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	<title>Circo contemporaneo a Gorizia &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>Circo contemporaneo a Gorizia &#8211; imagazine.it</title>
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            <item>
		<title>A Gorizia il raduno nazionale degli Artiglieri d&#8217;Italia</title>
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        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="756" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Torino-19-giugno-2023.-Il-Medagliere-Nazionale-dellANArtI-durante-la-cerimonia_Jessica-Pasqualon.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Torino 19 giugno 2023. Il Medagliere Nazionale dellANArtI durante la cerimonia Jessica Pasqualon" loading="lazy" title="A Gorizia il raduno nazionale degli Artiglieri d&apos;Italia 81"> Tre giorni all’insegna della memoria seguendo il motto «Sempre e dovunque per la pace e la libertà»]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Torino, 19 giugno 2023. Il Medagliere Nazionale dell’ANArtI durante la cerimonia (© Jessica Pasqualon)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>XXXII Raduno nazionale dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia</strong> si terrà <strong>da venerdì 12 a domenica 14 giugno</strong> a Gorizia, a cui l’Artiglieria è storicamente legata per gli eventi che la videro svolgere un ruolo di primo piano nella VI Battaglia dell’Isonzo, quando il Regio Esercito conquistò la città nell’agosto del 1916.</p>
<p>Sessant’anni dopo, ancora il Friuli ha visto l’Artiglieria portare soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto del 6 maggio 1976. Uno dei primi reparti a intervenire fu il 27º Reggimento Artiglieria pesante semovente “Marche”, inquadrato nella III Brigata missili “Aquileia”.</p>
<p>Questi i principali appuntamenti in programma: <strong>venerdì 12 giugno</strong> in mattinata arriverà il Medagliere, mentre alle 15 al Sacrario Militare di Oslavia si terrà una solenne cerimonia di omaggio ai Caduti, con deposizione di una corona.</p>
<p><strong>Sabato 13 giugno</strong>, al mattino, è prevista l’esibizione di gruppi folkloristici in Piazza della Vittoria, seguita dalle cerimonie di omaggio ai Caduti a Redipuglia e al vicino Cimitero Militare Austro-Ungarico.</p>
<p>Nel pomeriggio, invece, in piazza Vittoria, saranno resi gli omaggi ai Caduti goriziani e ai Caduti del 3° Reggimento Artiglieria per la presa di Gorizia.</p>
<p>Inoltre, per tutta giornata di sabato, i musei della città saranno a ingresso gratuito.</p>
<p>Alle 21, nell’Auditorium della Cultura friulana di via Roma, il coro Grop Corâl Vidulês si esibirà in uno spettacolo anche in commemorazione del 50° del terremoto del Friuli.</p>
<p>Infine, <strong>domenica 14</strong>, si terrà la cerimonia celebrativa del XXXII Raduno Nazionale e della Festa dell’Arma di Artiglieria nel ricordo del 108° anniversario della Battaglia del Solstizio e del 110° anniversario della Battaglia di Gorizia, congiuntamente al ricordo delle vittime del terremoto del 1976.</p>
<p>Nei suoi tre giorni, ma in particolare con la sfilata di domenica 14 giugno, il Raduno vuole essere un momento di incontro con i goriziani tutti, per rinsaldare, nel nome della pace (un appello quanto mai necessario in questo delicato e tragico frangente storico), la vicinanza e la mutua solidarietà fra il popolo italiano e le sue Forze Armate.</p>
<p>Tre giorni all’insegna della memoria e della cultura militare che non prescinde dalla cultura della pace, al punto che il Raduno ha come motto «<em>Sempre e dovunque per la pace e la libertà</em>», che si ispira a quello ufficiale dell’Artiglieria e afferma il principio fondamentale della convivenza pacifica fra popoli.</p>
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		<title>Contaminazioni della Storia</title>
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        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="952" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Zeugna-e-Dot-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zeugna e Dot 2" loading="lazy" title="Contaminazioni della Storia 82"> Sandra Zeugna e Fulvio Dot in dialogo a Monfalcone con i grandi maestri del secondo Novecento]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Autorità e artisti davanti alle opere in mostra</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la chiusura di <em>Giorgio de Chirico – La meccanica del pensiero</em>, curata da Cesare Orler e visitata da oltre 11.200 persone, la <strong>Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone </strong>presenta un nuovo progetto espositivo a cura di <strong>Giancarlo Bonomo</strong>, che propone due delle voci più riconoscibili della ricerca artistica isontina contemporanea.</p>
<p><em>Contaminazioni della Storia</em> porta infatti nelle sale della Galleria il confronto tra <strong>Sandra Zeugna</strong> e <strong>Fulvio Dot</strong>.</p>
<p>L&#8217;esposizione mette a confronto due linguaggi distinti: la figurazione simbolica con sfumature Pop di Dot e l&#8217;informalità intuitiva della Zeugna, che affondano le radici nei movimenti espressivi dell&#8217;area isontina della seconda metà del Novecento e nell&#8217;Istituto Max Fabiani di Gorizia, sede elettiva della loro formazione.</p>
