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	<title>Spilimbergo. Il tesoro del duomo &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>Spilimbergo. Il tesoro del duomo &#8211; imagazine.it</title>
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            <item>
		<title>Corso di tedesco per principianti</title>
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        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 18:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="1131" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/tedesco-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="tedesco 1" loading="lazy" title="Corso di tedesco per principianti 82"> A Turriaco ogni mercoledì fino a giugno lezioni gratuite con la professoressa Valentina Tonini]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue a Turriaco il progetto “Stayin’ Alive”, promosso dall’Amministrazione comunale, con il finanziamento della Regione FVG, con l’obiettivo di favorire l’invecchiamento attivo e rafforzare le relazioni intergenerazionali attraverso attività formative, motorie e momenti di socialità.</p>
<p>Tra le iniziative in partenza, anche un <strong>corso di lingua tedesca per principianti assoluti</strong>, pensato per chi desidera avvicinarsi alla lingua senza alcuna conoscenza pregressa. Il corso rappresenta un’opportunità non solo di apprendimento linguistico, ma anche di incontro e condivisione tra persone di diverse età.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di familiarizzare con la lingua per semplici scopi pratici, come fare acquisti, chiedere informazioni, ordinare prodotti, prenotare servizi, in un&#8217;ottica prettamente pratica e comunicativa.</p>
<p>Le lezioni si terranno <strong>ogni mercoledì dalle 18.00 alle 19.30 presso la Sala Regeni</strong>, e saranno condotte dalla <strong>prof.ssa Valentina Tonini</strong>.</p>
<p>La partecipazione è <strong>gratuita</strong> e aperta a tutti, previa iscrizione.</p>
<p>Il percorso si svolgerà <strong>dal 1° aprile al 17 giugno</strong>; è già prevista una prosecuzione in autunno con un corso di livello base, per consentire ai partecipanti &#8211; o a persone con qualche conoscenza pregressa &#8211; di continuare il proprio percorso di apprendimento.</p>
<p>Per informazioni e iscrizioni è possibile rivolgersi alla <strong>biblioteca comunale chiamando lo</strong> 0481 472722 o scrivendo via WhatsApp al 347 4452200.</p>
<p>Con questa proposta, l’Amministrazione comunale conferma il proprio impegno nella promozione di iniziative che favoriscono la crescita personale, la socializzazione e il dialogo tra generazioni, valorizzando il ruolo attivo dei cittadini nella vita della comunità.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcorso-di-tedesco-per-principianti%2F&amp;linkname=Corso%20di%20tedesco%20per%20principianti" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcorso-di-tedesco-per-principianti%2F&amp;linkname=Corso%20di%20tedesco%20per%20principianti" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcorso-di-tedesco-per-principianti%2F&amp;linkname=Corso%20di%20tedesco%20per%20principianti" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcorso-di-tedesco-per-principianti%2F&amp;linkname=Corso%20di%20tedesco%20per%20principianti" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcorso-di-tedesco-per-principianti%2F&amp;linkname=Corso%20di%20tedesco%20per%20principianti" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcorso-di-tedesco-per-principianti%2F&amp;title=Corso%20di%20tedesco%20per%20principianti" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/corso-di-tedesco-per-principianti/" data-a2a-title="Corso di tedesco per principianti"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/tedesco-1.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/corso-di-tedesco-per-principianti/">Corso di tedesco per principianti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-10</mec:startDate>
                <mec:startHour>18:00</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-10</mec:endDate>
                <mec:endHour>19:30</mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
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            <item>
		<title>Mediterraneo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/mediterraneo/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="590" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto-Francesca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Foto Francesca" loading="lazy" title="Mediterraneo 83"> A Trieste oltre 100 performer di differenti scuole di danza del territorio protagonisti di uno spettacolo sull'essenza del viaggio]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 10 giugno</strong> alle ore 20, presso il <strong>Politeama Rossetti di Trieste</strong> andrà in scena <strong><em>Mediterraneo</em></strong>, uno spettacolo originale, ideato, scritto e realizzato dalla direttrice tecnica e sportiva dell’associazione Progetto Danza Trieste &#8211; ASD, <strong>Francesca Basile</strong>.</p>
<p>Allo spettacolo parteciperanno la Scuola di Danza Coppelia di Monfalcone, l’A.S.D. Drumsquad di Trieste, l’associazione Annalisa Danze A.S.D. di Trieste, e due artiste triestine ambasciatrici del territorio: l’attrice <strong>Zita Fusco</strong> e la cantante <strong>Elisa Colummi</strong>.</p>
<p><em>Mediterraneo</em> non è una semplice traversata, ma un movimento dell’anima.</p>
