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		<title>Speleologia: medaglia d&#8217;oro a Pino Guidi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:56:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITÀ, PRIMA PAGINA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assegnata dall'Assemblea nazionale del Club Alpino Italiano. Il socio della sezione triestina CAI ha firmato i rilievi topografici ufficiali di 415 grotte. E non solo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-094-266.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/speleologia-medaglia-doro-a-pino-guidi/">Speleologia: medaglia d&#8217;oro a Pino Guidi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Pino Guidi</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE &#8211; <strong>Lunedì 8 giugno 2026</strong>, alle <strong>ore</strong><strong> 18</strong>, presso la Sala Proiezioni della <strong>Società Alpina delle Giulie &#8211; Sezione di Trieste</strong> del <strong>Club Alpino Italiano</strong> (via Donota 2, Trieste) si terrà la cerimonia di conferimento della <strong>Medaglia d&#8217;Oro </strong>del<strong> C.A.I. &#8211; Club Alpino Italiano</strong> a <strong>Pino Guidi.</strong></p>
<p>A consegnare il riconoscimento, assegnato durante l&#8217;Assemblea Nazionale tenutasi a Modena a fine maggio, sarà <strong>Massimiliano Reiter</strong>, presidente della S.A.G., unitamente a dei rappresentanti del <strong>Direttivo </strong>della Sezione e i vertici al completo della<strong> Commissione Grotte &#8220;E. Boegan&#8221; </strong>di cui <strong>Pino Guidi</strong> è Socio dal 1962.</p>
<p>La Medaglia d&#8217;Oro del Club Alpino Italiano è la massima benemerenza conferita dal sodalizio.</p>
<p>Viene assegnata annualmente dall&#8217;<strong>Assemblea Nazionale dei Delegati </strong>ai soci che si sono distinti per l&#8217;impegno costante, per i servizi resi all&#8217;associazione e per la diffusione dei valori della montagna.</p>
<p><strong>Pino Guidi</strong>, classe 1938, nasce a Venezia ma nel 1945 si trasferisce a <strong>Trieste</strong> con la famiglia, la città è amministrata dal <strong>Governo Militare Alleato</strong> (GMA/AMG) e profondamente spaccata tra chi invoca il ritorno all&#8217;Italia, chi l&#8217;indipendenza e chi l&#8217;annessione alla Jugoslavia.</p>
<p>In questo clima turbolento il quattordicenne <strong>Guidi</strong> partecipa ad una manifestazione politica, viene ferito da una bomba a mano e successivamente finisce in carcere per un mese a causa di un errore burocratico.</p>
<p>In questo periodo incontra <strong>Mario Bussani</strong>, costruendo un&#8217;amicizia che durerà per tutta la vita e segnerà l&#8217;inizio del suo percorso speleologico e politico.</p>
<p>La <strong>speleologia</strong>, scoperta esplorando i cunicoli e le gallerie sotterranee della città, diviene una vera passione quando l&#8217;interesse per il sottosuolo si sposta al <strong>Carso</strong> e alle sue numerosissime grotte, tanto che il 1958 con l&#8217;iscrizione al <strong>GEST</strong> (<strong>Gruppo Escursionisti Speleologi Triestini</strong>) segna l&#8217;inizio della sua carriera speleologica.</p>
<p>Dalla partecipazione in prima linea alle difficili ricognizioni nei pozzi e nelle voragini del Carso e del Friuli per cercare i resti umani delle vittime dei tragici eventi bellici si passa al <strong>massiccio del Canin</strong> (<strong>Alpi Giulie</strong>) che rappresenta il cuore pulsante dell&#8217;attività esplorativa di <strong>Pino Guidi</strong> e, grazie alla scoperta condivisa con <strong>Dario Marini</strong> e <strong>Adalberto Kozel</strong> nel 1963 di trenta nuove cavità, diventa la meta d&#8217;elezione prima della <strong>Commissione Grotte Eugenio Boegan</strong> e poi di speleologi provenienti da tutta Europa (cecoslovacchi, polacchi, ungheresi).</p>
<figure id="attachment_74695" aria-describedby="caption-attachment-74695" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-74695" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-167-224.jpg" alt="Pino Guidi 167 224" width="800" height="899" title="Speleologia: medaglia d&#039;oro a Pino Guidi 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-167-224.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-167-224-267x300.jpg 267w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-167-224-768x863.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-74695" class="wp-caption-text">Pino Guidi</figcaption></figure>
<p>La stagione delle grandi esplorazioni lo vede primo uomo ad esplorare dall&#8217;interno il <strong>Fontanon di Goriuda</strong>, co-organizzatore e responsabile per la <strong>CGEB</strong> di numerose <strong>campagne estive</strong> sul <strong>massiccio del Canin</strong> (anni &#8217;60-&#8217;70), e membro della <strong>spedizione nella Persia dello Scià</strong> nel 1977 che donò all&#8217;attuale Iran il progetto di uno schema strutturato per la costituzione del primo Catasto Grotte del paese oltre a 17 rilievi topografici a firma Guidi.</p>
