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		<title>La Rotta dei Fenici punta su Aquileia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 17:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[aquileia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[meeting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La città patriarcale ospita assieme alla slovena Ajdovščina il XIX Dialogo Euro-Mediterraneo: spazio di confronto, cooperazione e sviluppo sostenibile</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Aquileia-dallalto-Porto-Fluviale_-Nicola-Oleotto-copia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia/">La Rotta dei Fenici punta su Aquileia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;antico porto fluviale di Aquileia (© Nicola Oleotto)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>AQUILEIA – Si terrà il 19 e 20 marzo ad <strong>Aquileia e ad Ajdovščina (Slovenia)</strong> il <strong>XIX Dialogo Euro-Mediterraneo sulla Rotta dei Fenici</strong>, appuntamento annuale internazionale della<em> Rotta dei Fenici, </em>Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.</p>
<p>Un incontro che riunisce <strong>studiosi, istituzioni culturali, amministratori pubblici e operatori del settore provenienti da diversi Paesi</strong> del Mediterraneo e dell’Europa, con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale come spazio di confronto, cooperazione e sviluppo sostenibile.</p>
<p>L’iniziativa rappresenta uno dei momenti centrali di confronto per il <strong>network internazionale della <em>Rotta dei Fenici</em>, che oggi riunisce oltre 80 enti associati tra istituzioni pubbliche, università, musei, territori </strong>e organizzazioni culturali impegnate nella valorizzazione dei paesaggi storici e delle rotte mediterranee che per secoli hanno favorito scambi tra popoli e civiltà.</p>
<p>I lavori prenderanno il via<strong> il 19 marzo ad Aquileia, </strong>ospiti della Fondazione Aquileia, co-organizzatore dell’appuntamento e partner della Rotta dei Fenici, con l’Assemblea Generale Internazionale 2026 riservata ai soci dell’associazione.</p>
<p>A partire dalle ore 10.30, presso la Sala Conferenze di Palazzo Brunner-Segré, si aprirà la sessione pubblica con due panel di approfondimento dedicati al rapporto tra itinerari culturali, gestione del patrimonio e cooperazione internazionale.</p>
<p>Il primo panel, dal titolo <strong>“<em>La Rotta dei Fenici e il Patrimonio Culturale: un legame indissolubile</em>”</strong>, sarà dedicato al ruolo degli enti aderenti alla Rotta che gestiscono siti e patrimoni di rilevanza internazionale, con interventi e testimonianze che metteranno in luce buone pratiche di tutela, valorizzazione e promozione culturale.</p>
<p>Il secondo panel, <strong>“<em>La collaborazione tra la Rotta dei Fenici e altri Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa</em>”</strong>, approfondirà invece il tema delle sinergie tra diversi itinerari europei, evidenziando come la cooperazione tra reti culturali possa contribuire alla costruzione di progetti comuni, alla promozione dei territori e alla diffusione di modelli di turismo culturale sostenibile.</p>
<p>La giornata proseguirà con attività riservate ai delegati e ai partner della Rotta dei Fenici, che avranno l’opportunità di visitare il patrimonio archeologico e storico di Aquileia, uno dei più importanti siti del patrimonio romano e tardoantico del Mediterraneo.</p>
<p>Il 20 marzo il Dialogo Euro-Mediterraneo si sposterà ad Ajdovščina, in Slovenia, ospiti dell’amministrazione comunale. A partire dalle ore 9 si terranno altri due momenti di confronto dedicati a temi centrali per il futuro della cooperazione culturale internazionale.</p>
<p>Il terzo panel, <strong>“<em>Promuovere il patrimonio culturale come strumento di dialogo interculturale – Testimonianze e casi di studio da Dialogue Beyond Borders</em>”</strong>, presenterà esperienze e progetti che utilizzano il patrimonio culturale come leva per favorire il dialogo tra comunità, la partecipazione e l’inclusione.</p>
<p>Il quarto panel, <strong>“<em>Dalla sostenibilità alla rigenerazione: ripensare la gestione delle destinazioni – Destination management, tour operator e progetti internazionali</em>”</strong>, sarà invece dedicato alle nuove prospettive nella gestione delle destinazioni culturali, con particolare attenzione alle strategie di turismo sostenibile, alla cooperazione tra operatori e allo sviluppo di progetti europei e mediterranei.</p>
<p>Anche la seconda giornata si concluderà con una visita al patrimonio storico e culturale di Ajdovščina, offrendo ai partecipanti l’occasione di conoscere direttamente uno dei territori più significativi della Slovenia dal punto di vista storico e paesaggistico.</p>
<p>Il XIX Dialogo Euro-Mediterraneo sulla Rotta dei Fenici si conferma così come un importante spazio di incontro tra istituzioni, studiosi e operatori culturali ed economici impegnati nella valorizzazione del patrimonio comune del Mediterraneo e nella costruzione di nuove forme di cooperazione culturale tra territori europei.