Fondazione CRTrieste, collezione dedicata a Bogdan Grom

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redazione

4 Dicembre 2023
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Un corpus di oltre trecento opere: saranno conservate per essere studiate e rese fruibili al pubblico

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TRIESTE Il Patrimonio artistico della Fondazione CRTrieste si arricchisce di un ulteriore corpus di oltre trecento opere di Bogdan Grom, grazie alla generosità della compagna di vita dell’artista, Nina Woodrow, che ha voluto farne dono alla Fondazione affinché vengano conservate, studiate e rese fruibili al pubblico. 

L’iniziativa è stata presentata presso la sede della Fondazione CRTrieste da Francesco Peroni, componente del Consiglio di Amministrazione, Jasna Merkù, docente di Storia dell’arte, e Aleksandra Pangerc, nipote dell’artista.  

La Collezione Grom è composta da 312 opere suddivise in: 41 dipinti di diversa tecnica, 74 sculture di varie dimensioni, 58 opere di grafica, 49 cut out (suggestive stratificazioni su carta), 11 arazzi in lana, 15 disegni, 29 riproduzioni fotografiche, 35 libri.

Un corpus eterogeneo, che copre l’arco temporale di 60 anni, rappresenta la caleidoscopica personalità di Bogdan Grom; versatile, curioso sperimentatore delle potenzialità dei materiali che in parte domina e dai quali a volte è dominato.

Fil rouge dell’intera Collezione è la sensibilità particolare dell’artista che permea, declinata di volta in volta con tecniche e in modi diversi, tutti i suoi lavori. Dalle sculture degli animali, a lui molto cari, – il panda soprattutto – che produceva per il giardino zoologico di Washington, alle innumerevoli rappresentazioni delle pietre del “suo” Carso, che analizza e rappresenta in più strati nei cut out o negli arazzi, alla delicatezza dell’abbraccio di due amanti, di un paesaggio naturale o delle popolazioni autoctone degli Stati Uniti che hanno subito violenze e ingiustizie. 

Il viaggio delle opere dagli Stati Uniti all’Italia inizia nel settembre del 2020 quando Aleksandra Pangerc, nipote dell’artista, comunica la volontà di donare alla Fondazione il corpus di opere di Grom custodito nel New Jersey (USA), dove è vissuto dal 1957 alla sua morte. 

La pandemia e i complessi adempimenti amministrativi internazionali rallentano l’iter. Nel gennaio del 2022 il Consiglio di Amministrazione della Fondazione delibera l’accettazione della donazione. L’inventario comprende dapprima 149 opere tra arazzi, sculture, piatti ornamentali, dipinti, acquarelli, serigrafie, grafiche, cut-out e disegni a pastello e carboncino. Nel settembre del 2022 è siglato il contratto tra le parti e le opere, custodite in 6 grandi casse di legno, il 13 giugno 2022 lasciano gli Stati Uniti alla volta dell’Italia, dove giungono a Genova il 16 luglio. Vengono quindi portate a Milano, poi a Venezia per espletare le procedure doganali, arrivano finalmente a Trieste il 21 ottobre 2022

Inizia, nel marzo 2023, il lavoro di catalogazione da parte della professoressa Jasna Merkù, docente di Storia dell’arte e studiosa dell’artista, dal quale si scopre che l’inventario comprende non 149 pezzi bensì 312, più del doppio, alcuni dei quali particolarmente significativi, tra cui il Diplomatic Panda, la scultura in bronzo argentato parte della collezione artistica permanente della Casa Bianca. 

La Collezione è stata oggetto di una approfondita campagna fotografica e di un video esplicativo, reperibili sul sito della Fondazione CRTrieste

Nel corso della conferenza stampa odierna è stato annunciato che, grazie alla collaborazione tra la Fondazione CRTrieste e ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, è in corso la progettazione di un’iniziativa espositiva per rendere fruibile al pubblico la Collezione Bodgan Grom della Fondazione CRTrieste.

 

Bogdan Grom – Testimone importante del linguaggio artistico locale del Novecento

Nasce nel 1918 a Devencina, paese del Carso triestino. Sin dall’infanzia respira l’amore per l’arte grazie ad un ambiente particolarmente stimolante: il padre, direttore di banca in diverse città dell’Europa orientale, frequenta con la famiglia, le gallerie d’arte e sostiene gli artisti locali acquistandone le opere; la mamma, invece, lo indirizza all’osservazione del bello e della natura. Grom inizia così, quasi per gioco, a sperimentare le combinazioni dei colori e delle sfumature, rubando la tavolozza del papà, pittore dilettante. 

Studia alle accademie di Perugia, Roma, Venezia e Monaco, dove apprende diverse tecniche espressive; gran viaggiatore, impara e porta ogni volta con sé qualcosa di nuovo, pur rimanendo emotivamente sempre legato nel profondo alla sua terra d’origine

Disegnatore, pittore, designer, grafico e scultore, autore di interventi per spazi pubblici, si afferma a livello internazionale. Accorda le varie esperienze e le diverse tecniche perfezionandole per ottenere soluzioni espressive originali. 

Il 1957 rappresenta per l’artista l’anno del cambiamento. Inquieto, alla ricerca di un netto stacco con il passato, accetta l’incarico offertogli dal Consolato Americano per una docenza trimestrale negli Stati Uniti. Il passaggio dal vecchio al nuovo mondo non è facile, ma l’America, fucina di novità, si rivela per Grom l’ambiente stimolante di cui ha bisogno

Entusiasta e tenace, impara l’inglese leggendo i quotidiani, si dedica in modo particolare alla scultura monumentale ed all’arte applicata all’architettura. Sono gli anni in cui tende a rafforzare il legame tra luogo e memoria culturale per dare allo spettatore un senso profondo di conoscenza del luogo. 

Continuerà a lavorare a sperimentare, in modo gioioso, sino al 2013 quando si spegne nel New Jersey.

 

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