<p>Parallelamente all&#8217;attività esplorativa <strong>Pino Guidi</strong>, nei suoi <strong>oltre 70 anni di attività</strong>, ha firmato i <strong>rilievi topografici</strong> ufficiali di <strong>415 grotte</strong>, ha riordinato i materiali dispersi gettando le basi per la nascita del <strong>Catasto Speleologico del Friuli</strong>, che porterà poi alla fondazione del moderno <strong>Catasto Regionale</strong>, gestito per oltre quarant&#8217;anni dalla <strong>Società Alpina delle Giulie. </strong></p>
<p>La sua autorevolezza e le sue competenze tecniche lo hanno portato a varcare i confini nazionali avendo partecipato attivamente a congressi e incontri in tutta Europa.</p>
<p>Un altro campo in cui Guidi ha giocato un ruolo rilevante è quello del <strong>soccorso</strong> e nacque da una tragedia sul campo occorsa nel 1965 che segnò profondamente la comunità speleologica italiana.</p>
<p>Preso atto, in quell&#8217;occasione, della totale disorganizzazione degli speleologi in caso di emergenza, <strong>Pino Guidi</strong> contribuì alla nascita ufficiale del <strong>Soccorso Speleologico Nazionale</strong> nel <strong>1966</strong>.</p>
<p>Nel 1971 venne nominato Vice Responsabile Nazionale, mentre nel 1976 venne eletto Responsabile Nazionale del Soccorso Speleologico (all&#8217;epoca sezione speciale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino &#8211; CNSA), carica che mantenne fino al 1981.</p>
<p>Nell&#8217;ottobre del 1983, durante il 6° Congresso Internazionale del Soccorso Speleologico svoltosi ad Aggtelek, in Ungheria, venne fondata la <strong>Commissione Internazionale del Soccorso Speleologico </strong>e a Pino Guidi venne affidata una delle quattro vicepresidenze mondiali, con la responsabilità specifica sulla macro-area dell&#8217;Europa Orientale.</p>
<figure id="attachment_74696" aria-describedby="caption-attachment-74696" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-74696" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-149-007-747x1024.jpg" alt="Pino Guidi 149 007" width="640" height="877" title="Speleologia: medaglia d&#039;oro a Pino Guidi 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-149-007-747x1024.jpg 747w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-149-007-219x300.jpg 219w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-149-007-768x1052.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Pino-Guidi-149-007.jpg 800w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-74696" class="wp-caption-text">Pino Guidi</figcaption></figure>
<p>Da ricordare anche la monumentale <strong>produzione scritta</strong> e <strong>bibliografica</strong>. L&#8217;approccio di Pino Guidi è sempre stato guidato dalla convinzione che &#8220;perdura nel tempo solo ciò che è scritto: esplorazioni, feste, incontri hanno vita se la notizia viene fermata attraverso la stampa&#8221;.</p>
<p>Da qui, in <strong>63 anni di attività pubblicistica</strong>, Guidi ha contribuito all&#8217;incremento della letteratura speleologica con la cifra monumentale di <strong>quasi 1.400 scritti</strong>, collaborando con oltre 60 coautori (il più frequente dei quali fu Pavanello) e pubblicando su 79 riviste scientifiche e atti di 31 congressi, diventando anche il massimo specialista italiano nel settore bibliografico speleologico.</p>
<p>Ha costruito da zero il <strong>Catasto Speleologico del Friuli</strong>, e proprio questo immenso lavoro ha permesso alla Società Alpina delle Giulie di ottenere dalla Regione la gestione del Catasto Speleologico Regionale per oltre quarant&#8217;anni.</p>
<p>Nominato responsabile ufficiale degli <strong>archivi della Commissione Grotte E. Boegan</strong>, ha riordinato faldoni e verbali inediti che partivano dalla fine dell&#8217;Ottocento.</p>
<p>Nei primi anni del Duemila, insieme al consocio Gianni Scrigna, ha organizzato e informatizzato l&#8217;immenso deposito fotografico della Commissione Grotte, salvando e <strong>catalogando quasi 20.000 fotografie storiche</strong> (dal 1800 al 2007).</p>
<p>Estremamente schivo e lontano da presenzialismi e protagonismi ha rifiutato in passato una targa di riconoscimento della Commissione Interregionale del CAI, la medaglia di Istruttore Nazionale Emerito e la candidatura al prestigioso Premio San Benedetto Abate.</p>
