<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:mec="http://webnus.net/rss/mec/"
    xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	    >
<channel>
	<title>I Wolfmother in concerto a Festival di Majano &#8211; imagazine.it</title>
	<atom:link href="https://imagazine.it/home_desk/events/i-wolfmother-in-concerto-a-festival-di-majano/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<description>imagazine la voce autentica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 15:39:49 +0200</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/cropped-imagazine_icona-150x150.png</url>
	<title>I Wolfmother in concerto a Festival di Majano &#8211; imagazine.it</title>
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
    
            <item>
		<title>Marco Petean per la prima volta nella sua Cervignano</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/marco-petean-per-la-prima-volta-nella-sua-cervignano/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=72009</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="827" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/MarcoPetean_StudidArtista_Ritratti_056.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="MarcoPetean StudidArtista Ritratti 056" loading="lazy" title="Marco Petean per la prima volta nella sua Cervignano 85"> La Biblioteca Zigaina ospita la mostra dello scultore intitolata "Dialoghi sulla linea dell’orizzonte. A mio padre, alla mia terra"]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Marco Petean (© Elia Falaschi)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 14 marzo 2026</strong> alle ore 11, presso lo spazio espositivo della Biblioteca civica Giuseppe Zigaina di Cervignano del Friuli verrà inaugurata la mostra <strong><em>Dialoghi sulla linea dell’orizzonte. A mio padre, alla mia terra</em></strong>, dello <span style="text-decoration: underline"><a href="https://imagazine.it/home_desk/marco-petean-modellando-emozioni/">scultore <strong>Marco Petean (<em>leggi l&#8217;intervista</em>)</strong></a></span>, curata da <strong>Diana Cerne</strong> e presentata da <strong>Francesca Agostinelli</strong>.</p>
<p>La mostra è promossa dal Comune di Cervignano del Friuli con il patrocinio del Museo Galleria Premio Suzzara, del Comune di Suzzara (Mantova), del Comune di Aquileia e della Fondazione Società per la conservazione della Basilica di Aquileia.</p>
<p>Per la prima volta nella sua città, Petean espone le sue sculture in terracotta policroma, opere che lo accompagnano in un viaggio attraverso la memoria personale e quella del suo territorio, dove l’arte si fa linguaggio capace di instaurare e ricucire legami, rivelando storie e vissuti.</p>
<p>Idealmente l’artista colloca il proprio racconto ponendosi in riflessione di fronte alla linea dell’orizzonte che attraversa la Bassa Friulana come una promessa silenziosa: un confine visivo che al tempo stesso separa e unisce, custodendo memorie e svelando identità.</p>
<p>È lungo questa linea — non soltanto paesaggio ma anche linea mentale, spazio sospeso e soglia simbolica — che prendono forma i “dialoghi” evocati dal titolo della mostra: dialoghi tra interiorità e vita, tra epoche, persone, luoghi e linguaggi artistici.</p>
<p>Quell’orizzonte raggiunge per l’artista la sua massima intensità poetica proprio alle spalle della casa della vecchia stazione di Belvedere di Aquileia, dove è nato suo padre: un punto in cui mare, colline, montagne e il cielo della regione sembrano congiungersi in un unico respiro visivo e simbolico.</p>
<p>Proprio lì per l’artista l’orizzonte diventa campo di tensione esistenziale dove l’uomo contempla, interroga, dialoga con l’infinito e scopre la propria finitezza.</p>
<p>Petean rappresenta i luoghi della sua infanzia come luoghi interiori prima che reali, paesaggi dell’anima in cui la memoria familiare, la trasformazione ambientale e la stratificazione storica si fondono in una narrazione carica di malinconia, nostalgia, mistero e bellezza.</p>
<p>La valle di pesca di Belvedere, la collina su cui si erge la chiesa di San Marco, la spiaggia di Belvedere, la vecchia stazione — compongono una geografia intima e quasi metafisica.</p>
<p>Luoghi un tempo popolati, rumorosi, immersi in una vegetazione vitale, oggi appaiono progressivamente spopolati, immobili e silenziosi, mentre la natura, lentamente, si riappropria del proprio spazio, fagocitando la testimonianza della presenza umana. I rumori si rarefanno lasciando il posto al silenzio, ai versi degli animali e ai rumori della natura, creando quasi un palcoscenico teatrale che sembra sospeso in un tempo bloccato, in attesa.</p>
<p>Il paesaggio diviene metafora dell’esistenza, di ciò che appare immobile ma custodisce in realtà una lenta trasformazione, una vita sotterranea che induce a riflettere sul senso della memoria e della permanenza.</p>
<p>I Teatrini in terracotta, per i quali l’artista è conosciuto, in questa esposizione, divengono quindi il medium privilegiato per dare forma ad un atto d’amore, di restituzione e riparazione nei confronti del proprio territorio e della figura paterna, cardine della memoria e della costruzione identitaria.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-72010" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/LOCANDINA-DIALOGHI_Petean-Marco-738x1024.jpg" alt="LOCANDINA DIALOGHI Petean Marco" width="640" height="888" title="Marco Petean per la prima volta nella sua Cervignano 86" /></p>
<p>Essi custodiscono i frammenti di vita e racconti lontani, restituendo colore ad immagini sbiadite e nuova presenza a luoghi e persone care. Il suo è un atto di preservazione della memoria degli individui comuni, quelli che la storia tende a dimenticare.</p>
<p>L&#8217;artista tramite le fotografie e i racconti del padre ottantenne, crea un nuovo legame, ancora più profondo, ricostruendo la sua esperienza di bambino che nella metà degli anni cinquanta, lascia il suo paese nativo e la sua famiglia per intraprendere la strada del seminario.</p>
<p>Una “piccola memoria” scolpita nell’argilla si fa universale, diventa archivio dell’anima e reliquia, un punto di contatto eterno tra padre e figlio.</p>
<h3>Orari</h3>
<p>La mostra sarà visitabile fino al 16 maggio nei seguenti orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 9-12/15.30-19, martedì e sabato 9-13.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarco-petean-per-la-prima-volta-nella-sua-cervignano%2F&amp;linkname=Marco%20Petean%20per%20la%20prima%20volta%20nella%20sua%20Cervignano" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarco-petean-per-la-prima-volta-nella-sua-cervignano%2F&amp;linkname=Marco%20Petean%20per%20la%20prima%20volta%20nella%20sua%20Cervignano" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarco-petean-per-la-prima-volta-nella-sua-cervignano%2F&amp;linkname=Marco%20Petean%20per%20la%20prima%20volta%20nella%20sua%20Cervignano" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarco-petean-per-la-prima-volta-nella-sua-cervignano%2F&amp;linkname=Marco%20Petean%20per%20la%20prima%20volta%20nella%20sua%20Cervignano" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarco-petean-per-la-prima-volta-nella-sua-cervignano%2F&amp;linkname=Marco%20Petean%20per%20la%20prima%20volta%20nella%20sua%20Cervignano" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarco-petean-per-la-prima-volta-nella-sua-cervignano%2F&#038;title=Marco%20Petean%20per%20la%20prima%20volta%20nella%20sua%20Cervignano" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/marco-petean-per-la-prima-volta-nella-sua-cervignano/" data-a2a-title="Marco Petean per la prima volta nella sua Cervignano"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/MarcoPetean_StudidArtista_Ritratti_056.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/marco-petean-per-la-prima-volta-nella-sua-cervignano/">Marco Petean per la prima volta nella sua Cervignano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-22</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Dialoghi sulla linea dell’orizzonte</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/dialoghi-sulla-linea-dellorizzonte/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=72199</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="827" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/MarcoPetean_StudidArtista_Ritratti_056.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="MarcoPetean StudidArtista Ritratti 056" loading="lazy" title="Dialoghi sulla linea dell’orizzonte 87"> Lo scultore Marco Petean espone per la prima volta nella sua Cervignano: quindici sculture inedite in terracotta policroma]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Marco Petean (© Elia Falaschi)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la prima volta nella sua città, Marco Petean espone quindici sculture inedite in terracotta policroma, opere che lo accompagnano in un viaggio attraverso la memoria personale e quella del suo territorio, dove l’arte si fa linguaggio capace di instaurare e ricucire legami, rivelando storie e vissuti.</p>
