L’arte non ha prezzo

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Claudio Pizzin

21 Settembre 2022
Reading Time: 3 minutes
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Elena Pogutz

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Fin da piccola ha respirato i profumi degli oli, degli acquerelli, dei pennelli e dell’acquaragia grazie alla sorella Anny, pittrice apprezzata negli Anni ’70-’80 negli ambienti milanesi di Brera.

Da qualche anno ha deciso di prendere in mano i pennelli per “interpretare” i suoi pensieri, in principio come semplice sfogo. Nel tempo quei “pensieri” si sono trasformati in visioni più serene e ottimistiche che “parlano” dell’amore in generale, poi nei giochi di colori più vivi e spensierati degli “Schizzi”. Ultimamente ha realizzato una serie di lavori utilizzando stucchi.

Dal 2017 è presidente dell’associazione AL37 Atthirtyseven di Fiumicello Villa Vicentina.

Elena Pogutz, come vive una milanese in Friuli Venezia Giulia?

«Non bene, ma benissimo».

Lei risiede a Fiumicello Villa Vicentina da ormai vent’anni: cosa l’ha condotta qui?

«Lo stress e la voglia di evadere da una grande città. Volevo cambiare modo di vivere, scappare dalla metropoli, girando e girando, cercando e cercando sono arrivata fino qui, che è la terra di origine dei miei genitori (il papà era nato a Vienna ma ha sempre vissuto a Trieste)».

Artista e comunicatrice, con un passato nel mondo della moda. Lei come si definirebbe?

«Curiosa. Alla ricerca di qualcosa di innovativo».

Lei realizza giochi enigmistici per due case editrici: come ha iniziato questo percorso?

«Trasferendomi in Friuli Venezia Giulia ho avuto la possibilità di lavorare da casa, senza orari e senza dover per forza essere presente in ufficio. Con la moda ho avuto grandissime soddisfazioni, creando un marchio e lavorando con prestigiose firme, ma nel frattempo anche molte privazioni, per esempio il tempo, che per me era diventato ossigeno».

Dagli enigmi all’arte: da qualche anno la pittura rende concreti i suoi pensieri. Cosa significa per lei dipingere?

«Sfogo, comunicazione, le mie tele nascono soprattutto da pensieri e stato d’animo, non sono un’artista molto “produttiva”, devo trovare il momento giusto e comunque sono un po’ restia a esporre per la mia timidezza e considero i miei lavori molto intimi».

Quali messaggi predilige trasmettere attraverso le sue opere?

«Ogni “ciclo” ha un suo significato, per esempio con Graffi ho voluto esprimere il concetto che tutto può essere coperto, ma che nulla può essere cancellato per sempre (non necessariamente cose spiacevoli)».

A Fiumicello Villa Vicentina lei presiede l’associazione “AL37 Atthirtyseven”: di cosa si occupa il sodalizio?

«Prima della pandemia, insieme a Leonardo Bolgiani e Daniele Bianchi, organizzavamo ogni mese una personale di artisti locali e non solo nello spazio espositivo concesso all’associazione dal Comune, ospitando anche nomi illustri: avevamo il calendario già programmato per due/tre anni. In più ogni anno, prima in  concomitanza con la Mostra Regionale delle Pesche poi da soli, ci occupavamo dell’evento ArtEnPleinAir, una giornata intera all’aperto dedicata a esposizioni artistiche in generale, anche con la presenza di musicisti, performance di vario genere, tutto dal vivo».

Lei collabora anche con la Galleria d’arte contemporanea di Gorizia e con altre realtà regionali. Quali sono i suoi progetti in campo artistico in Friuli Venezia Giulia?

«Mi piacerebbe ci fosse più collaborazione tra le associazioni del territorio per riuscire a promuovere seriamente l’arte senza mettere in primo piano aspetti economici e altro».

A proposito di artisti: come valuta il livello di quelli residenti della nostra regione?

«Alcuni sono veramente notevoli, l’unica cosa è che il Friuli Venezia Giulia in questo campo non offre più di tanto, con scarse possibilità di farsi conoscere a livello nazionale. Molti artisti sono costretti a pagare per esporre le loro opere, non esiste merito, ma quasi sempre chi più paga viene “premiato”».

Se le proponessero di lasciare il FVG e tornare a Milano, accetterebbe?

«Tornerei a Milano solo ed esclusivamente come “turista”, è vero che la grande città offre molto, ma nello stesso tempo toglie. Milano è l’ideale per il lavoro, il divertimento, ma è frenetica, cara e stancante».

Qual è la cosa che più apprezza del Friuli Venezia Giulia?

«La gente, il paesaggio, la tranquillità, la possibilità di vivere ancora a misura d’uomo».

E quella che più le manca di Milano?

«A dire la verità non mi manca nulla a parte le amicizie».

Per il futuro artistico e lavorativo quali obiettivi desidera raggiungere?

«Non faccio previsioni, per ora, nonostante varie richieste, anche senza dover pagare, non ho molta voglia di esporre i miei lavori. Per quanto riguarda l’associazione spero si possa ripartire finalmente in serenità, riportando arte e artisti a Fiumicello».

 

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