<p>Porta in scena un viaggio simbolico e profondamente umano attraverso uno dei luoghi più carichi di storia, cultura e significato: il Mare Mediterraneo.</p>
<p>Tutto inizia sulla riva più a nord di esso, dove la terra incontra il mare ed ogni partenza è anche un ritorno.</p>
<p>Un gruppo di ragazze riceve un messaggio misterioso, affidato alle onde: un invito a partire, senza una meta precisa. Da quel momento prende vita un percorso fatto di incontri, trasformazioni e prove, in cui il Mediterraneo diventa spazio di scambio e connessione, più che di confine.</p>
<p>Ispirato ai grandi racconti di viaggio come l’<em>Odissea</em>, lo spettacolo attraversa emozioni universali: il desiderio, la paura, la nostalgia e la scoperta.</p>
<p>Tra <em>pole dance</em>, danza e musica, oltre 100 performer daranno forma a un racconto corale in cui ogni esperienza lascia un segno. <em>Mediterraneo</em> è una riflessione sul viaggio come esperienza trasformativa: si parte per cercare qualcosa, ma si ritorna diversi.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-74708" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/mediterraneo-locandina-724x1024.jpg" alt="mediterraneo locandina" width="640" height="905" title="Mediterraneo 84" /></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmediterraneo%2F&amp;linkname=Mediterraneo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmediterraneo%2F&amp;linkname=Mediterraneo" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmediterraneo%2F&amp;linkname=Mediterraneo" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmediterraneo%2F&amp;linkname=Mediterraneo" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmediterraneo%2F&amp;linkname=Mediterraneo" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmediterraneo%2F&amp;title=Mediterraneo" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/mediterraneo/" data-a2a-title="Mediterraneo"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto-Francesca.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/mediterraneo/">Mediterraneo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-10</mec:startDate>
                <mec:startHour>20:00</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-10</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
                <mec:location>Politeama Rossetti, Trieste</mec:location>
        
        
                <mec:category>classic art</mec:category>
        
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            <item>
		<title>A Staranzano il primo coro Pop-Up della regione</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/a-staranzano-il-primo-coro-pop-up-della-regione-728/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:30:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="840" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Rudy-Fantin_Filippo-Moccia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rudy Fantin Filippo Moccia" loading="lazy" title="A Staranzano il primo coro Pop-Up della regione 85"> Al via il progetto "Time to sing": tre date in cui incontrarsi per il solo gusto di imparare nuove canzoni. Guidati da Rudy Fantin e Giovanni Bertossi]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Rudy Fantin (ph. Filippo Moccia)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si chiama “coro libero” o “coro Pop-Up” ed è un fenomeno ormai diffuso a livello mondiale.</p>
<p>Il <strong>Comune di Staranzano</strong> è il primo ad accogliere quest’esperienza in regione, supportato <strong>dall’Assessorato alla Cultura</strong> e ideato e voluto da un gruppo di persone appassionate che credono nel valore di una comunità unita nel nome della musica condivisa.</p>
<p><strong><em>Time to Sing</em></strong> prevede, per questa prima sessione, <strong>tre serate da trascorrere assieme: giovedì 4, mercoledì 10 e domenica 14 giugno</strong>, <strong>a partire dalle 20.30</strong> nella <strong>Sala Delbianco di via Fratelli Zambon. </strong></p>
<p><strong>L’ingresso è libero</strong> e caldeggiato per tutti: chi ha voglia di stare in compagnia, chi già canta in coro, chi ama la musica, chi canticchia sotto la doccia, chi va ad ascoltare i concerti e chi ancora non ci è andato, chi ascolta la radio o i dischi; ma anche a chi, con la musica, non ha ancora avuto a che fare.</p>
<p>Funziona in modo semplice: non è infatti necessario saper cantare, conoscere la musica o essere “intonati”.</p>
<p>Serve soltanto <strong>aver voglia di stare assieme</strong>: una volta arrivati in loco sarà un professionista molto noto in regione a proporre una canzone da imparare tutti insieme.</p>
<p>La scelta cadrà su <strong>alcune pagine tra le più note del repertorio pop nazionale e internazionale</strong>, e sarà sufficiente poi (testi alla mano) seguire le semplici istruzioni del maestro che farà da guida per lasciarsi andare al piacere di cantare insieme.</p>
<p>Il <em>deus ex machina</em> sarà <strong>Rudy Fantin</strong>, pianista, arrangiatore, compositore e didatta: musicista tra i più eclettici del panorama regionale. Ad affiancare Fantin, il chitarrista<strong> Giovanni Bertossi</strong>, un’icona per i ragazzi che in centinaia studiano con lui tra lezioni e laboratori, e strumentista di band dei generi più diversi.</p>
<p><strong><em>Time to Sing</em> non prevede pubblico, non è una performance, non c’è nessuna logica dell’<em>esibizione</em></strong>: si tratta solo di trovarsi, scegliere un brano, leggerne assieme le parole e … seguire il flusso della musica. Tre incontri, per un lavoro collettivo finale, liberatorio, senza lo stress dello spettacolo, ma con l’energia della collettività.</p>
