacciarsi al mondo imprenditoriale con strumenti competitivi ed un solido network professionale.</p>
<p>Le iscrizioni al Contest Baite sono aperte sulla <strong>pagina </strong>“<strong>Contest</strong>” del sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nanovalbruna.com" target="_blank" rel="noopener"><strong>www.nanovalbruna.com</strong></a></span></p>
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		<title>bofrost: agilità e innovazione per affrontare il futuro</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/bofrost-agilita-e-innovazione-per-affrontare-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 15:43:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[bofrost]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[san vito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'azienda di San Vito al Tagliamento chiude l’anno commerciale con un fatturato di 300 milioni di euro. Il 24 marzo lancio di un nuovo prodotto </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/sede.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/bofrost-agilita-e-innovazione-per-affrontare-il-futuro/">bofrost: agilità e innovazione per affrontare il futuro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La sede di bofrost* Italia </em></span></p>
<p>SAN VITO AL TAGLIAMENTO – bofrost* Italia S.p.A. <strong>chiude l’anno commerciale 2024-25 </strong>con un<strong> fatturato di 300 milioni di euro</strong>, in leggero aumento.</p>
<p>I dati sono stati presentati durante il <strong>meeting di lancio del nuovo anno commerciale</strong>, svoltosi presso il teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento seguito da una visita dei partecipanti alla Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori presso la loro base nell&#8217;Aeroporto di Rivolto.</p>
<p>Nel delineare le strategie future, il presidente e CEO <strong>Gianluca Tesolin </strong>ha illustrato<strong> i progetti chiave che guideranno lo sviluppo dell’azienda nei prossimi anni.</strong></p>
<p>Dall’introduzione di nuovi prodotti nelle categorie dei surgelati, freschi e vino, fino ad arrivare al lancio di una categoria completamente nuova che verrà proposta il 24 marzo in tutta Italia.</p>
<p>Sul fronte tecnologico, bofrost* investe nell’intelligenza artificiale per <strong>potenziare l’app dedicata ai venditori</strong>, inserendo strumenti di ricerca di informazioni sul contratto di lavoro, sulle opportunità di welfare ma anche rendendo più efficiente la ricerca dei prodotti e migliorando l’interazione con i clienti per garantire un servizio di qualità.</p>
<p>Infine, un focus particolare è rivolto alla <strong>valorizzazione delle risorse umane</strong>, riconosciute come l’elemento chiave del successo aziendale.</p>
<p>Su questo argomento, il <strong>professor Guido Bortoluzzi</strong> nel suo intervento ha presentato una ricerca effettuata su tutti i venditori bofrost* (stratificati per età) dove sono stati approfonditi temi come l’ambizione, la soddisfazione per la propria carriera, il <em>work-life balance</em> e l’identificazione con bofrost*.</p>
<p>La giornata si è poi conclusa con le premiazioni delle migliori figure professionali dell’anno.</p>
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