<p>A documentare questa genealogia, il percorso affianca ai quindici-venti anni di ricerca e sperimentazione dei due artisti una sezione dedicata alle identità storiche della scena regionale: Anton Zoran Mušič, Afro Basaldella, Giorgio Celiberti, Giuseppe Zigaina, Agostino Piazza, Klavdij Palčič e Cesare Mocchiutti.</p>
<p>Nel catalogo, edito da Gaspari editore, oltre ai testi del curatore, è pubblicato un saggio critico di <strong>Raffaella Rita Ferrari</strong>, project manager dell&#8217;evento espositivo, e un&#8217;antologia di scritti dedicati ai due artisti firmati da storici e critici di chiara fama.</p>
<p>Il progetto intende documentare la persistenza di una scuola di pensiero e di maniere espressive che rappresenta un fenomeno di portata regionale e nazionale.</p>
<p>Si rivolge a quanti apprezzano le declinazioni dell&#8217;arte contemporanea successive alle avanguardie storicizzate, nella considerazione che l&#8217;arte è anzitutto una concatenazione di fattori ed elementi consequenziali, specchio di realtà socio-politiche, culturali e antropologiche.</p>
<p>Il progetto si propone inoltre di coinvolgere studenti e giovani appassionati di quel passaggio generazionale dal Novecento alle realtà espressive odierne, di cui Dot e Zeugna sono al tempo stesso rappresentanza e rappresentazione.</p>
<p>Con <em>Contaminazioni della Storia</em> l’Amministrazione Comunale prosegue il percorso avviato dal piano triennale 2026–2028, che riconosce agli artisti del territorio un ruolo strutturale nella programmazione e traduce la produzione locale in un contenuto dotato di valore critico, integrato nel discorso contemporaneo in cui opera la Galleria.</p>
<p>“Negli ultimi dieci anni si è realizzato un vero e proprio rinascimento dell&#8217;offerta culturale a Monfalcone – osserva il sindaco di Monfalcone, <strong>Luca Fasan</strong> –. Solo nel 2024 si sono registrate oltre 30mila presenze a teatro, senza contare quelle della Galleria, del MUCA e del Festival letterario Geografie: risultati che sono il frutto di una programmazione costruita nel lungo periodo. La mostra <em>Contaminazioni della Storia</em>, con le opere di Fulvio Dot e Sandra Zeugna, rappresenta una scommessa: far dialogare due linguaggi espressivi completamente diversi, ma con caratteristiche ben riconoscibili. Un confronto tra correnti artistiche di grande spessore, che si può considerare una scommessa vinta. Sono inoltre previste visite guidate, fondamentali per accompagnare il pubblico nella comprensione più approfondita dei lavori esposti.”</p>
<p>“La Regione Friuli Venezia Giulia – dichiara il consigliere regionale <strong>Antonio Calligaris</strong> –partecipa con convinzione al piano triennale 2026–2028 della Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone: una programmazione e una pianificazione che incarnano una politica culturale fondata su linee stabili e coerenti. In questa Galleria si sperimenta, si accostano grandi nomi della storia dell&#8217;arte a ricerche contemporanee con un percorso avvincente che qualifica il territorio e ne accresce la visibilità ben oltre i confini regionali”.</p>
<p>Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il sostegno della BCC Venezia Giulia – main sponsor.</p>
<h3>Orari</h3>
<p>L&#8217;esposizione è visitabile <strong>dal 25 aprile al 28 giugno 2026</strong> con ingresso gratuito: il mercoledì dalle 10 alle 13, il venerdì, il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.</p>
<p>La Galleria propone inoltre un calendario di visite guidate con appuntamento il venerdì alle 17.30, il sabato, la domenica e i festivi alle 11, alle 16 e alle 17.30.</p>
<p>Informazioni e prenotazioni all&#8217;indirizzo galleria.didattica@comune.monfalcone.go.it e ai numeri 0481 494177 / 371.</p>
<h3>Gli artisti</h3>
<p><strong>Fulvio Dot</strong> si diploma in decorazione pittorica all&#8217;<strong>Istituto Statale d&#8217;Arte &#8220;Max Fabiani&#8221; di Gorizia</strong> e si laurea in Architettura all&#8217;<strong>Università di Venezia</strong>. Espone dal 1976 in sedi italiane e internazionali — da Grenoble a Québec, da Shanghai a Hong Kong, da Barcellona a Málaga — e partecipa ad <strong>ArtExpo Bologna</strong>, <strong>ArtePadova</strong>, <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong> e alla <strong>Fiera internazionale di Pordenone</strong>.</p>
<p>La sua cifra stilistica fonde principi architettonici, riferimenti simbolici e divagazioni astratte attraverso l&#8217;impiego di materiali eterogenei: colle, malte, stucchi, spaghi, vetroceramiche, stoffe catramate e teli militari. Vittorio Sgarbi, nel volume <em>I giudizi di Sgarbi</em> (Mondadori, 2004), colloca il suo lavoro nell&#8217;ambito dell&#8217;espressionismo informale e lo definisce capace di esplorare l&#8217;invisibile.</p>
<p><strong>Sandra Zeugna </strong>avvia la propria ricerca come autodidatta e matura la sua maniera rappresentativa — ascrivibile alla sintassi informale — sotto la guida di <strong>Giuseppe Zigaina</strong>. Espone in personali alla Galleria Tartaglia di Roma, alla Galleria Sant&#8217;Isaia di Bologna, alla Galleria d&#8217;Arte Contemporanea di Trieste, alla Casa di Dante di Firenze e al Palazzo Pisani Revedin di Venezia.</p>