<p>In un paio d’ore a sera ci si “porta a casa” una canzone fatta e finita, da veri protagonisti, per il semplice gusto di poter godere assieme della musica.</p>
<p>Chi volesse <strong>ulteriori informazioni o aderire</strong> al progetto può scrivere a <strong>353 4893748 (whatsapp) o a <a href="mailto:corolibero29@gmail.com">corolibero29@gmail.com</a> (mail). </strong>Altrimenti è sufficiente presentarsi agli appuntamenti, con la sola voglia di provare.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-staranzano-il-primo-coro-pop-up-della-regione-728%2F&amp;linkname=A%20Staranzano%20il%20primo%20coro%20Pop-Up%20della%20regione" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-staranzano-il-primo-coro-pop-up-della-regione-728%2F&amp;linkname=A%20Staranzano%20il%20primo%20coro%20Pop-Up%20della%20regione" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-staranzano-il-primo-coro-pop-up-della-regione-728%2F&amp;linkname=A%20Staranzano%20il%20primo%20coro%20Pop-Up%20della%20regione" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-staranzano-il-primo-coro-pop-up-della-regione-728%2F&amp;linkname=A%20Staranzano%20il%20primo%20coro%20Pop-Up%20della%20regione" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-staranzano-il-primo-coro-pop-up-della-regione-728%2F&amp;linkname=A%20Staranzano%20il%20primo%20coro%20Pop-Up%20della%20regione" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-staranzano-il-primo-coro-pop-up-della-regione-728%2F&amp;title=A%20Staranzano%20il%20primo%20coro%20Pop-Up%20della%20regione" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/a-staranzano-il-primo-coro-pop-up-della-regione-728/" data-a2a-title="A Staranzano il primo coro Pop-Up della regione"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Rudy-Fantin_Filippo-Moccia.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/a-staranzano-il-primo-coro-pop-up-della-regione-728/">A Staranzano il primo coro Pop-Up della regione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-10</mec:startDate>
                <mec:startHour>20:30</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-10</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>music</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Josef Suk Piano Quartet</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/josef-suk-piano-quartet/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:30:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74773</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="798" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Josef-Suk-Piano-Quartet_Petra-Hajska.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Josef Suk Piano Quartet Petra Hajska" loading="lazy" title="Josef Suk Piano Quartet 86"> In concerto a Trieste con un programma interamente dedicato a Brahms e ai suoi intensi Quartetti]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Josef Suk Piano Quartet (ph. Petra Hajská)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con un programma interamente dedicato a <strong>Brahms</strong> e ai suoi <strong>intensi Quartetti</strong> torna a Trieste uno degli Ensemble più amati dal pubblico cameristico, lo <strong>Josef Suk Piano Quartet</strong>, ovvero I musicisti <strong>Radim Kresta violino, Eva Krestová viola, Aneta Šudáková violoncello e Pavel Zemen pianoforte</strong>, riuniti nella formazione per archi e pianoforte che ha conquistato nel tempo molti<strong> prestigiosi premi</strong>, a cominciare dal Concorso internazionale Premio Trio di Trieste 2013, quando fu il grande Maestro <strong>Bruno Canino</strong> a guidare la Giuria.</p>
<p>Sulle tracce degli esordi giovanili e con una carriera solida e riconosciuta, il Quartetto che deve il suo nome al celebre compositore e violinista ceco Josef Suk, l’Ensemble <strong>torna a Trieste mercoledì 10 giugno, alle 20.30 al Teatro Miela di Trieste, </strong>promosso da <strong>Chamber Music Trieste</strong> nell’ambito della sua <strong>Stagione Cameristica</strong> <strong>Cromatismi 5.0.</strong></p>
<p>Da oltre un decennio impegnato nei maggiori teatri e sale da concerto di tutto il mondo, lo Josef Suk Piano Quartet è accolto con entusiasmo dalla critica internazionale, e <strong>a Trieste farà tappa con una produzione che vuole rendere omaggio a Brahms e alla sua scrittura cameristica</strong>.</p>
<p><strong>Il concerto si aprirà con il Quartetto per pianoforte e archi in do minore op.60, </strong>senza dubbio una partitura tanto complessa quanto ricca di spunti emozionaIi: sono pagine, quelle dei Quartetti di Brahms, che giungono al termine del suo periodo <em>Sturm und Drang</em> e all&#8217;inizio del suo personale &#8220;classicismo&#8221;, stemperando i contrasti tematici attraverso l&#8217;elaborazione progressiva del materiale musicale.</p>
<p>Il Quartetto op. 60 fu inizialmente concepito intorno al 1855, e ripreso poi soltanto 17 anni più tardi, nel 1873, per essere concluso nel 1875, esattamente vent&#8217;anni dopo la sua prima concezione.</p>
<p>Il carattere drammatico e appassionato di questa pagina rimase inalterata e riporta agli anni più inquieti della vita del musicista amburghese.</p>
<p>Il programma prosegue con il Quartetto per pianoforte e archi in sol minore op.25, un vero capolavoro della musica da Camera, composto nel 1861 con un debutto ad Amburgo che impegnò Clara Schumann al pianoforte.</p>
