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	<title>Spilimbergo. Il tesoro del duomo &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>Spilimbergo. Il tesoro del duomo &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>L’ordine del tempo</title>
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        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="685" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/ordine-tempo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ordine tempo" loading="lazy" title="L’ordine del tempo 84"> Trieste rende omaggio a Marino Sormani con l'esposizione di una cinquantina di opere a cent'anni dalla nascita]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>A cent&#8217;anni dalla nascita, il Comune di Trieste &#8211; Assessorato alle politiche della cultura e del turismo con il contributo della Fondazione CRTrieste, rende omaggio a <strong>Marino Sormani</strong> (Aurisina 1926 &#8211; Trieste 1995) con l&#8217;esposizione di una cinquantina di opere che raccontano l&#8217;evoluzione stilistica del maestro triestino, sempre molto attento tanto al segno grafico quanto al colore.</p>
<p>La mostra organizzata da Trart presenta una selezione di opere dai taccuini e album fitti di disegni e schizzi, ai dipinti a olio dei primi anni Cinquanta, opere di grande intensità cromatica &#8211; tra le quali alcune del suo periodo parigino &#8211; fino a giungere alle tavole della maturità in cui schiarisce la tavolozza, abbandona l’olio per l’antica tecnica della tempera all’uovo e ammanta il soggetto di una luce mattinale che lo ha reso riconoscibile tra tutti.  Accanto ai dipinti, alcune prove di grafica in cui il piacere del segno netto, nitido, senza alcun ripensamento ci ricorda quanto fosse importante per Sormani l’ordine, “quello con la O maiuscola”, come lui stesso diceva.</p>
<p>“Non ho cominciato a dipingere da bambino, ma più tardi, per una scelta precisa. Come avviene quasi sempre, si comincia per gioco, poi si fa seriamente. Il fatto è che la mia pittura non esce di getto, ma richiede una certa ricerca, una certa lucidità: il lavoro più duro per me è quello di “pensare” il quadro. Il mio fare spiagge deserte è qualcosa di insito in me, devo e voglio farle. Certe cose piacciono anche senza che lo vogliamo. Dipingere in un certo modo dipende dall’educazione, dalla cultura, dalle esperienze, c’è in questo qualcosa di imponderabile” annotava l’artista.</p>
<p>Una pittura lenta, riflessiva, sospesa, in cui ogni segno riconduce a un ordine preciso.</p>
<p>Paesaggi e spiagge, treni, barche, un tavolo, una sedia, una fontana, un albero, un mazzo di carte sono immersi in atmosfere silenziose, avvolti in una luce diffusa e tersa, in un’atmosfera quieta che infonde calma e serenità.</p>
<p>Una metafisica del quotidiano, che esclude la figura umana, ma ne esalta i suoi manufatti in uno spazio ben definito e in un tempo sospeso. O meglio un realismo psicologico ricco di evocazioni simboliche nell’architettura della composizione sempre semplice e sobria.</p>
<h3>Orari</h3>
<p>Trieste, Magazzino 26 &#8211; Porto Vecchio</p>
<p>Sala Fini</p>
<p><strong>14 marzo &#8211; 10 maggio 2026</strong></p>
<p>giovedì, domenica e festivi: 10_18; venerdì e sabato: 10_20. Ingresso libero</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Flordine-del-tempo%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ordine%20del%20tempo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Flordine-del-tempo%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ordine%20del%20tempo" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Flordine-del-tempo%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ordine%20del%20tempo" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Flordine-del-tempo%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ordine%20del%20tempo" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Flordine-del-tempo%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ordine%20del%20tempo" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Flordine-del-tempo%2F&#038;title=L%E2%80%99ordine%20del%20tempo" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/lordine-del-tempo/" data-a2a-title="L’ordine del tempo"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/ordine-tempo.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/lordine-del-tempo/">L’ordine del tempo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>DODEKAFONIJA &#8211; Variazioni _ 2 / Variacije _ 2</title>
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        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="917" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Mario-Palli_SINOPIA_2_Galleria-Spazzapan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mario Palli SINOPIA 2 Galleria Spazzapan" loading="lazy" title="DODEKAFONIJA - Variazioni _ 2 / Variacije _ 2 85"> Alla Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo un progetto espositivo transfrontaliero]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Mario Palli, Sinopia</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si aprirà al pubblico venerdì 13 marzo fino al 17 maggio 2026 la mostra “<strong>DODEKAFONIJA &#8211; Variazioni _ 2 / Variacije _ 2</strong>”, un progetto transfrontaliero organizzato dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia &#8211; ERPAC in collaborazione con la<strong> Mestna Galerija di Nova Gorica</strong> e la <strong>Pilonova Galerija di Ajdovščina</strong>, che, dopo le precedenti tappe, approda negli spazi della <strong>Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan</strong> di Gradisca d’Isonzo.</p>
<p>Si tratta di un progetto espositivo a cura di <strong>Chiara Tavella</strong>, che vede i protagonisti<strong> Duša Jesih, Mario Palli e Manuela Toselli</strong> riuniti nel segno dell’operare congiunto in un territorio di confine. Il progetto si fonda su una profonda <strong>assonanza tra ricerca visiva e musicalità</strong>. Le opere in mostra instaurano tra loro un dialogo serrato, insieme allo spazio espositivo e alle specifiche poetiche dei tre artisti, dando vita a una sorta di contrappunto visivo che guiderà il percorso del visitatore.</p>
<h3><strong>LA MOSTRA E GLI ARTISTI</strong></h3>
<p>I tre artisti sono legati a un linguaggio che, nelle linee generali, si può definire <strong>astratto</strong> che ha le sue radici nelle avanguardie del primo Novecento. Il titolo del progetto, <em>Dodekafonija</em>, allude a un momento aurorale della modernità, alla ricerca musicale più rivoluzionaria del primo ‘900, che mette in crisi il sistema tonale consegnato dalla tradizione e ne propone uno del tutto nuovo, così come l’astrazione rigetta l’idea stessa dell’arte come figurativa. Il termine richiama anche l’istanza costruttiva e il gioco combinatorio dello stile dodecafonico: due elementi che contraddistinguono, anche se in modo diverso, la ricerca dei tre artisti, e generano una pressoché infinita gamma di variazioni.</p>