<p>Dal 2005 al 2011 partecipa ad <strong>ArtePadova</strong> e ad <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong>. Nel 2005 ottiene il secondo premio con la medaglia d&#8217;argento della Camera dei Deputati al <strong>Premio Agazzi</strong> (provincia di Bergamo, su 950 opere in concorso); nel 2006 vince il <strong>Premio Internazionale di Disegno</strong> di Trieste su 70 opere selezionate.</p>
<p><em>Francesca Scarmignan</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;title=Contaminazioni%20della%20Storia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/" data-a2a-title="Contaminazioni della Storia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Zeugna-e-Dot-2.jpeg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/">Contaminazioni della Storia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Le chiese del Friuli prima del sisma</title>
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        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="945" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="chiese votive" loading="lazy" title="Le chiese del Friuli prima del sisma 83"> Una mostra raccoglie lo fotografie scattate da don Giuseppe Marchetti negli anni '60: una straordinaria opera di documentazione]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Fondo Fotografico Giuseppe Marchetti &#8211; Società Filologica Friulana, Udine</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di <strong>don Giuseppe Marchetti</strong> (1902-1966), la Società Filologica Friulana ricorda infatti la figura del sacerdote, intellettuale e friulanista con un’iniziativa nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana.</p>
<p><strong>Venerdì 8 maggio</strong> (il giorno in cui Marchetti morì 60 anni fa), alle 17 nel salone d’onore “Guglielmo Pelizzo” di Palazzo Mantica di Via Manin 18 a Udine,  si svolgerà l’incontro “<em>La vôs de Patrie: pre Josef Marchet 60 agns dapò</em>” con l’intervento di Walter Tomada e Carlo Venuti.</p>
<p>Tra i contributi più originali di Marchetti alla cultura friulana spicca il progetto, avviato nei primi anni Sessanta e interrotto dalla sua morte nel 1966, di una ricognizione sistematica delle chiesette votive del Friuli storico.</p>
<p>L’opera, raccolta nel volume postumo curato da <strong>Gian Carlo Menis <em>Le chiesette votive del Friuli</em></strong>, fu pubblicato dalla Società Filologica Friulana (1972).</p>
<p>Da quel volume nasce ora la mostra fotografica “<strong><em>Lis gleseutis di pre Josef Marchet</em></strong>” nello spazio espositivo della “Cjanive de Filologjiche”, che sarà inaugurata sempre l’8 maggio a Palazzo Mantica dopo il sopracitato incontro.</p>
<p>Alla base dell’esposizione &#8211; curata da <strong>Raffaella Canci</strong> e <strong>Stefano Perulli</strong> &#8211; il Fondo Marchetti, composto da più di 350 fotografie, 300 disegni e 32 chine, conservato negli archivi della Società Filologica ed è oggetto di un progetto di digitalizzazione e catalogazione.</p>
<p>Una guida preziosa per riscoprire le chiesette votive del Friuli, un patrimonio in parte perduto, in parte trasformato, ma ancora capace di raccontare la storia friulana.</p>
<p>L’<strong>esposizione rimarrà aperta fino al 12 giugno</strong> (orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. In occasione di Vicino/Lontano e della Notte dei Lettori, la mostra rimarrà aperta anche sabato 9 e domenica 10 maggio e sabato 6 e domenica 7 giugno). Mostra con il sostegno della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il patrocinio di Arcidiocesi di Udine, Arcidiocesi di Gorizia, Diocesi di Concordia Pordenone e in collaborazione con il CRAF.</p>
<p>Concluderà la giornata, alle 19, la celebrazione di una messa di suffragio all’Oratorio delle Purità, celebrata da <strong>mons. Luciano Nobile</strong>.</p>
<p>Il lavoro di Marchetti rappresenta ancora oggi una documentazione di straordinaria ampiezza e valore, capace di restituire dignità a un patrimonio fino ad allora marginale negli studi.</p>
<p>Infatti, in un contesto storico e culturale in cui l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente all’architettura monumentale, Marchetti intuì l’importanza delle piccole costruzioni devozionali: edifici nati per voto, in risposta a pestilenze, guerre o calamità, oppure per iniziativa privata.</p>
<p>Queste chiesette, realizzate da maestranze locali con tecniche spontanee, sono espressione di una religiosità popolare stratificata e profondamente radicata nel territorio.</p>
<p>La ricerca, pubblicata inizialmente sulla rivista «<em>Sot la Nape</em>», suscitò un interesse inatteso e contribuì a inaugurare una nuova sensibilità verso l’architettura minore.</p>
<p>Marchetti ampliò così il progetto in un censimento esteso, arrivando a documentare oltre ottocento edifici distribuiti tra Carnia, pianura friulana e area concordiese distinguendo le chiesette votive da edicole, ancone e cesioi, la tipica piccola costruzione sacra della Destra Tagliamento, affrontando con scrupolo anche i casi incerti.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-12</mec:startDate>