<p>È memorabile per la sua intensità emotiva, per le linee melodiche avvolgenti e per il trascinante finale in stile tzigano.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-10</mec:startDate>
                <mec:startHour>20:30</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-10</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
                <mec:location>Teatro Miela, Trieste</mec:location>
        
        
                <mec:category>music</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Il canto dell’Orcolat</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-canto-dellorcolat-764-513-600-834-601-992-457-370-229-915/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:45:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="831" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/ferri-marchioro-02.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ferri marchioro 02" loading="lazy" title="Il canto dell’Orcolat 87"> Uno spettacolo intenso e poetico che intreccia testimonianze reali e mito, trasformando il ricordo in esperienza collettiva e contemporanea]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Luca Ferri e Luca Marchioro</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è una voce che arriva da sotto la terra, un canto antico che torna a farsi sentire a cinquant’anni dal sisma che ha cambiato per sempre il volto del Friuli.</p>
<p>È un richiamo potente, fatto di memoria, dolore e rinascita. È “<strong><em>Il canto</em></strong><em> <strong>dell’Orcolat</strong>”</em>, la nuova produzione di <strong>Anà-Thema Teatro</strong> – <strong>Teatro della Corte</strong>, pronta a debuttare in tournée portando sui palchi della regione, <strong>a partire da mercoledì 6 maggio</strong> al Teatro “Ettore del Gallo” di <strong>Travesio</strong> alle 20.45, una delle pagine più profonde e identitarie della storia friulana.</p>
<p>Diretto da <strong>Luca Ferri</strong>, con lo stesso Ferri in scena insieme a <strong>Luca Marchioro, Anastasia Fabbro e Raffaella Giampaoli</strong>, lo spettacolo nasce come un atto teatrale di ascolto e restituzione collettiva nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976.</p>
<p>Non una semplice rievocazione storica, ma un’esperienza emotiva e condivisa che attraversa il tempo per interrogare il presente.</p>
<p>“<em>Il canto dell’Orcolat</em>” intreccia storie vere, testimonianze e frammenti di vita spezzata e ricostruita con la leggenda dell’Orcolat, la creatura mitica della tradizione friulana che dorme sotto la terra e che, risvegliandosi, scuote il mondo degli uomini.</p>
<p>In questa fusione tra realtà e mito prende forma una drammaturgia poetica e intensa, capace di trasformare la memoria in racconto vivo e la paura in consapevolezza. Fondamentale è la dimensione sonora dello spettacolo.</p>
<p>Il canto e la poesia amplificano il racconto, dando vita a un tessuto emotivo che si fa lamento, preghiera e respiro collettivo. Le scenografie di Luigina Tusini contribuiscono a costruire un ambiente evocativo, sospeso tra passato e presente.</p>
<h3><strong>La tournée</strong></h3>
<p>La tournée, come detto, prenderà il via il <strong>6 maggio</strong> dal Teatro “Ettore del Gallo” di <strong>Travesio</strong>, in provincia di Pordenone, con una doppia rappresentazione: al mattino, alle 9.30, per le scuole e, in serata, alle 20.45 per il pubblico.</p>
<p>Da qui lo spettacolo proseguirà il suo viaggio attraversando il territorio regionale, facendo tappa il <strong>14 maggio</strong> a <strong>Tarvisio</strong> con una replica scolastica alla Casa della Gioventù e, nella stessa giornata, al Teatro Comunale di <strong>Pontebba</strong> in orario serale.</p>
<p>Il giorno successivo, il <strong>15 maggio</strong>, sarà ospite del Teatro Impero di <strong>Martignacco</strong>, mentre il <strong>21 maggio</strong> approderà alla Sala del Piccolo Cottolengo Don Orione di <strong>Santa Maria La Longa</strong>.</p>
<p>Il percorso continuerà il <strong>22 maggio</strong> all’Auditorium di Villa Perotti a <strong>Chions</strong> e il <strong>23 maggio</strong> al Teatro della Corte di <strong>Osoppo</strong>, per poi spostarsi il <strong>29 maggio</strong> a <strong>Magnano in Riviera</strong>, nella Sala Polifunzionale.</p>
<p>Nel mese di <strong>giugno</strong> sono previste ulteriori repliche: il <strong>4</strong> a <strong>Pavia di Udine</strong>, il <strong>5</strong> al Centro Polifunzionale di <strong>Moggio Udinese</strong>, il <strong>9</strong> a Carlino e il <strong>10</strong> a <strong>Venzone</strong>, luoghi fortemente simbolici nella memoria del sisma.</p>
<p>La tournée si concluderà il <strong>24 settembre</strong> a <strong>Spilimbergo</strong>, riportando ancora una volta al centro della scena il valore della memoria condivisa.</p>
<p>Per <strong>informazioni</strong> e <strong>prenotazioni</strong> è possibile contattare i consueti recapiti di Anà-Thema, o via telefono ai numeri 3453146797 o 0432 1740499 o via email all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@anathemateatro.com">info@anathemateatro.com</a></p>
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        <mec:startDate>2026-06-10</mec:startDate>