<p>È proprio questa molteplicità che la mostra intende indagare: sia le variazioni interne al linguaggio di ogni singolo artista, sia il sottile intreccio delle sintonie tra i diversi artisti, così come le evidenti distonie e il diverso ritmo visivo che si innescano nel dialogo tra le opere, complici gli spazi espositivi.</p>
<p>All’<em>andante con moto </em>del “primo tempo”, la mostra alla Mestna Galerija di Nova Gorica (2023), succede il <em>presto</em> dell’allestimento alla Pilonova Galerija di Ajdovščina (2026); quindi quasi un <em>adagio</em> nelle ampie sale della Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan.</p>
<p>In questo terzo movimento gli artisti si presentano autonomamente, in una sala dedicata a ciascuno di loro, per entrare poi più strettamente in dialogo in una stanza dove espongono insieme. L’andamento della mostra si configura così come una costruzione polifonica, in cui le tre diverse linee melodiche, prima esposte singolarmente, infine si intrecciano: alle modulazioni dense, magmatiche, delle <strong>Sinopie</strong> di <strong>Mario Palli</strong>, giocate sui ritmi calibrati dei polittici e sugli effetti di stratificazione e trasparenza delle velature di colore sulla tela grezza, rispondono, in contrappunto, le strutture geometriche aggettanti, che si propongono con decisione, solide e costruttive, di <strong>Duša Jesih</strong>.</p>
<p>Una “<em>ribellione contro la cornice</em>”, scrive l’artista, “<em>in un mondo che ci inquadra costantemente – in algoritmi, aspettative, reti sociali</em>”. Un registro ancora diverso è quello dei lavori di <strong>Manuela Toselli</strong>, appartenenti alla serie<strong><em> In attesa che qualcosa cambi</em></strong>: fili di seta – materiale che è cifra della ricerca dell’artista – in tenui gradazioni pastello, si allineano ordinati su un supporto di fondo, così da intessere un ritmo lento, meditato, metafora – appunto – di un’attesa perenne, che si fa condizione dell’esistere.</p>
<p>Tre artisti, tre mostre, tre istituzioni: voci diverse che, come nei tempi di una sinfonia, articolano “<strong>variazioni” contemporanee sul tema dell’astrazione</strong>, come sottolinea la curatrice, Chiara Tavella.</p>
<p><em>Dodekafonija</em> si inserisce nel quadro delle iniziative collegate al programma europeo GO!2025 e testimonia un&#8217;operatività condivisa tra Italia e Slovenia nel segno dell’arte contemporanea.</p>
<h3><strong>Orario</strong></h3>
<p>Da mercoledì a domenica ore 10-13 e 15-19.</p>
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		<title>Chê Matine: il terremoto in fotografia</title>
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        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="923" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aldo Martinuzzi Osoppo 1976" loading="lazy" title="Chê Matine: il terremoto in fotografia 86"> Per la prima volta in mostra 50 immagini scattate da Aldo Martinuzzi il giorno dopo il sisma che cinquant’anni fa sconvolse il Friuli]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Aldo Martinuzzi, Osoppo, 1976</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle 5 di mattina alle 5 di sera del 7 maggio 1976 un fotografo percorre in moto il Friuli. Non è un Friuli qualsiasi, con le sue cittadine tranquille, le sue verdi colline, le sue montagne placide.</p>
<p>È invece il Friuli all’indomani del terremoto che il giorno prima, il 6 maggio 1976 sul far della sera, in pochi secondi aveva cambiato per sempre la fisionomia di un territorio e di una comunità. Un’ecatombe: donne, uomini, bambini sepolti sotto le proprie case; migliaia di abitazioni distrutte, poco meno di mille morti.</p>
<p>Per la prima volta, 50 scatti realizzati da quel fotografo – <strong>Aldo Martinuzzi</strong>, affermato reporter sportivo – sono visibili al pubblico nella mostra <strong><em>CHÊ MATINE</em></strong>, organizzata dal <strong>Comune di Spilimbergo</strong> e il <strong>CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia </strong>e in collaborazione con la <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia</strong> e <strong>Fondazione Friuli.</strong> Allestita nel <strong>Palazzo La Loggia</strong> di Spilimbergo da <strong>sabato 28 marzo</strong> (alle ore 11.00 è prevista l’inaugurazione), l’esposizione sarà visitabile fino al 7 giugno.</p>
<p><em>Chê matine</em> è un vero e proprio diario di bordo: appena raggiunto dalla notizia del terremoto, Aldo Martinuzzi lascia Milano – città nella quale si era trasferito ancora giovanissimo da Barbeano, vicino a Spilimbergo, suo paese natale &#8211; con la sua compagna, a bordo della sua moto.</p>
<p>Arriva in Friuli alle prime luci dell’alba del 7 maggio 1976; giusto il tempo di accertarsi che i suoi familiari stiano bene, nonostante i danni ingenti subiti dalle abitazioni, e poi via. Valeriano, Forgaria, Majano, Gemona del Friuli, Venzone, Osoppo, Rivoli di Osoppo, Castelnovo, Oltrerugo. La moto di Martinuzzi attraversa una decina di paesi e la sua macchina fotografica fissa per sempre il ritratto della devastazione.</p>
<p>Case rase al suolo, edifici miracolosamente rimasti intatti, le prime bare, gli sguardi dei sopravvissuti. Ma le foto che usciranno dalla sua macchina fotografica sono anche il ritratto della incredibile forza di volontà che, comunque e nonostante tutto, i friulani dimostrano di mantenere intatta a poche ore dal sisma.</p>
<p>“In autostrada incrociavamo già i mezzi di soccorso, militari, ambulanze, camioncini con i cartelli: “Soccorsi Friuli” – ricorda Martinuzzi –. Il campanile e la chiesa di Valeriano avevano subito forti danni, erano luoghi che conoscevo benissimo dove avevo trascorso la mia infanzia e parte dell’adolescenza. Attraversammo Pinzano dove, almeno sulla strada principale, c’era solo qualche piccolo crollo e altri cedimenti lungo la strada per la stazione. Arrivammo a Forgaria dove c’erano case diroccate e macerie sulle strade, ma fortunatamente i nostri spostamenti erano agevolati dall’utilizzo della moto. Fui colpito dall’immagine di un signore che, tranquillamente, stava vangando il proprio orto, un’immagine tipica della nostra friulanità. Arrivammo a Majano dove erano collassati due condomini gemelli, Astra e Udine, costruiti nel 1967. A Gemona ci arrivammo dalla strada alta, piena di massi e crepe sull’asfalto. Sia a Maiano che a Gemona apprezzai la celerità dei soccorsi, erano già pronte molte bare e allestita una tendopoli per gli sfollati. A Venzone erano già presenti volontari intenti per sistemare un muretto di sassi a secco crollato al di fuori delle antiche mura perimetrali. A Osoppo c’era una vastità enorme di macerie e case crollate fatte con sassi e solai di legno. Mi impressionò la sede del Partito Comunista che aveva resistito alla distruzione. Dappertutto c’erano militari, vigili del fuoco, volontari, che cercavano superstiti scavando anche a mani nude, nonostante il susseguirsi delle scosse. Assistetti alle lunghe operazioni per il recupero del piccolo Paolo Fabris, figlio del farmacista, che fortunatamente fu ritrovato in buona salute (il settimanale Epoca gli dedicò la copertina a colori). Vicino a Maiano crollò la trattoria “Da Gardo” durante una cena, ci furono 16 morti. Fotografai anche i dintorni di San Daniele, Castelnovo e Oltrerugo”.</p>