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		<title>Gli Artiglieri d&#8217;Italia sfilano a Gorizia</title>
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        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="946" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Presentazione-raduno-artiglieri.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Presentazione raduno artiglieri" loading="lazy" title="Gli Artiglieri d&apos;Italia sfilano a Gorizia 84"> Il capoluogo isontino ospiterà il XXXII Raduno Nazionale. Attese in città anche delegazioni estere per tre giorni di eventi ]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>La presentazione del raduno</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal 12 al 14 giugno Gorizia ospiterà il XXXII Raduno Nazionale degli Artiglieri d’Italia.</p>
<p>Organizzato dall’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, nei giorni del Raduno saranno presenti anche delegazioni in rappresentanza di alcune associazioni d’artiglieria estere, nello specifico la Federation Nationale de l’Artillerie (Francia), la Freundeskreis der Artillerietruppe e.V. (Germania), la Società Ticinese di Artiglieria (Svizzera) e l’Associacion Conde de Gazola (Spagna), nonché una rappresentanza di artiglieri in servizio presso la Guardia di Rocca Compagnia di Artiglieria, della Repubblica di San Marino.</p>
<p>Questi i principali appuntamenti del programma: la mattina di <strong>venerdì 12 giugno</strong> l’arrivo del Medagliere segnerà l’ideale presenza dell’Artiglieria a Gorizia; alle 15, al Sacrario Militare di Oslavia si terrà una solenne cerimonia di omaggio ai Caduti, con deposizione di una corona.</p>
<p><strong>Sabato 13 giugno</strong>, la mattina, esibizione di gruppi folkloristici in Piazza della Vittoria, seguita dalle cerimonie di omaggio ai Caduti a Redipuglia e al vicino Cimitero Militare Austro-Ungarico; nel pomeriggio, invece, in Piazza della Vittoria, saranno resi gli omaggi ai Caduti goriziani e ai Caduti del 3° Reggimento Artiglieria da montagna per la presa di Gorizia. Inoltre, per tutta la giornata di sabato, i musei della città saranno a ingresso gratuito.</p>
<p>Alle 18, nella Chiesa di Sant’Ignazio, si terrà la messa in suffragio dei Caduti di tutte le guerre.</p>
<p>Alle 21, nell’Auditorium della Cultura, il coro Grop Corâl Vidulês si esibirà in uno spettacolo con video e canti, concepito per custodire la memoria del terremoto che colpì il Friuli 50 anni fa.</p>
<p>Infine, <strong>domenica 14</strong>, in piazza della Vittoria, si terrà la cerimonia celebrativa del XXXII Raduno Nazionale e della Festa dell’Arma di Artiglieria nel ricordo del 108° anniversario della Battaglia del Solstizio e del 110° anniversario della Battaglia di Gorizia, congiuntamente al ricordo delle vittime del terremoto del 1976.</p>
<p>Dopo lo schieramento dei Labari e delle Sezioni, saranno resi gli onori al Medagliere, alla Bandiera dell’Arma Artiglieria e alla Bandiera di Guerra del 121° Reggimento Artiglieria Contraerea “Ravenna”.</p>
<p>Alla cerimonia sarà presente anche la <em>banda del Comando Artiglieria Contraerea di Sabaudia. </em></p>
<p>Alle 11.30 gli Artiglieri, preceduti dalla banda del Comando di Sabaudia, sfileranno in parata da piazza della Vittoria al Teatro Giuseppe Verdi passando per via Roma, via De Gasperi, via Nazario Sauro, viale XIV Maggio e corso Italia.</p>
<p>Il Raduno sarà ufficialmente chiuso nel pomeriggio alle 17, con l’Ammainabandiera presso il Monumento all’Artigliere.</p>
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		<title>Il Colore del Caso</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/</link>
        
        
        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="787" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Tatge allestimento 1" loading="lazy" title="Il Colore del Caso 85"> Il viaggio metafisico del fotografo George Tatge approda a Trieste, dove la conversione al colore ebbe inizio]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>(© George Tatge/Courtesy Podbielski Contemporary)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arriva dal<b> 23 maggio al 12 luglio</b> a Trieste un evento espositivo di straordinaria intensità poetica: la mostra <b><i>Il Colore del Caso</i></b> del fotografo <b>George Tatge </b>(inaugurazione venerdì 22 maggio ore 18).</p>
<p>L’esposizione, ad ingresso gratuito, curata da Carlo Sisi, è promossa dall&#8217;<b>Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste</b> e organizzata dalla casa editrice <b>Magonza </b>specializzata in arte e fotografia contemporanea che affianca all’attività editoriale progetti espositivi di ricerca in Italia e all’estero e collabora con gli artisti nella produzione di grafica d’arte e multipli.</p>
<p>Attraverso oltre 60 opere di grande formato l’artista — già celebre per i suoi bianchi e neri graficamente possenti — svela nella Sala Nathan del Magazzino 26 la sua conversione al colore, un viaggio interiore iniziato proprio tra le strade di questa città.</p>