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia%2F&amp;linkname=La%20Rotta%20dei%20Fenici%20punta%20su%20Aquileia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia%2F&amp;linkname=La%20Rotta%20dei%20Fenici%20punta%20su%20Aquileia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia%2F&amp;linkname=La%20Rotta%20dei%20Fenici%20punta%20su%20Aquileia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia%2F&amp;linkname=La%20Rotta%20dei%20Fenici%20punta%20su%20Aquileia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia%2F&amp;linkname=La%20Rotta%20dei%20Fenici%20punta%20su%20Aquileia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia%2F&#038;title=La%20Rotta%20dei%20Fenici%20punta%20su%20Aquileia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/la-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia/" data-a2a-title="La Rotta dei Fenici punta su Aquileia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Aquileia-dallalto-Porto-Fluviale_-Nicola-Oleotto-copia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia/">La Rotta dei Fenici punta su Aquileia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Davide Lepori: al centro dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/davide-lepori-al-centro-delleuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 16:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[informest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei prossimi mesi scadrà il suo mandato di presidente di Informest: «Una realtà a supporto delle amministrazioni locali nello sfruttare al meglio i fondi europei per migliorare la qualità della vita, i servizi, le infrastrutture e l’ambiente»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/a_IMG_0109.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/davide-lepori-al-centro-delleuropa/">Davide Lepori: al centro dell&#8217;Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Davide Lepori</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – Coinvolgere le comunità. È questo il mantra che <strong>Davide Lepori </strong>non si stufa mai di ripetere quando parla dell’attività di <strong>Informest</strong>.</p>
<p>Una realtà nata negli anni ’90 su impulso della Regione Friuli Venezia Giulia con una</p>
<p>missione chiara: promuovere lo sviluppo economico del territorio e aprire nuove strade all’internazionalizzazione.</p>
<p>«Nella sua storia – spiega il presidente Lepori – Informest si è sempre adoperata affinché la Regione FVG potesse essere una testa di ponte per l’internazionalizzazione di questo territorio, grazie alla sua posizione privilegiata rispetto ai mercati dell’Est Europa».</p>
<p><strong>La caduta della Cortina di Ferro ha portato a una nuova evoluzione degli obiettivi di Informest, divenuta un collante tra l’Europa e le comunità locali del Friuli Venezia Giulia.</strong></p>
<p>«Noi siamo di supporto alle amministrazioni regionali, ai <em>cluster</em>, alle associazioni in tutta la progettualità di sviluppo economico reale, dedicandoci alla ricerca dei fondi europei indispensabili per finanziare questi progetti che abbracciano campi e aree diverse. Con i Comuni di Premariacco e Cividale, per esempio, stiamo lavorando su una progettualità per la verifica delle microplastiche nei rifiuti liquidi nelle abitazioni. Solo per citare un esempio».</p>
<p><strong>Se dovessimo citarne altri?</strong></p>
<p>«Il Progetto Elena che mira alla sistemazione dal punto di vista del dispendio energetico di tutti gli immobili pubblici di proprietà di Comuni, Regione o delle ex Province. Ma abbiamo anche aiutato regioni del basso Adriatico a gestire assieme alla NET il riciclo dei rifiuti urbani, così come abbiamo sostenuto progetti per l’ottimizzazione della pesca nell’alto Adriatico».</p>
<p><strong>Un ente dalle grandi risorse e potenzialità, ma ancora sconosciuto ai più…</strong></p>
<p>«Il passaparola è il meccanismo migliore in assoluto di sviluppo del mercato. C’è però molta pigrizia tra i portatori di interesse. Nell’ultimo anno abbiamo organizzato dieci seminari, con la possibilità peraltro di fornire anche crediti formativi. A parte un paio di appuntamenti, che hanno registrato un centinaio di iscritti, negli altri casi i partecipanti sono stati davvero pochi. Un peccato, perché molto spesso gli assessorati piuttosto che i funzionari sono travolti dal contingente e non pensano che la pianificazione e la programmazione possano essere importanti».</p>
<p><strong>Come cambiare la situazione?</strong></p>
<p>«Abbiamo cercato di individuare più soluzioni. Dal rinnovamento completo del nostro sito web ad azioni strategiche mirate. Con l’Assessorato regionale alla Funzione pubblica, per esempio, stiamo impostando una progettualità di formazione dedicata al <em>foresight </em>strategico: ovvero la metodologia che utilizza tecniche di anticipazione per esplorare scenari futuri possibili. Oggi è quanto mai importante avere una visione di medio-lungo termine, ma tarata sul breve visto come le situazioni mondiali mutano ormai nel giro di sei mesi. I privati lo fanno già da tempo, la Regione ha compreso che anche il mondo del pubblico deve farlo. Informest lavorerà per fare in modo che sempre più amministrazioni pubbliche possano avere questa sensibilità».</p>
<p><strong>Il Friuli Venezia Giulia appare talvolta una regione periferica dell’Italia ma al tempo stesso una regione centrale per l’Europa. Lei che idea si è fatto a riguardo?</strong></p>
<p>«Una visione che condividiamo assieme al direttore generale di Informest, Graziano Lorenzon. Abbiamo contatti costanti con l’ufficio regionale a Bruxelles, fattore che ci consente di percepire quali sono le prospettive delle varie politiche europee a seconda degli argomenti che vogliamo affrontare nei prossimi anni. Possiamo essere centrali: un ruolo di centralità in Europa che ormai al Friuli Venezia Giulia viene riconosciuto da numerosi attori istituzionali. Pensiamo all’aeroporto di Ronchi o al porto di Trieste: possiamo diventare realmente un polo che fa da <em>pivot </em>per tutto il Continente».</p>
<p><strong>Talvolta l’Europa viene vista come un’entità astratta e burocratica: tuttavia sono numerose le risorse che ogni giorno mette a disposizione per le progettualità dei territori. Informest come si muove per ottenerle?</strong></p>