<p>Il reportage fotografico di Aldo Martinuzzi si conclude alle 5 di sera del 7 maggio 1976, dopo 12 ore. Un grande lavoro di valore fotogiornalistico e sentimentale che avrebbe potuto essere venduto a qualche giornale ma che invece, per volontà del suo autore, è rimasto lontano dai riflettori fino ad oggi.</p>
<p>Nato a Udine nel 1946, dopo l’infanzia trascorsa a Gaio di Spilimbergo con la nonna materna, nel 1961 <strong>Aldo Martinuzzi</strong> si trasferisce con i genitori a Milano. Qui inizia a lavorare come apprendista in una azienda di Fotoincisione. Il progresso nel campo delle riproduzioni fotografiche per la stampa lo pone in contatto con altri metodi “litho e rotocalco”. Alla Fotoincisione Sempione di Milano si riproducevano in quel periodo, le più belle immagini sportive per la pubblicazione su riviste specializzate, “Super Sport” e “Calcio e Ciclismo Illustrato” della Gazzetta dello Sport. Scatta in Martinuzzi un vero e proprio amore per la fotografia sportiva. Nel 1972 inizia la sua attività di fotografo “freelance”. Si specializza nel settore degli sport invernali con i reportages alle Coppe del Mondo, Campionati Mondiali e Olimpiadi Invernali. Collabora sino al 1996 con la rivista “Neve Sport” rivista settimanale nel periodo invernale Nel 1980 si avvicina ad altre discipline: ciclismo, calcio, tennis, sci nautico, golf, per cinque anni è il fotografo ufficiale dell’Inter di Trapattoni. Nel 1987 vince il premio fotografico “Diadora”. In collaborazione con il CRAF di Spilimbergo e il compianto Walter Liva, vengono allestite diverse sue mostre fotografiche: 2005, I Volti dello Sport, Lignano Pineta, Sequals, Piancavallo; 2011, Fotografi di Corsa, Spilimbergo, Milano; 2016, Omaggio allo Sport, viale pedonale di Lignano Sabbiadoro; 2018 Fotografi di Corsa, San Vito al Tagliamento. Nel 2025 la Pro Loco “I Due Campanili” di Gaio e Baseglia edita il libro “Aldo Martinuzzi il grande sport fotografato da un Friulano”.</p>
<h3>Orari</h3>
<p><strong>ALDO MARTINUZZI &#8211; CHÊ MATINE</strong></p>
<p><strong>Spilimbergo, Palazzo La Loggia</strong></p>
<p><strong>dal 28 marzo al 7 giugno 2026</strong></p>
<p>orario visite: 10.00-13.00 e 15.00-17.30 tutti i giorni</p>
<p>chiuso lunedì (tutto il giorno) e giovedì pomeriggio</p>
<p>ingresso libero</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&#038;title=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/che-matine-il-terremoto-in-fotografia/" data-a2a-title="Chê Matine: il terremoto in fotografia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/che-matine-il-terremoto-in-fotografia/">Chê Matine: il terremoto in fotografia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-04-26</mec:startDate>
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        <mec:endDate>2026-04-26</mec:endDate>
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                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste</title>
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        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="762" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/SCART-robot-web-45.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="SCART robot web 45" loading="lazy" title="Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste 87"> Al Salone degli Incanti la mostra che racconta come lo scarto possa trasformarsi in bellezza e l’arte possa immaginare un futuro più sostenibile]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fino al 3 maggio</strong> 2026, il <strong>Salone degli Incanti di Trieste</strong> ospiterà <strong><em>SCART – Il lato bello e utile del rifiuto</em></strong>, una mostra che celebra l’arte del riuso e la bellezza nascosta nei materiali di scarto.</p>
<p>Il progetto <em>SCART</em> è un’iniziativa di <em>Waste Art </em>che rappresenta da quasi trent’anni uno dei percorsi più significativi con cui il Gruppo Hera interpreta e comunica il valore dell’economia circolare.</p>
<p>Le opere <em>SCART</em> non sono semplici installazioni artistiche: sono strumenti culturali capaci di rendere accessibili temi come la gestione responsabile delle risorse e il ruolo dei comportamenti individuali nella transizione ecologica.</p>
<p>L’arte diventa così un veicolo immediato ed efficace per coinvolgere il pubblico, stimolando una riflessione sul valore intrinseco della materia e sulla necessità di ripensare il modello lineare di consumo.</p>
<p>Lo spazio espositivo all’interno dell’iconico Salone degli Incanti, affacciato direttamente sul mare nel cuore della città, diventa teatro ideale di un percorso immersivo tra arte, moda sostenibile e responsabilità ambientale. Nato nel 1913 come antica Pescheria Centrale, oggi l’edificio conserva il fascino dell’architettura originaria unito a una vocazione contemporanea per l’arte e gli eventi culturali.</p>
<p>«Ritengo che <em>SCART</em> non sia solo una mostra, ma un manifesto che rispecchia precisamente la linea di governo, dando forma e colore a una delle sfide più cruciali del nostro tempo: la transizione verso un’economia circolare reale e tangibile – ha sottolineato il promotore dell’iniziativa, l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, <strong>Fabio Scoccimarro</strong> –. Spesso, come istituzioni, parliamo di sostenibilità attraverso normative e obiettivi tecnici. Tuttavia, l&#8217;arte possiede la forza unica di rendere immediato ciò che a volte appare complesso. Visitando questo percorso, che unisce moda sostenibile e meccanica “artistica”, il messaggio arriva forte e chiaro: il rifiuto non è la fine di un oggetto, ma l’inizio di una nuova storia. Guardare al futuro significa cambiare prospettiva. Questa mostra ci insegna che la difesa dell’ambiente non è un vincolo, ma un’opportunità di sviluppo e creatività. Ringrazio i partner e gli artisti per averci offerto questa visione: trasformare lo scarto in arte è il primo passo per trasformare la nostra società».</p>
<p>«Con <em>SCART</em> – ha dichiarato l’amministratore delegato di AcegasApsAmga, <strong>Carlo Andriolo</strong> – portiamo a Trieste un progetto artistico di grande forza, capace di raccontare in modo unico i temi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. Come gestore dei servizi di Trieste, lavoriamo ogni giorno al fianco della città, consapevoli di quanto sia importante affiancare al lavoro operativo anche percorsi di sensibilizzazione e coinvolgimento delle persone. Iniziative come questa, organizzate in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste, contribuiscono a rendere più concreti e accessibili temi che riguardano il futuro delle nostre comunità».</p>