<p>La mostra è il frutto dell’incontro avventuroso di un viaggiatore errante, mai sazio, dotato del suo inseparabile banco ottico Deardorff 13×18 cm, con gli elementi naturali, antropici o antropizzati, che non sono cercati, ma sono piuttosto trovati, accolti e quindi ritratti dallo sguardo dell’autore, attento, profondo e meditativo.</p>
<p>«A meno che non abbia una committenza specifica – racconta George Tatge – preferisco vagare senza un progetto prefigurato in testa. Trovo che in questo modo la mia mente sarà più aperta alle sollecitudini, alle sorprese, a quelle inaspettate epifanie. L’Italia è un paese così imprevedibile, con delle stratificazioni di storia sorprendenti ma anche piena di cose quasi banali che possono essere fonti di meraviglia. Confesso che è un modo faticosissimo di lavorare e non lo suggerirei a nessuno. Camminare per tante ore e sentirmi in ogni momento in gioco, misurandomi con il mondo, testando le mie capacità di vedere e di capire, sfidando il Caso. Sì, proprio il Caso. Siamo tutti frutti del Caso, dal momento in cui si combinano i nostri cromosomi. Il Caso è uno degli aspetti più originali e unici della fotografia e quindi è giusto giocarci. Mi ritrovo perfettamente in una dichiarazione di un pittore che ammiro moltissimo, Gerhard Richter: “Non seguo alcuni obiettivi, nessun sistema, nessuna tendenza. Non ho un programma, né uno stile, né una direzione. Mi piace l’indefinito, la sconfinatezza. Mi piace l’incertezza continua”».</p>
<p>Il percorso espositivo <b>nella Sala Nathan del Magazzino 26</b> si snoda attraverso un’architettura narrativa sapientemente suddivisa in sei tappe tematiche che guidano l&#8217;occhio del visitatore in una progressione emotiva e visiva.</p>
<p>Ad accogliere il pubblico prima l’abbraccio di Trieste, seguito da una selezione di “Recinti&#8221; che si focalizza sul rigore della forma, e poi &#8220;Apparizioni&#8221;, istanti in cui luoghi comuni manifestano presenze illogiche e ironiche. Segue la sezione &#8220;Superfici&#8221;, un&#8217;esplorazione tattile e lenta della luce, della consistenza e della materia, dove il dettaglio diventa un universo da decifrare, seguita da &#8220;Vegetazione&#8221;, che segna un momento di riflessione critica: il caos naturale denuncia l&#8217;impatto drammatico dell&#8217;uomo sull&#8217;ambiente.</p>
<p>Il percorso si conclude con le sezioni &#8220;Metaspazi&#8221;, dove la poetica metafisica di Tatge si riveste di nuove tonalità senza perdere il rigore compositivo, in cui si alternano visioni di Livorno, Torino e Trieste che colpiscono per le loro ardite prospettive urbane, e &#8220;Colore&#8221; inteso come materia viva, incarnata in cumuli di tessuti industriali dalle forme vitali e sospese.</p>
<p>A suggellare l’esperienza della mostra è la proiezione del documentario &#8220;Light &amp; Color&#8221; per la regia di David Battistella. Girato tra Livorno e la Toscana, il film di 28 minuti è un atto di generosità: Tatge permette alla macchina da presa di seguirlo nei suoi rituali silenziosi intorno al cavalletto del banco ottico Deardorff, svelando i meccanismi intimi di un’esplorazione cromatica rivelatrice. È un omaggio alla lentezza e alla precisione in un’epoca di immagini digitali effimere.</p>
<p>Il passaggio al colore, avvenuto dopo trentacinque anni di bianco e nero, rappresenta una &#8220;nuova strada&#8221; ispirata da una mostra di Odilon Redon a Parigi e incoraggiata dal desiderio di non distrarsi più dai significati, ma di lasciare che il colore stesso riveli i suoi segreti nascosti.</p>
<p>«Fino al 2012 – spiega l&#8217;artista – ho lavorato esclusivamente col bianco e nero. Trasformare il mondo in combinazioni di bianco e nero è già una metafora. È una sorta di trascendenza del reale in cui gli infiniti toni di grigio ci costringono a prestare più attenzione alle forme e ai significati dei segni più che a ciò che è raffigurato. È stato di nuovo il Caso a farmi cambiare radicalmente strada. Nel 2011, insieme a mia madre, alla mostra di Odilon Redon al Grand Palais, siamo rimasti perplessi dopo aver visto le tante sale dedicate ai suoi “Noirs”. Solo nelle ultime quattro sale abbiamo trovato i colori stupendi dei suoi dipinti così onirici. Motivo: non ha praticamente toccato il colore fino a giungere a quasi 60 anni! E così, mi sono imposto di tentare questa “nuova” strada. E il viaggio mi sta divertendo non poco. È un modo totalmente diverso di guardare il reale, dove ora è soprattutto il colore ad attirare il mio sguardo e a rivelare i suoi segreti nascosti».</p>
<p>Particolarmente significativo è il legame dell&#8217;artista con Trieste. È proprio qui che Tatge ha realizzato le sue prime fotografie a colori, colpito dalla metafisicità di Via Maestri del Lavoro o dalle trame rugginose delle finestre del Museo Revoltella progettate da Carlo Scarpa.</p>