<p>Idealmente l’artista colloca il proprio racconto ponendosi in riflessione di fronte alla linea dell’orizzonte che attraversa la Bassa Friulana come una promessa silenziosa: un confine visivo che al tempo stesso separa e unisce, custodendo memorie e svelando identità. È lungo questa linea — non soltanto paesaggio ma anche linea mentale, spazio sospeso e soglia simbolica — che prendono forma i “dialoghi” evocati dal titolo della mostra: dialoghi tra interiorità e vita, tra epoche, persone, luoghi e artisti.</p>
<p>Petean rappresenta i luoghi della sua infanzia come luoghi interiori prima che reali, paesaggi dell’anima in cui la memoria familiare, la trasformazione ambientale e la stratificazione storica si fondono in una narrazione carica di malinconia, nostalgia, mistero e bellezza.</p>
<p>Il paesaggio diviene metafora dell’esistenza, di ciò che appare immobile ma custodisce in realtà una lenta trasformazione, una vita sotterranea che induce a riflettere sul senso della memoria e della permanenza.</p>
<p>I Teatrini in terracotta, per i quali l’artista è conosciuto, in questa esposizione, divengono quindi il <em>medium</em> privilegiato per dare forma ad un atto d’amore, di restituzione e riparazione nei confronti del proprio territorio e della figura paterna, cardine della memoria e della costruzione identitaria. Essi custodiscono i frammenti di vita e racconti lontani, restituendo colore ad immagini sbiadite e nuova presenza a luoghi e persone care. Il suo è un atto di preservazione della memoria degli individui comuni, quelli che la storia tende a dimenticare.</p>
<p>L’artista, tramite le fotografie e i racconti del padre ottantenne, crea un nuovo legame, ancora più profondo, ricostruendo l’esperienza del padre bambino che, nella metà degli anni Cinquanta, lascia il suo paese nativo e la sua famiglia per intraprendere la strada del seminario.</p>
<p>Una “piccola memoria” scolpita nell’argilla si fa universale, diventa archivio dell’anima e reliquia, un punto di contatto eterno tra padre e figlio.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-72010" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/LOCANDINA-DIALOGHI_Petean-Marco-738x1024.jpg" alt="LOCANDINA DIALOGHI Petean Marco" width="640" height="888" title="Dialoghi sulla linea dell’orizzonte 88" /></p>
<p style="font-weight: 400"><strong>DIALOGHI SULLA LINEA DELL’ORIZZONTE. </strong><strong>A MIO PADRE, ALLA MIA TERRA</strong></p>
<p><strong>inaugurazione sabato 14 marzo 2026 ore 11.00</strong></p>
<p>Biblioteca Giuseppe Zigaina, via Trieste 33 a Cervignano del Friuli</p>
<p><strong>La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile sino a sabato 16 maggio 2026 nelle giornate di apertura della biblioteca: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9.00-12.00 e 15.30-19.00, martedì e sabato 9.00-13.00.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdialoghi-sulla-linea-dellorizzonte%2F&amp;linkname=Dialoghi%20sulla%20linea%20dell%E2%80%99orizzonte" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdialoghi-sulla-linea-dellorizzonte%2F&amp;linkname=Dialoghi%20sulla%20linea%20dell%E2%80%99orizzonte" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdialoghi-sulla-linea-dellorizzonte%2F&amp;linkname=Dialoghi%20sulla%20linea%20dell%E2%80%99orizzonte" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdialoghi-sulla-linea-dellorizzonte%2F&amp;linkname=Dialoghi%20sulla%20linea%20dell%E2%80%99orizzonte" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdialoghi-sulla-linea-dellorizzonte%2F&amp;linkname=Dialoghi%20sulla%20linea%20dell%E2%80%99orizzonte" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdialoghi-sulla-linea-dellorizzonte%2F&#038;title=Dialoghi%20sulla%20linea%20dell%E2%80%99orizzonte" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/dialoghi-sulla-linea-dellorizzonte/" data-a2a-title="Dialoghi sulla linea dell’orizzonte"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/MarcoPetean_StudidArtista_Ritratti_056.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/dialoghi-sulla-linea-dellorizzonte/">Dialoghi sulla linea dell’orizzonte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-22</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
                <mec:location>Biblioteca Zigaina, Cervignano del Friuli</mec:location>
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>DODEKAFONIJA &#8211; Variazioni _ 2 / Variacije _ 2</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/dodekafonija-variazioni-_-2-variacije-_-2/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=72257</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="917" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Mario-Palli_SINOPIA_2_Galleria-Spazzapan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mario Palli SINOPIA 2 Galleria Spazzapan" loading="lazy" title="DODEKAFONIJA - Variazioni _ 2 / Variacije _ 2 89"> Alla Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo un progetto espositivo transfrontaliero]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Mario Palli, Sinopia</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si aprirà al pubblico venerdì 13 marzo fino al 17 maggio 2026 la mostra “<strong>DODEKAFONIJA &#8211; Variazioni _ 2 / Variacije _ 2</strong>”, un progetto transfrontaliero organizzato dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia &#8211; ERPAC in collaborazione con la<strong> Mestna Galerija di Nova Gorica</strong> e la <strong>Pilonova Galerija di Ajdovščina</strong>, che, dopo le precedenti tappe, approda negli spazi della <strong>Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan</strong> di Gradisca d’Isonzo.</p>
<p>Si tratta di un progetto espositivo a cura di <strong>Chiara Tavella</strong>, che vede i protagonisti<strong> Duša Jesih, Mario Palli e Manuela Toselli</strong> riuniti nel segno dell’operare congiunto in un territorio di confine. Il progetto si fonda su una profonda <strong>assonanza tra ricerca visiva e musicalità</strong>. Le opere in mostra instaurano tra loro un dialogo serrato, insieme allo spazio espositivo e alle specifiche poetiche dei tre artisti, dando vita a una sorta di contrappunto visivo che guiderà il percorso del visitatore.</p>
<h3><strong>LA MOSTRA E GLI ARTISTI</strong></h3>
<p>I tre artisti sono legati a un linguaggio che, nelle linee generali, si può definire <strong>astratto</strong> che ha le sue radici nelle avanguardie del primo Novecento. Il titolo del progetto, <em>Dodekafonija</em>, allude a un momento aurorale della modernità, alla ricerca musicale più rivoluzionaria del primo ‘900, che mette in crisi il sistema tonale consegnato dalla tradizione e ne propone uno del tutto nuovo, così come l’astrazione rigetta l’idea stessa dell’arte come figurativa. Il termine richiama anche l’istanza costruttiva e il gioco combinatorio dello stile dodecafonico: due elementi che contraddistinguono, anche se in modo diverso, la ricerca dei tre artisti, e generano una pressoché infinita gamma di variazioni.</p>
<p>È proprio questa molteplicità che la mostra intende indagare: sia le variazioni interne al linguaggio di ogni singolo artista, sia il sottile intreccio delle sintonie tra i diversi artisti, così come le evidenti distonie e il diverso ritmo visivo che si innescano nel dialogo tra le opere, complici gli spazi espositivi.</p>
<p>All’<em>andante con moto </em>del “primo tempo”, la mostra alla Mestna Galerija di Nova Gorica (2023), succede il <em>presto</em> dell’allestimento alla Pilonova Galerija di Ajdovščina (2026); quindi quasi un <em>adagio</em> nelle ampie sale della Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan.</p>
<p>In questo terzo movimento gli artisti si presentano autonomamente, in una sala dedicata a ciascuno di loro, per entrare poi più strettamente in dialogo in una stanza dove espongono insieme. L’andamento della mostra si configura così come una costruzione polifonica, in cui le tre diverse linee melodiche, prima esposte singolarmente, infine si intrecciano: alle modulazioni dense, magmatiche, delle <strong>Sinopie</strong> di <strong>Mario Palli</strong>, giocate sui ritmi calibrati dei polittici e sugli effetti di stratificazione e trasparenza delle velature di colore sulla tela grezza, rispondono, in contrappunto, le strutture geometriche aggettanti, che si propongono con decisione, solide e costruttive, di <strong>Duša Jesih</strong>.</p>