<p>«È sempre difficile recuperare risorse dall’Europa. Pur avendo al nostro interno professionalità elevate che vogliamo ulteriormente implementare, non possiamo sempre sapere tutto. Il motivo per cui abbiamo organizzato molti seminari è per creare una conoscenza media di base da un lato, e per sensibilizzare i Comuni in merito alle potenzialità in essere dall’altro. Soprattutto per stimolarli a rivolgersi a noi. Basterebbe dire: “<em>Abbiamo questo progetto che vorremmo realizzare, come si può fare?</em>”. Va invertito il flusso: non è Informest che deve andare alla ricerca spasmodica di tutti i progetti possibili per poi chiedere ai Comuni se sono interessati. È il Comune che deve proporre la sua progettualità: Informest lo aiuterà nel reperimento dei fondi e nella stesura della panificazione».</p>
<p><strong>Un cambio di mentalità realizzabile?</strong></p>
<p>«Non deve essere Informest a spingere sull’acceleratore: noi dovremmo essere tirati per la giacca da tutte le amministrazioni comunali ogni giorno: “<em>Vorremmo fare un </em><em>centro per anziani, un parco per studenti, piste ciclabili, comunità energetiche…</em>” Da presidente di Informest vorrei ricevere 50 telefonate al giorno, perché significherebbe che c’è un territorio che freme e non che aspetta l’arrivo di un contributo. Ci sono Stati che sono vicini al 100% di utilizzo dei fondi europei. Dobbiamo prendere spunto dal loro esempio».</p>
<p><strong>Quali sono le caratteristiche che ricercate nelle figure che collaborano con la vostra realtà?</strong></p>
<p>«Prediligiamo chi ha già esperienza nel reperimento dei fondi europei, ma ci piace anche formare le competenze in casa. Aspetto basilare è la conoscenza della lingua inglese: abbiamo frequentemente incontri, anche online, con realtà slovene e austriache e la comunicazione in inglese è indispensabile. Inoltre serve la capacità di mettersi in gioco per scrivere progetti e per valutare la loro sostenibilità economica. Competenze complesse non sempre facili da trovare sul mercato. Prossimamente usciranno un paio di bandi proprio per la selezione del personale».</p>
<figure id="attachment_71650" aria-describedby="caption-attachment-71650" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-71650" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low-seminario.jpg" alt="low seminario" width="1000" height="665" title="Davide Lepori: al centro dell&#039;Europa 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low-seminario.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low-seminario-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low-seminario-768x511.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low-seminario-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low-seminario-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-71650" class="wp-caption-text">Il presidente Lepori, primo da destra, durante un seminario promosso da Informest</figcaption></figure>
<p><strong>Il suo mandato di presidente è prossimo alla scadenza: che eredità lascerà al suo successore?</strong></p>
<p>«Chi verrà dopo di me troverà gli ultimi due migliori bilanci prodotti da Informest e una situazione gestita in modo molto oculata, grazie alle opportunità che io ho avuto. Come avere un direttore generale con cui ho condiviso gli obiettivi da raggiungere, tra cui la maggior presenza sul territorio. Abbiamo inoltre rinnovato contratti di lavoro, dando la possibilità di puntare anche sullo <em>smart working</em>. Infine abbiamo puntato sul riassetto organizzativo per dare un senso al ruolo che deve avere  Informest».</p>
<p><strong>Quali sono invece a suo avviso le priorità su cui Informest dovrebbe puntare nel futuro?</strong></p>
<p>«Potenziare i contatti con Bruxelles e continuare a farsi conoscere sempre di più. Insistendo sui seminari formativi per creare informazione e cultura. Puntare su una corretta informazione che dia competenze è il modo migliore per fornire un sostegno a tutti gli attori del territorio».</p>
<p><strong>Terminata questa esperienza quali sono le sfide che Davide Lepori vorrebbe intraprendere?</strong></p>
<p>«Mi piacerebbe continuare a lasciare qualcosa di meglio, in particolare per i giovani. Se mi verrà data la possibilità lo farò ancora lavorando in enti e istituzioni. Diversamente, lo farò da nonno con la mia nipotina».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arte per una memoria europea</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/larte-per-una-memoria-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 17:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[gradisca]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Friuli Venezia Giulia protagonista nel progetto "ReIMAGINE" grazie a IoDeposito ETS. Coinvolti partner di Austria, Cipro, Portogallo e Serbia </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Gasper-Rebernik_1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/larte-per-una-memoria-europea/">L&#8217;arte per una memoria europea</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Gasper Rebernik)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GRADISCA D’ISONZO / UDINE – L’associazione <strong>IoDeposito ETS</strong> è il partner italiano del progetto europeo <strong><em>ReIMAGINE – Reimagining European Remembrance: Art as a Tool for an Inclusive Remembrance Culture</em></strong>.</p>
<p>Cofinanziato dal programma <strong>Erasmus+</strong> dell’Unione Europea e coordinato dall’austriaco EDUCULT, il progetto riunisce un partenariato internazionale con Visual Voices (Cipro), Rightchallenge (Portogallo), ERIAC – European Roma Institute for Arts and Culture (Serbia) e <strong>IoDeposito ETS</strong> per l’Italia.</p>