                <mec:startHour>20:45</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-10</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>classic art</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Le chiese del Friuli prima del sisma</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/le-chiese-del-friuli-prima-del-sisma/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="945" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="chiese votive" loading="lazy" title="Le chiese del Friuli prima del sisma 88"> Una mostra raccoglie lo fotografie scattate da don Giuseppe Marchetti negli anni '60: una straordinaria opera di documentazione]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Fondo Fotografico Giuseppe Marchetti &#8211; Società Filologica Friulana, Udine</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di <strong>don Giuseppe Marchetti</strong> (1902-1966), la Società Filologica Friulana ricorda infatti la figura del sacerdote, intellettuale e friulanista con un’iniziativa nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana.</p>
<p><strong>Venerdì 8 maggio</strong> (il giorno in cui Marchetti morì 60 anni fa), alle 17 nel salone d’onore “Guglielmo Pelizzo” di Palazzo Mantica di Via Manin 18 a Udine,  si svolgerà l’incontro “<em>La vôs de Patrie: pre Josef Marchet 60 agns dapò</em>” con l’intervento di Walter Tomada e Carlo Venuti.</p>
<p>Tra i contributi più originali di Marchetti alla cultura friulana spicca il progetto, avviato nei primi anni Sessanta e interrotto dalla sua morte nel 1966, di una ricognizione sistematica delle chiesette votive del Friuli storico.</p>
<p>L’opera, raccolta nel volume postumo curato da <strong>Gian Carlo Menis <em>Le chiesette votive del Friuli</em></strong>, fu pubblicato dalla Società Filologica Friulana (1972).</p>
<p>Da quel volume nasce ora la mostra fotografica “<strong><em>Lis gleseutis di pre Josef Marchet</em></strong>” nello spazio espositivo della “Cjanive de Filologjiche”, che sarà inaugurata sempre l’8 maggio a Palazzo Mantica dopo il sopracitato incontro.</p>
<p>Alla base dell’esposizione &#8211; curata da <strong>Raffaella Canci</strong> e <strong>Stefano Perulli</strong> &#8211; il Fondo Marchetti, composto da più di 350 fotografie, 300 disegni e 32 chine, conservato negli archivi della Società Filologica ed è oggetto di un progetto di digitalizzazione e catalogazione.</p>
<p>Una guida preziosa per riscoprire le chiesette votive del Friuli, un patrimonio in parte perduto, in parte trasformato, ma ancora capace di raccontare la storia friulana.</p>
<p>L’<strong>esposizione rimarrà aperta fino al 12 giugno</strong> (orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. In occasione di Vicino/Lontano e della Notte dei Lettori, la mostra rimarrà aperta anche sabato 9 e domenica 10 maggio e sabato 6 e domenica 7 giugno). Mostra con il sostegno della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il patrocinio di Arcidiocesi di Udine, Arcidiocesi di Gorizia, Diocesi di Concordia Pordenone e in collaborazione con il CRAF.</p>
<p>Concluderà la giornata, alle 19, la celebrazione di una messa di suffragio all’Oratorio delle Purità, celebrata da <strong>mons. Luciano Nobile</strong>.</p>
<p>Il lavoro di Marchetti rappresenta ancora oggi una documentazione di straordinaria ampiezza e valore, capace di restituire dignità a un patrimonio fino ad allora marginale negli studi.</p>
<p>Infatti, in un contesto storico e culturale in cui l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente all’architettura monumentale, Marchetti intuì l’importanza delle piccole costruzioni devozionali: edifici nati per voto, in risposta a pestilenze, guerre o calamità, oppure per iniziativa privata.</p>
<p>Queste chiesette, realizzate da maestranze locali con tecniche spontanee, sono espressione di una religiosità popolare stratificata e profondamente radicata nel territorio.</p>
<p>La ricerca, pubblicata inizialmente sulla rivista «<em>Sot la Nape</em>», suscitò un interesse inatteso e contribuì a inaugurare una nuova sensibilità verso l’architettura minore.</p>
<p>Marchetti ampliò così il progetto in un censimento esteso, arrivando a documentare oltre ottocento edifici distribuiti tra Carnia, pianura friulana e area concordiese distinguendo le chiesette votive da edicole, ancone e cesioi, la tipica piccola costruzione sacra della Destra Tagliamento, affrontando con scrupolo anche i casi incerti.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-11</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Il Colore del Caso</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="787" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Tatge allestimento 1" loading="lazy" title="Il Colore del Caso 89"> Il viaggio metafisico del fotografo George Tatge approda a Trieste, dove la conversione al colore ebbe inizio]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>(© George Tatge/Courtesy Podbielski Contemporary)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arriva dal<b> 23 maggio al 12 luglio</b> a Trieste un evento espositivo di straordinaria intensità poetica: la mostra <b><i>Il Colore del Caso</i></b> del fotografo <b>George Tatge </b>(inaugurazione venerdì 22 maggio ore 18).</p>
<p>L’esposizione, ad ingresso gratuito, curata da Carlo Sisi, è promossa dall&#8217;<b>Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste</b> e organizzata dalla casa editrice <b>Magonza </b>specializzata in arte e fotografia contemporanea che affianca all’attività editoriale progetti espositivi di ricerca in Italia e all’estero e collabora con gli artisti nella produzione di grafica d’arte e multipli.</p>
<p>Attraverso oltre 60 opere di grande formato l’artista — già celebre per i suoi bianchi e neri graficamente possenti — svela nella Sala Nathan del Magazzino 26 la sua conversione al colore, un viaggio interiore iniziato proprio tra le strade di questa città.</p>