<p>Una “<em>ribellione contro la cornice</em>”, scrive l’artista, “<em>in un mondo che ci inquadra costantemente – in algoritmi, aspettative, reti sociali</em>”. Un registro ancora diverso è quello dei lavori di <strong>Manuela Toselli</strong>, appartenenti alla serie<strong><em> In attesa che qualcosa cambi</em></strong>: fili di seta – materiale che è cifra della ricerca dell’artista – in tenui gradazioni pastello, si allineano ordinati su un supporto di fondo, così da intessere un ritmo lento, meditato, metafora – appunto – di un’attesa perenne, che si fa condizione dell’esistere.</p>
<p>Tre artisti, tre mostre, tre istituzioni: voci diverse che, come nei tempi di una sinfonia, articolano “<strong>variazioni” contemporanee sul tema dell’astrazione</strong>, come sottolinea la curatrice, Chiara Tavella.</p>
<p><em>Dodekafonija</em> si inserisce nel quadro delle iniziative collegate al programma europeo GO!2025 e testimonia un&#8217;operatività condivisa tra Italia e Slovenia nel segno dell’arte contemporanea.</p>
<h3><strong>Orario</strong></h3>
<p>Da mercoledì a domenica ore 10-13 e 15-19.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdodekafonija-variazioni-_-2-variacije-_-2%2F&amp;linkname=DODEKAFONIJA%20%E2%80%93%20Variazioni%20_%202%20%2F%20Variacije%20_%202" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdodekafonija-variazioni-_-2-variacije-_-2%2F&amp;linkname=DODEKAFONIJA%20%E2%80%93%20Variazioni%20_%202%20%2F%20Variacije%20_%202" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdodekafonija-variazioni-_-2-variacije-_-2%2F&amp;linkname=DODEKAFONIJA%20%E2%80%93%20Variazioni%20_%202%20%2F%20Variacije%20_%202" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdodekafonija-variazioni-_-2-variacije-_-2%2F&amp;linkname=DODEKAFONIJA%20%E2%80%93%20Variazioni%20_%202%20%2F%20Variacije%20_%202" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdodekafonija-variazioni-_-2-variacije-_-2%2F&amp;linkname=DODEKAFONIJA%20%E2%80%93%20Variazioni%20_%202%20%2F%20Variacije%20_%202" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fdodekafonija-variazioni-_-2-variacije-_-2%2F&#038;title=DODEKAFONIJA%20%E2%80%93%20Variazioni%20_%202%20%2F%20Variacije%20_%202" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/dodekafonija-variazioni-_-2-variacije-_-2/" data-a2a-title="DODEKAFONIJA – Variazioni _ 2 / Variacije _ 2"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Mario-Palli_SINOPIA_2_Galleria-Spazzapan.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/dodekafonija-variazioni-_-2-variacije-_-2/">DODEKAFONIJA &#8211; Variazioni _ 2 / Variacije _ 2</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-22</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Marcello Mascherini. Gioia di vivere</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/marcello-mascherini-gioia-di-vivere/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=72424</guid>

        <description><![CDATA[<img width="800" height="918" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/mascherini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mascherini" loading="lazy" title="Marcello Mascherini. Gioia di vivere 90"> A Villa de Claricini Dornpacher una selezione di grandi sculture in bronzo rende omaggio, a 120 anni dalla nascita, a uno dei protagonisti della scultura europea del Novecento]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Inaugura <strong>sabato 21 marzo alle ore 11</strong> a <strong>Villa de Claricini Dornpacher</strong> a Bottenicco di Moimacco <strong><em>Marcello Mascherini. Gioia di vivere</em></strong>, rassegna antologica dedicata a uno dei più autorevoli protagonisti della scultura europea del Novecento.</p>
<p>L’esposizione, visitabile <strong>fino al 2 giugno 2026</strong>, celebra il <strong>120° anniversario della nascita di Marcello Mascherini</strong>, nato a Udine nel 1906, proponendo un percorso immersivo che intreccia scultura, paesaggio e architettura.</p>
<p>A cura di <strong>William Cortes Casarrubios</strong>, è realizzata in collaborazione con l’Archivio Marcello Mascherini e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia a seguito del riconoscimento della Fondazione de Claricini Dornpacher quale Contenitore culturale creativo.</p>
<p>L’iniziativa inaugura un ciclo di mostre di scultura all’aperto ideato per il compendio monumentale della Villa promosso da Alessandro Del Puppo con il coinvolgimento di giovani ricercatori del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Udine.</p>
<p>Tra il parco storico e la limonaia della Villa, la mostra presenta una selezione di quattordici sculture in bronzo, riportando le opere nella loro dimensione “naturale”: quella dello spazio aperto.</p>
<p>“Questa scelta di allestimento – afferma il curatore Cortes Casarrubios – richiama volutamente le grandi esposizioni <em>en plein air</em> degli anni Cinquanta e Sessanta, stagione in cui Mascherini fu protagonista assoluto a livello europeo e internazionale”.</p>
<p>In questo dialogo tra volume plastico e ambiente, opere come <em>La Terra</em> (1944), <em>Cantico dei Cantici</em> (1962) e <em>Figura jonica</em> (1967) si confrontano con le essenze arboree e le architetture storiche, trasformando il giardino di Villa de Claricini Dornpacher in uno spazio contemplativo dove la materia bronzea vibra alla luce e interroga direttamente lo sguardo dell’osservatore.</p>
<p>All’interno degli spazi espositivi, il percorso si concentra invece su un approfondimento specialistico dedicato al ciclo dei <em>Fiori</em>, risalente all’ultima fase della ricerca artistica di Mascherini.</p>
<p>Qui la scultura abbandona la tensione monumentale per inoltrarsi in una dimensione organica e metamorfica. Attraverso opere come <em>Fiore del ricordo</em> (1972) e <em>Fiore di pietra</em> (1974) emerge una poetica che fonde natura e artificio, energia vitale e inquietudine formale, documentando l’ultima stagione creativa dell’artista.</p>
<p>In questo intreccio di materia, luce e paesaggio, la mostra restituisce pienamente la “gioia di vivere” che attraversa l’opera di Mascherini, riaffermandone la vitalità e l’attualità nel dialogo con la natura e con lo spazio contemporaneo.</p>
<p>“Con questa mostra, che si colloca fra le iniziative di punta in programma nei nostri spazi fra il 2026 e il 2027, si conferma la vocazione artistica della Villa – sottolinea <strong>Oldino Cernoia</strong>, presidente della Fondazione de Claricini Dornpacher –.  Siamo onorati e orgogliosi di ospitare le opere di uno degli scultori più interessanti del Novecento, la cui fama ha superato di gran lunga i confini regionali e nazionali. Visitarla sarà un’occasione preziosa per approfondire la conoscenza della sua arte, in un contesto di particolare suggestione com’è quello del giardino storico della dimora”.</p>
<p>A completamento del progetto espositivo, dopo l’inaugurazione si svilupperà un intervento fotografico di <strong>Alessandro Ruzzier</strong>.</p>
<p>Lontano da una semplice documentazione catalografica, Ruzzier utilizzerà la fotografia come strumento critico e interpretativo, “risignificando” l’allestimento attraverso nuove traiettorie visive. Il suo lavoro indagherà lo “sguardo” come dimensione relazionale: non solo quello del visitatore che attraversa il parco, ma anche quello suggerito dalle stesse forme di Mascherini, proiettate verso l’orizzonte alpino e il cielo.</p>
<p>Nato a Udine,<strong> Marcello Mascherini</strong> (14 settembre 1906 – 19 febbraio 1983) trascorre l’infanzia a Fagnigola. Dopo gli anni della guerra come profugo a Isernia, si stabilisce a Trieste. Qui si forma alla Scuola per capi d’arte dell’Istituto Industriale Alessandro Volta, allievo di Alfonso Canciani, e completa il percorso nello studio di Franco Asco. Esordisce nel 1924 al Circolo Artistico di Trieste.</p>
<p>Negli anni Trenta ottiene importanti incarichi pubblici collaborando con architetti come Umberto Nordio, Gustavo Pulitzer Finali, Gio Ponti e Marcello Piacentini, e partecipa alle principali rassegne nazionali (Quadriennale, Triennale, Biennale). Vince la medaglia d’argento alla V Triennale di Milano (1933) e riceve numerosi premi fino al 1943. Dal 1931 avvia anche una significativa attività nell’arredo navale, lavorando per numerosi transatlantici.</p>