<p><strong>ReIMAGINE</strong> punta a costruire una memoria pluralistica e inclusiva, dando voce alle esperienze di minoranze e comunità emigrate – temi centrali nel lavoro ultradecennale di IoDeposito sul nostro territorio di confine multiculturale.</p>
<p><strong>Il cuore del progetto è proprio l’incontro tra artisti internazionali e la popolazione locale</strong>: fino a novembre 2027, attraverso residenze, laboratori e pratiche artistiche, si creerà un fruttuoso interscambio di conoscenze, culture e prospettive.</p>
<p>Artisti da diversi paesi porteranno le loro visioni per dialogare con le storie e le memorie della gente del Friuli Venezia Giulia, generando nuove narrazioni condivise e accessibili a tutte le generazioni.</p>
<p>Il prossimo mese di maggio, invece, IoDeposito ospiterà in regione il Partner Meeting internazionale: arriveranno partner da Austria, Cipro, Portogallo e Serbia, insieme ad artisti e ricercatori da tutto il mondo, per un momento di confronto e pianificazione che segnerà un’occasione di visibilità e scambio per il nostro territorio.</p>
<p><strong>IoDeposito ETS</strong> avrà inoltre il compito chiave di proporre e stilare <strong>buone pratiche innovative</strong> su nuovi modi di interpretare la memoria storica attraverso visioni artistiche divergenti e non convenzionali, contribuendo così a un kit formativo che sarà condiviso a livello europeo per educatori, artisti e operatori culturali.</p>
<p>Tra le attività principali previste ci sono una piattaforma digitale con storie, video e pratiche artistiche da prospettive plurali; attività di formazione transnazionale e nazionali; eventi pubblici e una conferenza finale a Vienna nel 2027.</p>
<p>«Per il Friuli Venezia Giulia – sottolineano dal team di <strong>IoDeposito</strong> – ReIMAGINE è l’opportunità di collegare le nostre memorie di confine, migrazioni e minoranze linguistiche e culturali a una dimensione europea più ampia, usando l’arte come potente strumento di dialogo, cittadinanza attiva e inclusione reale».</p>
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		<title>Finanziamenti ERC: SISSA prima in Italia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/finanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Scarmignan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 15:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fisica]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sissa]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il più importante e selettivo contributo europeo alla ricerca premia nuovamente la realtà triestina con il progetto del professor Pasquale Calabrese</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/andrea-romanino.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/finanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia/">Finanziamenti ERC: SISSA prima in Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Andrea Romanino, direttore della SISSA</em></span></p>
<p>TRIESTE – Ammonta a 2,4 milioni di euro il <strong>finanziamento ERC Advanced Grant</strong> vinto dal professor <strong>Pasquale Calabrese</strong> della <strong>SISSA</strong> per studiare i misteri più profondi della materia e della fisica quantistica con il suo nuovo progetto “<em>MOSE-Monitoring simmetries with Entanglement</em>”.</p>
<p>Nel suo progetto Calabrese studierà un tema molto sofisticato del mondo dei quanti: la relazione tra le simmetrie e l’<em>entanglement</em>, ma con implicazioni molte vaste, dalla ricerca sui buchi neri ai computer del futuro alla fisica della materia.</p>
<p>Si tratta del terzo ERC vinto dal professor Calabrese in meno di 15 anni, un risultato piuttosto raro visto l’alto livello della competizione.</p>
<p>L’ERC, <em>grant</em> erogato dal Consiglio europeo della ricerca, è il più importante e selettivo contributo europeo alla ricerca.</p>
<figure id="attachment_66103" aria-describedby="caption-attachment-66103" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66103" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/pasquale-calabrese.jpg" alt="pasquale calabrese" width="600" height="450" title="Finanziamenti ERC: SISSA prima in Italia 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/pasquale-calabrese.jpg 600w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/pasquale-calabrese-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-66103" class="wp-caption-text">Il professor Pasquale Calabrese</figcaption></figure>
<p>In totale i contributi ricevuti dal professor Calabrese con i suoi tre ERC ammontano a oltre 5 milioni di euro, un traguardo di rilievo assoluto nel campo della fisica teorica e non solo.</p>
<p>La <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/andrea-romanino-il-fuoco-del-sapere/"><strong>SISSA</strong> si conferma così una realtà competitiva e di eccellenza</a></span>.</p>
<p>La Scuola triestina è infatti <strong>prima in Italia per finanziamenti ERC</strong>, 33 in totale, rispetto al numero di scienziati e scienziate.</p>
<p>Il numero di ERC sinora conseguiti se rapportati al numerosità del corpo docente è di gran lunga il più alto nell’università italiana con circa 1 ERC ogni 3 docenti, un tasso di successo 25 volte più alto della media dell’accademia italiana.</p>