<p>La mostra è il frutto dell’incontro avventuroso di un viaggiatore errante, mai sazio, dotato del suo inseparabile banco ottico Deardorff 13×18 cm, con gli elementi naturali, antropici o antropizzati, che non sono cercati, ma sono piuttosto trovati, accolti e quindi ritratti dallo sguardo dell’autore, attento, profondo e meditativo.</p>
<p>«A meno che non abbia una committenza specifica – racconta George Tatge – preferisco vagare senza un progetto prefigurato in testa. Trovo che in questo modo la mia mente sarà più aperta alle sollecitudini, alle sorprese, a quelle inaspettate epifanie. L’Italia è un paese così imprevedibile, con delle stratificazioni di storia sorprendenti ma anche piena di cose quasi banali che possono essere fonti di meraviglia. Confesso che è un modo faticosissimo di lavorare e non lo suggerirei a nessuno. Camminare per tante ore e sentirmi in ogni momento in gioco, misurandomi con il mondo, testando le mie capacità di vedere e di capire, sfidando il Caso. Sì, proprio il Caso. Siamo tutti frutti del Caso, dal momento in cui si combinano i nostri cromosomi. Il Caso è uno degli aspetti più originali e unici della fotografia e quindi è giusto giocarci. Mi ritrovo perfettamente in una dichiarazione di un pittore che ammiro moltissimo, Gerhard Richter: “Non seguo alcuni obiettivi, nessun sistema, nessuna tendenza. Non ho un programma, né uno stile, né una direzione. Mi piace l’indefinito, la sconfinatezza. Mi piace l’incertezza continua”».</p>
<p>Il percorso espositivo <b>nella Sala Nathan del Magazzino 26</b> si snoda attraverso un’architettura narrativa sapientemente suddivisa in sei tappe tematiche che guidano l&#8217;occhio del visitatore in una progressione emotiva e visiva.</p>
<p>Ad accogliere il pubblico prima l’abbraccio di Trieste, seguito da una selezione di “Recinti&#8221; che si focalizza sul rigore della forma, e poi &#8220;Apparizioni&#8221;, istanti in cui luoghi comuni manifestano presenze illogiche e ironiche. Segue la sezione &#8220;Superfici&#8221;, un&#8217;esplorazione tattile e lenta della luce, della consistenza e della materia, dove il dettaglio diventa un universo da decifrare, seguita da &#8220;Vegetazione&#8221;, che segna un momento di riflessione critica: il caos naturale denuncia l&#8217;impatto drammatico dell&#8217;uomo sull&#8217;ambiente.</p>
<p>Il percorso si conclude con le sezioni &#8220;Metaspazi&#8221;, dove la poetica metafisica di Tatge si riveste di nuove tonalità senza perdere il rigore compositivo, in cui si alternano visioni di Livorno, Torino e Trieste che colpiscono per le loro ardite prospettive urbane, e &#8220;Colore&#8221; inteso come materia viva, incarnata in cumuli di tessuti industriali dalle forme vitali e sospese.</p>
<p>A suggellare l’esperienza della mostra è la proiezione del documentario &#8220;Light &amp; Color&#8221; per la regia di David Battistella. Girato tra Livorno e la Toscana, il film di 28 minuti è un atto di generosità: Tatge permette alla macchina da presa di seguirlo nei suoi rituali silenziosi intorno al cavalletto del banco ottico Deardorff, svelando i meccanismi intimi di un’esplorazione cromatica rivelatrice. È un omaggio alla lentezza e alla precisione in un’epoca di immagini digitali effimere.</p>
<p>Il passaggio al colore, avvenuto dopo trentacinque anni di bianco e nero, rappresenta una &#8220;nuova strada&#8221; ispirata da una mostra di Odilon Redon a Parigi e incoraggiata dal desiderio di non distrarsi più dai significati, ma di lasciare che il colore stesso riveli i suoi segreti nascosti.</p>
<p>«Fino al 2012 – spiega l&#8217;artista – ho lavorato esclusivamente col bianco e nero. Trasformare il mondo in combinazioni di bianco e nero è già una metafora. È una sorta di trascendenza del reale in cui gli infiniti toni di grigio ci costringono a prestare più attenzione alle forme e ai significati dei segni più che a ciò che è raffigurato. È stato di nuovo il Caso a farmi cambiare radicalmente strada. Nel 2011, insieme a mia madre, alla mostra di Odilon Redon al Grand Palais, siamo rimasti perplessi dopo aver visto le tante sale dedicate ai suoi “Noirs”. Solo nelle ultime quattro sale abbiamo trovato i colori stupendi dei suoi dipinti così onirici. Motivo: non ha praticamente toccato il colore fino a giungere a quasi 60 anni! E così, mi sono imposto di tentare questa “nuova” strada. E il viaggio mi sta divertendo non poco. È un modo totalmente diverso di guardare il reale, dove ora è soprattutto il colore ad attirare il mio sguardo e a rivelare i suoi segreti nascosti».</p>
<p>Particolarmente significativo è il legame dell&#8217;artista con Trieste. È proprio qui che Tatge ha realizzato le sue prime fotografie a colori, colpito dalla metafisicità di Via Maestri del Lavoro o dalle trame rugginose delle finestre del Museo Revoltella progettate da Carlo Scarpa.</p>
<p>«Ero stato invitato a Trieste dall&#8217;elegante editore Simone Volpato a partecipare a un libro d&#8217;artista su Scipio Slataper. Così ho iniziato a vagare per queste strade stupende. L&#8217;albero della principessa, nome scientifico <i>paulownia tomentosa</i>, l&#8217;ho trovato in fondo a un vicolo, non mi ricordo dove. E poi la finestra del Museo Revoltella. Non sapevo che fosse stata disegnata da Carlo Scarpa! Ma ogni pannello sembrava un&#8217;opera d&#8217;arte astratta. In entrambi i casi erano i colori a colpirmi: quelli delicati dell&#8217;albero e le variazioni del colore ruggine della finestra. Via Maestri del Lavoro mi colpì per la sua metafisicità. Il palazzo in primo piano, con la vite rossa che sta coprendo la struttura proiettata verso i palazzi moderni, sembra quasi minacciarli che arriverà anche da loro, prima o poi! In mostra ci sono molte immagini in cui la natura si impossessa dell&#8217;opera dell&#8217;uomo».</p>
