JavaScript is required for our tabnav accessibility widget to work properly. Monfalcone avvolta dalle contaminazioni della storia

Monfalcone avvolta dalle contaminazioni della storia

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Fino al 28 giugno alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea in mostra le opere di Fulvio Dot, Sandra Zeugna e di grandi maestri del secondo Novecento

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BONOMO FERRARI opere di Afro centro e Celiberti ai lati
Giancarlo Bonomo e Raffaella Ferrari tra le opere di Basaldella (al centro) e di Celiberti (ai lati)

 

MONFALCONE – Resterà visitabile fino al prossimo 28 giugno, ma la mostra Sandra Zeugna – Fulvio Dot. Contaminazioni della storia allestita nella Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone (clicca qui per orari e informazioni) ha già conquistato il pubblico e la critica.

Tutti stregati dal dialogo che l’esposizione ha saputo attivare un dialogo tra un architetto figurativo (Dot) e una artista informale (Zeugna).

I due linguaggi, figurativo e informale, hanno radici lontane e ben piantate nella loro area di appartenenza. A questo proposito, è stata dedicata una sala a coloro che sono stati i principali punti di riferimento di Dot e Zeugna, da cui derivano le contaminazioni richiamate dal titolo della mostra.

Gli artisti storici rappresentano le dovute citazioni di un tempo glorioso, la seconda metà del ‘900, che ha certamente contribuito a formare e influenzare la sensibilità artistica delle generazioni successive, come nel caso di Dot e Zeugna.

Sono così in esposizione le sintesi estreme di Anton Zoran Mušič, l’astrazione lirica di Afro Basaldella in vivace dialogo con Giorgio Celiberti, le inquietudini viscerali di Giuseppe Zigaina e le evoluzioni visionarie di Agostino Piazza. E, a completamento della sezione, la drammaticità graffiante di Klavdij Palčič in antitesi con la dimensione onirica di Cesare Mocchiutti.

Un’altra citazione è d’obbligo: quella relativa all’Istituto d’Arte, ora Liceo Artistico, ‘Max Fabiani’ di Gorizia. Alcuni di questi artisti della storia ne sono stati docenti, lasciando nella memoria collettiva una traccia indelebile, mentre diversi allievi sono diventati maestri.

Il loro impegno – assieme ad altri – ha contribuito alla creazione di quella ipotetica Scuola di Gorizia, intesa come movimento di avanguardia, teorizzata da Luciano de Gironcoli qualche anno fa, che seppe esprimere un’arte ‘importante, pulita e dal carattere internazionale’, per citare le sue parole.

“Il fulcro espositivo – spiega Raffaella Rita Ferrari, project manager della mostra e figura essenziale per la piena compiutezza dell’evento, sia per le dinamiche organizzative che di allestimento – è rappresentato dalle opere di Sandra Zeugna e Fulvio Dot, nelle quali si riconosce lo sviluppo del loro incessante lavoro. La ricerca si colloca così in continuità con la tradizione ricevuta, reinterpretandola attraverso sensibilità e problematiche proprie del presente. La memoria si traduce in linguaggio attuale; il confine diviene spazio di elaborazione contemporanea; il viaggio assume la forma di crescita interiore”.

FULVIO DOT
Fulvio Dot

“Per condurre gli spettatori all’interpretazione di questa mostra – evidenzia Ferrari – bisogna puntare sul naturale passaggio, a livello percettivo, che va dal dato figurativo verso la forma dell’astrazione o l’informalità: ossia dalla riconoscibilità del soggetto fino all’alienazione della forma stessa. Dunque, da una struttura reale e a noi familiare, a un linguaggio che si evolve verso l’astrattismo lirico che, seppur radicandosi nel dato visibile, si spinge sempre più verso la non-forma. Il risultato così supera gli schemi rigidi di prospettiva e di riconoscibilità degli oggetti, in cui la vibrazione materica del colore diviene bussola d’orientamento emotivo”.

“In questa esposizione – sottolinea il curatore Giancarlo Bonomo – il dialogo tra Fulvio Dot e Sandra Zeugna è proprio tra Visibile e Invisibile e, in senso filosofico, tra Lògos e Pàthos, ovvero Ragione e Passione. Ecco le due ali che consentono all’Arte l’audace volo verso mete lontane. Due aspetti non solo complementari ma anche reciprocamente necessari. Il rigore del metodo e il virtuosismo dell’imprevedibile. La linea calibrata e l’armonia delle proporzioni con l’evanescenza, il guizzo inatteso”.

SANDRA ZEUGNA
Sandra Zeugna

“Evidenti – conclude Bonomo – sono le differenze stilistiche e la semantica dei linguaggi. Ma, la sfida è proprio questa: proporre un confronto e ricercare un collegamento fra mondi apparentemente distanti. Dot, già architetto e designer, con le sue costruzioni ‘impacchettate’ e sospese nello spazio, presenta cartoline pronte da spedire nel futuro, specchio di un’epoca contraddittoria caratterizzata da guasti e provvisorietà, unitamente ad una sezione sperimentale dedicata a scorci naturalistici. La Zeugna, con le sue pregevoli rarefazioni informali, ci invita a guardare oltre, verso un Indistinto che unisce tutte le Cose. E sarà interessante scoprire le interazioni e le analogie, il segreto dialogo che coniuga le ragioni della Terra con quelle del Cielo per accorgersi che, in fondo, sono due facce della stessa medaglia. Ovvero, modi diversi di esprimere una comune necessità interiore”.

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