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		<title>Terre rare: dal Friuli un progetto per il riciclo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/terre-rare-dal-friuli-un-progetto-per-il-riciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 10:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=61847</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Università di Udine alla guida di una ricerca da 777mila euro. Una questione strategica per il futuro dell'industria europea</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Sfere-magnetiche-in-lega-di-Neodimio-Ferro-Boro.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/terre-rare-dal-friuli-un-progetto-per-il-riciclo/">Terre rare: dal Friuli un progetto per il riciclo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Sfere magnetiche in lega di Neodimio-Ferro-Boro</em></span></p>
<p>UDINE – Sviluppare un riciclo sostenibile dei materiali di scarto delle “terre rare”, elementi chimici fondamentali in settori produttivi strategici come le energie rinnovabili, la mobilità elettrica, l’elettronica e l’ottica.</p>
<p>È l’obiettivo del <strong>progetto internazionale Freecover</strong> (<em>Eco-friendly hydrometallurgy for rare earths recycling</em>) coordinato dall’<strong>Università</strong> <strong>di Udine</strong> e finanziato dall’Unione europea con <strong>777mila euro</strong>.</p>
<p>Per la Commissione europea il riciclo degli scarti delle “terre rare” è strategico per ridurre il rischio di approvvigionamento per l’industria con le conseguenti potenziali tensioni sui prezzi. Le “terre rare” sono impiegate per produrre, ad esempio, le auto elettriche, gli smartphone, le turbine eoliche, le fibre ottiche. La ricerca si focalizzerà sul recupero di questi elementi da magneti permanenti.</p>
<p>L’iniziativa progettuale coinvolge <strong>altri nove partner</strong>, scientifici e industriali, di sette Paesi: Bosnia ed Erzegovina, Cuba, Irlanda, Italia, Serbia, Slovenia e Spagna.</p>
<p>Dal progetto nasceranno attività congiunte di ricerca, sviluppo e innovazione attraverso una rete di collaborazioni internazionali permanenti tra centri di ricerca e imprese.</p>
<p>L’Ateneo friulano sarà impegnato con un gruppo di ricerca del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura guidato da <strong>Andrea Melchior</strong>, professore di fondamenti chimici delle tecnologie. Freecover è stato finanziato da Bruxelles nel quadro delle <em>Marie Skłodowska-Curie Actions Staff Exchanges</em>.</p>
<p>«Il progetto – spiega il coordinatore, Andrea Melchior – lavorerà per dimostrare l’efficacia dell’uso di materiali derivati da risorse naturali per la progettazione di un processo di recupero sostenibile delle terre rare, a partire da materiali di scarto. In particolare, la nostra ricerca si focalizzerà sul recupero di questi elementi da magneti permanenti».</p>
<h3><strong>Le “terre rare”</strong></h3>
<p>I “<em>Rare earth elements</em>”, o “terre rare”, sono un gruppo di <strong>17 elementi chimici</strong>, non propriamente “rari” nel senso di essere scarsi nella crosta terrestre. Il termine si riferisce alla complessità della loro estrazione e del loro utilizzo. La ragione principale di quest’ultimo fattore è che, essendo chimicamente molto simili, sono difficili da separare dai minerali di partenza che normalmente le contengono in miscela.</p>
<p>Inoltre, sebbene siano presenti in molte parti del mondo, la produzione di “terre rare” è concentrata in poche aree, dove i depositi sono economicamente convenienti da sfruttare.</p>
<h3><strong>Materiali strategici</strong></h3>
<p>Gli elementi delle terre rare sono cruciali per i settori produttivi strategici per l’Unione Europea e non sono sostituibili da altri materiali con pari prestazioni. La Commissione europea li ha classificati come “materie prime critiche” per l’alto rischio di approvvigionamento in presenza di una domanda prevista in costante crescita nei prossimi anni.</p>
<p>Nel contesto globale, la Cina ha circa il 70% della produzione di terre rare, ma raggiunge il 90% se si considera la trasformazione dei minerali da cui derivano.</p>
<p>«Di conseguenza – sottolinea Melchior – la Commissione ha identificato il riciclo delle terre rare da questi materiali una delle strategie principali per ridurre il rischio di approvvigionamento per l’industria con le conseguenti potenziali tensioni sui prezzi».</p>
<h3><strong>Il kick-off meeting</strong></h3>
<p>Giovedì <strong>16 gennaio</strong>, alle <strong>9.30</strong>, nella <strong>Sala Bianca</strong> del <strong>polo scientifico</strong> dell’Ateneo (via delle Scienze 206, Udine), si terrà l’incontro di avvio del progetto Freecover. Interverranno, fra gli altri, il rettore, <strong>Roberto Pinton</strong>, il direttore del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, <strong>Alessandro Gasparetto</strong>, e il coordinatore del progetto, <strong>Andrea Melchior</strong>.</p>
<h3><strong>I partecipanti</strong></h3>
<p>Il progetto coinvolge: due partner serbi, l’Università di Novi Sad il Vinča Institute of Nuclear Sciences; due spagnoli, l’Università autonoma di Barcellona e l’azienda Aeris Tecnologías Ambientales; le Università di Lubiana (Slovenia), Verona e di L’Avana (Cuba); l’azienda irlandese Sustainable Innovation Technology Services e l’azienda bosniaca AD Harbi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mosaici friulani per gemellaggi europei</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/mosaici-friulani-per-gemellaggi-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 14:14:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[mosaici]]></category>
		<category><![CDATA[mosaicisti]]></category>
		<category><![CDATA[scuola mosaicisti]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Posizionati a Klagenfurt gli stemmi di Lignano Sabbiadoro e Capodistria realizzati dalla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/i-maestri-mosaicisti-con-il-sindaco-di-Klagenfurt-e-rappresentanti-dellamministrazione.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/mosaici-friulani-per-gemellaggi-europei/">Mosaici friulani per gemellaggi europei</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>I maestri mosaicisti con il sindaco di Klagenfurt e rappresentanti dell&#8217;amministrazione</em></span></p>
