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	<title>Il maltempo sposta ancora la Festa del gusto in Carnia &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>Il maltempo sposta ancora la Festa del gusto in Carnia &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Le chiese del Friuli prima del sisma</title>
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        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="945" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="chiese votive" loading="lazy" title="Le chiese del Friuli prima del sisma 75"> Una mostra raccoglie lo fotografie scattate da don Giuseppe Marchetti negli anni '60: una straordinaria opera di documentazione]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Fondo Fotografico Giuseppe Marchetti &#8211; Società Filologica Friulana, Udine</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di <strong>don Giuseppe Marchetti</strong> (1902-1966), la Società Filologica Friulana ricorda infatti la figura del sacerdote, intellettuale e friulanista con un’iniziativa nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana.</p>
<p><strong>Venerdì 8 maggio</strong> (il giorno in cui Marchetti morì 60 anni fa), alle 17 nel salone d’onore “Guglielmo Pelizzo” di Palazzo Mantica di Via Manin 18 a Udine,  si svolgerà l’incontro “<em>La vôs de Patrie: pre Josef Marchet 60 agns dapò</em>” con l’intervento di Walter Tomada e Carlo Venuti.</p>
<p>Tra i contributi più originali di Marchetti alla cultura friulana spicca il progetto, avviato nei primi anni Sessanta e interrotto dalla sua morte nel 1966, di una ricognizione sistematica delle chiesette votive del Friuli storico.</p>
<p>L’opera, raccolta nel volume postumo curato da <strong>Gian Carlo Menis <em>Le chiesette votive del Friuli</em></strong>, fu pubblicato dalla Società Filologica Friulana (1972).</p>
<p>Da quel volume nasce ora la mostra fotografica “<strong><em>Lis gleseutis di pre Josef Marchet</em></strong>” nello spazio espositivo della “Cjanive de Filologjiche”, che sarà inaugurata sempre l’8 maggio a Palazzo Mantica dopo il sopracitato incontro.</p>
<p>Alla base dell’esposizione &#8211; curata da <strong>Raffaella Canci</strong> e <strong>Stefano Perulli</strong> &#8211; il Fondo Marchetti, composto da più di 350 fotografie, 300 disegni e 32 chine, conservato negli archivi della Società Filologica ed è oggetto di un progetto di digitalizzazione e catalogazione.</p>
<p>Una guida preziosa per riscoprire le chiesette votive del Friuli, un patrimonio in parte perduto, in parte trasformato, ma ancora capace di raccontare la storia friulana.</p>
<p>L’<strong>esposizione rimarrà aperta fino al 12 giugno</strong> (orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. In occasione di Vicino/Lontano e della Notte dei Lettori, la mostra rimarrà aperta anche sabato 9 e domenica 10 maggio e sabato 6 e domenica 7 giugno). Mostra con il sostegno della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il patrocinio di Arcidiocesi di Udine, Arcidiocesi di Gorizia, Diocesi di Concordia Pordenone e in collaborazione con il CRAF.</p>
<p>Concluderà la giornata, alle 19, la celebrazione di una messa di suffragio all’Oratorio delle Purità, celebrata da <strong>mons. Luciano Nobile</strong>.</p>
<p>Il lavoro di Marchetti rappresenta ancora oggi una documentazione di straordinaria ampiezza e valore, capace di restituire dignità a un patrimonio fino ad allora marginale negli studi.</p>
<p>Infatti, in un contesto storico e culturale in cui l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente all’architettura monumentale, Marchetti intuì l’importanza delle piccole costruzioni devozionali: edifici nati per voto, in risposta a pestilenze, guerre o calamità, oppure per iniziativa privata.</p>
<p>Queste chiesette, realizzate da maestranze locali con tecniche spontanee, sono espressione di una religiosità popolare stratificata e profondamente radicata nel territorio.</p>
<p>La ricerca, pubblicata inizialmente sulla rivista «<em>Sot la Nape</em>», suscitò un interesse inatteso e contribuì a inaugurare una nuova sensibilità verso l’architettura minore.</p>
<p>Marchetti ampliò così il progetto in un censimento esteso, arrivando a documentare oltre ottocento edifici distribuiti tra Carnia, pianura friulana e area concordiese distinguendo le chiesette votive da edicole, ancone e cesioi, la tipica piccola costruzione sacra della Destra Tagliamento, affrontando con scrupolo anche i casi incerti.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;title=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/le-chiese-del-friuli-prima-del-sisma/" data-a2a-title="Le chiese del Friuli prima del sisma"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/le-chiese-del-friuli-prima-del-sisma/">Le chiese del Friuli prima del sisma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Luci del silenzio</title>
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        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="973" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="silenzio" loading="lazy" title="Luci del silenzio 76"> A Monfalcone la mostra pittorica di Fabiana Biasioli: opere esposte fino al 20 giugno]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Verrà inaugurata venerdì 29 maggio 2026, alle 18, presso la Società Monfalconese di Mutuo Soccorso (via Barbarigo 26), &#8220;<em>Luci del silenzio</em>&#8220;, la mostra pittorica di <strong>Fabiana Biasioli</strong>.</p>
<p>Per l’artista si tratta della seconda mostra personale dopo &#8220;<em>La musica dei colori</em>&#8221; tenuta nella stessa Sala Eugenio Valentinis nel 2022.</p>
<p>Le opere rimarranno in esposizione <strong>fino al 20 giugno 2026</strong>.</p>
<p>Biasioli, monfalconese classe 1964, vanta una carriera radicata nella sperimentazione materica e nell&#8217;evoluzione stilistica, passata dall&#8217;artigianato artistico alle mostre collettive e personali.</p>
<p>La sua formazione unisce gli studi scolastici a un percorso da autodidatta. In particolare, il lavoro con il professor De Luca le ha permesso di esprimere la propria interiorità attraverso immagini oniriche e cromatiche.</p>
<p>Le tecniche spaziano tra acrilico, acquerello, pastelli e matite su tela o cartoncino, variando in base al messaggio.</p>
<p>Le sue opere, calde e avvolgenti, traspongono stati d&#8217;animo e concetti di rinascita, prediligendo volti femminili, natura ed elementi floreali.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
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		<title>Il sogno e il racconto</title>