<p>«<em>SCART</em> – ha commentato <strong>Maurizio Giani</strong>, direttore marketing di Herambiente e curatore della mostra – è il laboratorio artistico permanente del Gruppo Hera: attraverso collaborazioni con istituzioni, accademie, scuole e aziende, il progetto promuove un immaginario condiviso orientato alla circolarità e conferma la capacità della multiutility di integrare visione industriale e sviluppo sostenibile. Anche la collaborazione con Automobili Lamborghini testimonia come la rigenerazione dei materiali possa creare valore attraverso la potenza espressiva del design, della tecnologia e della creatività. La mostra di Trieste intende valorizzare questa esperienza, raccontando in modo immediato ed evocativo la centralità del riuso nella costruzione di un futuro più responsabile. Un futuro che Hera intende realizzare insieme ai territori e alle persone che lo abitano».</p>
<p>La mostra <em>Il lato bello e utile del rifiuto</em>, curata da Maurizio Giani, si articola in due sezioni principali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Moda sostenibile</h3>
<p>Una collezione di <strong>28 abiti e costumi di scena</strong> realizzati interamente con materiali di recupero, esposti su manichini allestiti ad arte.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-72606" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/SCART-abito-3.jpg" alt="SCART abito 3" width="800" height="533" title="Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste 88" /></p>
<p>Ogni capo è un pezzo unico che celebra l’immaginazione e la capacità di trasformare lo scarto in bellezza: dall’abito che nasce dalla sovrapposizione di guanti da lavoro difettosi al <em>mini dress</em> realizzato con i numeri in legno della tombola provenienti da un’azienda che produce giochi da tavolo; dall’abito confezionato con un intreccio di nastri segnaletici per cantieri edili a quello ricavato da camere d’aria di penumatici dismessi, fino all’abito creato con scarti di produzione di materassi o con il recupero di bottiglie in plastica e imballaggi industriali.</p>
<p>A completare la sezione, 16 fotografie firmate da <strong>Andrea Varani</strong>, che ritraggono modelle che indossano le creazioni <em>SCART</em>.</p>
<h3>Super Robot SCART e Lamborghini</h3>
<p>Sei paladini dell’ambiente – sculture alte 450 cm realizzate con materiali di scarto provenienti dalle linee produttive di Automobili Lamborghini.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-72607" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/SCART-robot-web-112.jpg" alt="SCART robot web 112" width="800" height="533" title="Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste 89" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sezione include anche 12 pannelli con illustrazioni del fumettista <strong>Giuseppe Camuncoli</strong> che ha curato insieme a <strong>Giacomo Gheduzzi</strong> il <em>character design</em> dei robot, mentre la loro realizzazione è il risultato del lavoro congiunto degli studenti delle Accademie di Belle Arti di Firenze, Ravenna e del POLI.design – Politecnico di Milano.</p>
<p>Completano il percorso 10 pannelli con immagini degli artisti <em>SCART</em> all’opera, testimonianza visiva di un processo creativo originale ed unico.</p>
<p>La mostra <em>SCART</em> propone un dialogo virtuoso tra industria e arte, tra sostenibilità e creatività, dove il rifiuto non è la fine, ma l’inizio di una nuova storia.</p>
<p><em>Francesca Sarmignan</em></p>
<h3>Informazioni</h3>
<ul>
<li>Date: 13 marzo &#8211; 3 maggio 2026</li>
<li>Luogo: Salone degli Incanti, Riva Nazario Sauro, 1 &#8211; Trieste</li>
<li>Curatore: Maurizio Giani</li>
<li>Orari: da martedì a venerdì ore 10-18. Sabato, domenica e festivi ore 10-19.</li>
<li>Ingresso libero</li>
</ul>
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            <item>
		<title>SLA Vita Dentro</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/sla-vita-dentro/</link>
        
        
        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="845" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/SLA-VITA-DENTRO_Lorenzo-Verriello.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="SLA VITA DENTRO Lorenzo Verriello" loading="lazy" title="SLA Vita Dentro 90"> A Udine la prima iniziativa di fotografia artistica dedicata alla sclerosi laterale amiotrofica. Un’esperienza che unisce arte, testimonianza e impegno civile]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>(© Lorenzo Verriello)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non solo una mostra, non solo un volume, ma un progetto culturale e civile che utilizza il linguaggio della fotografia contemporanea per interrogare il presente.</p>
<p><strong><em>SLA Vita Dentro</em></strong> è la prima iniziativa di fotografia artistica dedicata alla sclerosi laterale amiotrofica, pensata per il grande pubblico e costruita come esperienza visiva, narrativa e immersiva.</p>
<p>Il progetto, di carattere itinerante, è ideato dal dottor <strong>Lorenzo Verriello</strong>, direttore del Reparto di Neurologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, e da <strong>Alberto Moretti</strong>, fotografo friulano di rilevanza internazionale, curatore dei lavori narrativi e progettista della mostra e del libro. Dall’incontro tra competenza clinica e ricerca fotografica nasce un lavoro visivo che mette in dialogo conoscenza scientifica, esperienza umana e linguaggio artistico.</p>
<p>La mostra sarà ospitata negli spazi della Fondazione Friuli, in via Gemona 3 a Udine, <strong>dal 10 al 26 aprile</strong>, con <strong>ingresso libero</strong>.</p>
<p>L’<strong>inaugurazione</strong> è in programma sabato 11 aprile alle ore 18.</p>
<p>Il progetto è realizzato anche in occasione del <strong>25° anniversario di AISLA FVG</strong> e sostiene concretamente l’associazione attraverso <strong>la devoluzione integrale delle donazioni raccolte</strong>.</p>
<p>Gli otto autori — <strong>Margherita Del Zotto</strong>, <strong>Giovanna De Maglio</strong>, <strong>Roberta Durazzano</strong>, <strong>Alessandro Meloni</strong>, <strong>Gabriele Sandrin</strong>, <strong>Pietro Tonchia</strong>, <strong>Maria-Claudia Trevisan</strong> e <strong>Lorenzo Verriello</strong> — fanno parte di un gruppo di ricerca guidato da Alberto Moretti e compongono un lavoro corale dedicato a persone con SLA residenti in Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Le loro ricerche visive, frutto di anni di indagine sulla fotografia contemporanea, restituiscono uno sguardo che va oltre la documentazione, trasformando il reale in linguaggio, esperienza e relazione.</p>