<p>SPILIMBERGO – A <strong>Klagenfurt</strong>, in Kramergasse, centrale piazza della cittadina austriaca, da pochi giorni fanno bella mostra due nuovi mosaici. Si tratta degli <strong>stemmi di Lignano Sabbiadoro e di Capodistria-Koper</strong> (Slovenia).</p>
<p>In una composizione pavimentale raggiata sono infatti riportati gli stemmi di tutte le città gemellate con Klagenfurt tra cui Gorizia, Nova Gorica (Slovenia), Wiesbaden (Germania), Tarragona (Spagna), Rzeszów (Polonia), Dušanbe (Tagikistan), Černivci (Ucraina), Gladsaxe (Danimarca), Laval (Canada)&#8230;</p>
<p>I due nuovi stemmi, realizzati in mosaico con la tecnica del rovescio su carta, in materiali naturali, sono opera della <strong>Scuola Mosaicisti del Friuli </strong>che ne ha anche curato la posa in loco, recentemente effettuata da parte dei maestri mosaicisti <strong>Luca De Amicis</strong> e <strong>Marco Mezzanotte</strong>.</p>
<p>Molti gli apprezzamenti ricevuti da parte dell’Amministrazione di Klagenfurt, in particolare dal sindaco <strong>Christian Scheider</strong> e dal vicesindaco <strong>Alois Dolinar</strong> che non hanno mancato di far visita ai maestri mosaicisti in lavoro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Parlamento Europeo accanto a &#8220;Oltre il festival&#8221;</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-parlamento-europeo-accanto-a-oltre-il-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 14:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[ronchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=59125</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Presidente Roberta Metsola ha accordato il patrocinio alla rassegna in programma a Ronchi dei Legionario e San Canzian d'Isonzo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/sede.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-parlamento-europeo-accanto-a-oltre-il-festival/">Il Parlamento Europeo accanto a &#8220;Oltre il festival&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">La sede di Leali delle Notizie a Ronchi dei Legionari (© Luca A. d&#8217;Agostino / Phocus Agency)</span></em></p>
<p>RONCHI DEI LEGIONARI – La Presidente <strong>Roberta Metsola</strong> ha deciso di accordare l&#8217;alto <strong>patrocinio del Parlamento europeo a Oltre il Festival</strong>.</p>
<p>La rassegna nata come spin off del Festival del Giornalismo di <strong>Leali delle Notizie</strong>, si svolgerà a <strong>Ronchi dei Legionari e San Canzian d&#8217;Isonzo dal 9 al 13 ottobre</strong>.</p>
<p>Si tratta di un attestato al lavoro dell&#8217;associazione ronchese che, dal 2015, continua a investire sulla <strong>cultura </strong>per riflettere sui temi più scottanti dell’<strong>attualità</strong> e portare avanti la propria battaglia sulla <strong>libertà di stampa </strong>e di <strong>espressione </strong>nel mondo e <strong>per il diritto a informare ed essere informati</strong>.</p>
<p>“Questo nuovo riconoscimento – commenta il presidente di Leali delle Notizie, <strong>Luca Perrino </strong>– ci riempie di orgoglio. Ma è anche la dimostrazione del valore delle nostre iniziative. L’alto patrocinio è una sorta di medaglia al merito, ma anche lo sprone a proseguire sulla strada intrapresa ormai oltre dieci anni fa dalla nostra associazione. Possiamo ben dire che la crescita ci accompagna e siamo pronti a essere sempre grandi protagonisti nella promozione culturale e nella valorizzazione dei temi a noi cari, tra i quali spicca la libertà di stampa”.</p>
<p>Il programma, come da tradizione, non avrà un filo conduttore, ma affronterà diversi argomenti, tra <strong>mostre, presentazioni di libri e incontri</strong>. Si parlerà di cambiamenti climatici e migrazioni, identità digitale e diritto all’oblio, ma anche dell&#8217;evoluzione della tradizione gastronomica.</p>
<p>Focus, poi, saranno dedicati all&#8217;omicidio del giornalista <strong>Giovanni Spampinato </strong>e alla connivenza tra neofascisti e mafia in Sicilia, all&#8217;amianto, con la testimonianza del regista <strong>Ivan Gergolet</strong>, e al &#8216;caso Assange&#8217; con <strong>Sabrina Pignedoli</strong>, giornalista d&#8217;inchiesta ed europarlamentare nella passata legislatura.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://lealidellenotizie.it/edizione-2024/oltre-il-festival-programma-2024/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per il programma completo</a></strong></span></p>
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		<title>Fusione nucleare: Monfalcone protagonista in Europa</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/fusione-nucleare-monfalcone-protagonista-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 15:53:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=58868</guid>

					<description><![CDATA[<p>Spedito Vacuum vessel, il primo settore completato in territorio europeo nel progetto internazionale di realizzazione di un reattore a fusione nucleare sperimentale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/westOK.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/fusione-nucleare-monfalcone-protagonista-in-europa/">Fusione nucleare: Monfalcone protagonista in Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Il governatore Fedriga durante il suo intervento (ph. Regione FVG)</em></span></p>