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        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="906" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valentinuzzi Monfalcone 3 giugno 2026" loading="lazy" title="Il sogno e il racconto 77"> A Monfalcone la mostra personale che ripercorre il cammino artistico di Diego Valentinuzzi]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 3 al 29 giugno l’Atrio del Municipio di Monfalcone ospiterà la mostra personale di <strong>Diego Valentinuzzi</strong>, dal titolo <strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong>, un percorso espositivo dedicato a uno degli artisti monfalconesi più versatili, capace di attraversare linguaggi, suggestioni e riferimenti differenti, dalla pop art al classicismo, dal simbolismo alla dimensione onirica.</p>
<p>La personale rappresenta un’occasione per ripercorrere il lungo cammino artistico di Valentinuzzi, nato a Monfalcone nel 1953, formatosi all’Istituto Superiore di Stato per l’Artigianato e protagonista, nel corso della sua carriera, di numerose esperienze espositive e collaborazioni artistiche.</p>
<p>Dopo il periodo romano degli anni Settanta, durante il quale entra in contatto con diversi ambienti artistici della Capitale, Valentinuzzi ha sviluppato un linguaggio personale e riconoscibile, nel quale convivono memoria, immaginazione, elementi classici, riferimenti alla cultura contemporanea e una forte componente narrativa.</p>
<p>Nelle sue opere realtà e fantasia si intrecciano in composizioni che invitano lo spettatore ad andare oltre l’apparenza del visibile.</p>
<p>Il sogno, l’inconscio, il simbolo e la contaminazione tra stili diventano strumenti attraverso cui l’artista costruisce mondi sospesi, poetici ed enigmatici, capaci di aprire un dialogo tra interiorità e immagine.</p>
<p><strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong> sarà visitabile nell’Atrio del Municipio di Monfalcone, in Piazza della Repubblica 8, <strong>dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12</strong> e <strong>il lunedì e mercoledì anche dalle 15.30 alle 17.30</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;title=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/" data-a2a-title="Il sogno e il racconto"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/">Il sogno e il racconto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Torna il Festival del Giornalismo di Leali delle Notizie</title>
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        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="794" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/gruppo-inauguazione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gruppo inauguazione" loading="lazy" title="Torna il Festival del Giornalismo di Leali delle Notizie 78"> A Ronchi dei Legionari la XII edizione: apertura e chiusura nel segno dei premi, in memoria di Cristina Visintini e Daphne Caruana Galizia]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;inaugurazione dell&#8217;edizione 2025 del Festival del Giornalismo</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’associazione culturale <strong>Leali delle Notizie</strong> si prepara a dare vita alla <strong>XII edizione del Festival del Giornalismo </strong>che, <strong>dal 9 al 14 giugno</strong>, trasformerà per una settimana <strong>Ronchi dei Legionari </strong>nella capitale del giornalismo, grazie a un calendario ricco di ospiti e appuntamenti che, come da tradizione, non seguirà un unico filo conduttore, ma spazierà tra i principali temi di attualità, senza dimenticare le occasioni per ripercorrere importanti pagine di storia.</p>
<p><a href="https://lealidellenotizie.it/festival-del-giornalismo-ronchi-dei-legionari/programma-2026/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline">QUI IL PROGRAMMA COMPLETO</span></a></p>
<p>Leali delle Notizie ha lavorato a lungo per portare ancora una volta sul territorio una manifestazione culturale di qualità: nel calendario ci saranno <strong>quattro mostre, quattro spettacoli e 55 panel</strong>, tra incontri, masterclass e presentazioni editoriali e video, che vedranno salire sul palco 175 ospiti.</p>
<p>Tra le principali novità, c’è un importante cambio di location: il cuore del Festival si sposta <strong>nel Parco Excelsior di via Roma</strong>, dove gli ospiti ritroveranno il palatenda, lo spazio autori e i vari stand che animeranno la manifestazione.</p>
<p>Sotto la lente d&#8217;ingrandimento ci sarà, naturalmente, l&#8217;informazione, analizzata da diverse angolazioni per comporre una visione a 360 gradi, spaziando dall’intelligenza artificiale al racconto dei conflitti, dalle inchieste alla cronaca giudiziaria, senza dimenticare sfide e problemi, dalle querele alla libertà di stampa sempre più a rischio.</p>
<p>Non mancheranno le pagine di attualità internazionale (dal Medioriente agli Stati Uniti, passando per Russia, Europa, Cina e India, ma anche per l’Africa e i Balcani), la politica nazionale e le principali vicende che hanno catturato l’attenzione del pubblico, senza trascurare importanti anniversari, a partire dai <strong>50 anni del</strong> <strong>terremoto del Friuli</strong>, che sarà al centro di diversi appuntamenti, ma anche <strong>gli 800 anni di</strong> <strong>San Francesco</strong> e i <strong>25 anni dal G8 di Genova</strong>, analizzati anche in relazione alla contemporaneità.</p>
<h3><strong>I PREMI</strong></h3>
<p>Anche l&#8217;edizione 2026 si aprirà e si chiuderà con la consegna di due riconoscimenti: il <strong>9 giugno</strong> si parte con la quinta edizione del <strong>premio Leali Young in memoria di Cristina Visintini</strong>, un&#8217;occasione per ricordare la giornalista e vicepresidente di Leali delle Notizie, scomparsa prematuramente nell’agosto 2021.</p>
<p>Il concorso, dedicato agli aspiranti giornalisti tra i 18 e i 35 anni, chiedeva di riflettere sul <strong>cambiamento climatico</strong>.</p>
<p><strong>Silvia</strong> <strong>Ronco </strong>ha vinto nella categoria articoli, mentre <strong>Maria Selene Clemente</strong> ha conquistato la sezione prodotti multimediali; entrambe, grazie al supporto quinquennale della <strong>Cassa rurale e artigiana del Friuli Venezia Giulia</strong>, che, con questa iniziativa, vuole ricordare Cristina, per anni membro del Cda dell’istituto di Turriaco, riceveranno un premio da 2.500 euro e saranno ospiti durante la settimana del Festival, collaborando con l’ufficio stampa.</p>
<p>Nell’ultima giornata del Festival, domenica 14, si svolgerà la cerimonia di consegna della nona edizione del <strong>premio Leali delle Notizie in Memoria di Daphne Caruana Galizia</strong>, con il quale l’associazione, d’intesa con la famiglia, vuole ricordare la giornalista maltese uccisa in un attentato il 16 ottobre 2017.</p>
<p>Il comitato scientifico quest’anno ha deciso di assegnare il riconoscimento al direttore di <em>Fanpage.it</em>, <strong>Francesco Cancellato</strong>, per esprimere solidarietà e vicinanza al giornalista, vittima del ‘caso Paragon’, sul quale non è stata fatta ancora chiarezza.</p>