<p>Il progetto si colloca all’interno di una più ampia riflessione sul ruolo della Fotografia oggi: in un’epoca in cui l’immagine è diffusa e quotidiana, il lavoro degli autori riafferma la Fotografia come pratica di conoscenza, capace di indagare il visibile e il sensibile senza cedere a retorica, pietismo o sensazionalismo.</p>
<p>“<em>Questo lavoro nasce dall’incontro e dall’ascolto</em> – afferma il fotografo Alberto Moretti – <em>ed è prima di tutto un progetto di Fotografia contemporanea, che mette in gioco uno sguardo, un linguaggio, un modo di costruire relazione con ciò che si osserva. La SLA è il soggetto delle immagini, ma non è l’oggetto del lavoro: l’oggetto è la Fotografia, la sua capacità di interrogare il reale senza semplificarlo. Allo stesso tempo, però, è un’esperienza profondamente umana, fatta di tempo condiviso, di presenza e di ascolto. Le persone che abbiamo incontrato non sono mai state “raccontate”, ma hanno partecipato attivamente a questo processo. La Fotografia, in questo senso, è stata uno spazio di relazione, attraverso cui provare a guardare ciò che spesso resta invisibile</em>”.</p>
<p>Accanto alla mostra e al volume, il progetto si sviluppa come esperienza immersiva attraverso un percorso multimediale che include paesaggi sonori, video e testi, ampliando la dimensione percettiva e coinvolgendo il pubblico in modo diretto.</p>
<p>“<em>SLA – Vita Dentro</em>” nasce con obiettivi precisi: sensibilizzare l’opinione pubblica su una patologia ancora oggi incurabile e sulle sue implicazioni sociali; dare voce alle persone malate, protagoniste attive del racconto; promuovere inclusione e solidarietà, con particolare attenzione alle nuove generazioni attraverso attività didattiche e incontri nelle scuole; valorizzare la Fotografia come strumento culturale ed etico di lettura della contemporaneità.</p>
<p><strong>Il volume fotografico</strong> sarà inoltre distribuito alle biblioteche scolastiche, diventando uno strumento educativo permanente capace di stimolare sensibilità e consapevolezza nei confronti della fragilità e delle disabilità.</p>
<h3><strong>La SLA in Italia e in FVG </strong></h3>
<p>In Italia convivono con la SLA circa 6.000 persone, con circa 1.000 nuovi casi ogni anno; in Friuli Venezia Giulia i pazienti sono circa 100.</p>
<p>La malattia comporta una progressiva perdita delle capacità motorie, senza compromettere la lucidità cognitiva, incidendo profondamente sulla vita dei malati e delle loro famiglie.</p>
<h3><strong>AISLA FVG</strong></h3>
<p>Il progetto sostiene AISLA FVG (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica – Friuli Venezia Giulia), impegnata nel supporto quotidiano alle persone con SLA e ai caregiver, contribuendo a diffondere consapevolezza e attenzione su una realtà ancora poco visibile.</p>
<p>La mostra è realizzata anche in occasione del suo 25° anniversario. Tutti i ricavati delle donazioni saranno interamente devoluti all’associazione</p>
<h3><strong>Gli eventi collaterali</strong></h3>
<p>Durante le due settimane di apertura, la mostra sarà accompagnata da un programma di eventi collaterali aperti al pubblico, dedicati ai temi della Fotografia, della resilienza e del silenzio, dimensioni centrali nell’esperienza della malattia.</p>
<p>In particolare, venerdì 17 aprile alle ore 18.30 è previsto un incontro sulla Fotografia contemporanea e il racconto della SLA, con Alberto Moretti e gli autori del progetto, insieme alla presentazione del volume.</p>
<p>Sabato 18 aprile alle ore 18 una serata di letture tratte da Pierluigi Cappello, a cura di <strong>Giorgio Monte</strong> e <strong>Fabiola Bertino</strong>, accompagnate dal Duo Nexus al violoncello.</p>
<p>Sabato 25 aprile alle ore 18 un evento per voce e canto dedicato al tema del silenzio, con <strong>Giada Pauletto</strong> e <strong>Alessandra Moro</strong>.</p>
<h3><strong>Orari</strong></h3>
<p>Venerdì 16–19, sabato e domenica 10–12.30/16–19.</p>
<p>Fondazione Friuli, via Gemona 3, Udine.</p>
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        <mec:endDate>2026-04-26</mec:endDate>
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            <item>
		<title>Paesi di Temporali e di Primule</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/paesi-di-temporali-e-di-primule/</link>
        
        
        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="814" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/paesi-di-temporali.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="paesi di temporali" loading="lazy" title="Paesi di Temporali e di Primule 91"> Casarsa e il territorio circostante raccontati in 120 scatti. Non uno sguardo nostalgico, ma un racconto lucido e contemporaneo]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Centoventi immagini per riscoprire ciò che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi, ma che troppo spesso smettiamo di osservare davvero.</p>
<p><strong>Sabato 18 aprile</strong> alle ore 18  inaugura a <strong>Casarsa della Delizia</strong> la mostra fotografica “<strong><em>Paesi di Temporali e di Primule – Autoritratto fotografico di un territorio tra memorie e presente</em></strong>”, progetto firmato dal Circolo Fotografico f/64, realtà interna alla Pro Casarsa della Delizia APS.</p>
<p>L’esposizione, allestita negli spazi espositivi dell’ex Municipio (Piazza IV Novembre 23), sarà <strong>visitabile fino al 28 giugno</strong>, nei fine settimana e nei giorni festivi, con orario 10.30–12.30 e 15–19.</p>
<p>Non uno sguardo nostalgico, ma un racconto lucido e contemporaneo.</p>
<p>Le fotografie restituiscono un territorio vivo, fatto di campagne curate, attività produttive e soprattutto persone.</p>
<p>Un viaggio visivo che attraversa Casarsa, San Vito al Tagliamento, Valvasone Arzene e San Giovanni, componendo il ritratto di una comunità dinamica, consapevole delle proprie radici e proiettata verso il futuro.</p>
<p>La mostra assume un valore ancora più significativo perché coincide con i 50 anni del Circolo Fotografico f/64. Fondato nel 1976 da un gruppo di giovani appassionati, il Circolo è diventato negli anni un punto di riferimento culturale locale, capace di documentare con sensibilità i cambiamenti del paesaggio e della società. Un percorso cresciuto anche nel segno dei grandi maestri, a partire da Elio Ciol.</p>
<p>L’iniziativa si inserisce inoltre nel calendario della 78ma Sagra del Vino, offrendo ai visitatori un’occasione di approfondimento culturale accanto ai momenti di festa. “È un omaggio al “paese” raccontato da Pier Paolo Pasolini – spiegano Giuliano Novello e Gianni Stefanon, tra i fondatori del Circolo, insieme ad Antonio Tesolin, presidente della Pro Loco –.</p>