<p>«Ero stato invitato a Trieste dall&#8217;elegante editore Simone Volpato a partecipare a un libro d&#8217;artista su Scipio Slataper. Così ho iniziato a vagare per queste strade stupende. L&#8217;albero della principessa, nome scientifico <i>paulownia tomentosa</i>, l&#8217;ho trovato in fondo a un vicolo, non mi ricordo dove. E poi la finestra del Museo Revoltella. Non sapevo che fosse stata disegnata da Carlo Scarpa! Ma ogni pannello sembrava un&#8217;opera d&#8217;arte astratta. In entrambi i casi erano i colori a colpirmi: quelli delicati dell&#8217;albero e le variazioni del colore ruggine della finestra. Via Maestri del Lavoro mi colpì per la sua metafisicità. Il palazzo in primo piano, con la vite rossa che sta coprendo la struttura proiettata verso i palazzi moderni, sembra quasi minacciarli che arriverà anche da loro, prima o poi! In mostra ci sono molte immagini in cui la natura si impossessa dell&#8217;opera dell&#8217;uomo».</p>
<p>Trieste, città che lo ha già insignito del Premio Friuli Venezia Giulia per la Fotografia nel 2010, diventa così il palcoscenico ideale per questa rassegna che, come sottolinea il curatore Carlo Sisi, trasforma la fotografia da semplice documento a pura metafora poetica, capace di dare dignità e maestà anche al più semplice oggetto disseminato nel paesaggio urbano.</p>
<p>«Trieste – conclude George Tatge – è stata anche il primo luogo che ho fotografato nel 1988, appena diventato Direttore della Fotografia alla Fratelli Alinari di Firenze. Trieste, nuovissima città antica, dove ho lavorato sul rione di Città Vecchia. Nel 2009 ho esposto la mostra <i>Presenze, paesaggi italiani</i> al Palazzo Gopcevich. Sono tante, quindi, le esperienze e i ricordi che mi legano a questa città. Per non dimenticare Italo Svevo, uno dei miei autori preferiti!».</p>
<h3>Orari</h3>
<p><b>Titolo della mostra:</b> Il Colore del Caso</p>
<p><b>Artista:</b> George Tatge</p>
<p><b>Curatore:</b> Carlo Sisi</p>
<p><b>Sede:</b> Sala Nathan, Magazzino 26, Porto Vecchio, Trieste</p>
<p><b>Periodo:</b> 23 maggio – 12 luglio 2026</p>
<p><b>Orari: </b>giovedì 16-20, da venerdì a domenica e festivi 11-20</p>
<p><b>Inaugurazione:</b> 22 maggio ore 18:00</p>
<p><b>Ingresso:</b> Libero</p>
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		<title>Luci del silenzio</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/</link>
        
        
        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="973" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="silenzio" loading="lazy" title="Luci del silenzio 86"> A Monfalcone la mostra pittorica di Fabiana Biasioli: opere esposte fino al 20 giugno]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Verrà inaugurata venerdì 29 maggio 2026, alle 18, presso la Società Monfalconese di Mutuo Soccorso (via Barbarigo 26), &#8220;<em>Luci del silenzio</em>&#8220;, la mostra pittorica di <strong>Fabiana Biasioli</strong>.</p>
<p>Per l’artista si tratta della seconda mostra personale dopo &#8220;<em>La musica dei colori</em>&#8221; tenuta nella stessa Sala Eugenio Valentinis nel 2022.</p>
<p>Le opere rimarranno in esposizione <strong>fino al 20 giugno 2026</strong>.</p>
<p>Biasioli, monfalconese classe 1964, vanta una carriera radicata nella sperimentazione materica e nell&#8217;evoluzione stilistica, passata dall&#8217;artigianato artistico alle mostre collettive e personali.</p>
<p>La sua formazione unisce gli studi scolastici a un percorso da autodidatta. In particolare, il lavoro con il professor De Luca le ha permesso di esprimere la propria interiorità attraverso immagini oniriche e cromatiche.</p>
<p>Le tecniche spaziano tra acrilico, acquerello, pastelli e matite su tela o cartoncino, variando in base al messaggio.</p>
<p>Le sue opere, calde e avvolgenti, traspongono stati d&#8217;animo e concetti di rinascita, prediligendo volti femminili, natura ed elementi floreali.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;title=Luci%20del%20silenzio" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/" data-a2a-title="Luci del silenzio"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/">Luci del silenzio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-12</mec:startDate>
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                <mec:category>meeting</mec:category>
        
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		<title>Il sogno e il racconto</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/</link>
        
        
        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="906" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valentinuzzi Monfalcone 3 giugno 2026" loading="lazy" title="Il sogno e il racconto 87"> A Monfalcone la mostra personale che ripercorre il cammino artistico di Diego Valentinuzzi]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 3 al 29 giugno l’Atrio del Municipio di Monfalcone ospiterà la mostra personale di <strong>Diego Valentinuzzi</strong>, dal titolo <strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong>, un percorso espositivo dedicato a uno degli artisti monfalconesi più versatili, capace di attraversare linguaggi, suggestioni e riferimenti differenti, dalla pop art al classicismo, dal simbolismo alla dimensione onirica.</p>
<p>La personale rappresenta un’occasione per ripercorrere il lungo cammino artistico di Valentinuzzi, nato a Monfalcone nel 1953, formatosi all’Istituto Superiore di Stato per l’Artigianato e protagonista, nel corso della sua carriera, di numerose esperienze espositive e collaborazioni artistiche.</p>