<p>Nel dopoguerra è protagonista della rinascita culturale triestina e consolida la sua fama internazionale: partecipa alla <em>Mostra d’arte italiana del XX secolo</em> aperta nel 1949 al Museum of Modern Art di New York e nel 1950 ottiene il primo premio per la scultura alla Biennale di Venezia, ex aequo con Luciano Minguzzi. Espone a Parigi e in Germania, affermandosi nel panorama europeo.</p>
<p>Parallelamente lavora per il teatro come scenografo e costumista a Trieste e a Roma. Nel 1957 vince il Premio internazionale “Città di Carrara” e, dopo l’esperienza del concorso per il Monumento ad Auschwitz, evolve verso una fase espressiva detta “carsica”, dalle forme più drammatiche e inquiete. Nel 1962 ha una sala personale alla Biennale di Venezia e gli viene conferito il maggior premio per l’arte sacra.</p>
<p>Tra gli scultori italiani più autorevoli del secondo Novecento, negli ultimi anni, dopo il trasferimento a Sistiana nel 1967, sviluppa la stagione dei <em>Fiori</em>, sculture fitomorfe che segnano il suo testamento artistico.</p>
<h3>Orari</h3>
<p><strong>21 marzo &#8211; 2 giugno 2026</strong></p>
<p>orario visite: <strong>da lunedì a venerdì 9-12/15-18</strong> e durante gli eventi in programmazione nei fine settimana (calendario su  <span style="text-decoration: underline"><a href="https://visit.declaricini.it/" target="_blank" rel="noopener">https://visit.declaricini.it/</a></span>)</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarcello-mascherini-gioia-di-vivere%2F&amp;linkname=Marcello%20Mascherini.%20Gioia%20di%20vivere" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarcello-mascherini-gioia-di-vivere%2F&amp;linkname=Marcello%20Mascherini.%20Gioia%20di%20vivere" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarcello-mascherini-gioia-di-vivere%2F&amp;linkname=Marcello%20Mascherini.%20Gioia%20di%20vivere" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarcello-mascherini-gioia-di-vivere%2F&amp;linkname=Marcello%20Mascherini.%20Gioia%20di%20vivere" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarcello-mascherini-gioia-di-vivere%2F&amp;linkname=Marcello%20Mascherini.%20Gioia%20di%20vivere" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmarcello-mascherini-gioia-di-vivere%2F&#038;title=Marcello%20Mascherini.%20Gioia%20di%20vivere" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/marcello-mascherini-gioia-di-vivere/" data-a2a-title="Marcello Mascherini. Gioia di vivere"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/mascherini.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/marcello-mascherini-gioia-di-vivere/">Marcello Mascherini. Gioia di vivere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-22</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Chê Matine: il terremoto in fotografia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/che-matine-il-terremoto-in-fotografia/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=72595</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="923" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aldo Martinuzzi Osoppo 1976" loading="lazy" title="Chê Matine: il terremoto in fotografia 91"> Per la prima volta in mostra 50 immagini scattate da Aldo Martinuzzi il giorno dopo il sisma che cinquant’anni fa sconvolse il Friuli]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Aldo Martinuzzi, Osoppo, 1976</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle 5 di mattina alle 5 di sera del 7 maggio 1976 un fotografo percorre in moto il Friuli. Non è un Friuli qualsiasi, con le sue cittadine tranquille, le sue verdi colline, le sue montagne placide.</p>
<p>È invece il Friuli all’indomani del terremoto che il giorno prima, il 6 maggio 1976 sul far della sera, in pochi secondi aveva cambiato per sempre la fisionomia di un territorio e di una comunità. Un’ecatombe: donne, uomini, bambini sepolti sotto le proprie case; migliaia di abitazioni distrutte, poco meno di mille morti.</p>
<p>Per la prima volta, 50 scatti realizzati da quel fotografo – <strong>Aldo Martinuzzi</strong>, affermato reporter sportivo – sono visibili al pubblico nella mostra <strong><em>CHÊ MATINE</em></strong>, organizzata dal <strong>Comune di Spilimbergo</strong> e il <strong>CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia </strong>e in collaborazione con la <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia</strong> e <strong>Fondazione Friuli.</strong> Allestita nel <strong>Palazzo La Loggia</strong> di Spilimbergo da <strong>sabato 28 marzo</strong> (alle ore 11.00 è prevista l’inaugurazione), l’esposizione sarà visitabile fino al 7 giugno.</p>
<p><em>Chê matine</em> è un vero e proprio diario di bordo: appena raggiunto dalla notizia del terremoto, Aldo Martinuzzi lascia Milano – città nella quale si era trasferito ancora giovanissimo da Barbeano, vicino a Spilimbergo, suo paese natale &#8211; con la sua compagna, a bordo della sua moto.</p>
<p>Arriva in Friuli alle prime luci dell’alba del 7 maggio 1976; giusto il tempo di accertarsi che i suoi familiari stiano bene, nonostante i danni ingenti subiti dalle abitazioni, e poi via. Valeriano, Forgaria, Majano, Gemona del Friuli, Venzone, Osoppo, Rivoli di Osoppo, Castelnovo, Oltrerugo. La moto di Martinuzzi attraversa una decina di paesi e la sua macchina fotografica fissa per sempre il ritratto della devastazione.</p>
<p>Case rase al suolo, edifici miracolosamente rimasti intatti, le prime bare, gli sguardi dei sopravvissuti. Ma le foto che usciranno dalla sua macchina fotografica sono anche il ritratto della incredibile forza di volontà che, comunque e nonostante tutto, i friulani dimostrano di mantenere intatta a poche ore dal sisma.</p>
<p>“In autostrada incrociavamo già i mezzi di soccorso, militari, ambulanze, camioncini con i cartelli: “Soccorsi Friuli” – ricorda Martinuzzi –. Il campanile e la chiesa di Valeriano avevano subito forti danni, erano luoghi che conoscevo benissimo dove avevo trascorso la mia infanzia e parte dell’adolescenza. Attraversammo Pinzano dove, almeno sulla strada principale, c’era solo qualche piccolo crollo e altri cedimenti lungo la strada per la stazione. Arrivammo a Forgaria dove c’erano case diroccate e macerie sulle strade, ma fortunatamente i nostri spostamenti erano agevolati dall’utilizzo della moto. Fui colpito dall’immagine di un signore che, tranquillamente, stava vangando il proprio orto, un’immagine tipica della nostra friulanità. Arrivammo a Majano dove erano collassati due condomini gemelli, Astra e Udine, costruiti nel 1967. A Gemona ci arrivammo dalla strada alta, piena di massi e crepe sull’asfalto. Sia a Maiano che a Gemona apprezzai la celerità dei soccorsi, erano già pronte molte bare e allestita una tendopoli per gli sfollati. A Venzone erano già presenti volontari intenti per sistemare un muretto di sassi a secco crollato al di fuori delle antiche mura perimetrali. A Osoppo c’era una vastità enorme di macerie e case crollate fatte con sassi e solai di legno. Mi impressionò la sede del Partito Comunista che aveva resistito alla distruzione. Dappertutto c’erano militari, vigili del fuoco, volontari, che cercavano superstiti scavando anche a mani nude, nonostante il susseguirsi delle scosse. Assistetti alle lunghe operazioni per il recupero del piccolo Paolo Fabris, figlio del farmacista, che fortunatamente fu ritrovato in buona salute (il settimanale Epoca gli dedicò la copertina a colori). Vicino a Maiano crollò la trattoria “Da Gardo” durante una cena, ci furono 16 morti. Fotografai anche i dintorni di San Daniele, Castelnovo e Oltrerugo”.</p>
<p>Il reportage fotografico di Aldo Martinuzzi si conclude alle 5 di sera del 7 maggio 1976, dopo 12 ore. Un grande lavoro di valore fotogiornalistico e sentimentale che avrebbe potuto essere venduto a qualche giornale ma che invece, per volontà del suo autore, è rimasto lontano dai riflettori fino ad oggi.</p>