<p>Un paese fatto di relazioni, gesti quotidiani e paesaggi che cambiano senza perdere identità. Le immagini invitano a fermarsi e riscoprire, con maggiore attenzione, la nostra Casarsa”.</p>
<p>Realizzata in collaborazione con la Città di Casarsa della Delizia, con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio dei Comuni di San Vito al Tagliamento e Valvasone Arzene, la mostra vede anche la partecipazione del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, della Zona Industriale Ponterosso Tagliamento e della FIAF.</p>
<p>Oggi il Circolo Fotografico f/64 continua a promuovere la fotografia come esperienza culturale e sociale, attraverso corsi, mostre, visite guidate e iniziative aperte a tutti.</p>
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        <mec:startDate>2026-04-26</mec:startDate>
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            <item>
		<title>Personaggi&#8230; e persone</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/personaggi-e-persone/</link>
        
        
        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="778" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/vukmanic.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="vukmanic" loading="lazy" title="Personaggi... e persone 92"> A Udine la mostra personale di Erna Vukmanic: nelle sue opere un tratto caricaturale sempre presente]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Galleria d&#8217;arte &#8220;La Loggia&#8221; &#8211; Udine</p>
<p>Dal 18 aprile al 14 maggio</p>
<p>Da giovedì a sabato 17.30-19.30, domenica 11.30-13.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-73140" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/testoVukmanic.jpg" alt="testoVukmanic" width="800" height="457" title="Personaggi... e persone 93" /></p>
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        <mec:startDate>2026-04-26</mec:startDate>
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            <item>
		<title>Fums, profums e salums</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/fums-profums-e-salums/</link>
        
        
        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="839" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Fums-profums-salums_ph-Denis-Blarasin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fums profums salums ph Denis Blarasin" loading="lazy" title="Fums, profums e salums 94"> I prodotti affumicati della montagna protagonisti a Sutrio. Con il concorso per il miglior salame affumicato del FVG]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Denis Blarasin)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Appuntamento domenica 26 aprile</strong> a<strong> Sutrio</strong> con <strong><em>Fums, profums e salums, </em></strong>la tradizionale festa che <strong>questo</strong> pittoresco borgo fra i monti della Carnia in Friuli Venezia Giulia dedica da anni al meglio della norcineria del territorio, allargando il suo ambito a tutto ciò che riguarda l’<strong>affumicatura tradizionale dei prodotti di montagna</strong>.</p>
<p>Protagonisti della festa saranno <strong>prodotti artigianali di alta qualità, non solo derivati dalla lavorazione del maiale </strong>(come era stato nelle prime edizioni della manifestazione), ma anche <strong>prodotti affumicati di qualsiasi tipologia:</strong> quindi accanto agli intramontabili <strong>salami,</strong> sarà dato spazio anche alla <strong>trota,</strong> alla <strong>ricotta</strong> e ai <strong>formaggi</strong>, alle <strong>verdure</strong> delle aziende agricole locali, ai <strong>prodotti di selvaggina</strong> ed altro ancora.</p>
<h3><strong>Degustazione a tappe a cura dei ristoratori del territorio</strong></h3>
<p>Il <strong>percorso del gusto</strong> dedicato all’affumicatura si dipanerà in una <strong>decina di tappe</strong> scandite da stand disposti nel centro del paese e curati ciascuno da un <strong>ristoratore locale</strong>, che proporrà <strong>un</strong> <strong>piatto a base di prodotti affumicati </strong>elaborato dal suo chef seguendo <strong>ricette tradizionali oppure rivisitate</strong>, in modo che il pubblico possa conoscere lo stile della sua cucina.</p>
<p>Ogni piatto sarà abbinato a <strong>pregiati vini DOC del Friuli Venezia Giulia</strong>.</p>
<p>Fra gli eventi che arricchiranno la manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Sutrio, ci saranno il <strong>Mercatino agroalimentare</strong> con produttori del territorio, la <strong>musica dal vivo e vari appuntamenti</strong>, come l’<strong>incontro</strong> in Sala polifunzionale, durante la mattinata, un evento gratuito promosso dalla neonata <strong>Accademia delle erbe di montagna di Passo di Monte Croce Carnico</strong>.</p>
<p>Si parlerà di come allevare un maiale per la macellazione e di come avveniva quest&#8217;ultima a livello casalingo. Ursula Puntel, coltivatrice e laureata in tecniche erboristiche, proporrà un <strong>workshop su come preparare un sale aromatizzato per insaporire la carne</strong>, parlerà delle <strong>erbe che si usavano una volta per affumicare la carne</strong>, con consigli sul loro utilizzo.</p>
<p>Marie Louise Loos, chef di corte del Granduca Ereditario del Lussemburgo che oggi vive tra le vette del Passo Monte Croce Carnico, durante l&#8217;evento preparerà delle <strong>polpettine di maiale da accompagnare con una salsina alle erbe aromatiche</strong> con assaggio per i presenti.</p>
<h3><strong>Concorso per il salame affumicato più buono del FVG</strong></h3>
<p>Molto atteso è l’appuntamento con &#8220;<strong>Salat, fumat e mangjat!</strong>&#8220;, il <strong>Concorso per il salame affumicato più buono del FVG</strong>, giunto alla sua terza edizione. Vi possono partecipare sia macellerie che privati: il vincitore sarà decretato da una giuria di esperti alle 16.00 in Sala Kaiser (via Valcalda 1). Seguirà una <strong>degustazione dei salami in concorso aperta a tutti.</strong></p>
<h3><strong>L’affumicatura, arte antica in Carnia</strong></h3>
<p>Le radici dell’affumicatura in Carnia risalgono ai <strong>Celti</strong> che, non conoscendo l’uso del sale, <strong>utilizzavano erbe aromatiche e fumo per conservare gli alimenti</strong>.</p>
<p>L’affumicatura rappresenta una <strong>vera e propria arte in Carnia</strong>, dove la conoscenza di questa tecnica di conservazione si tramanda da tempi antichissimi. Infatti soprattutto in un territorio montano come la Carnia, caratterizzato da isolamento e difficoltà nei collegamenti, l’affumicatura era uno dei metodi più diffusi per conservare gli alimenti.</p>
<p>I <strong>salumi </strong>erano (e sono) i principali prodotti sottoposti all’affumicatura e in Carnia se ne è sviluppata una <strong>notevole varietà</strong>, dato che l’isolamento dovuto alle montagne e alle vie di comunicazione disagevoli ha fatto sì che quasi ogni paese avesse il proprio segreto nel prepararli.</p>