<p>Il premio vuole ribadire il concetto che spiare i giornalisti è un attacco al diritto a informare, è vietato dalla legge ed è contrario al principio della libertà di stampa.</p>
<p>L’opera donata al vincitore è stata realizzata dall’artista <strong>Andrea</strong> <strong>Verzegnassi</strong>.</p>
<h3><strong>IL PROGRAMMA</strong></h3>
<p>Non solo temi, ma anche linguaggi espressivi diversi. Accanto agli incontri, ci sarà spazio per quattro esposizioni: si parte da <strong><em>1976, il terremoto</em></strong> che, grazie al <strong>Craf &#8211; Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia</strong> di <strong>Spilimbergo</strong>, permetterà di ricordare i 50 anni dalla scossa che ha cambiato per sempre il Friuli; la mostra è stata inaugurata <strong>sabato 16 maggio</strong> a Gradisca d’Isonzo (Corte D’Aviano di palazzo Torriani).</p>
<p>A Ronchi, invece, si potranno ammirare gli scatti del fotogiornalista <strong>Francesco</strong> <strong>Malavolta </strong>dedicati alle <strong><em>Migrazioni </em></strong>(inaugurazione domenica 24 maggio, all’auditorium Casa della Cultura) e quelli di <strong>Franco Lannino</strong> raccolti nella selezione <strong><em>Sulla strada. Fotoreporter di Sicilia</em> </strong>(vernissage martedì 9 giugno, alle 16, nella sede di Leali delle Notizie), mentre <strong>Manoocher</strong> <strong>Deghati</strong>, grazie alla collaborazione con <em>Dedica Festival</em>, ci farà viaggiare, attraverso le sue immagini, in <strong>Iran</strong> (inaugurazione mercoledì 10 giugno, alle 16.15, a Villa Vicentini Miniussi).</p>
<p>Le mostre saranno visitabili sino al 31 agosto.</p>
<p>Quattro anche gli spettacoli: si va da <strong><em>20 grammi</em></strong>, monologo sulla crisi climatica in collaborazione con il <em>Festival dell’Acqua </em>di Staranzano (sabato 23 maggio alle 21), a <strong><em>Parole d’onore</em></strong> di e con <strong>Attilio</strong> <strong>Bolzoni</strong> e <strong>Marco</strong> <strong>Gambino</strong> mercoledì 10 giugno, sul racconto delle mafie e le testimonianze di chi le ha combattute, passando per <strong><em>Inumana: Cos&#8217;è un uomo senza la libertà</em></strong>, musica e parole per Gaza di e con <strong>Rossella</strong> <strong>Spinosa</strong> (pianista e compositrice) e <strong>Laura Silvia Battaglia</strong> (giornalista) giovedì 11, per terminare con <strong><em>Catastrofico terremoto in Friuli. La prima e le altre scosse nel racconto del Messaggero Veneto</em></strong> di e con <strong>Valerio</strong> <strong>Marchi</strong> (testi, narrazione) e <strong>Paolo</strong> <strong>Forte</strong> (commento musicale), che saranno introdotti da <strong>Paolo Mosaghini </strong>venerdì 12.</p>
<p>Nel calendario non mancheranno le occasioni di riflessione su alcuni dei temi ‘caldi’ dell’attualità, dall’intelligenza artificiale e le sue molteplici ricadute sul racconto della realtà alle fake news, dalla legalità all’evoluzione delle mafie, passando per le carceri e l’accessibilità.</p>
<p>In ambito geopolitico, rifletteremo di Russia e della mancanza di libertà si parlerà anche giovedì 11 giugno con le giornaliste <strong>Marta Allevato</strong> e <strong>Margarita</strong> <strong>Liutova</strong> (soggetta a pressioni nel suo Paese proprio per il suo lavoro) e il professor <strong>Tommaso Piffer</strong>.</p>
<p>Il Festival permetterà anche di analizzare la situazione degli <strong>Usa</strong> (martedì 9), la <strong>GenZ e le proteste dal Marocco al Madagascar, passando per Indonesia e Nepal</strong> (mercoledì 11), l<strong>’Africa al femminile </strong>(giovedì 12), ma anche l’utilizzo sempre più diffuso dei droni nei conflitti (sabato 13 con <strong>Gianluca Di Feo</strong>), il ruolo di <strong>India e Cina</strong> sullo scenario internazionale, i Balcani e il caso <strong>Serbia</strong> e, naturalmente, il <strong>Medio Oriente</strong> (sempre sabato 13).</p>
<p>L’importanza delle parole sarà al centro di due appuntamenti, martedì 9 giugno con Il linguaggio d’odio contro le donne (in collaborazione con <em>GiULiA Giornaliste</em>) e mercoledì 11 con la sociolinguista <strong>Vera Gheno</strong>, mentre sulla comunicazione politica si confronteranno, domenica 14, <strong>Stefano Polli</strong> (vicedirettore Ansa), <strong>Sara</strong> <strong>Monaci</strong> (giornalista Il Sole 24 Ore) e <strong>Brunella</strong> <strong>Bolloli</strong> (caporedattore politica e interni Libero), moderati da <strong>Alessio</strong> <strong>Lasta</strong> (giornalista <em>Lo Stato delle Cose</em> – Rai3).</p>
<p>Il Festival continua a essere un importante momento di formazione: alcuni appuntamenti daranno diritto all’ottenimento di crediti formativi e deontologici da parte dell’Ordine dei Giornalisti. Sarà possibile registrarsi sul sito www.formazionegiornalisti.it o in loco.</p>
<p>“Sono certo – le parole del presidente di Leali delle Notizie, <strong>Luca Perrino</strong> – che anche questa dodicesima edizione piacerà e piaceranno i suoi contenuti. Desiderodire grazie a chi, in questi mesi, ci ha messo il cuore e a chi, nei prossimi giorni, sacrificherà tempo, molto tempo, per fare in modo che tutto fili liscio. Grazie a chi ci sostiene, grazie alle istituzioni, alla Regione, all’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari e a tutte quelle municipalità che ci ospitano, in primis, ma anche agli sponsor, ai partner, ai media, alle realtà locali e non e grazie a chi vuol bene al nostro Festival”.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-09</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-14</mec:endDate>
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                <mec:category>discovery</mec:category>
        
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            <item>
		<title>Peripheral Memories</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/</link>
        
        
        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74702</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="814" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/peripheral1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="peripheral1" loading="lazy" title="Peripheral Memories 79"> A Trieste una mostra tra arte, memoria industriale e territorio nella filiera del legno del Friuli Venezia Giulia]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Una foresta nel cuore della città per raccontare il legame tra arte contemporanea, lavoro, paesaggio e memoria.</p>
<p>Sarà visitabile da <strong>lunedì 8 giugno</strong> fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> di via Giusto Muratti 1 a <strong>Trieste</strong> la mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong>, esito dell&#8217;omonimo progetto di residenze artistiche internazionali promosso dall&#8217;Associazione <strong>IoDeposito ETS</strong>.</p>