<p>Dopo il periodo romano degli anni Settanta, durante il quale entra in contatto con diversi ambienti artistici della Capitale, Valentinuzzi ha sviluppato un linguaggio personale e riconoscibile, nel quale convivono memoria, immaginazione, elementi classici, riferimenti alla cultura contemporanea e una forte componente narrativa.</p>
<p>Nelle sue opere realtà e fantasia si intrecciano in composizioni che invitano lo spettatore ad andare oltre l’apparenza del visibile.</p>
<p>Il sogno, l’inconscio, il simbolo e la contaminazione tra stili diventano strumenti attraverso cui l’artista costruisce mondi sospesi, poetici ed enigmatici, capaci di aprire un dialogo tra interiorità e immagine.</p>
<p><strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong> sarà visitabile nell’Atrio del Municipio di Monfalcone, in Piazza della Repubblica 8, <strong>dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12</strong> e <strong>il lunedì e mercoledì anche dalle 15.30 alle 17.30</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;title=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/" data-a2a-title="Il sogno e il racconto"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/">Il sogno e il racconto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-12</mec:startDate>
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		<title>Peripheral Memories</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/</link>
        
        
        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="814" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/peripheral1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="peripheral1" loading="lazy" title="Peripheral Memories 88"> A Trieste una mostra tra arte, memoria industriale e territorio nella filiera del legno del Friuli Venezia Giulia]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Una foresta nel cuore della città per raccontare il legame tra arte contemporanea, lavoro, paesaggio e memoria.</p>
<p>Sarà visitabile da <strong>lunedì 8 giugno</strong> fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> di via Giusto Muratti 1 a <strong>Trieste</strong> la mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong>, esito dell&#8217;omonimo progetto di residenze artistiche internazionali promosso dall&#8217;Associazione <strong>IoDeposito ETS</strong>.</p>
<p>La mostra trova casa in una location particolarmente significativa, uno spazio espositivo e interattivo dedicato alla valorizzazione del patrimonio forestale regionale e della cultura del legno, realizzato dal <strong>Cluster Legno Arredo e Sistema Casa FVG</strong> con la Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con <strong>Legno Servizi – Cluster Forestale FVG</strong>.</p>
<p>Nato nel 2020 e sostenuto dalla <strong>Regione </strong>e dalla <strong>Fondazione Carigo</strong>, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> rappresenta una delle progettualità pluriennali più significative sviluppate da <strong>IoDeposito</strong> per creare <strong>relazioni tra artisti internazionali e tessuto produttivo regionale</strong>.</p>
<p>Nel corso degli anni il progetto ha dato vita a oltre venti opere tra installazioni, interventi di land art e lavori multimediali, costruendo un dialogo originale tra memoria industriale, sostenibilità e identità territoriale.</p>
<p>Gli artisti coinvolti vivono infatti un&#8217;esperienza immersiva all&#8217;interno di aziende, aree produttive e contesti naturali, osservando processi, incontrando lavoratori e comunità e trasformando questa esperienza in opere <em>site-specific</em>.</p>
<p>L&#8217;esposizione triestina raccoglie gli <strong>esiti delle più recenti residenze artistiche</strong> e delle ricerche sul campo realizzate da <strong>Marta Azparren, Guido Mitidieri, Nemanja Milenković e Yilin Zhu</strong>, protagonisti di un percorso che attraversa idealmente l&#8217;intera filiera del legno regionale, dalle aree boschive alle lavorazioni industriali.</p>
<p>Al centro della mostra vi è il lavoro della <em>visual artist</em> spagnola <strong>Marta Azparren</strong>, sviluppato durante la residenza presso un&#8217;azienda di arredo di alta gamma di San Giovanni al Natisone. Attraverso l&#8217;osservazione dei gesti ripetitivi della produzione e l&#8217;utilizzo di particolari strumenti applicati ai guanti da lavoro, l&#8217;artista ha trasformato il legno in un archivio materiale della memoria del lavoro umano, restituendo visibilità a movimenti e competenze spesso destinati a rimanere invisibili.</p>
<p>Accanto a questa ricerca trovano spazio il percorso dell&#8217;architetto e artista concettuale <strong>Guido Mitidieri</strong> che esplora il rapporto tra comunità e paesaggio, che avrà il suo sviluppo finale a metà con un’opera di <strong><em>land art</em></strong> <strong>sulle rive dell’Isonzo</strong> in località Sagrado.</p>
<p>Le riflessioni sull&#8217;equilibrio tra uomo e natura dell&#8217;artista serbo <strong>Nemanja Milenković</strong>; e il lavoro della <em>sound artist</em> <strong>Yilin Zhu</strong>, che attraverso <strong>installazioni sonore </strong>generate con l&#8217;intelligenza artificiale rielabora i rumori delle lavorazioni industriali e i suoni del bosco, restituendo una nuova dimensione sensibile al patrimonio immateriale del lavoro.</p>