<p>Questa volta la storia avrà un finale diverso perché la Medaglia d&#8217;Oro gli è già stata assegnata e la consegna avverrà “a sorpresa”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alpinisti triestini sulle vette del Pakistan</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/alpinisti-triestini-sulle-vette-del-pakistan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 11:12:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[cai]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sette componenti del Gruppo Rocciatori Sciatori della Società Alpina delle Giulie in partenza per la spedizione nella regione dello Swat</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/03-Adamo-Valenti-DallArgine-Bologna.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/alpinisti-triestini-sulle-vette-del-pakistan/">Alpinisti triestini sulle vette del Pakistan</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Adamo, Valenti, Dall&#8217;Argine, Bologna</em></span></p>
<p>TRIESTE – Sette soci del <strong>G.A.R.S. Gruppo Alpinisti Rocciatori Sciatori</strong> della <strong>Società Alpina delle Giulie APS &#8211; Sezione di Trieste </strong>del<strong> Club Alpino Italiano </strong>sono partiti oggi alla volta del Pakistan per una spedizione alpinistica di esplorazione sulle montagne della regione dello Swat: il progetto “<em>Swat GARS 2025</em>”.</p>
<p>Dopo gli ultimi preparativi e test sui materiali in quota, il gruppo formato da <strong>Lorenzo Adamo</strong>, <strong>Mauro Bologna</strong>, <strong>Mauro Dall&#8217;Argine</strong>, <strong>Mauro Florit</strong>, <strong>Giorgio Gregorio</strong>, <strong>Paolo Pezzolato</strong> e <strong>Giulio Valenti</strong> è pronto per affrontare questa nuova sfida.</p>
<p>Adamo, Bologna, Gregorio e Valenti si dedicheranno all&#8217;esplorazione di una zona ancora sconosciuta, percorrendo un trekking che verrà tracciato e di cui la mappatura e le foto serviranno ad arricchire la conoscenza della zona, in vista della pubblicazione di una guida di itinerari, realizzata da Carlo Alberto Pinelli, fondatore di Mountain Wilderness e responsabile del Asian Desk dell&#8217;associazione ambientalista.</p>
<p>Il gruppo si propone anche di tentare la scalata di alcune vette dai 5000 ai 5500 metri di quota, mai salite.</p>
<p>Dall&#8217;Argine, Florit e Pezzolato si dedicheranno all&#8217;apertura di una parete inviolata, lo scudo di granito di Diwangar, posta nella valle, che presenta un’altezza di circa 700 metri e che si estende per oltre 10 chilometri, attualmente mai scalata.</p>
<figure id="attachment_67712" aria-describedby="caption-attachment-67712" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-67712" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/05-DallArgine-Pezzolato-Florit.jpg" alt="05 DallArgine Pezzolato Florit" width="1000" height="691" title="Alpinisti triestini sulle vette del Pakistan 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/05-DallArgine-Pezzolato-Florit.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/05-DallArgine-Pezzolato-Florit-300x207.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/05-DallArgine-Pezzolato-Florit-768x531.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-67712" class="wp-caption-text">Dall&#8217;Argine, Pezzolato, Florit</figcaption></figure>
<p>In questa zona, che si presta anche a essere utile per i futuri corsi di formazione delle giovani guide locali, il gruppo individuerà un&#8217;area da attrezzare come palestra di arrampicata.</p>
<p>Le <strong>montagne dello Swat</strong> sono a rischio ambientale a causa di un turismo irrispettoso dell&#8217;ambiente naturale che ha già inquinato alcuni splendidi luoghi di questa regione, facilmente raggiungibili, così come le più famose vette himalayane.</p>
<p>Il <strong>progetto</strong> di <strong>Mountain Wilderness</strong> è quello di giungere invece a una forma di tutela da parte del governo pakistano per questa regione e da anni ha promosso lo “<strong>Swat Project</strong>” che ad oggi ha visto la realizzazione di corsi di formazione di giovani ragazzi e ultimamente anche ragazze delle comunità locali per prepararli al compito di guide turistiche di trekking e di alta quota.</p>
<p>Il volume, in fase di ultimazione con gli itinerari di trekking a cui contribuirà il gruppo di alpinisti del <strong>GARS</strong> e i corsi realizzati da <strong>Mountain Wilderness </strong>serviranno a promuovere nella regione un turismo rispettoso dell&#8217;ambiente e gestito dalle popolazioni locali, in grado da poterle sostenere anche economicamente.</p>
<figure id="attachment_67713" aria-describedby="caption-attachment-67713" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-67713" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/06-Gregorio.jpg" alt="06 Gregorio" width="1000" height="846" title="Alpinisti triestini sulle vette del Pakistan 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/06-Gregorio.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/06-Gregorio-300x254.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/06-Gregorio-768x650.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-67713" class="wp-caption-text">Gregorio</figcaption></figure>