<p>Nato a Udine nel 1946, dopo l’infanzia trascorsa a Gaio di Spilimbergo con la nonna materna, nel 1961 <strong>Aldo Martinuzzi</strong> si trasferisce con i genitori a Milano. Qui inizia a lavorare come apprendista in una azienda di Fotoincisione. Il progresso nel campo delle riproduzioni fotografiche per la stampa lo pone in contatto con altri metodi “litho e rotocalco”. Alla Fotoincisione Sempione di Milano si riproducevano in quel periodo, le più belle immagini sportive per la pubblicazione su riviste specializzate, “Super Sport” e “Calcio e Ciclismo Illustrato” della Gazzetta dello Sport. Scatta in Martinuzzi un vero e proprio amore per la fotografia sportiva. Nel 1972 inizia la sua attività di fotografo “freelance”. Si specializza nel settore degli sport invernali con i reportages alle Coppe del Mondo, Campionati Mondiali e Olimpiadi Invernali. Collabora sino al 1996 con la rivista “Neve Sport” rivista settimanale nel periodo invernale Nel 1980 si avvicina ad altre discipline: ciclismo, calcio, tennis, sci nautico, golf, per cinque anni è il fotografo ufficiale dell’Inter di Trapattoni. Nel 1987 vince il premio fotografico “Diadora”. In collaborazione con il CRAF di Spilimbergo e il compianto Walter Liva, vengono allestite diverse sue mostre fotografiche: 2005, I Volti dello Sport, Lignano Pineta, Sequals, Piancavallo; 2011, Fotografi di Corsa, Spilimbergo, Milano; 2016, Omaggio allo Sport, viale pedonale di Lignano Sabbiadoro; 2018 Fotografi di Corsa, San Vito al Tagliamento. Nel 2025 la Pro Loco “I Due Campanili” di Gaio e Baseglia edita il libro “Aldo Martinuzzi il grande sport fotografato da un Friulano”.</p>
<h3>Orari</h3>
<p><strong>ALDO MARTINUZZI &#8211; CHÊ MATINE</strong></p>
<p><strong>Spilimbergo, Palazzo La Loggia</strong></p>
<p><strong>dal 28 marzo al 7 giugno 2026</strong></p>
<p>orario visite: 10.00-13.00 e 15.00-17.30 tutti i giorni</p>
<p>chiuso lunedì (tutto il giorno) e giovedì pomeriggio</p>
<p>ingresso libero</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&#038;title=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/che-matine-il-terremoto-in-fotografia/" data-a2a-title="Chê Matine: il terremoto in fotografia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/che-matine-il-terremoto-in-fotografia/">Chê Matine: il terremoto in fotografia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-22</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-lato-bello-e-utile-del-rifiuto-a-trieste/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=72605</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="762" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/SCART-robot-web-45.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="SCART robot web 45" loading="lazy" title="Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste 92"> Al Salone degli Incanti la mostra che racconta come lo scarto possa trasformarsi in bellezza e l’arte possa immaginare un futuro più sostenibile]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fino al 3 maggio</strong> 2026, il <strong>Salone degli Incanti di Trieste</strong> ospiterà <strong><em>SCART – Il lato bello e utile del rifiuto</em></strong>, una mostra che celebra l’arte del riuso e la bellezza nascosta nei materiali di scarto.</p>
<p>Il progetto <em>SCART</em> è un’iniziativa di <em>Waste Art </em>che rappresenta da quasi trent’anni uno dei percorsi più significativi con cui il Gruppo Hera interpreta e comunica il valore dell’economia circolare.</p>
<p>Le opere <em>SCART</em> non sono semplici installazioni artistiche: sono strumenti culturali capaci di rendere accessibili temi come la gestione responsabile delle risorse e il ruolo dei comportamenti individuali nella transizione ecologica.</p>
<p>L’arte diventa così un veicolo immediato ed efficace per coinvolgere il pubblico, stimolando una riflessione sul valore intrinseco della materia e sulla necessità di ripensare il modello lineare di consumo.</p>
<p>Lo spazio espositivo all’interno dell’iconico Salone degli Incanti, affacciato direttamente sul mare nel cuore della città, diventa teatro ideale di un percorso immersivo tra arte, moda sostenibile e responsabilità ambientale. Nato nel 1913 come antica Pescheria Centrale, oggi l’edificio conserva il fascino dell’architettura originaria unito a una vocazione contemporanea per l’arte e gli eventi culturali.</p>
<p>«Ritengo che <em>SCART</em> non sia solo una mostra, ma un manifesto che rispecchia precisamente la linea di governo, dando forma e colore a una delle sfide più cruciali del nostro tempo: la transizione verso un’economia circolare reale e tangibile – ha sottolineato il promotore dell’iniziativa, l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, <strong>Fabio Scoccimarro</strong> –. Spesso, come istituzioni, parliamo di sostenibilità attraverso normative e obiettivi tecnici. Tuttavia, l&#8217;arte possiede la forza unica di rendere immediato ciò che a volte appare complesso. Visitando questo percorso, che unisce moda sostenibile e meccanica “artistica”, il messaggio arriva forte e chiaro: il rifiuto non è la fine di un oggetto, ma l’inizio di una nuova storia. Guardare al futuro significa cambiare prospettiva. Questa mostra ci insegna che la difesa dell’ambiente non è un vincolo, ma un’opportunità di sviluppo e creatività. Ringrazio i partner e gli artisti per averci offerto questa visione: trasformare lo scarto in arte è il primo passo per trasformare la nostra società».</p>
<p>«Con <em>SCART</em> – ha dichiarato l’amministratore delegato di AcegasApsAmga, <strong>Carlo Andriolo</strong> – portiamo a Trieste un progetto artistico di grande forza, capace di raccontare in modo unico i temi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. Come gestore dei servizi di Trieste, lavoriamo ogni giorno al fianco della città, consapevoli di quanto sia importante affiancare al lavoro operativo anche percorsi di sensibilizzazione e coinvolgimento delle persone. Iniziative come questa, organizzate in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste, contribuiscono a rendere più concreti e accessibili temi che riguardano il futuro delle nostre comunità».</p>
<p>«<em>SCART</em> – ha commentato <strong>Maurizio Giani</strong>, direttore marketing di Herambiente e curatore della mostra – è il laboratorio artistico permanente del Gruppo Hera: attraverso collaborazioni con istituzioni, accademie, scuole e aziende, il progetto promuove un immaginario condiviso orientato alla circolarità e conferma la capacità della multiutility di integrare visione industriale e sviluppo sostenibile. Anche la collaborazione con Automobili Lamborghini testimonia come la rigenerazione dei materiali possa creare valore attraverso la potenza espressiva del design, della tecnologia e della creatività. La mostra di Trieste intende valorizzare questa esperienza, raccontando in modo immediato ed evocativo la centralità del riuso nella costruzione di un futuro più responsabile. Un futuro che Hera intende realizzare insieme ai territori e alle persone che lo abitano».</p>
<p>La mostra <em>Il lato bello e utile del rifiuto</em>, curata da Maurizio Giani, si articola in due sezioni principali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Moda sostenibile</h3>
<p>Una collezione di <strong>28 abiti e costumi di scena</strong> realizzati interamente con materiali di recupero, esposti su manichini allestiti ad arte.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-72606" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/SCART-abito-3.jpg" alt="SCART abito 3" width="800" height="533" title="Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste 93" /></p>
<p>Ogni capo è un pezzo unico che celebra l’immaginazione e la capacità di trasformare lo scarto in bellezza: dall’abito che nasce dalla sovrapposizione di guanti da lavoro difettosi al <em>mini dress</em> realizzato con i numeri in legno della tombola provenienti da un’azienda che produce giochi da tavolo; dall’abito confezionato con un intreccio di nastri segnaletici per cantieri edili a quello ricavato da camere d’aria di penumatici dismessi, fino all’abito creato con scarti di produzione di materassi o con il recupero di bottiglie in plastica e imballaggi industriali.</p>
<p>A completare la sezione, 16 fotografie firmate da <strong>Andrea Varani</strong>, che ritraggono modelle che indossano le creazioni <em>SCART</em>.</p>
<h3>Super Robot SCART e Lamborghini</h3>
<p>Sei paladini dell’ambiente – sculture alte 450 cm realizzate con materiali di scarto provenienti dalle linee produttive di Automobili Lamborghini.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-72607" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/SCART-robot-web-112.jpg" alt="SCART robot web 112" width="800" height="533" title="Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste 94" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sezione include anche 12 pannelli con illustrazioni del fumettista <strong>Giuseppe Camuncoli</strong> che ha curato insieme a <strong>Giacomo Gheduzzi</strong> il <em>character design</em> dei robot, mentre la loro realizzazione è il risultato del lavoro congiunto degli studenti delle Accademie di Belle Arti di Firenze, Ravenna e del POLI.design – Politecnico di Milano.</p>