<p>Depositari di questo sapere erano i <strong><em>purcitàrs</em></strong> – i norcini locali, ciascuno con una propria ricetta per insaporire le carni ed alcuni ancora attivi – che erano invitati dalle famiglie a preparare i salami.</p>
<p>Sul gusto finale influiscono poi non solo gli ingredienti, ma anche il luogo di stagionatura, la cantina che gioca un ruolo fondamentale nel processo di maturazione, contribuendo a rendere ogni salume unico nel suo genere. Questo fa sì che i salami abbiano un sapore simile, ma mai uguale.</p>
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        <mec:startDate>2026-04-26</mec:startDate>
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        <mec:endDate>2026-04-26</mec:endDate>
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                <mec:category>discovery</mec:category>
        
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            <item>
		<title>Contaminazioni della Storia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/</link>
        
        
        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=73375</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="952" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Zeugna-e-Dot-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zeugna e Dot 2" loading="lazy" title="Contaminazioni della Storia 95"> Sandra Zeugna e Fulvio Dot in dialogo a Monfalcone con i grandi maestri del secondo Novecento]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Autorità e artisti davanti alle opere in mostra</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la chiusura di <em>Giorgio de Chirico – La meccanica del pensiero</em>, curata da Cesare Orler e visitata da oltre 11.200 persone, la <strong>Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone </strong>presenta un nuovo progetto espositivo a cura di <strong>Giancarlo Bonomo</strong>, che propone due delle voci più riconoscibili della ricerca artistica isontina contemporanea.</p>
<p><em>Contaminazioni della Storia</em> porta infatti nelle sale della Galleria il confronto tra <strong>Sandra Zeugna</strong> e <strong>Fulvio Dot</strong>. La mostra inaugura venerdì 24 aprile alle ore 18.</p>
<p>L&#8217;esposizione mette a confronto due linguaggi distinti: la figurazione simbolica con sfumature Pop di Dot e l&#8217;informalità intuitiva della Zeugna, che affondano le radici nei movimenti espressivi dell&#8217;area isontina della seconda metà del Novecento e nell&#8217;Istituto Max Fabiani di Gorizia, sede elettiva della loro formazione.</p>
<p>A documentare questa genealogia, il percorso affianca ai quindici-venti anni di ricerca e sperimentazione dei due artisti una sezione dedicata alle identità storiche della scena regionale: Anton Zoran Mušič, Afro Basaldella, Giorgio Celiberti, Giuseppe Zigaina, Agostino Piazza, Klavdij Palčič e Cesare Mocchiutti.</p>
<p>Nel catalogo, edito da Gaspari editore, oltre ai testi del curatore, è pubblicato un saggio critico di <strong>Raffaella Rita Ferrari</strong>, project manager dell&#8217;evento espositivo, e un&#8217;antologia di scritti dedicati ai due artisti firmati da storici e critici di chiara fama.</p>
<p>Il progetto intende documentare la persistenza di una scuola di pensiero e di maniere espressive che rappresenta un fenomeno di portata regionale e nazionale.</p>
<p>Si rivolge a quanti apprezzano le declinazioni dell&#8217;arte contemporanea successive alle avanguardie storicizzate, nella considerazione che l&#8217;arte è anzitutto una concatenazione di fattori ed elementi consequenziali, specchio di realtà socio-politiche, culturali e antropologiche.</p>
<p>Il progetto si propone inoltre di coinvolgere studenti e giovani appassionati di quel passaggio generazionale dal Novecento alle realtà espressive odierne, di cui Dot e Zeugna sono al tempo stesso rappresentanza e rappresentazione.</p>
<p>Con <em>Contaminazioni della Storia</em> l’Amministrazione Comunale prosegue il percorso avviato dal piano triennale 2026–2028, che riconosce agli artisti del territorio un ruolo strutturale nella programmazione e traduce la produzione locale in un contenuto dotato di valore critico, integrato nel discorso contemporaneo in cui opera la Galleria.</p>
<p>“Negli ultimi dieci anni si è realizzato un vero e proprio rinascimento dell&#8217;offerta culturale a Monfalcone – osserva il sindaco di Monfalcone, <strong>Luca Fasan</strong> –. Solo nel 2024 si sono registrate oltre 30mila presenze a teatro, senza contare quelle della Galleria, del MUCA e del Festival letterario Geografie: risultati che sono il frutto di una programmazione costruita nel lungo periodo. La mostra <em>Contaminazioni della Storia</em>, con le opere di Fulvio Dot e Sandra Zeugna, rappresenta una scommessa: far dialogare due linguaggi espressivi completamente diversi, ma con caratteristiche ben riconoscibili. Un confronto tra correnti artistiche di grande spessore, che si può considerare una scommessa vinta. Sono inoltre previste visite guidate, fondamentali per accompagnare il pubblico nella comprensione più approfondita dei lavori esposti.”</p>
<p>“La Regione Friuli Venezia Giulia – dichiara il consigliere regionale <strong>Antonio Calligaris</strong> –partecipa con convinzione al piano triennale 2026–2028 della Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone: una programmazione e una pianificazione che incarnano una politica culturale fondata su linee stabili e coerenti. In questa Galleria si sperimenta, si accostano grandi nomi della storia dell&#8217;arte a ricerche contemporanee con un percorso avvincente che qualifica il territorio e ne accresce la visibilità ben oltre i confini regionali”.</p>
<p>Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il sostegno della BCC Venezia Giulia – main sponsor.</p>
<h3>Orari</h3>
<p>L&#8217;esposizione è visitabile <strong>dal 25 aprile al 28 giugno 2026</strong> con ingresso gratuito: il mercoledì dalle 10 alle 13, il venerdì, il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.</p>
<p>La Galleria propone inoltre un calendario di visite guidate con appuntamento il venerdì alle 17.30, il sabato, la domenica e i festivi alle 11, alle 16 e alle 17.30.</p>
<p>Informazioni e prenotazioni all&#8217;indirizzo galleria.didattica@comune.monfalcone.go.it e ai numeri 0481 494177 / 371.</p>
<h3>Gli artisti</h3>
<p><strong>Fulvio Dot</strong> si diploma in decorazione pittorica all&#8217;<strong>Istituto Statale d&#8217;Arte &#8220;Max Fabiani&#8221; di Gorizia</strong> e si laurea in Architettura all&#8217;<strong>Università di Venezia</strong>. Espone dal 1976 in sedi italiane e internazionali — da Grenoble a Québec, da Shanghai a Hong Kong, da Barcellona a Málaga — e partecipa ad <strong>ArtExpo Bologna</strong>, <strong>ArtePadova</strong>, <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong> e alla <strong>Fiera internazionale di Pordenone</strong>.</p>