<p>La mostra trova casa in una location particolarmente significativa, uno spazio espositivo e interattivo dedicato alla valorizzazione del patrimonio forestale regionale e della cultura del legno, realizzato dal <strong>Cluster Legno Arredo e Sistema Casa FVG</strong> con la Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con <strong>Legno Servizi – Cluster Forestale FVG</strong>.</p>
<p>Nato nel 2020 e sostenuto dalla <strong>Regione </strong>e dalla <strong>Fondazione Carigo</strong>, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> rappresenta una delle progettualità pluriennali più significative sviluppate da <strong>IoDeposito</strong> per creare <strong>relazioni tra artisti internazionali e tessuto produttivo regionale</strong>.</p>
<p>Nel corso degli anni il progetto ha dato vita a oltre venti opere tra installazioni, interventi di land art e lavori multimediali, costruendo un dialogo originale tra memoria industriale, sostenibilità e identità territoriale.</p>
<p>Gli artisti coinvolti vivono infatti un&#8217;esperienza immersiva all&#8217;interno di aziende, aree produttive e contesti naturali, osservando processi, incontrando lavoratori e comunità e trasformando questa esperienza in opere <em>site-specific</em>.</p>
<p>L&#8217;esposizione triestina raccoglie gli <strong>esiti delle più recenti residenze artistiche</strong> e delle ricerche sul campo realizzate da <strong>Marta Azparren, Guido Mitidieri, Nemanja Milenković e Yilin Zhu</strong>, protagonisti di un percorso che attraversa idealmente l&#8217;intera filiera del legno regionale, dalle aree boschive alle lavorazioni industriali.</p>
<p>Al centro della mostra vi è il lavoro della <em>visual artist</em> spagnola <strong>Marta Azparren</strong>, sviluppato durante la residenza presso un&#8217;azienda di arredo di alta gamma di San Giovanni al Natisone. Attraverso l&#8217;osservazione dei gesti ripetitivi della produzione e l&#8217;utilizzo di particolari strumenti applicati ai guanti da lavoro, l&#8217;artista ha trasformato il legno in un archivio materiale della memoria del lavoro umano, restituendo visibilità a movimenti e competenze spesso destinati a rimanere invisibili.</p>
<p>Accanto a questa ricerca trovano spazio il percorso dell&#8217;architetto e artista concettuale <strong>Guido Mitidieri</strong> che esplora il rapporto tra comunità e paesaggio, che avrà il suo sviluppo finale a metà con un’opera di <strong><em>land art</em></strong> <strong>sulle rive dell’Isonzo</strong> in località Sagrado.</p>
<p>Le riflessioni sull&#8217;equilibrio tra uomo e natura dell&#8217;artista serbo <strong>Nemanja Milenković</strong>; e il lavoro della <em>sound artist</em> <strong>Yilin Zhu</strong>, che attraverso <strong>installazioni sonore </strong>generate con l&#8217;intelligenza artificiale rielabora i rumori delle lavorazioni industriali e i suoni del bosco, restituendo una nuova dimensione sensibile al patrimonio immateriale del lavoro.</p>
<p>Attraverso opere materiche, fotografiche, video e sonore, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> propone una riflessione <strong>sul ruolo dell&#8217;essere umano nei processi produttivi contemporanei</strong>, sospesi tra tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica.</p>
<p>Un progetto che guarda alla transizione ecologica non solo come sfida industriale, ma anche culturale, riaffermando il valore della memoria, del gesto e delle relazioni tra persone, imprese e territorio.</p>
<p>La mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> sarà visitabile a ingresso libero fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> a Trieste <strong>dal lunedì al venerdì in orario 10.00-13.00 | 14.00-17.00. L’ingresso è gratuito</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;title=Peripheral%20Memories" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/" data-a2a-title="Peripheral Memories"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/peripheral1.jpeg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/">Peripheral Memories</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-09</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-09</mec:endDate>
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                <mec:category>meeting</mec:category>
        
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            <item>
		<title>Ruota libera</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/ruota-libera/</link>
        
        
        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ascanio Cosma]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74214</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="911" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mostra bici Villa Manin 08" loading="lazy" title="Ruota libera 80"> A Villa Manin oltre 60 modelli d’epoca e contemporanei per un viaggio nella storia della bicicletta]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>(© Stefan Nita)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Curata dal collezionista <strong>Mario Cionfoli </strong>di Vicenza, l’esposizione propone un percorso narrativo che attraversa epoche e contesti diversi e racconta come questo mezzo abbia ampliato le possibilità di movimento, lavoro e scoperta per milioni di persone.</p>
<p>Il racconto prende avvio nel 1815, quando il barone Karl von Drais ideò la draisina, primo prototipo di bicicletta in legno, nato come risposta a una grave crisi climatica che aveva ridotto drasticamente il numero dei cavalli. Da oggetto costoso e simbolo di status, la bicicletta si trasformò progressivamente in un mezzo sempre più diffuso, diventando strumento di lavoro, mezzo di spostamento quotidiano e protagonista di nuove forme di competizione sportiva, con le prime gare ciclistiche e i grandi eventi sportivi che contribuirono a trasformarla in un’occasione di riscatto sociale.</p>
<p>In mostra <strong>62 biciclette storiche e contemporanee</strong>, provenienti dal museo “Bicicleria” di Vicenza, il Museo della Bicicletta di Salcedo (VI), la Collezione Renato Bulfon di Mortegliano e la collezione privata di Alessandro Gallici.</p>
<p>Tra i modelli esposti, figurano esemplari iconici della storia del ciclismo (come la Legnano di Gino Bartali del 1946, la Colnago di Tadej Pogačar, o la bici di Marco Pantani) accanto a biciclette che testimoniano l’evoluzione tecnica e progettuale del mezzo.</p>
<p>L’allestimento, organizzato in <strong>sezioni tematiche</strong>, è accompagnato da fotografie d’epoca, documenti originali e materiali d’archivio che illustrano l’evoluzione tecnica della bicicletta: dai telai in ferro e acciaio, all’alluminio e alla fibra di carbonio, dai primi sistemi meccanici fino alle innovazioni più recenti come il cambio elettronico e i freni a disco.</p>