<p>Completano il percorso 10 pannelli con immagini degli artisti <em>SCART</em> all’opera, testimonianza visiva di un processo creativo originale ed unico.</p>
<p>La mostra <em>SCART</em> propone un dialogo virtuoso tra industria e arte, tra sostenibilità e creatività, dove il rifiuto non è la fine, ma l’inizio di una nuova storia.</p>
<p><em>Francesca Sarmignan</em></p>
<h3>Informazioni</h3>
<ul>
<li>Date: 13 marzo &#8211; 3 maggio 2026</li>
<li>Luogo: Salone degli Incanti, Riva Nazario Sauro, 1 &#8211; Trieste</li>
<li>Curatore: Maurizio Giani</li>
<li>Orari: da martedì a venerdì ore 10-18. Sabato, domenica e festivi ore 10-19.</li>
<li>Ingresso libero</li>
</ul>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-lato-bello-e-utile-del-rifiuto-a-trieste%2F&amp;linkname=Il%20lato%20bello%20e%20utile%20del%20rifiuto%20a%20Trieste" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-lato-bello-e-utile-del-rifiuto-a-trieste%2F&amp;linkname=Il%20lato%20bello%20e%20utile%20del%20rifiuto%20a%20Trieste" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-lato-bello-e-utile-del-rifiuto-a-trieste%2F&amp;linkname=Il%20lato%20bello%20e%20utile%20del%20rifiuto%20a%20Trieste" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-lato-bello-e-utile-del-rifiuto-a-trieste%2F&amp;linkname=Il%20lato%20bello%20e%20utile%20del%20rifiuto%20a%20Trieste" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-lato-bello-e-utile-del-rifiuto-a-trieste%2F&amp;linkname=Il%20lato%20bello%20e%20utile%20del%20rifiuto%20a%20Trieste" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-lato-bello-e-utile-del-rifiuto-a-trieste%2F&#038;title=Il%20lato%20bello%20e%20utile%20del%20rifiuto%20a%20Trieste" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/il-lato-bello-e-utile-del-rifiuto-a-trieste/" data-a2a-title="Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/SCART-robot-web-45.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-lato-bello-e-utile-del-rifiuto-a-trieste/">Il lato bello e utile del rifiuto a Trieste</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-22</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Tra realtà, visioni ed emozioni</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/tra-realta-visioni-ed-emozioni/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=73057</guid>

        <description><![CDATA[<img width="800" height="1014" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Mostra-Roberto-Francomano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mostra Roberto Francomano" loading="lazy" title="Tra realtà, visioni ed emozioni 95"> A Monfalcone la mostra fotografica di Roberto Francomano. Dal reportage al rapporto tra uomo e natura]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Mostra fotografica &#8220;<strong><em>Tra realtà, visioni ed emozioni</em></strong>&#8221; di <strong>Roberto Francomano</strong>. L&#8217;esposizione sarà ospitata presso la Sala Espositiva &#8220;Conte Eugenio Valentinis&#8221; della <strong>Società Monfalconese di Mutuo Soccorso</strong> (via Barbarigo 26).</p>
<p>L’inaugurazione si terrà venerdì 17 aprile alle ore 18, arricchita da una proiezione fotografica curata dall&#8217;autore stesso. La mostra resterà <strong>aperta al pubblico fino all&#8217;8 maggio</strong>.</p>
<p>Un viaggio visivo tra suggestioni e realtà da non perdere. Roberto Francomano nasce a Monfalcone nel 1957 e intraprende il suo cammino nel mondo della fotografia appena ventenne.</p>
<p>La sua ricerca si è sviluppata negli anni attorno a una profonda sensibilità per il reportage, inteso non solo come documentazione di viaggio, ma come indagine critica su tematiche sociali urgenti: dalle realtà umane in via di estinzione ai mutamenti ambientali, fino alla durezza degli ambiti lavorativi più complessi.</p>
<p>Il cuore della sua poetica risiede nel fascino per l’uomo e la natura, con una particolare attenzione all&#8217;azione silenziosa e inesorabile del tempo sulla materia. Questa capacità di leggere le trasformazioni del reale gli è valsa, nel 2005, il primo premio alla X edizione dell&#8217;Internazionale di Fotografia di Pieve di Soligo.</p>
<p>Il successo ottenuto con la serie “<em>Dal camion</em>” ha segnato l’esordio della sua produzione bibliografica.</p>
<p>Negli anni successivi, la sua carriera è stata scandita da importanti collaborazioni e pubblicazioni di rilievo territoriale e nazionale.</p>
<p>Nel 2007 è stato selezionato dal CRAF per “FVG_2007”, mentre nel 2008 ha rivolto lo sguardo alle sue radici con “<em>Tra il muro e il mare</em>”, dedicato al cantiere navale di Monfalcone.</p>
<p>Il suo impegno civile è proseguito con il contributo a “<em>ASBESTOS reportage amianto FVG</em>” (2010), di proprietà del CCM Ecomuseo, e l’approfondimento storico-urbanistico ne “<em>La città murata di Monfalcone</em>” (2011).</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ftra-realta-visioni-ed-emozioni%2F&amp;linkname=Tra%20realt%C3%A0%2C%20visioni%20ed%20emozioni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ftra-realta-visioni-ed-emozioni%2F&amp;linkname=Tra%20realt%C3%A0%2C%20visioni%20ed%20emozioni" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ftra-realta-visioni-ed-emozioni%2F&amp;linkname=Tra%20realt%C3%A0%2C%20visioni%20ed%20emozioni" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ftra-realta-visioni-ed-emozioni%2F&amp;linkname=Tra%20realt%C3%A0%2C%20visioni%20ed%20emozioni" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ftra-realta-visioni-ed-emozioni%2F&amp;linkname=Tra%20realt%C3%A0%2C%20visioni%20ed%20emozioni" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ftra-realta-visioni-ed-emozioni%2F&#038;title=Tra%20realt%C3%A0%2C%20visioni%20ed%20emozioni" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/tra-realta-visioni-ed-emozioni/" data-a2a-title="Tra realtà, visioni ed emozioni"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Mostra-Roberto-Francomano.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/tra-realta-visioni-ed-emozioni/">Tra realtà, visioni ed emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-22</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Stomp</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/stomp/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=73296</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="811" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/STOMP-tour-Paris-2022-24.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="STOMP tour Paris 2022 24" loading="lazy" title="Stomp 96"> Energia in movimento, ritmo, fisicità, ironia, seduzione: a Trieste un appuntamento internazionale con performers di livello assoluto]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Ritorna al Politeama Rossetti STOMP: <strong>dal 22 al 26 aprile</strong> il capolavoro di Luke Cresswell e Steve McNicholas, ritorna ed ogni volta per il pubblico è una festa indimenticabile, ogni edizione lascia emozioni e ricordi nuovi.</p>
<p><strong><em>STOMP</em></strong> è una pietra miliare nella storia dello spettacolo contemporaneo, ma quello che vediamo non è affatto immobile: da quando nel 1991 a Brighton sgorgò dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNicholas, continua ad evolversi, davanti alle platee dei maggiori festival e teatri del mondo, da Broadway a Parigi, a Tokyo, in oltre 40 paesi e con 5 formazioni internazionali fisse e altre in tour.</p>
<p>STOMP è energia in movimento, ritmo fisicità, ironia, seduzione e costantemente si evolve intrecciando i numeri più iconici a quelli che nascono dal rinnovarsi delle ispirazioni: il traffico degli aeroporti, lo smarrimento dei bagagli… tutto accende la fantasia di STOMP!</p>
<p>A Trieste la platea si infervorerà con i brani che hanno fatto la storia del gruppo: il “concerto” dei bidoni della spazzatura, quello sottile e raffinato delle scope e nel contempo ne scoprirà di nuovi. Ecco allora comparire in scena e trasformarsi in coreografia scambi, smarrimenti e “lanci” di valigie ispirati dai costanti viaggi e passaggi aereoportuali dei performer oppure la danza di oggetti volanti, ispirata al cinema.</p>
<p>STOMP rinuncia alla trama, alle parole, ai personaggi per mettere in scena il suono del nostro tempo, traducendo in una sinfonia intensa e ritmica i rumori della civiltà urbana contemporanea.</p>