<p>Le guide locali accompagneranno in futuro alpinisti ed escursionisti alla scoperta di queste montagne e dei loro tesori archeologici, studiati a partire dagli anni 1950 da <strong>Giuseppe Tucci</strong>, orientalista, esploratore, storico delle religioni, che durante le sue esplorazioni archeologiche nello <strong>Swat</strong>, avviò la nascita di un museo, nel 1958, attualmente attivo e fulcro di equipe italiane che continuano il suo lavoro.</p>
<p>Il progetto “<strong>Swat GARS 2025</strong>”, è finanziato dalla <strong>Società Alpina delle Giulie APS</strong> con il contributo del <strong>Club Alpino Italiano</strong>. Media partner: <strong>Lo Scarpone</strong>. <strong>Mountain Wilderness International</strong> sostiene l&#8217;iniziativa offrendo la partecipazione a un giovane ragazzo pakistano, <strong>Ibrar Khan</strong>, che ha frequentato il corso organizzato nel 2018 e che conosce la zona, sostenendone i costi.</p>
<p>Il gruppo di alpinisti del progetto “<strong>Swat GARS 2025</strong>” resterà tra le montagne dello Swat per un periodo di circa 12 giorni e rientrerà in Italia il 23 settembre.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Speleologi triestini ai confini delle Montagne Maledette</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/speleologi-triestini-alla-scoperta-delle-montagne-maledette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2025 09:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cai]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[montenegro]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[speleologia]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via la spedizione in Montenegro su un altopiano sospeso tra il cielo e la pietra a quasi 2000 metri di quota</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/cgeb-spedizione-montenegro-03.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/speleologi-triestini-alla-scoperta-delle-montagne-maledette/">Speleologi triestini ai confini delle Montagne Maledette</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE –<strong> Dal 21 al 31 agosto</strong>, la <strong>Commissione Grotte Eugenio Boegan</strong>, gruppo speleologico della <strong>Società Alpina delle Giulie APS</strong> <strong>&#8211; Sezione di Trieste </strong>del<strong> Club Alpino Italiano</strong>, effettuerà una missione esplorativa in <strong>Montenegro</strong>.</p>
<p>Più precisamente nello <strong>Žijovo (Kučke planine)</strong>, un altopiano sospeso tra il cielo e la pietra a quasi 2000 metri di quota, ai confini delle “Montagne Maledette” – le Prokletija albanesi –, una catena montuosa calcarea dalle forme spettacolari e ancora in gran parte sconosciuta al mondo speleologico.</p>
<p>In un’area operativa di circa 2 km² si susseguono banconi di roccia calcarea triassica e giurassica, con una potenza stratigrafica che supera i 1.200 metri.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67352" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/cgeb-spedizione-montenegro-04.jpg" alt="cgeb spedizione montenegro 04" width="1000" height="704" title="Speleologi triestini ai confini delle Montagne Maledette 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/cgeb-spedizione-montenegro-04.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/cgeb-spedizione-montenegro-04-300x211.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/cgeb-spedizione-montenegro-04-768x541.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Un ambiente aspro e affascinante, per certi versi simile a quello del Monte Canin, ma più selvaggio e remoto, dove ogni passo in superficie potrebbe essere il preludio alla scoperta di squarci oscuri e ingressi appena accennati che conducono gli speleologi in profondità, accompagnati solo dal rumore delle gocce d’acqua e dal proprio respiro.</p>
<p><strong>Tre gli obiettivi della spedizione</strong>: proseguire le esplorazioni di alcune cavità scoperte nel 2024 e completarne la mappatura; individuare ed esplorare nuove grotte grazie a ricognizioni mirate e supporto tecnologico (droni, GIS, Modello Digitale del Terreno e foto aeree); raccogliere dati geologici e materiale multimediale per studi scientifici e per raccontare la missione al pubblico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67353" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/cgeb-spedizione-montenegro-01.jpg" alt="cgeb spedizione montenegro 01" width="1000" height="520" title="Speleologi triestini ai confini delle Montagne Maledette 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/cgeb-spedizione-montenegro-01.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/cgeb-spedizione-montenegro-01-300x156.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/cgeb-spedizione-montenegro-01-768x399.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La spedizione riunisce nove speleologi della C.G.E.B. (<strong>Laura Bertolini, Silvia Foschiatti, Veronika Paulina, Adriano Balzarelli, Alberto Giorgi, Andrea Lalovich, Umberto Mikolic, Rocco Romano, Cristiano Toffoletti</strong>), insieme a <strong>Daniele Santarossa</strong> (Unione Speleologica Pordenonese), <strong>Ida Cossettini</strong> (Circolo Speleologico Idrologico Friulano di Udine) e<strong> Lorenzo Scaini</strong> (Gruppo Speleologico “Bertarelli” di Gorizia).</p>
