JavaScript is required for our tabnav accessibility widget to work properly. L'inferiorità mentale della donna - imagazine.it

L’inferiorità mentale della donna

Veronica Pivetti protagonista dello spettacolo liberamente ispirato all’omonimo trattato del 1900 di Paul Julius Moebius

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Tempo di lettura: 2 minuti

inferioritamentaledonna

Veronica Pivetti

“Come stanno le cose riguardo ai sessi? Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto”.

Esordiva così Paul Julius Moebius, assistente della sezione di neurologia di Lipsia, nel suo trattato del 1900 L’inferiorità mentale della donna. Giovanna Gra ha ripreso questo testo, assieme ad altri dell’inizio del XX secolo, ha aggiunto il sottotitolo “un evergreen del pensiero reazionario”, e lo ha affidato all’interpretazione di Veronica Pivetti, accompagnata sul palco da Cristian Ruiz.

La produzione è degli Artisti Associati di Gorizia in collaborazione con Pigra srl, la regia è firmata a quattro mani da Giovanna Gra e Walter Mramor e la colonna sonora e gli arrangiamenti musicali sono di Alessandro Nidi.

Lo spettacolo aprirà nei prossimi giorni quattro cartelloni del Circuito ERT: giovedì 20 novembre al Nuovo Teatro Mons. Lavaroni di Artegna, venerdì 21 novembre al Centro dei Magredi Livio Poldini di San Quirino, sabato 22 novembre al Teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia e domenica 23 novembre al Teatro Paolo Maurensig di Tavagnacco per la stagione promossa assieme alla Fondazione Bon. Ad Artegna, San Quirino e Casarsa il sipario si aprirà alle 20.45, mentre al Maurensig lo spettacolo inizierà alle 20.30.

L’inferiorità mentale della donna mette in scena testi che in pochi conoscono. Si tratta di alcuni fra i più discriminanti, paradossali e, loro malgrado, esilaranti scritti razionali del secolo scorso. Veronica Pivetti, moderna Mary Shelley racconta, grazie a bizzarre teorie della scienza e della medicina, l’unico, vero, orrorifico Frankenstein della storia moderna: la donna. Oltre al trattato di Moebius dal quale lo spettacolo prende il titolo, Giovanna Gra ha attinto, tra gli altri, da alcune dichiarazioni di Cesare Lombroso – “le donne mentono e spesso uccidono, lo dicono i proverbi di tutte le regioni” – e dal “progetto di legge per vietare alle donne di leggere” di Sylvain Maréchal, scrittore, avvocato e sedicente rivoluzionario, il quale sosteneva che “imparare a leggere è per le donne qualcosa di superfluo e nocivo al loro naturale ammaestramento”.

Nello spettacolo gli scritti razionali sono contrappuntati da canzoni vecchie e nuove ispirate alla figura femminile e da momenti autobiografici, impreziositi da deliranti misurazioni dell’indice cefalico a cui Veronica Pivetti si sottopone con la sua immancabile ironia.

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Data

21 Nov 2025
Scadenza

Ora

20:45

Categorie

Comune

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