<p>E il “rumore” quotidiano diviene allora musica, gli oggetti più banali e volgari delle nostre vite, assurgono al ruolo di strumenti musicali: gli incredibili ballerini-percussionisti-attori-acrobati estraggono musica da spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, spazzoloni e creano un “delirio” artistico metropolitano magnetico, ironico, anche poetico.</p>
<p>STOMP è trasgressione heavy metal e satira antinquinamento, la sensualità del flamenco e la precisione del tip tap, è comunicazione diretta, forte, è lo spettacolo che più incarna il ritmo del Duemila e permette al pubblico di guardare il mondo contemporaneo con positività, fantasia ed energia.</p>
<p>La sera della prima, allo spettacolo seguirà &#8211; nella sala del Politeama &#8211; un after party con dj-set a cui avranno accesso i possessori di biglietto per lo spettacolo e gli abbonati.</p>
<h3>Orari</h3>
<p><strong>STOMP</strong> va in scena il 22, 23 e 24 aprile, il 25 aprile sia alle ore 16 che alle 20.30 e il 26 aprile alle 18, alla Sala Assicurazioni Generali.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fstomp%2F&amp;linkname=Stomp" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fstomp%2F&amp;linkname=Stomp" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fstomp%2F&amp;linkname=Stomp" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fstomp%2F&amp;linkname=Stomp" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fstomp%2F&amp;linkname=Stomp" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fstomp%2F&#038;title=Stomp" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/stomp/" data-a2a-title="Stomp"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/STOMP-tour-Paris-2022-24.jpeg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/stomp/">Stomp</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-25</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
                <mec:location>Politeama Rossetti, Trieste</mec:location>
        
        
                <mec:category>classic art</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Giro del mondo in 80 fotografie</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/giro-del-mondo-in-80-fotografie/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=72687</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="1067" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Gianni-Pignat-Madagascar-1989.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gianni Pignat Madagascar 1989" loading="lazy" title="Giro del mondo in 80 fotografie 97"> A Pordenone la mostra con gli scatti di Gianni Pignat: un tour straordinario a ogni latitudine del pianeta]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Gianni Pignat, Madagascar 1989</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400">Inaugurata alla<strong> Galleria Sagittaria di Pordenone </strong>la mostra  <strong>&#8220;<em>Gianni Pignat. Giro del mondo in 80 fotografie</em>&#8220;</strong>, curata dal critico d&#8217;arte <strong>Angelo Bertani </strong>e promossa dal<strong> Centro Iniziative Culturali Pordenone. </strong></p>
<p style="font-weight: 400">Un percorso espositivo che guida in un tour straordinario a ogni latitudine del pianeta.Dall’Afghanistan a Beirut, da New York all’Etiopia, dal Bangladesh alla Colombia, da Cuba al Borneo, dalla Russia al Venezuela.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Gianni Pignat, noto fotografo di viaggio, </strong>ha allestito la sua prima camera oscura a 16 anni e da allora ha girato il mondo, privilegiando nei suoi viaggi la frequentazione di popolazioni indigene: <strong>dai pigmei del Camerun alle tribù nomadi tuareg dell’Africa subsahariana, dagli yanomami dell’Amazzonia ai dayaki del Borneo, dai dani della Nuova Guinea agli aborigeni australiani</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400">Popoli dai quali ha appreso molte cose, imparando come muoversi in zone ostili e come attrezzarsi per produrre oggetti e utensili con strumenti molto primitivi.</p>
<p style="font-weight: 400">Spiega il curatore, <strong>Angelo Bertani</strong>: &#8220;Abbiamo voluto che molte delle fotografie esposte in mostra avessero una didascalia articolata, scritta dallo stesso autore, per spiegare il contesto dello scatto: ogni foto è uno spaccato di una realtà, e le rappresentazioni più dure, quelle di contesti di crisi, rappresentano un mutamento determinante o un disequilibrio drammatico. Nelle sequenze esposte si passa dalla Russia postsovietica degli anni ’90 alla solitudine degli anziani a New York, da Beirut semidistrutta dai bombardamenti a un gulag siberiano, da un tragico ossario della Cambogia ai villaggi tra le discariche del Bangladesh. Non mancano le immagini di mitiche mete di esploratori d’altri tempi: la leggendaria <strong>Timbuctu, il Nepal</strong> delle alte quote e dei commercianti nomadi, le iene protettrici di Harar, in Etiopia. Ma la vicinanza umana e l’empatia di Gianni Pignat emergono soprattutto nelle foto dei Dayak del Borneo, degli Yanomami del Venezuela, degli indios colombiani: popolazioni che resistono ancora all’omologazione, grazie anche al loro volontario isolamento. <strong>C’è infine una foto che ci porta a Damasco, all’interno della moschea degli Omayyadi, </strong>all’origine una basilica cristiana, che conserva le spoglie del Saladino e il reliquario con la testa di san Giovanni Battista, ed è frequentata sia dai fedeli dell’Islam che dai cristiani, oltre che dai sufi: nonostante i danneggiamenti durante la recente guerra civile siriana, resta un resiliente monumento al sincretismo e alla tolleranza”.</p>
<p style="font-weight: 400">Aggiunge <strong>Fulvio Dell’Agnese</strong>, presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone, che «la fotografia di Gianni Pignat è realizzata da un occhio fuori dal comune, che riesce a intrattenere simile dialogo di sguardi con un branco di iene maculate al calar della notte in Etiopia e, in una New York dei primi anni Settanta, con un bassottino intirizzito nel gelo climatizzato di un supermarket. È una fotografia che rasenta il fiabesco quando ci racconta di maestose figure di pastori in Afghanistan, o quando in Africa ci porta al cospetto del re di Bamikelè con la sua corte, sospeso in un’atmosfera quasi felliniana. Ma bastano la trama di suture craniche in un ossario, in Cambogia, o gli esili recinti funerari di un’isola-Gulag in Siberia per ricondurre alla crudezza della realtà, trasmettendo il senso della profondità del vivere».</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Gianni Pignat</strong> è nato nel 1952. Dopo la laurea in Architettura, ha conseguito il diploma d’Arte applicata e fotografia presso l’Istituto d’Arte di Udine, dove poi ha insegnato fotografia. Ha allestito la sua prima camera oscura a 16 anni, iniziando a lavorare per i giornali locali e durante il periodo universitario per l’Istituto di storia dell’architettura presso lo IUAV di Venezia, realizzando un censimento delle architetture costruttiviste di Mosca. Fotografo di viaggio, è autore di testo e immagini di cinque libri fotografici: “Gracias por venir a Colombia”, “Herat, Afghanistan”, “Sudan”, “Tuol Sleng, Cambogia”, “Birmania”. Ha svolto una ricerca documentaria e fotografica su Tina Modotti, consultando archivi pubblici e privati in Russia, Spagna, Germania, Messico e Cuba. Ha collaborato alla realizzazione di documentari per la televisione francese: “Une petite pierre”, “Que viva Tina” e “Goli Otok”. Diverse sue opere grafiche e fotografiche sono state utilizzate per copertine di libri e manifesti.</p>
<h3>Orario</h3>
<p>Fino al 9 maggio, da lunedì al sabato, ore 9-19. Ingresso libero.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgiro-del-mondo-in-80-fotografie%2F&amp;linkname=Giro%20del%20mondo%20in%2080%20fotografie" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgiro-del-mondo-in-80-fotografie%2F&amp;linkname=Giro%20del%20mondo%20in%2080%20fotografie" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgiro-del-mondo-in-80-fotografie%2F&amp;linkname=Giro%20del%20mondo%20in%2080%20fotografie" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgiro-del-mondo-in-80-fotografie%2F&amp;linkname=Giro%20del%20mondo%20in%2080%20fotografie" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgiro-del-mondo-in-80-fotografie%2F&amp;linkname=Giro%20del%20mondo%20in%2080%20fotografie" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fgiro-del-mondo-in-80-fotografie%2F&#038;title=Giro%20del%20mondo%20in%2080%20fotografie" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/giro-del-mondo-in-80-fotografie/" data-a2a-title="Giro del mondo in 80 fotografie"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Gianni-Pignat-Madagascar-1989.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/giro-del-mondo-in-80-fotografie/">Giro del mondo in 80 fotografie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour>09:00</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-22</mec:endDate>