<p>Insieme, porteranno in Montenegro la passione e l’esperienza dell’intero mondo speleologico del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>“La speleologia è esplorazione dell’ignoto allo stato puro, forse l’ultima possibile sul nostro pianeta, e ciò significa essere pionieri in un regno che esiste da milioni di anni, ma che non ha mai visto né la luce né l’uomo”, sottolinea il capo spedizione Alberto Giorgi.</p>
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		<title>Inaugurato il nuovo corso del &#8220;Premuda&#8221;</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/inaugurato-il-nuovo-corso-del-premuda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 16:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cai]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[san dorligo]]></category>
		<category><![CDATA[val rosandra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rifugio più basso d'Italia riapre dopo i lavori di ristrutturazione. All'imbocco della Val Rosandra sarà aperto tutti i giorni fino a ottobre</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Rifugio-Mario-Premuda-Val-Rosandra.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/inaugurato-il-nuovo-corso-del-premuda/">Inaugurato il nuovo corso del &#8220;Premuda&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Il Rifugio Mario Premuda </em></span></p>
<p>SAN DORLIGO DELLA VALLE<strong> – </strong>Inaugurato<strong> </strong>il nuovo corso del<strong> Rifugio Mario Premuda </strong>della <strong>Società Alpina delle Giulie APS &#8211; Sezione di Trieste </strong>del<strong> Club Alpino Italiano</strong> che lo costruì nel 1940 all&#8217;imboccatura della <strong>Val Rosandra</strong>.</p>
<p>Con l&#8217;alzabandiera a cura degli <strong>alpini</strong> dell&#8217;<strong>ANA “Guido Corsi”</strong> di Trieste, alla presenza di <strong>Aleksander Coretti</strong>, sindaco<strong> </strong>di San Dorligo della Valle, di <strong>Pierpaolo Roberti</strong>, assessore alle Autonomie Locali, di <strong>Serena Tonel</strong> e <strong>Michele Babuder</strong>, rispettivamente vicesindaco e assessore di Politiche del Territorio del Comune di Trieste e di altre istituzioni si è aperta una nuova stagione per il <strong>Rifugio. </strong></p>
<p>Oltre al presidente e al direttivo della Società Alpina delle Giulie, presenti esponenti dei vari gruppi della <strong>SAG</strong>, in particolare quelli più legati alla storia del rifugio: il <strong>GARS &#8211; Gruppo Alpinisti Rocciatori Sciatori</strong> e la <strong>Scuola Nazionale di Alpinismo Emilio Comici.</strong></p>
<h3>La storia</h3>
<p>In seguito una prima ristrutturazione avvenuta nel 1989, il <strong>Rifugio M. Premuda</strong> si presenta dopo un anno e mezzo di chiusura che ha permesso alla <strong>Società Alpina delle Giulie </strong>di intervenire con lavori di rilievo: è stato infatti rinnovato tutto l&#8217;edificio dal tetto alle facciate e a buona parte dei serramenti e sono stati rifatti tutti gli impianti secondo le norme correnti, cucina compresa.</p>
<p>La gestione del rifugio è stata assegnata alla <strong>Almost Blue srls</strong>, società di cui è socio amministratore <strong>Franco Bulli</strong> che, con questa nuova avventura imprenditoriale, vestirà anche i panni del <strong>rifugista</strong>.</p>
<p>Alla Almost Blue si devono le scelte d&#8217;arredo degli interni e il rinnovo dell&#8217;attrezzatura della cucina.</p>
<p>Inaugurato nel 1940 e intitolato all&#8217;omonimo speleologo e alpinista il<strong> Rifugio Mario Premuda</strong> può fregiarsi del titolo di rifugio più basso d&#8217;Italia oltre a essere storica sede della prima <strong>Scuola Nazionale di Alpinismo</strong> fondata nel 1929 da alcuni soci <strong>GARS – Gruppo Alpinisti Rocciatori Sciatori</strong>.</p>
<p>Tra questi spicca la figura del celebre alpinista <strong>Emilio Comici, </strong>socio della SAG, a cui la Scuola verrà intitolata in seguito alla sua prematura scomparsa.</p>