<p>MONFALCONE – Appuntamento speciale nello <strong>stabilimento Mangiarotti-Westinghouse</strong> di Monfalcone, in occasione della spedizione di <strong><em>Vacuum vessel</em></strong>, il <strong>primo settore completato in Europa</strong> nel progetto internazionale di <strong>realizzazione di un reattore a fusione nucleare sperimentale</strong>.</p>
<p>La componente, che ospiterà il processo di reazione di fusione, è stata realizzata dall&#8217;impresa monfalconese in consorzio con <strong>Ansaldo energia</strong> e <strong>Waltert Tosto</strong> (Amw) ed è pronta a essere spedita a Cadarache, in Francia, sito di costruzione della futura centrale a fusione.</p>
<p>&#8220;Vacuum vessel è un prodotto <em>made in Italy</em> realizzato con tecnologia avanzata e un&#8217;opera ingegneristica di altissima specializzazione. È la testimonianza che le aziende del Friuli Venezia Giulia possono essere competitive su scala internazionale nei settori più strategici: l&#8217;energia a fusione è uno di questi, in quanto può permettere di ridurre quasi del tutto l&#8217;emissione di scorie e può condurre a un vero cambiamento globale sul fronte dell&#8217;approvvigionamento energetico&#8221;, ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, <strong>Massimiliano Fedriga</strong>.</p>
<p><iframe title="Vacuum Vessel a Monfalcone" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/PGIrv6TcUEw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Grado rilancia le comunità energetiche</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/grado-rilancia-le-comunita-energetiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 08:29:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="806" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/convegnoHorizonPRE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="convegnoHorizonPRE" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/convegnoHorizonPRE.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/convegnoHorizonPRE-300x177.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/convegnoHorizonPRE-1024x604.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/convegnoHorizonPRE-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Grado rilancia le comunità energetiche 3"> Convegno per presentare i risultati del progetto internazionale per avviare piani energetici sostenibili e intelligenti. Con la località gradese come precursore </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/convegnoHorizonPRE.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/grado-rilancia-le-comunita-energetiche/">Grado rilancia le comunità energetiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Un momento del workshop internazionale sul progetto svoltosi la scorsa primavera a Grado</span></em></p>
<p>Il <strong>Comune di Grado</strong> dal 2020 è uno dei 17 partner del progetto internazionale <strong><em>Horizon 2020</em></strong> denominato <em>VPP4Islands (Virtual Power Plants for Interoperable and Smart isLANDS)</em>, finanziato con oltre 6,5 milioni di euro dall&#8217;Unione Europea, e partecipa attivamente lavorando allo studio delle centrali elettriche virtuali (<em>Virtual Power Plant</em>, VPP) e, più in generale, delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).</p>
<p>Nei siti pilota di Gökçeada, in Turchia, e Formentera, in Spagna, <em>VPP4Islands</em> ha costruito modelli di aggregazione e gestione intelligente delle “risorse energetiche distribuite”, aumentando così la flessibilità e la redditività dei sistemi energetici e offrendo nuovi servizi.</p>
<p>Il progetto ha consentito di migliorare la capacità di risposta alla domanda dei consumatori, analizzando i loro comportamenti e promuovendo l’autoconsumo. La fattibilità di estendere le soluzioni sviluppate da VPP4Islands per avviare piani energetici sostenibili e intelligenti è stata valutata in tre isole e una di queste è l’isola di Grado.</p>
<p><strong>Venerdì 20 settembre alle ore 17 presso il Grand Hotel Astoria </strong>saranno presentati i risultati di questo progetto, che si avvia alla conclusione, e le progettualità previste sul territorio gradese correlate alla futura creazione di comunità energetiche e all’avvio di sistemi di distribuzione di energia pulita con la riduzione di emissioni e costi, creando al contempo nuove opportunità per le aziende e per la crescita occupazionale.</p>
<p>Per iscrizioni: <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://bit.ly/convegno-VPP4I_Grado" target="_blank" rel="noopener">https://bit.ly/convegno-VPP4I_Grado</a></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-58457" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/VPP4I_20.9-750x1024.jpg" alt="VPP4I 20.9" width="640" height="874" title="Grado rilancia le comunità energetiche 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/VPP4I_20.9-750x1024.jpg 750w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/VPP4I_20.9-220x300.jpg 220w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/VPP4I_20.9-768x1048.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/VPP4I_20.9.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgrado-rilancia-le-comunita-energetiche%2F&amp;linkname=Grado%20rilancia%20le%20comunit%C3%A0%20energetiche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgrado-rilancia-le-comunita-energetiche%2F&amp;linkname=Grado%20rilancia%20le%20comunit%C3%A0%20energetiche" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgrado-rilancia-le-comunita-energetiche%2F&amp;linkname=Grado%20rilancia%20le%20comunit%C3%A0%20energetiche" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgrado-rilancia-le-comunita-energetiche%2F&amp;linkname=Grado%20rilancia%20le%20comunit%C3%A0%20energetiche" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgrado-rilancia-le-comunita-energetiche%2F&amp;linkname=Grado%20rilancia%20le%20comunit%C3%A0%20energetiche" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgrado-rilancia-le-comunita-energetiche%2F&#038;title=Grado%20rilancia%20le%20comunit%C3%A0%20energetiche" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/grado-rilancia-le-comunita-energetiche/" data-a2a-title="Grado rilancia le comunità energetiche"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/convegnoHorizonPRE.