Leopardi e Chopin dialogano a Trieste

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redazione

6 Novembre 2023
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Prende avvio giovedì 9 novembre la rassegna che quest’anno si svolgerà interamente al Revoltella

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TRIESTE – Ritornano gli appuntamenti musicali “La Società dei Concerti nei Musei Civici”, organizzata dalla Società dei Concerti di Trieste, nei Musei Civici di Trieste. 

L’edizione di quest’anno si terrà interamente al Museo Revoltella: sei incontri concerto a partire dal 9 novembre, per ascoltare Leopardi e Chopin con la pianista Letizia Michielon e la voce recitante di Elsa Fonda, autrice del testo

Per approfondire Schubert il 14 dicembre, il 18 gennaio e il primo febbraio con il pianista Luca Ciammarughi, esperto musicista, scrittore e divulgatore; ma anche intrecciare alcuni quadri del Museo Revoltella con la musica del loro tempo: uno della collezione del ‘800 con Giuseppe Andaloro, vincitore del premio Busoni, il 18 aprile, e uno della collezione del ‘900 con il Vansisiem Duo il 16 maggio.

L’appuntamento di venerdì 9 novembre, alle 18, sarà un racconto a parole e musica delle vite di due artisti eterni: attraverso le poesie di Leopardi lette ad alta voce da Elsa Fonda, storica annunciatrice Rai ed attrice teatrale, nata a Pirano, e le composizioni di Chopin attraverso il pianoforte di Letizia Michielon, pianista, filosofa della musica e compositrice veneziana.

«L’associazione – spiega la pianista – che nella mia mente si è creata tra Leopardi e Chopin, due artisti che vivono più o meno negli stessi anni ma che non si sono mai conosciuti, risale agli studi classici liceali. L’intuizione si è approfondita durante il percorso universitario, anche grazie al dialogo con Emanuele Severino, uno dei miei docenti a Ca’ Foscari. Al poeta italiano il professore ha dedicato pagine fondamentali, in quanto lo considera uno dei massimi teorici del nichilismo occidentale. Ciò che soprattutto mi interessa è porre in rilievo come per entrambi il significato della vita dell’uomo sembra librarsi sulla vertigine generata dalla tensione tra la forza disgregante del Nulla e la potenza creatrice dell’Immaginazione. Ho approfondito l’assonanza tra le loro poetiche nel secondo volume della mia integrale chopiniana edita da Limen Music. Elsa Fonda ha accolto con entusiasmo l’idea di dare forma a questo dialogo virtuale intrecciando versi, prosa e musica»

«Amavo Leopardi – racconta Elsa Fonda – già a scuola. Capii da ragazza che l’abbiamo fatto nostro in modo diverso in un’audizione da Albertazzi. Commentò il mio “Infinito” come poco triste.  Per me il poeta viveva un momento religioso, toccava l’immensità. Non si è mai sottomesso all’infelicità. Nacque nel 1798, Chopin nel 1810. Li dividono solo 12 anni. Ambedue con problemi di soldi, famiglia e salute. Il compositore polacco visse addirittura da profugo a Parigi. Morti tutti e due a 39 anni. In un’Europa restaurata Pio VII ristabilì gesuiti, indice e inquisizione. Sono attualissimi. Delusi come noi dalla fine degli ideali.  Ma capaci di resistere, come la ginestra.»

Ad essere interpretate saranno le poesie dedicate agli suoi amori mancati di Leopardi: “Silvia” e “Nerina”, considerazioni sul “Giardino come sofferenza”, “L’elogio degli uccelli” e la famosa “Lettera al padre” ma anche alcuni suoi pensieri intelligenti come “La ragione tecnologica scatena la lotta per il predominio economico, uccide la vita e spinge verso il nulla. Il futuro è pazzia”, scritti prima di Marx! Leopardi infatti si allontanò dalla religione, concepì l’Italia unita. 

«Non è esatto dire – ci tiene a dire Elsa Fonda – che sarò voce recitante. Mi fa soffrire il degrado del linguaggio, che è la nostra umanità. Leopardi ha scritto “È funesto a chi nasce il dì natale” perché era il primogenito di fratelli che sarebbero morti molto presto. A causa dei rapporti impossibili con la madre cattolicissima tentò di scappare di casa. Trovava conforto e rifugio in poesia e filosofia. Scriveva anche di notte. Di sé, non faceva letteratura. Entro nel significato delle parole perché diventino vita. Non recitazione. Le parole sono suono. Le dico come fossero spartito musicale. Rispettando pause, interpunzioni. Così il nostro respiro si allea a quello dell’universo. Basta una goccia di pioggia per salire da nulla a infinito».

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