<p>Il rifugio, almeno fino a ottobre, sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 22, poi inizierà a osservare un giorno di riposo settimanale. Per info tel. 040 2037027.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Montagne di memorie</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/montagne-di-memorie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 15:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cai]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="898" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/CAI-MuseoStoNAt.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="CAI MuseoStoNAt" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/CAI-MuseoStoNAt.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/CAI-MuseoStoNAt-300x197.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/CAI-MuseoStoNAt-1024x673.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/CAI-MuseoStoNAt-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Montagne di memorie 7"> Racconti in bianco e nero per una mostra fotografica che celebra 100 anni di CAI Pordenone al Museo di storia naturale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/CAI-MuseoStoNAt.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/montagne-di-memorie/">Montagne di memorie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2025 segna un anno storico per la Sezione di Pordenone del Club Alpino Italiano, che celebra il centenario dalla sua fondazione.</p>
<p>Tra le numerose iniziative in programma, si distingue la mostra fotografica “<em>MONTAGNE DI MEMORIE. RACCONTI IN BIANCO E NERO</em>”, promossa dal CAI Pordenone, in collaborazione con il Comune di Pordenone e il Museo civico di Storia Naturale Silvia Zenari.</p>
<p>L&#8217;esposizione sarà inaugurata <strong>giovedì 6 marzo alle ore 18</strong> presso il <strong>Museo civico di Storia Naturale di Pordenone</strong>.</p>
<p>La mostra si inserirà in un proficuo dialogo con le collezioni del museo, accostando alle fotografie alcuni esemplari di animali tipici del nostro territorio montano, offrendo così ai visitatori l’opportunità di un approfondimento più ricco e coinvolgente.</p>
<p>Il visitatore sarà accompagnato lungo un sentiero della memoria, tra stupore e meraviglia, dove le immagini diventano testimonianze di storie, incontri e passione verso la nostra montagna.</p>
<p>Il legame tra la comunità urbana di Pordenone e l’ambiente montano, è un punto cardine delle iniziative per il Centenario, che mira a risaltare la connessione tra persone e natura, come dichiara <strong>Alleris Pizzut</strong>, presidente della Sezione CAI di Pordenone: <em>“L’importante traguardo raggiunto diventa occasione per mostrare che il rispetto per le montagne e l’ambiente si può trasformare in un momento di confronto sulla storia del territorio e sulle strategie più efficaci per la sua tutela, al fine di preservarlo per le giovani generazioni”.</em></p>
<p>Fotografie, materiali d’archivio e cimeli racconteranno una storia iniziata nel lontano 1925 ricca di eventi, esplorazioni, escursioni e traguardi raggiunti da grandi alpinisti, ma soprattutto una forte passione per la montagna e il desiderio di trasmettere un messaggio concreto per costruire un futuro responsabile e inclusivo, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza ambientale e il rispetto per le Terre Alte.</p>
<p>Il percorso sarà anche arricchito da una selezione di volumi provenienti dalla biblioteca “Carlo Alberto Maddalena” della Sezione CAI Pordenone, una ricca collezione di libri, manuali, guide e riviste legate al mondo della montagna che potrà essere consultata liberamente dai visitatori.</p>
<p>L’esposizione, in corso <strong>dal 7 marzo al 18 maggio</strong>, sarà visitabile negli orari di apertura del museo,  <strong>giovedì e venerdì dalle 9 alle 13, sabato e domenica dalle 13 alle 19</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmontagne-di-memorie%2F&amp;linkname=Montagne%20di%20memorie" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmontagne-di-memorie%2F&amp;linkname=Montagne%20di%20memorie" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmontagne-di-memorie%2F&amp;linkname=Montagne%20di%20memorie" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmontagne-di-memorie%2F&amp;linkname=Montagne%20di%20memorie" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmontagne-di-memorie%2F&amp;linkname=Montagne%20di%20memorie" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmontagne-di-memorie%2F&#038;title=Montagne%20di%20memorie" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/montagne-di-memorie/" data-a2a-title="Montagne di memorie"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/CAI-MuseoStoNAt.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/montagne-di-memorie/">Montagne di memorie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un sentiero in città per i 100 anni del CAI</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/un-sentiero-in-citta-per-i-100-anni-del-cai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 16:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[cai]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Svelati a Pordenone gli eventi per il secolo di attività del locale Club Alpino Italiano. Prevista anche l'ascesa a 100 cime dell'area montana e pedemontana</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/centenario-CAI-PN.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/un-sentiero-in-citta-per-i-100-anni-del-cai/">Un sentiero in città per i 100 anni del CAI</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>PORDENONE – Nel 2025 si celebrano, con un intero anno di eventi, manifestazioni ed iniziative, i <strong>100 anni del CAI Pordenone</strong>.</p>