<p>Trieste, città che lo ha già insignito del Premio Friuli Venezia Giulia per la Fotografia nel 2010, diventa così il palcoscenico ideale per questa rassegna che, come sottolinea il curatore Carlo Sisi, trasforma la fotografia da semplice documento a pura metafora poetica, capace di dare dignità e maestà anche al più semplice oggetto disseminato nel paesaggio urbano.</p>
<p>«Trieste – conclude George Tatge – è stata anche il primo luogo che ho fotografato nel 1988, appena diventato Direttore della Fotografia alla Fratelli Alinari di Firenze. Trieste, nuovissima città antica, dove ho lavorato sul rione di Città Vecchia. Nel 2009 ho esposto la mostra <i>Presenze, paesaggi italiani</i> al Palazzo Gopcevich. Sono tante, quindi, le esperienze e i ricordi che mi legano a questa città. Per non dimenticare Italo Svevo, uno dei miei autori preferiti!».</p>
<h3>Orari</h3>
<p><b>Titolo della mostra:</b> Il Colore del Caso</p>
<p><b>Artista:</b> George Tatge</p>
<p><b>Curatore:</b> Carlo Sisi</p>
<p><b>Sede:</b> Sala Nathan, Magazzino 26, Porto Vecchio, Trieste</p>
<p><b>Periodo:</b> 23 maggio – 12 luglio 2026</p>
<p><b>Orari: </b>giovedì 16-20, da venerdì a domenica e festivi 11-20</p>
<p><b>Inaugurazione:</b> 22 maggio ore 18:00</p>
<p><b>Ingresso:</b> Libero</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;title=Il%20Colore%20del%20Caso" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/" data-a2a-title="Il Colore del Caso"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/">Il Colore del Caso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Luci del silenzio</title>
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        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="973" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="silenzio" loading="lazy" title="Luci del silenzio 90"> A Monfalcone la mostra pittorica di Fabiana Biasioli: opere esposte fino al 20 giugno]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Verrà inaugurata venerdì 29 maggio 2026, alle 18, presso la Società Monfalconese di Mutuo Soccorso (via Barbarigo 26), &#8220;<em>Luci del silenzio</em>&#8220;, la mostra pittorica di <strong>Fabiana Biasioli</strong>.</p>
<p>Per l’artista si tratta della seconda mostra personale dopo &#8220;<em>La musica dei colori</em>&#8221; tenuta nella stessa Sala Eugenio Valentinis nel 2022.</p>
<p>Le opere rimarranno in esposizione <strong>fino al 20 giugno 2026</strong>.</p>
<p>Biasioli, monfalconese classe 1964, vanta una carriera radicata nella sperimentazione materica e nell&#8217;evoluzione stilistica, passata dall&#8217;artigianato artistico alle mostre collettive e personali.</p>
<p>La sua formazione unisce gli studi scolastici a un percorso da autodidatta. In particolare, il lavoro con il professor De Luca le ha permesso di esprimere la propria interiorità attraverso immagini oniriche e cromatiche.</p>
<p>Le tecniche spaziano tra acrilico, acquerello, pastelli e matite su tela o cartoncino, variando in base al messaggio.</p>
<p>Le sue opere, calde e avvolgenti, traspongono stati d&#8217;animo e concetti di rinascita, prediligendo volti femminili, natura ed elementi floreali.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;title=Luci%20del%20silenzio" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/" data-a2a-title="Luci del silenzio"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/">Luci del silenzio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Il sogno e il racconto</title>
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        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="906" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valentinuzzi Monfalcone 3 giugno 2026" loading="lazy" title="Il sogno e il racconto 91"> A Monfalcone la mostra personale che ripercorre il cammino artistico di Diego Valentinuzzi]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 3 al 29 giugno l’Atrio del Municipio di Monfalcone ospiterà la mostra personale di <strong>Diego Valentinuzzi</strong>, dal titolo <strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong>, un percorso espositivo dedicato a uno degli artisti monfalconesi più versatili, capace di attraversare linguaggi, suggestioni e riferimenti differenti, dalla pop art al classicismo, dal simbolismo alla dimensione onirica.</p>
<p>La personale rappresenta un’occasione per ripercorrere il lungo cammino artistico di Valentinuzzi, nato a Monfalcone nel 1953, formatosi all’Istituto Superiore di Stato per l’Artigianato e protagonista, nel corso della sua carriera, di numerose esperienze espositive e collaborazioni artistiche.</p>
<p>Dopo il periodo romano degli anni Settanta, durante il quale entra in contatto con diversi ambienti artistici della Capitale, Valentinuzzi ha sviluppato un linguaggio personale e riconoscibile, nel quale convivono memoria, immaginazione, elementi classici, riferimenti alla cultura contemporanea e una forte componente narrativa.</p>
<p>Nelle sue opere realtà e fantasia si intrecciano in composizioni che invitano lo spettatore ad andare oltre l’apparenza del visibile.</p>