<p>Ampio spazio è riservato anche al trasferimento tecnologico, per mostrare come molte innovazioni nate nel campo della bicicletta abbiano contribuito allo sviluppo di altri settori, dall’industria motociclistica e automobilistica fino all’aeronautica. In chiusura, uno sguardo al presente e al rinnovato interesse verso forme di mobilità più sostenibili.</p>
<p>La mostra mette in luce anche il ruolo della bicicletta nel processo di <strong>emancipazione femminile</strong>: la possibilità per le donne di salire in sella, inizialmente ostacolata da diffidenze e discriminazioni, rappresentò un passaggio importante verso nuove forme di autonomia. Figura simbolo di questo percorso è Alfonsina Strada, unica donna a partecipare al Giro d’Italia maschile nel 1924.</p>
<figure id="attachment_74215" aria-describedby="caption-attachment-74215" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-74215" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-14.jpg" alt="Mostra bici Villa Manin 14" width="800" height="533" title="Ruota libera 81" /><figcaption id="caption-attachment-74215" class="wp-caption-text">(© Stefan Nita)</figcaption></figure>
<p>Con il suo intreccio di storia, tecnologia e cultura popolare, “<strong><em>Ruota Libera</em></strong>” invita il pubblico a riscoprire la bicicletta come uno degli oggetti più significativi della modernità. La mostra sarà visitabile fino al 30 agosto, dal martedì alla domenica; ogni prima domenica del mese è previsto l’accesso a prezzo ridotto.</p>
<p>Il calendario della mostra prevede inoltre eventi collaterali rivolti al pubblico. <strong>Per ulteriori informazioni: </strong><a href="http://www.villamanin.it" target="_blank" rel="noopener">www.villamanin.it</a> &#8211; <a href="mailto:info@villamanin.it">info@villamanin.it</a> &#8211; 0432 821211</p>
<h3><strong>ORARI MOSTRA</strong></h3>
<p>Dal 19 maggio al 30 agosto 2026</p>
<p>Da martedì a domenica dalle 10 alle 19</p>
<p>Ogni prima domenica del mese l’ingresso alla mostra è a prezzo ridotto</p>
<p>Aperture speciali: lunedì 2 giugno</p>
<h3><strong>BIGLIETTI</strong></h3>
<p><strong>Intero &#8211; </strong>€7,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €10,00)</p>
<p><strong>Ridotto* &#8211;</strong> €4,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €7,00)</p>
<p><strong>Ridotto gruppi** &#8211;</strong> €3,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €5,00)</p>
<p><strong>Omaggio &#8211; </strong>Bambini fino a 12 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; tesserati ICOM; giornalisti con regolare tessera in servizio.</p>
<p><strong>Info e prenotazioni</strong>: telefono +39 0432 821211 email: <a href="mailto:bookshop@villamanin.it">bookshop@villamanin.it</a></p>
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        <mec:startDate>2026-06-09</mec:startDate>
                <mec:startHour>10:00</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-09</mec:endDate>
                <mec:endHour>19:00</mec:endHour>
        
                <mec:location>Villa Manin di Passariano, Codroipo</mec:location>
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
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            <item>
		<title>Nuda Veritas</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/nuda-veritas/</link>
        
        
        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="768" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/simonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="simonediluca est facciata villamanin erpac fvg" loading="lazy" title="Nuda Veritas 82"> Il capolavoro di Klimt esposto a Villa Manin in una mostra curata da Cäcilia Bischoff]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Villa Manin (© Simone Di Luca)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>È un’opera che vale un viaggio. Perché “<em>Nuda Veritas</em>” di <strong>Gustav Klimt</strong> non è solo uno dei capolavori dell’artista viennese ma è un dipinto che intriga, e poi interroga, chi lo osserva. Spinge a riflessioni che vanno oltre la semplice ammirazione dell’opera.</p>
<p>Dal 21 maggio al 6 settembre viene esposto a Villa Manin di Passariano di Codroipo in una mostra dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG con MondoMostre, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum e il Theatermuseum di Vienna.</p>
<p>L’esposizione è curata da <strong>Cäcilia Bischoff</strong>.</p>
<p>L’opera, concessa grazie alla collaborazione con il Kunsthistorisches Museum e il Theatermuseum, testimonia il prestigio raggiunto dal territorio friulano nel panorama artistico europeo.</p>
<p>“Nuda Veritas” è considerata una delle espressioni più intense della modernità artistica, capace di unire bellezza estetica e riflessione etica.</p>
<p>Il dipinto rappresenta una donna nuda, di una nudità volutamente esibita, persino sfrontata, totalmente diversa dalle rappresentazioni di nudi femminili dell’epoca. Questa è una donna sicura di sé, che affronta lo sguardo di chi la giudica, senza temerlo. La “Nuda Veritas” “con i suoi riccioli selvaggi e la bocca cattiva e fanatica” venne dipinta da Gustav Klimt nel 1899. È un olio su tela, di centimetri 252 x 56,2, conservato a Vienna presso il Theatermuseum.</p>
<p>Il fuoco aranciato dei riccioli e dei peli del pube spicca sul corpo bianco, calamitando lo sguardo.</p>
<p>Ma è una esibizione non destinata a catturare i sensi bensì l’intelletto. Perché la verità è potente, conquista l’attenzione, il palcoscenico, quasi. E nessuno può tenerla nascosta. L’occhio poi si fissa sullo specchio che lei tiene non rivolto a sé ma a chi la osserva: un invito a riflettere; quasi un gesto di sfida. Lo sguardo si allarga a un cielo perlaceo, iridescente, al serpente che risale la gamba della donna, ai carnosi fiori di magnolia&#8230;</p>
<p>Nulla qui è casuale, sembra di assistere, forse incapaci di decrittarlo fino in fondo, a un potente, vitale messaggio in codice.</p>
<p>Nel Salone centrale di Villa Manin, “<em>Nuda Veritas</em>” è allestita in modo elegante e, per così dire, senza tempo. Il contesto e gli approfondimenti sono riportati sui pannelli informativi a corredo. Nelle prime due sale, prima di arrivare al dipinto, vengono illustrati i legami di Klimt con l&#8217;Italia e viene presentata la sua biografia.</p>
<p>La sala successiva è dedicata ai molteplici livelli di significato dell&#8217;opera, poiché la “Nuda Veritas” è più complessa di quanto il titolo lasci supporre. Dopo aver potuto ammirare con calma l&#8217;affascinante capolavoro di Klimt, il tema delle “molte verità” viene ripreso in modo creativo. Infine, nell&#8217;ultima sala, il visitatore viene condotto nel mondo reale di Villa Manin con un riferimento alle decorazioni murali storiche.</p>