<p>La sua cifra stilistica fonde principi architettonici, riferimenti simbolici e divagazioni astratte attraverso l&#8217;impiego di materiali eterogenei: colle, malte, stucchi, spaghi, vetroceramiche, stoffe catramate e teli militari. Vittorio Sgarbi, nel volume <em>I giudizi di Sgarbi</em> (Mondadori, 2004), colloca il suo lavoro nell&#8217;ambito dell&#8217;espressionismo informale e lo definisce capace di esplorare l&#8217;invisibile.</p>
<p><strong>Sandra Zeugna </strong>avvia la propria ricerca come autodidatta e matura la sua maniera rappresentativa — ascrivibile alla sintassi informale — sotto la guida di <strong>Giuseppe Zigaina</strong>. Espone in personali alla Galleria Tartaglia di Roma, alla Galleria Sant&#8217;Isaia di Bologna, alla Galleria d&#8217;Arte Contemporanea di Trieste, alla Casa di Dante di Firenze e al Palazzo Pisani Revedin di Venezia.</p>
<p>Dal 2005 al 2011 partecipa ad <strong>ArtePadova</strong> e ad <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong>. Nel 2005 ottiene il secondo premio con la medaglia d&#8217;argento della Camera dei Deputati al <strong>Premio Agazzi</strong> (provincia di Bergamo, su 950 opere in concorso); nel 2006 vince il <strong>Premio Internazionale di Disegno</strong> di Trieste su 70 opere selezionate.</p>
<p><em>Francesca Scarmignan</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&#038;title=Contaminazioni%20della%20Storia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/" data-a2a-title="Contaminazioni della Storia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Zeugna-e-Dot-2.jpeg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/">Contaminazioni della Storia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-04-26</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-26</mec:endDate>
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                <mec:category>meeting</mec:category>
        
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		<title>Camminata per conoscere e raccogliere erbe</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/camminata-per-conoscere-e-raccogliere-erbe/</link>
        
        
        <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 09:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="1147" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/camminata.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="camminata" loading="lazy" title="Camminata per conoscere e raccogliere erbe 96"> Lungo l'argine del Torrente Torre con gli esperti del Gruppo Micologico Palmarino. Con pranzo in compagnia al termine]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata che intreccia il fascino della botanica spontanea alla memoria storica del territorio: è questo l’invito lanciato dal <strong>Gruppo Micologico del Palmarino</strong> per <strong>domenica 26 aprile</strong>.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, organizzata in sinergia con l&#8217;Amministrazione comunale di Palmanova, l&#8217;Associazione Culturale &#8220;Tra Storia e Memoria&#8221; e la Pro Loco di Jalmicco, promette di trasformare una semplice passeggiata in un’esperienza immersiva tra i paesaggi del torrente Torre.</p>
<p>L&#8217;appuntamento per i partecipanti è fissato alle ore 9 sull’argine del torrente Torre, in una posizione strategica appena prima del ponte che collega San Vito al Torre e Versa.</p>
<p>Da qui prenderà il via una camminata dedicata non solo al riconoscimento e alla raccolta delle erbe campestri — guidata dagli esperti del Gruppo Micologico — ma anche all&#8217;approfondimento storico.</p>
<p>Il percorso includerà infatti una visita guidata ai resti della Ridotta &#8220;Cesare Battisti&#8221;, una trincea che testimonia il passato bellico della zona, offrendo ai presenti un momento di riflessione sulla memoria locale proprio mentre si attraversa la natura incontaminata del greto.</p>
<p>Come ogni evento che punta alla coesione sociale, la mattinata si concluderà attorno a una tavola imbandita.</p>
<p>Alle 13.30, la comitiva si sposterà a Jalmicco, presso la sede del Gruppo Micologico in via Visco 2, per il &#8220;Pranzo in compagnia&#8221;. Il menù scelto per l&#8217;occasione celebra i sapori genuini della tradizione: si inizierà con uno stuzzichino per aprire l&#8217;appetito, seguito dalla classica &#8220;pasta della nonna&#8221; e da una grigliata mista con contorni.</p>
<p>Il tutto sarà accompagnato da vino, birra e caffè.</p>
<p>Nello spirito di condivisione che caratterizza l&#8217;associazione, gli organizzatori hanno fatto sapere che saranno particolarmente graditi contributi &#8220;casalinghi&#8221; da parte dei partecipanti, come dolci fatti in casa, salumi o vasetti di conserve.</p>
<p>La partecipazione è aperta a tutti, esperti e semplici curiosi, con una quota di adesione fissata a 20 euro. Dato il carattere conviviale dell&#8217;evento e la capienza della sede, i posti sono limitati: è dunque necessario prenotare entro giovedì 23 aprile.</p>
<p>Per assicurarsi un posto a tavola e partecipare alla camminata, è possibile contattare i referenti dell&#8217;organizzazione: Paolino Petrucco: 347 9000268, Anedi Dri: 347 9786714, Carlo Zanon: 349 2156918 e Paolo Greatti: 338 8897512.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcamminata-per-conoscere-e-raccogliere-erbe%2F&amp;linkname=Camminata%20per%20conoscere%20e%20raccogliere%20erbe" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcamminata-per-conoscere-e-raccogliere-erbe%2F&amp;linkname=Camminata%20per%20conoscere%20e%20raccogliere%20erbe" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcamminata-per-conoscere-e-raccogliere-erbe%2F&amp;linkname=Camminata%20per%20conoscere%20e%20raccogliere%20erbe" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcamminata-per-conoscere-e-raccogliere-erbe%2F&amp;linkname=Camminata%20per%20conoscere%20e%20raccogliere%20erbe" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcamminata-per-conoscere-e-raccogliere-erbe%2F&amp;linkname=Camminata%20per%20conoscere%20e%20raccogliere%20erbe" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcamminata-per-conoscere-e-raccogliere-erbe%2F&#038;title=Camminata%20per%20conoscere%20e%20raccogliere%20erbe" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/camminata-per-conoscere-e-raccogliere-erbe/" data-a2a-title="Camminata per conoscere e raccogliere erbe"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/camminata.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/camminata-per-conoscere-e-raccogliere-erbe/">Camminata per conoscere e raccogliere erbe</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-04-26</mec:startDate>
                <mec:startHour>09:00</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-26</mec:endDate>
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