                <mec:endHour>19:00</mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Mario Magajna e la Trieste del Cinema</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/mario-magajna-e-la-trieste-del-cinema/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=72962</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="752" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/OZE-NSK-Trst-Mario_Maganja_1961_03895_24.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="OZE NSK Trst Mario Maganja 1961 03895 24" loading="lazy" title="Mario Magajna e la Trieste del Cinema 98"> Una mostra fotografica con gli scatti dello storico fotoreporter del «Primorski dnevnik». Con ritratti di Claudia Cardinale, Silvana Mangano, Rosanna Schiaffino]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>OZE NŠK Trst Mario Maganja</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione Casa del Cinema di Trieste, in collaborazione con Alpe Adria Cinema &#8211; Trieste Film Festival, presenta &#8220;<strong><em>Mario Magajna e la Trieste del Cinema</em></strong>&#8220;, una mostra fotografica che inaugura martedì 14 aprile alle ore 18.00 nell&#8217;atrio di Casa del Cinema, in piazza Duca degli Abruzzi 3 a Trieste.</p>
<p>La mostra, ad <strong>ingresso libero</strong>, sarà visitabile <strong>dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 fino al 31 maggio</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;immenso archivio di Mario Magajna (1916–2007), storico fotoreporter del «<em>Primorski dnevnik</em>», quotidiano degli sloveni in Italia, si conserva anche un nucleo di circa cento fotografie dedicate al cinema &#8220;fatto&#8221; a Trieste.</p>
<p>I ritratti di Claudia Cardinale, Silvana Mangano, Rosanna Schiaffino, ma anche di Liana Orfei e Maria Schell, raccontano il talento del fotografo e il fascino delle dive del cinema di passaggio a Trieste.</p>
<p>La mostra ripercorre i set realizzati in città e nei dintorni tra il 1957 e i primi anni Ottanta, oltre a vere e proprie &#8220;sequenze&#8221; fotografiche, come quelle scattate durante le riprese di Vlak bez voznog reda di Veljko Bulajić (1959) o Senilità di Mauro Bolognini (1962).</p>
<p>Tra immagini di documentazione e scatti di backstage di film celebri e di pellicole oggi dimenticate, prende forma un vero racconto per immagini, accompagnato da stralci della stampa dell&#8217;epoca.</p>
<p>La serata inaugurale del 14 aprile prende avvio alle ore 18.00 con l&#8217;apertura della mostra nell&#8217;atrio di Casa del Cinema, a cui seguirà un aperitivo offerto al bar del Teatro Miela.</p>
<p>La serata prosegue poi con due proiezioni ad ingresso libero di film i cui set furono seguiti da Mario Magajna: alle 18.30 sarà presentato Ernesto (1979) di Salvatore Samperi, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Umberto Saba, con Martin Halm e Michele Placido — un film intimo e coraggioso che restituisce sullo schermo la Trieste di inizio Novecento filtrata dalla sensibilità di uno dei più grandi poeti italiani del Novecento.</p>
<p>Alle 20.30 sarà la volta di Senilità (1962) di Mauro Bolognini, liberamente ispirato al capolavoro di Italo Svevo, con Anthony Franciosa, Claudia Cardinale, Betsy Blair e Philippe Leroy: un&#8217;opera che traduce con eleganza e malinconia il mondo borghese e tormentato di Emilio Brentani, figura emblematica della letteratura triestina.</p>
<p>Due titoli raramente visibili al cinema per riscoprire sul grande schermo il rapporto tra la grande letteratura triestina e il cinema italiano.</p>
<p>La mostra è accompagnata da due appuntamenti aperti al pubblico. Venerdì 17 aprile alle ore 17.00 è in programma una passeggiata cinematografica con Elisa Grando, un percorso alla scoperta dei luoghi triestini legati al cinema.</p>
<p>Venerdì 8 maggio alle ore 18.00 Massimiliano Schiozzi condurrà invece una visita guidata all&#8217;interno della mostra. Entrambi gli eventi sono a ingresso gratuito, ma richiedono la prenotazione all&#8217;indirizzo <a href="mailto:segreteria@casadelcinematrieste.it">segreteria@casadelcinematrieste.it</a>.</p>
<p>Mario Magajna, nato a Santa Croce, si trasferì a Trieste già da bambino, dove frequentò la scuola media inferiore. A 14 anni prese in prestito dalla vicina una macchina fotografica e iniziò così a scoprire i segreti della fotografia.</p>
<p>Terminata la scuola, trovò impiego in un negozio di materiale fotografico a Trieste e con i primi guadagni si comprò una macchina fotografica di migliore qualità. Durante la guerra approfondì le sue conoscenze nel campo presso l&#8217;ospedale principale di Trieste, dove sviluppava lastre radiografiche e fotografava interventi chirurgici.</p>
<p>Nel 1945 fotografò l&#8217;arrivo dell&#8217;esercito jugoslavo a Trieste. Nello stesso anno iniziò la collaborazione con il «Primorski dnevnik», che proseguì anche dopo il pensionamento fino al 1993.</p>
<p>Il Fondo Primorski dnevnik, che raccoglie le fotografie di Mario Magajna, è conservato presso la Sezione di storia della Biblioteca Nazionale e degli Studi di Trieste e conta circa 300.000 scatti.</p>
<p>Con il suo lavoro ha creato una testimonianza documentata dei cambiamenti storici e culturali del nostro territorio e della vita degli sloveni in Italia dal dopoguerra fino alla metà degli anni &#8217;90 del secolo scorso. Fu un uomo di dialogo nel turbolento panorama politico ed etnico locale, elemento di collegamento tra le diverse correnti ideologiche della comunità e tra la popolazione slovena e quella italiana.</p>
<p>Magajna si dedicò alla fotografia d&#8217;informazione, ma sapeva cogliere con il suo obiettivo anche la natura in tutte le stagioni e l&#8217;espressività dell&#8217;uomo nei diversi momenti della vita.</p>
<p>Ritrasse il mondo urbano e rurale, documentò eventi sportivi e culturali, oltre a immortalare personalità di rilievo provenienti dagli ambienti politici, culturali e cinematografici. La sua fotografia è stata presentata in pubblicazioni monografiche e antologiche e in mostre a Trieste, a Lubiana, in Austria e in Australia. Per il suo lavoro, Magajna ha ricevuto numerosi premi.</p>
<p>La mostra, ideata da Massimiliano Schiozzi e Cristina Sain, è a cura di Casa del Cinema di Trieste e di Alpe Adria Cinema &#8211; Trieste Film Festival, in collaborazione con Cizerouno e Narodna in študijska knjižnica – Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi ETS, che conserva l&#8217;archivio Magajna. La mostra è realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed è una nuova presentazione della mostra Sirene immaginarie. Dive e cinema nelle foto di Mario Magajna, ideata da Massimiliano Schiozzi e curata assieme a Cristina Sain per il 28° Trieste Film Festival.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmario-magajna-e-la-trieste-del-cinema%2F&amp;linkname=Mario%20Magajna%20e%20la%20Trieste%20del%20Cinema" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmario-magajna-e-la-trieste-del-cinema%2F&amp;linkname=Mario%20Magajna%20e%20la%20Trieste%20del%20Cinema" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmario-magajna-e-la-trieste-del-cinema%2F&amp;linkname=Mario%20Magajna%20e%20la%20Trieste%20del%20Cinema" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmario-magajna-e-la-trieste-del-cinema%2F&amp;linkname=Mario%20Magajna%20e%20la%20Trieste%20del%20Cinema" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmario-magajna-e-la-trieste-del-cinema%2F&amp;linkname=Mario%20Magajna%20e%20la%20Trieste%20del%20Cinema" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fmario-magajna-e-la-trieste-del-cinema%2F&#038;title=Mario%20Magajna%20e%20la%20Trieste%20del%20Cinema" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/mario-magajna-e-la-trieste-del-cinema/" data-a2a-title="Mario Magajna e la Trieste del Cinema"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/OZE-NSK-Trst-Mario_Maganja_1961_03895_24.jpeg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/mario-magajna-e-la-trieste-del-cinema/">Mario Magajna e la Trieste del Cinema</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-04-22</mec:startDate>
                <mec:startHour>09:00</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-04-22</mec:endDate>
                <mec:endHour>17:00</mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
    
</channel>
</rss>