<p>Una realtà fondata il <strong>9 gennaio 1925</strong> da un centinaio di soci diretti dal primo presidente, Rino Polon.</p>
<p>«Il Centenario diventa un’occasione concreta per mostrare come il rispetto per le montagne e l’ambiente possa trasformarsi in un’occasione di confronto sulla storia del territorio, ma anche sulle strategie più efficaci per la sua tutela, al fine di preservarlo per le giovani generazioni», spiega l’attuale presidente, <strong>Alleris Pizzut</strong>.</p>
<p>Alla presentazione sono intervenuti anche il consigliere regionale<strong> Alessandro Basso, </strong>l&#8217;europarlamentare<strong> Alessandro Ciriani</strong>, il vicesindaco reggente<strong> Alberto Parigi</strong>, gli assessori comunali<strong> Mattia Tirelli </strong>e<strong> Guglielmina Cucci </strong>e<strong> Grazia Pizzoli </strong>del CAI Pordenone.</p>
<p>Il <strong>titolo</strong> del Progetto Centenario 2025, <strong>“<em>100 anni di montagne. Per un futuro sostenibile</em></strong>”, racchiude l’essenza e il messaggio che CAI Pordenone vuole trasmettere al pubblico: quello di promuovere la <strong>consapevolezza ambientale e il rispetto per le Terre Alte attraverso eventi educativi, culturali e sportivi,</strong> coinvolgendo attivamente la comunità locale e le nuove generazioni.</p>
<p>Fra le prime iniziative programmate già nel <strong>mese di gennaio</strong>, il <strong>Concorso fotografico “<em>Obiettivo montagna</em>”</strong>. Aperto a tutti, soci CAI e non, con un focus particolare sui giovani, il contest ha come obiettivo quello di <strong>riflettere sui cambiamenti della vita in montagna negli ultimi 100 anni</strong>. <strong>Partendo da una selezione di 16 fotografie dell’archivio CAI Pordenone</strong> viene richiesto ai partecipanti di <strong>scegliere una o più foto e di realizzare degli scatti che rispecchino lo stesso soggetto, ma attualizzato al 2025</strong>.</p>
<p>Il<strong> Concorso</strong> sarà rivolto in particolare ai <strong>ragazzi dei Centri Giovani di Pordenone</strong>, ai <strong>ragazzi delle scuole</strong> (Liceo Artistico Galvani, Istituto Vendramini) e ai ragazzi del gruppo di <strong>Alpinismo Giovanile Pordenone-Maniago</strong>: le <strong>foto vincitrici</strong>, affiancate a quelle <strong>storiche</strong>, saranno riunite in una <strong>mostra</strong> allestita a Pordenone a partire da <strong>ottobre 2025</strong>.</p>
<h3>L&#8217;ascesa a cento cime</h3>
<p>Sempre a <strong>gennaio</strong> sarà presentata anche <strong>l’iniziativa escursionistico-alpinistica</strong> <strong>“<em>100 anni di cime nel pordenonese</em>”</strong>, promossa dalla Commissione Escursionismo e rivolta ai soci del Club Alpino Italiano e dei Club Alpini membri del Club Arc Alpin.</p>
<p>L’obiettivo è quello di <strong>salire nel corso del 2025 cento cime</strong> situate nell’area montana e pedemontana identificata dalla ex-provincia di Pordenone.</p>
<p>In avvio anche la <strong>rassegna cinematografica “<em>Sentiero Cinema</em>”.</strong> Dalla ultradecennale collaborazione con <strong>l’Associazione Culturale Cinemazero</strong> è nata l’idea di proporre <strong>una proiezione al mese di lungometraggi incentrati su tematiche riguardanti le Terre Alte</strong>.</p>
<p>Ancora in ambito culturale, si consolida la <strong>partnership tra il Cai Pordenone</strong> e <strong>l’ente teatrale cittadino</strong>: il <strong>Teatro Verdi</strong>, infatti, condivide con il Club Alpino italiano uno dei suoi progetti di punta di questi anni, il <strong>Progetto Montagna</strong>, che si è ulteriormente sviluppato nella costituzione del primo <strong>Montagna Teatro Festival</strong>.</p>
<p>Nell’anno del Centenario del CAI Pordenone saranno proposte specifiche iniziative ideate ad hoc.</p>
<p>In primavera poi verrà inaugurata una <strong>mostra fotografico-documentale “diffusa”</strong>, allestita in diverse sale espositive cittadine, dove troveranno collocazione <strong>fotografie provenienti dall’archivio CAI Pordenone</strong> e <strong>alcuni cimeli</strong> appartenenti alla sezione, nell’intento di <strong>raccontare iconograficamente la storia dell’associazione</strong> intrecciandola con temi come la tutela dell’ambiente montano, la relazione tra uomo e montagna nel tempo, l’evoluzione del modo di vivere e frequentare la montagna.</p>