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/grado-rilancia-le-comunita-energetiche/">Grado rilancia le comunità energetiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Premio da 1,5 milioni di euro per l&#8217;Università di Udine</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/premio-da-15-milioni-di-euro-per-luniversita-di-udine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 15:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salvati]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assegnati dal Consiglio Europeo della Ricerca al progetto di Enrico Salvati, che studierà come prevedere con maggiore precisione il cedimento di materiali e componenti metallici in condizioni di “fatica”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/Enrico-Salvati.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/premio-da-15-milioni-di-euro-per-luniversita-di-udine/">Premio da 1,5 milioni di euro per l&#8217;Università di Udine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Enrico Salvati</span></em></p>
<p>UDINE – Il <strong>Consiglio europeo della ricerca</strong> (Erc) premia l’attività di un giovane scienziato dell’<strong>Università di Udine</strong>.</p>
<p>È di<strong> un milione e mezzo di euro per i prossimi cinque anni</strong> il <strong>finanziamento</strong> (<em>Starting Grant</em>) vinto da <strong>Enrico Salvati</strong>, docente di ingegneria meccanica, con un <strong>progetto sulla sicurezza dei materiali metallici</strong>.</p>
<p>Questi finanziamenti, tra i più prestigiosi a livello europeo, vengono assegnati ogni anno a giovani ricercatori per sostenere i loro progetti innovativi in tutti i campi del sapere.</p>
<p>Obiettivo della ricerca di Salvati è prevedere con maggiore precisione, anche con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, il cedimento di materiali e componenti metallici in condizioni di “fatica” (carico ciclico).</p>
<p>Questo potrebbe ridurre i rischi di eventi catastrofici, rendere i componenti ingegneristici più efficienti e affidabili, migliorare lo sfruttamento delle risorse primarie e ridurre l’impatto ambientale.</p>
<p>Enrico Salvati insegna e fa ricerca al Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’Ateneo friulano. Il suo progetto si intitola “Wide-ranging probabilistic physics-guided machine learning approach to break down the limits of current fatigue predictive tools for metals – Breakdown” (Metodo probabilistico basato sull’uso sinergico di machine learning e modelli fisici per superare i limiti degli attuali strumenti predittivi di fatica per i metalli).</p>
<p>«È un risultato prestigioso per il nostro Ateneo – sottolinea il rettore <strong>Roberto Pinton</strong> – che evidenzia come l’attività di ricerca svolta all’Università di Udine sia estremamente competitiva sia a livello nazionale che internazionale».</p>
<p>Per il delegato per la ricerca, <strong>Alessandro Trovarelli</strong>, «è un eccellente risultato che riconosce la capacità di attrarre finanziamenti europei estremamente competitivi nel settore dell’ingegneria meccanica e dei materiali e premia anche le strategie di promozione della ricerca messe in atto dal nostro Ateneo»</p>
<h3><strong>Starting Grants e Consiglio europeo della ricerca </strong></h3>
<p>Il Consiglio europeo della ricerca è la struttura che finanzia la ricerca scientifica e tecnologica svolta nell&#8217;Unione europea. Quest’anno ha attribuito 494 Starting Grants, pari al 14,2 per cento delle 3474 proposte progettuali, per un totale di circa 780 milioni di euro assegnati. Sono 41, fra cui l’Ateneo friulano, quelli vinti da università e centri di ricerca italiani, I finanziamenti che ricevono mirano ad aiutarli all’inizio della loro carriera per lanciare progetti, formare i propri team di ricerca e a perseguire le idee più promettenti.</p>
<h3><strong>Perché Breakdown</strong></h3>
<p>Il progetto di Salvati intende rivoluzionare gli attuali metodi di progettazione di componenti ingegneristici. Gli ultimi sviluppi nel campo dello studio e della caratterizzazione dei materiali, grazie ai moderni metodi di investigazione sperimentale, hanno rivelato un grosso potenziale per comprendere a fondo i meccanismi di danneggiamento su diverse lunghezze di scala. Oltre all’aspetto sperimentale, l’intelligenza artificiale è un altro strumento con un notevole potenziale per lo studio del comportamento dei materiali.</p>
<p>«È arrivato il tempo – spiega il professor <strong>Salvati </strong>– di fare un passo in avanti e sfruttare queste nuove conoscenze e metodologie per stabilire, in maniera probabilistica, un modello di previsione rivoluzionario delle rotture dovute alla fatica».</p>
<h3><strong>Gli sviluppi </strong></h3>
<p>Il progetto prevede un progressivo potenziamento sia del parco macchine del laboratorio di progettazione meccanica del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura sia del gruppo di ricerca con l’assunzione di nuovi dottorandi e ricercatori. È previsto anche un coinvolgimento di altri gruppi di ricerca del dipartimento per affrontare con forza le ambiziose sfide di natura multidisciplinare, relativamente agli aspetti microstrutturali dei materiali e alla loro produzione.</p>
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