<p>Il sogno, l’inconscio, il simbolo e la contaminazione tra stili diventano strumenti attraverso cui l’artista costruisce mondi sospesi, poetici ed enigmatici, capaci di aprire un dialogo tra interiorità e immagine.</p>
<p><strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong> sarà visitabile nell’Atrio del Municipio di Monfalcone, in Piazza della Repubblica 8, <strong>dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12</strong> e <strong>il lunedì e mercoledì anche dalle 15.30 alle 17.30</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;title=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/" data-a2a-title="Il sogno e il racconto"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/">Il sogno e il racconto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Peripheral Memories</title>
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        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="814" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/peripheral1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="peripheral1" loading="lazy" title="Peripheral Memories 92"> A Trieste una mostra tra arte, memoria industriale e territorio nella filiera del legno del Friuli Venezia Giulia]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Una foresta nel cuore della città per raccontare il legame tra arte contemporanea, lavoro, paesaggio e memoria.</p>
<p>Sarà visitabile da <strong>lunedì 8 giugno</strong> fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> di via Giusto Muratti 1 a <strong>Trieste</strong> la mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong>, esito dell&#8217;omonimo progetto di residenze artistiche internazionali promosso dall&#8217;Associazione <strong>IoDeposito ETS</strong>.</p>
<p>La mostra trova casa in una location particolarmente significativa, uno spazio espositivo e interattivo dedicato alla valorizzazione del patrimonio forestale regionale e della cultura del legno, realizzato dal <strong>Cluster Legno Arredo e Sistema Casa FVG</strong> con la Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con <strong>Legno Servizi – Cluster Forestale FVG</strong>.</p>
<p>Nato nel 2020 e sostenuto dalla <strong>Regione </strong>e dalla <strong>Fondazione Carigo</strong>, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> rappresenta una delle progettualità pluriennali più significative sviluppate da <strong>IoDeposito</strong> per creare <strong>relazioni tra artisti internazionali e tessuto produttivo regionale</strong>.</p>
<p>Nel corso degli anni il progetto ha dato vita a oltre venti opere tra installazioni, interventi di land art e lavori multimediali, costruendo un dialogo originale tra memoria industriale, sostenibilità e identità territoriale.</p>
<p>Gli artisti coinvolti vivono infatti un&#8217;esperienza immersiva all&#8217;interno di aziende, aree produttive e contesti naturali, osservando processi, incontrando lavoratori e comunità e trasformando questa esperienza in opere <em>site-specific</em>.</p>
<p>L&#8217;esposizione triestina raccoglie gli <strong>esiti delle più recenti residenze artistiche</strong> e delle ricerche sul campo realizzate da <strong>Marta Azparren, Guido Mitidieri, Nemanja Milenković e Yilin Zhu</strong>, protagonisti di un percorso che attraversa idealmente l&#8217;intera filiera del legno regionale, dalle aree boschive alle lavorazioni industriali.</p>
<p>Al centro della mostra vi è il lavoro della <em>visual artist</em> spagnola <strong>Marta Azparren</strong>, sviluppato durante la residenza presso un&#8217;azienda di arredo di alta gamma di San Giovanni al Natisone. Attraverso l&#8217;osservazione dei gesti ripetitivi della produzione e l&#8217;utilizzo di particolari strumenti applicati ai guanti da lavoro, l&#8217;artista ha trasformato il legno in un archivio materiale della memoria del lavoro umano, restituendo visibilità a movimenti e competenze spesso destinati a rimanere invisibili.</p>
<p>Accanto a questa ricerca trovano spazio il percorso dell&#8217;architetto e artista concettuale <strong>Guido Mitidieri</strong> che esplora il rapporto tra comunità e paesaggio, che avrà il suo sviluppo finale a metà con un’opera di <strong><em>land art</em></strong> <strong>sulle rive dell’Isonzo</strong> in località Sagrado.</p>
<p>Le riflessioni sull&#8217;equilibrio tra uomo e natura dell&#8217;artista serbo <strong>Nemanja Milenković</strong>; e il lavoro della <em>sound artist</em> <strong>Yilin Zhu</strong>, che attraverso <strong>installazioni sonore </strong>generate con l&#8217;intelligenza artificiale rielabora i rumori delle lavorazioni industriali e i suoni del bosco, restituendo una nuova dimensione sensibile al patrimonio immateriale del lavoro.</p>
<p>Attraverso opere materiche, fotografiche, video e sonore, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> propone una riflessione <strong>sul ruolo dell&#8217;essere umano nei processi produttivi contemporanei</strong>, sospesi tra tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica.</p>
<p>Un progetto che guarda alla transizione ecologica non solo come sfida industriale, ma anche culturale, riaffermando il valore della memoria, del gesto e delle relazioni tra persone, imprese e territorio.</p>
<p>La mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> sarà visitabile a ingresso libero fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> a Trieste <strong>dal lunedì al venerdì in orario 10.00-13.00 | 14.00-17.00. L’ingresso è gratuito</strong>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
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