<h3>Il sentiero urbano</h3>
<p><strong>Nella tarda primavera</strong> verrà inaugurata un’iniziativa che ha l’intento di raccontare lo stretto <strong>legame tra la sezione CAI di Pordenone e il contesto cittadino</strong>. Di concerto con l’amministrazione comunale, l’associazione presenterà un <strong>percorso urbano</strong> che toccherà i luoghi più significativi della città, denominato <strong>“<em>Sentiero CAI in città</em>”</strong>.</p>
<p>A rendere particolare questo sentiero saranno i segnavia che ricalcheranno l’iconica segnaletica bianco-rossa utilizzata dal Club Alpino Italiano per i sentieri di montagna, nel tentativo di avvicinare, anche visivamente, la montagna alla pianura.</p>
<p>Percorrere l’itinerario in modo lento e sostenibile, come nella filosofia propria del sodalizio, consentirà di scoprire e apprezzare la città anche dal punto di vista naturalistico.</p>
<p><strong>Ad arricchire il percorso</strong> – attualmente ancora allo studio – saranno dei <strong>totem/pannelli informativi</strong> in cui <strong>verranno descritti flora e fauna dei luoghi</strong>.</p>
<p>Un vero e proprio <strong>sentiero “parlante”</strong> utile per evidenti scopi di promozione turistica e sportiva ma anche a fini didattici.</p>
<p>In un’ottica di <strong>inclusività</strong>, i testi dei pannelli saranno proposti anche in lingua inglese e – particolarmente rilevante &#8211; in linguaggio Braille<strong>, </strong>per offrire la possibilità a ciechi e ipovedenti di percorrerlo, almeno per un tratto, anche utilizzando un corrimano in corda fissato su pali. A tal fine si è stretta una collaborazione con U.I.C.I., l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS Pordenone.</p>
<p>Varie iniziative concretizzeranno inoltre il <strong>coinvolgimento delle scuole</strong>.</p>
<p>In <strong>agosto</strong> le attività escursionistiche ed alpinistiche porteranno i <strong>Soci del CAI Pordenone</strong> al <strong>rifugio Quintino Sella e sulla vetta del Monviso</strong>, nelle Alpi Cozie.</p>
<h3>Cento anni degli Alpini</h3>
<p><strong>Il 7 settembre</strong>, in collaborazione con l’<strong>Associazione Alpini Pordenone</strong>, che nel 2025 celebrerà come il CAI Pordenone i <strong>100 anni dalla sua fondazione</strong>, nell’area del <strong>Piancavallo</strong> saranno organizzate numerose escursioni, adatte per ogni tipo di escursionista, che ripercorreranno sentieri e itinerari storici.</p>
<p>Il <strong>28 settembre</strong>, al <strong>Rifugio Pordenone</strong>, in Val Cimoliana, si terrà la <strong>24ª Festa della Montagna</strong>.</p>
<p>A settembre, inoltre, <strong>Pordenonelegge</strong> ha in programma <strong>quattro incontri con l’autore</strong> aderenti alle tematiche del Progetto Centenario.</p>
<p>Il cartellone delle iniziative del Centenario culminerà con un <strong>grande evento</strong> che si terrà <strong>nel weekend dell’11 e del 12 ottobre</strong>.</p>
<p>Il “<strong>Sentiero Cai in città”</strong> verrà animato per offrire un’esperienza immersiva, un’idea innovativa per avvicinare il pubblico alla montagna in modo coinvolgente e interattivo. Questa “<strong>animazione” permetterà di integrare attività educative e ludiche</strong> lungo il percorso, rendendo l’esperienza della sua percorrenza accessibile e interessante per persone di tutte le età.</p>
<p>Lungo il sentiero ci saranno stazioni realizzate per offrire un’esperienza di <em>edutainment</em> coinvolgendo i partecipanti in attività pratiche, giochi, narrazioni per favorire la sensibilizzazione sul rapporto tra natura e città.</p>
<p><strong>Nello stesso fine settimana </strong>verranno anche organizzati <strong>due eventi speciali</strong>: nella giornata di sabato uno spettacolo rivolto in modo particolare ai giovani e giovanissimi. Protagoniste saranno <strong>Sara Segantin</strong> e <strong>Carlotta Sarina</strong> (in arte <strong>Lotta</strong>.</p>
<p>Spicca nella giornata di <strong>domenica</strong> <strong>12 ottobre</strong> la presenza del conduttore e giornalista<strong> Federico Taddia</strong>, protagonista di un talk, assieme ad altri esperti quali, climatologi, divulgatori e i giornalisti e storici dell’alpinismo <strong>Luca Calzolari e Roberto Mantovani</strong>, che si confronteranno su tematiche legate al riscaldamento globale e alla tutela dell’ambiente.</p>
<p>A <strong>dicembre</strong> avrà luogo un <strong>evento conclusivo simbolico</strong>, che si rivolgerà e coinvolgerà tutti i Soci e i Volontari, volto a ripercorrere e attività svolte durante l’anno, e con l’obiettivo di festeggiare il passato per costruire il futuro.</p>
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