<p>Gustav Klimt fu uno dei protagonisti della Vienna moderna di fine Ottocento, contribuendo al superamento degli stili storicisti verso l’arte moderna. Il dipinto dialoga idealmente con gli affreschi di Louis Dorigny conservati a Villa Manin, che affrontano temi come desiderio, identità, bellezza e trasformazione. Villa Manin, luogo storico legato al Trattato di Campoformio, diventa così uno spazio di incontro tra memoria storica e arte contemporanea.</p>
<figure id="attachment_74300" aria-describedby="caption-attachment-74300" style="width: 254px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-large wp-image-74300" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Klimt_Nuda-Veritas_KHM-Museumsverband-Theatermuseum_HR-254x1024.jpg" alt="Klimt Nuda Veritas KHM Museumsverband Theatermuseum HR" width="254" height="1024" title="Nuda Veritas 83" /><figcaption id="caption-attachment-74300" class="wp-caption-text">Gustav Klimt, Nuda Veritas (© KHM-Museumsverband, Theatermuseum)</figcaption></figure>
<p><em>«La presenza della “Nuda Veritas” a Villa Manin rende possibile instaurare un dialogo tra questa riflessione sulla verità senza compromessi e un luogo che, in termini storici, segna anch’esso uno spostamento di paradigma», </em>afferma <strong>Mario Anzil</strong>, vicepresidente della Regione FVG.</p>
<p><em>«L’opportunità di ospitare la “Nuda Veritas” di Gustav Klimt – peraltro alla sua ultima tappa espositiva – rappresenta un’occasione davvero eccezionale: un’opera che non si limita a essere ammirata, ma che interroga profondamente chi la osserva. Una scelta che assume un valore particolare anche per Villa Manin, dove si attiva un dialogo estetico tra la poetica klimtiana e l’identità architettonica della Villa, in relazione anche con gli apparati decorativi storici, generando un confronto capace di valorizzare entrambe», </em>aggiunge <strong>Lydia Alessio-Vernì</strong>, direttrice generale dell’Ente regionale per il Patrimonio culturale – ERPAC FVG.</p>
<p>La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Moebius.</p>
<h3><strong>BIGLIETTI E ORARI</strong></h3>
<p>Martedì &#8211; domenica dalle 10:00 alle 19:00</p>
<p>Apertura straordinaria: lunedì 1 giugno</p>
<p><strong>Intero Klimt: </strong>€8,00</p>
<p><strong>Ridotto* Klimt: </strong>€5,00</p>
<p><strong>Ridotto gruppi** Klimt:</strong> €4,00</p>
<p><strong>Intero cumulativo</strong> (mostra Klimt + mostra “Ruota Libera”): €10,00</p>
<p><strong>Ridotto cumulativo </strong>(mostra Klimt + mostra “Ruota Libera”): €7,00</p>
<p><strong>Ridotto gruppi cumulativo</strong> (mostra Klimt + mostra “Ruota Libera”): €5,00</p>
<p><strong>Omaggio: </strong>Bambini fino a 12 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; tesserati ICOM; giornalisti con regolare tessera in servizio.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;title=Nuda%20Veritas" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/nuda-veritas/" data-a2a-title="Nuda Veritas"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/simonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/nuda-veritas/">Nuda Veritas</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-09</mec:startDate>
                <mec:startHour>10:00</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-09</mec:endDate>
                <mec:endHour>19:00</mec:endHour>
        
                <mec:location>Villa Manin di Passariano, Codroipo</mec:location>
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Il canto dell’Orcolat</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-canto-dellorcolat-764-513-600-834-601-992-457-370-229/</link>
        
        
        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 20:45:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="831" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/ferri-marchioro-02.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ferri marchioro 02" loading="lazy" title="Il canto dell’Orcolat 84"> Uno spettacolo intenso e poetico che intreccia testimonianze reali e mito, trasformando il ricordo in esperienza collettiva e contemporanea]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Luca Ferri e Luca Marchioro</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è una voce che arriva da sotto la terra, un canto antico che torna a farsi sentire a cinquant’anni dal sisma che ha cambiato per sempre il volto del Friuli.</p>
<p>È un richiamo potente, fatto di memoria, dolore e rinascita. È “<strong><em>Il canto</em></strong><em> <strong>dell’Orcolat</strong>”</em>, la nuova produzione di <strong>Anà-Thema Teatro</strong> – <strong>Teatro della Corte</strong>, pronta a debuttare in tournée portando sui palchi della regione, <strong>a partire da mercoledì 6 maggio</strong> al Teatro “Ettore del Gallo” di <strong>Travesio</strong> alle 20.45, una delle pagine più profonde e identitarie della storia friulana.</p>
<p>Diretto da <strong>Luca Ferri</strong>, con lo stesso Ferri in scena insieme a <strong>Luca Marchioro, Anastasia Fabbro e Raffaella Giampaoli</strong>, lo spettacolo nasce come un atto teatrale di ascolto e restituzione collettiva nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976.</p>
<p>Non una semplice rievocazione storica, ma un’esperienza emotiva e condivisa che attraversa il tempo per interrogare il presente.</p>
<p>“<em>Il canto dell’Orcolat</em>” intreccia storie vere, testimonianze e frammenti di vita spezzata e ricostruita con la leggenda dell’Orcolat, la creatura mitica della tradizione friulana che dorme sotto la terra e che, risvegliandosi, scuote il mondo degli uomini.</p>
<p>In questa fusione tra realtà e mito prende forma una drammaturgia poetica e intensa, capace di trasformare la memoria in racconto vivo e la paura in consapevolezza. Fondamentale è la dimensione sonora dello spettacolo.</p>
<p>Il canto e la poesia amplificano il racconto, dando vita a un tessuto emotivo che si fa lamento, preghiera e respiro collettivo. Le scenografie di Luigina Tusini contribuiscono a costruire un ambiente evocativo, sospeso tra passato e presente.</p>
<h3><strong>La tournée</strong></h3>
<p>La tournée, come detto, prenderà il via il <strong>6 maggio</strong> dal Teatro “Ettore del Gallo” di <strong>Travesio</strong>, in provincia di Pordenone, con una doppia rappresentazione: al mattino, alle 9.30, per le scuole e, in serata, alle 20.45 per il pubblico.</p>
<p>Da qui lo spettacolo proseguirà il suo viaggio attraversando il territorio regionale, facendo tappa il <strong>14 maggio</strong> a <strong>Tarvisio</strong> con una replica scolastica alla Casa della Gioventù e, nella stessa giornata, al Teatro Comunale di <strong>Pontebba</strong> in orario serale.</p>
<p>Il giorno successivo, il <strong>15 maggio</strong>, sarà ospite del Teatro Impero di <strong>Martignacco</strong>, mentre il <strong>21 maggio</strong> approderà alla Sala del Piccolo Cottolengo Don Orione di <strong>Santa Maria La Longa</strong>.</p>
<p>Il percorso continuerà il <strong>22 maggio</strong> all’Auditorium di Villa Perotti a <strong>Chions</strong> e il <strong>23 maggio</strong> al Teatro della Corte di <strong>Osoppo</strong>, per poi spostarsi il <strong>29 maggio</strong> a <strong>Magnano in Riviera</strong>, nella Sala Polifunzionale.</p>
<p>Nel mese di <strong>giugno</strong> sono previste ulteriori repliche: il <strong>4</strong> a <strong>Pavia di Udine</strong>, il <strong>5</strong> al Centro Polifunzionale di <strong>Moggio Udinese</strong>, il <strong>9</strong> a Carlino e il <strong>10</strong> a <strong>Venzone</strong>, luoghi fortemente simbolici nella memoria del sisma.</p>
<p>La tournée si concluderà il <strong>24 settembre</strong> a <strong>Spilimbergo</strong>, riportando ancora una volta al centro della scena il valore della memoria condivisa.</p>
<p>Per <strong>informazioni</strong> e <strong>prenotazioni</strong> è possibile contattare i consueti recapiti di Anà-Thema, o via telefono ai numeri 3453146797 o 0432 1740499 o via email all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@anathemateatro.com">info@anathemateatro.com</a></p>
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        <mec:startDate>2026-06-09</mec:startDate>
                <mec:startHour>20:45</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-09</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>classic art</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Contaminazioni della Storia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/</link>
        
        
        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=73375</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="952" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Zeugna-e-Dot-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zeugna e Dot 2" loading="lazy" title="Contaminazioni della Storia 85"> Sandra Zeugna e Fulvio Dot in dialogo a Monfalcone con i grandi maestri del secondo Novecento]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Autorità e artisti davanti alle opere in mostra</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la chiusura di <em>Giorgio de Chirico – La meccanica del pensiero</em>, curata da Cesare Orler e visitata da oltre 11.200 persone, la <strong>Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone </strong>presenta un nuovo progetto espositivo a cura di <strong>Giancarlo Bonomo</strong>, che propone due delle voci più riconoscibili della ricerca artistica isontina contemporanea.</p>
<p><em>Contaminazioni della Storia</em> porta infatti nelle sale della Galleria il confronto tra <strong>Sandra Zeugna</strong> e <strong>Fulvio Dot</strong>.</p>
<p>L&#8217;esposizione mette a confronto due linguaggi distinti: la figurazione simbolica con sfumature Pop di Dot e l&#8217;informalità intuitiva della Zeugna, che affondano le radici nei movimenti espressivi dell&#8217;area isontina della seconda metà del Novecento e nell&#8217;Istituto Max Fabiani di Gorizia, sede elettiva della loro formazione.</p>
<p>A documentare questa genealogia, il percorso affianca ai quindici-venti anni di ricerca e sperimentazione dei due artisti una sezione dedicata alle identità storiche della scena regionale: Anton Zoran Mušič, Afro Basaldella, Giorgio Celiberti, Giuseppe Zigaina, Agostino Piazza, Klavdij Palčič e Cesare Mocchiutti.</p>
<p>Nel catalogo, edito da Gaspari editore, oltre ai testi del curatore, è pubblicato un saggio critico di <strong>Raffaella Rita Ferrari</strong>, project manager dell&#8217;evento espositivo, e un&#8217;antologia di scritti dedicati ai due artisti firmati da storici e critici di chiara fama.</p>
<p>Il progetto intende documentare la persistenza di una scuola di pensiero e di maniere espressive che rappresenta un fenomeno di portata regionale e nazionale.</p>
<p>Si rivolge a quanti apprezzano le declinazioni dell&#8217;arte contemporanea successive alle avanguardie storicizzate, nella considerazione che l&#8217;arte è anzitutto una concatenazione di fattori ed elementi consequenziali, specchio di realtà socio-politiche, culturali e antropologiche.</p>
<p>Il progetto si propone inoltre di coinvolgere studenti e giovani appassionati di quel passaggio generazionale dal Novecento alle realtà espressive odierne, di cui Dot e Zeugna sono al tempo stesso rappresentanza e rappresentazione.</p>
<p>Con <em>Contaminazioni della Storia</em> l’Amministrazione Comunale prosegue il percorso avviato dal piano triennale 2026–2028, che riconosce agli artisti del territorio un ruolo strutturale nella programmazione e traduce la produzione locale in un contenuto dotato di valore critico, integrato nel discorso contemporaneo in cui opera la Galleria.</p>
<p>“Negli ultimi dieci anni si è realizzato un vero e proprio rinascimento dell&#8217;offerta culturale a Monfalcone – osserva il sindaco di Monfalcone, <strong>Luca Fasan</strong> –. Solo nel 2024 si sono registrate oltre 30mila presenze a teatro, senza contare quelle della Galleria, del MUCA e del Festival letterario Geografie: risultati che sono il frutto di una programmazione costruita nel lungo periodo. La mostra <em>Contaminazioni della Storia</em>, con le opere di Fulvio Dot e Sandra Zeugna, rappresenta una scommessa: far dialogare due linguaggi espressivi completamente diversi, ma con caratteristiche ben riconoscibili. Un confronto tra correnti artistiche di grande spessore, che si può considerare una scommessa vinta. Sono inoltre previste visite guidate, fondamentali per accompagnare il pubblico nella comprensione più approfondita dei lavori esposti.”</p>
<p>“La Regione Friuli Venezia Giulia – dichiara il consigliere regionale <strong>Antonio Calligaris</strong> –partecipa con convinzione al piano triennale 2026–2028 della Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone: una programmazione e una pianificazione che incarnano una politica culturale fondata su linee stabili e coerenti. In questa Galleria si sperimenta, si accostano grandi nomi della storia dell&#8217;arte a ricerche contemporanee con un percorso avvincente che qualifica il territorio e ne accresce la visibilità ben oltre i confini regionali”.</p>
<p>Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il sostegno della BCC Venezia Giulia – main sponsor.</p>
<h3>Orari</h3>
<p>L&#8217;esposizione è visitabile <strong>dal 25 aprile al 28 giugno 2026</strong> con ingresso gratuito: il mercoledì dalle 10 alle 13, il venerdì, il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.</p>
<p>La Galleria propone inoltre un calendario di visite guidate con appuntamento il venerdì alle 17.30, il sabato, la domenica e i festivi alle 11, alle 16 e alle 17.30.</p>
<p>Informazioni e prenotazioni all&#8217;indirizzo galleria.didattica@comune.monfalcone.go.it e ai numeri 0481 494177 / 371.</p>
<h3>Gli artisti</h3>
<p><strong>Fulvio Dot</strong> si diploma in decorazione pittorica all&#8217;<strong>Istituto Statale d&#8217;Arte &#8220;Max Fabiani&#8221; di Gorizia</strong> e si laurea in Architettura all&#8217;<strong>Università di Venezia</strong>. Espone dal 1976 in sedi italiane e internazionali — da Grenoble a Québec, da Shanghai a Hong Kong, da Barcellona a Málaga — e partecipa ad <strong>ArtExpo Bologna</strong>, <strong>ArtePadova</strong>, <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong> e alla <strong>Fiera internazionale di Pordenone</strong>.</p>
<p>La sua cifra stilistica fonde principi architettonici, riferimenti simbolici e divagazioni astratte attraverso l&#8217;impiego di materiali eterogenei: colle, malte, stucchi, spaghi, vetroceramiche, stoffe catramate e teli militari. Vittorio Sgarbi, nel volume <em>I giudizi di Sgarbi</em> (Mondadori, 2004), colloca il suo lavoro nell&#8217;ambito dell&#8217;espressionismo informale e lo definisce capace di esplorare l&#8217;invisibile.</p>
<p><strong>Sandra Zeugna </strong>avvia la propria ricerca come autodidatta e matura la sua maniera rappresentativa — ascrivibile alla sintassi informale — sotto la guida di <strong>Giuseppe Zigaina</strong>. Espone in personali alla Galleria Tartaglia di Roma, alla Galleria Sant&#8217;Isaia di Bologna, alla Galleria d&#8217;Arte Contemporanea di Trieste, alla Casa di Dante di Firenze e al Palazzo Pisani Revedin di Venezia.</p>
<p>Dal 2005 al 2011 partecipa ad <strong>ArtePadova</strong> e ad <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong>. Nel 2005 ottiene il secondo premio con la medaglia d&#8217;argento della Camera dei Deputati al <strong>Premio Agazzi</strong> (provincia di Bergamo, su 950 opere in concorso); nel 2006 vince il <strong>Premio Internazionale di Disegno</strong> di Trieste su 70 opere selezionate.</p>
<p><em>Francesca Scarmignan</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;title=Contaminazioni%20della%20Storia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/" data-a2a-title="Contaminazioni della Storia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Zeugna-e-Dot-2.jpeg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/">Contaminazioni della Storia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-10</mec:startDate>
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		<title>Le chiese del Friuli prima del sisma</title>
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        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="945" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="chiese votive" loading="lazy" title="Le chiese del Friuli prima del sisma 86"> Una mostra raccoglie lo fotografie scattate da don Giuseppe Marchetti negli anni '60: una straordinaria opera di documentazione]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Fondo Fotografico Giuseppe Marchetti &#8211; Società Filologica Friulana, Udine</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di <strong>don Giuseppe Marchetti</strong> (1902-1966), la Società Filologica Friulana ricorda infatti la figura del sacerdote, intellettuale e friulanista con un’iniziativa nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana.</p>
<p><strong>Venerdì 8 maggio</strong> (il giorno in cui Marchetti morì 60 anni fa), alle 17 nel salone d’onore “Guglielmo Pelizzo” di Palazzo Mantica di Via Manin 18 a Udine,  si svolgerà l’incontro “<em>La vôs de Patrie: pre Josef Marchet 60 agns dapò</em>” con l’intervento di Walter Tomada e Carlo Venuti.</p>
<p>Tra i contributi più originali di Marchetti alla cultura friulana spicca il progetto, avviato nei primi anni Sessanta e interrotto dalla sua morte nel 1966, di una ricognizione sistematica delle chiesette votive del Friuli storico.</p>
<p>L’opera, raccolta nel volume postumo curato da <strong>Gian Carlo Menis <em>Le chiesette votive del Friuli</em></strong>, fu pubblicato dalla Società Filologica Friulana (1972).</p>
<p>Da quel volume nasce ora la mostra fotografica “<strong><em>Lis gleseutis di pre Josef Marchet</em></strong>” nello spazio espositivo della “Cjanive de Filologjiche”, che sarà inaugurata sempre l’8 maggio a Palazzo Mantica dopo il sopracitato incontro.</p>
<p>Alla base dell’esposizione &#8211; curata da <strong>Raffaella Canci</strong> e <strong>Stefano Perulli</strong> &#8211; il Fondo Marchetti, composto da più di 350 fotografie, 300 disegni e 32 chine, conservato negli archivi della Società Filologica ed è oggetto di un progetto di digitalizzazione e catalogazione.</p>
<p>Una guida preziosa per riscoprire le chiesette votive del Friuli, un patrimonio in parte perduto, in parte trasformato, ma ancora capace di raccontare la storia friulana.</p>
<p>L’<strong>esposizione rimarrà aperta fino al 12 giugno</strong> (orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. In occasione di Vicino/Lontano e della Notte dei Lettori, la mostra rimarrà aperta anche sabato 9 e domenica 10 maggio e sabato 6 e domenica 7 giugno). Mostra con il sostegno della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il patrocinio di Arcidiocesi di Udine, Arcidiocesi di Gorizia, Diocesi di Concordia Pordenone e in collaborazione con il CRAF.</p>
<p>Concluderà la giornata, alle 19, la celebrazione di una messa di suffragio all’Oratorio delle Purità, celebrata da <strong>mons. Luciano Nobile</strong>.</p>
<p>Il lavoro di Marchetti rappresenta ancora oggi una documentazione di straordinaria ampiezza e valore, capace di restituire dignità a un patrimonio fino ad allora marginale negli studi.</p>
<p>Infatti, in un contesto storico e culturale in cui l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente all’architettura monumentale, Marchetti intuì l’importanza delle piccole costruzioni devozionali: edifici nati per voto, in risposta a pestilenze, guerre o calamità, oppure per iniziativa privata.</p>
<p>Queste chiesette, realizzate da maestranze locali con tecniche spontanee, sono espressione di una religiosità popolare stratificata e profondamente radicata nel territorio.</p>
<p>La ricerca, pubblicata inizialmente sulla rivista «<em>Sot la Nape</em>», suscitò un interesse inatteso e contribuì a inaugurare una nuova sensibilità verso l’architettura minore.</p>
<p>Marchetti ampliò così il progetto in un censimento esteso, arrivando a documentare oltre ottocento edifici distribuiti tra Carnia, pianura friulana e area concordiese distinguendo le chiesette votive da edicole, ancone e cesioi, la tipica piccola costruzione sacra della Destra Tagliamento, affrontando con scrupolo anche i casi incerti.</p>
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