<p>Attraverso opere materiche, fotografiche, video e sonore, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> propone una riflessione <strong>sul ruolo dell&#8217;essere umano nei processi produttivi contemporanei</strong>, sospesi tra tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica.</p>
<p>Un progetto che guarda alla transizione ecologica non solo come sfida industriale, ma anche culturale, riaffermando il valore della memoria, del gesto e delle relazioni tra persone, imprese e territorio.</p>
<p>La mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> sarà visitabile a ingresso libero fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> a Trieste <strong>dal lunedì al venerdì in orario 10.00-13.00 | 14.00-17.00. L’ingresso è gratuito</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;title=Peripheral%20Memories" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/" data-a2a-title="Peripheral Memories"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/peripheral1.jpeg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/">Peripheral Memories</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-12</mec:startDate>
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		<title>Campolonghetto, un paese a colori</title>
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        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/low_turoldo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="low turoldo" loading="lazy" title="Campolonghetto, un paese a colori 89"> Per tre giorni artisti impegnati nella realizzazione di nuovi murales ispirati alla storia, alle tradizioni, ai miti, ai personaggi e all’identità del Friuli Venezia Giulia]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Il murale dedicato a Padre David Maria Turoldo (ph. Claudio Pizzin)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torna “<strong><em>Campolonghetto, un paese a colori</em></strong>”, l’evento che accompagna la crescita del <a href="https://imagazine.it/home_desk/il-museo-delle-case-narranti/"><span style="text-decoration: underline">Museo delle Case Narranti FVG</span></a> e che, con la sua quinta edizione, aggiungerà nuove opere al percorso artistico permanente diffuso nel borgo di Campolonghetto, frazione di Bagnaria Arsa.</p>
<p>Per tre giorni il paese ospiterà artisti provenienti da esperienze e linguaggi differenti, impegnati nella realizzazione di nuovi murales ispirati alla storia, alle tradizioni, ai miti, ai personaggi e all’identità del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Accanto agli interventi pittorici, il programma proporrà spettacoli, musica, laboratori, mostre, mercatini, attività culturali e momenti di convivialità capaci di coinvolgere visitatori di ogni età.</p>
<p>Il Museo delle Case Narranti FVG nasce dall’idea di trasformare gli spazi quotidiani di un borgo rurale in un’esperienza culturale permanente e accessibile. Le pareti delle abitazioni, i cortili e gli scorci del paese diventano così strumenti di narrazione collettiva, creando un dialogo continuo tra arte contemporanea, comunità e territorio.</p>
<p>Negli anni il progetto ha contribuito a rendere Campolonghetto una meta culturale sempre più riconoscibile, attirando visitatori, appassionati di arte urbana, fotografi, famiglie e curiosi interessati a scoprire un Friuli raccontato attraverso immagini, colori e storie.</p>
<p>“Campolonghetto, un paese a colori” non è soltanto un evento artistico, ma un’occasione di incontro e valorizzazione territoriale, capace di unire cultura, turismo lento e identità locale in un’esperienza immersiva e condivisa.</p>
<h3>IL PROGETTO</h3>
<p>Il Museo delle Case Narranti FVG è un museo a cielo aperto diffuso tra le vie di Campolonghetto. Attraverso murales, installazioni e opere artistiche permanenti, il borgo racconta la storia, le tradizioni, le leggende, i mestieri e l’immaginario del Friuli Venezia Giulia. Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare il territorio rurale attraverso l’arte pubblica, trasformando muri anonimi e spazi quotidiani in strumenti di narrazione culturale e identitaria.</p>
<p>Il museo è liberamente visitabile durante tutto l’anno e continua ad ampliarsi edizione dopo edizione grazie al coinvolgimento di artisti, associazioni, cittadini e realtà culturali.</p>
<h3>L’EVENTO</h3>
<p>La quinta edizione dell’evento rappresenta un nuovo passo nel percorso di crescita del museo.</p>
<p>Durante la manifestazione:</p>
<ul>
<li>verranno realizzati nuovi murales e nuove sculture;</li>
<li>il pubblico potrà osservare gli artisti al lavoro dal vivo;</li>
<li>saranno organizzati spettacoli, musica e iniziative culturali;</li>
<li>saranno presenti mercatini di prodotti locali e artigianato;</li>
<li>verranno proposti laboratori e attività dedicate anche ai più piccoli.</li>
</ul>
<p>L’obiettivo è creare un’esperienza culturale partecipata, capace di unire arte contemporanea, turismo esperienziale e valorizzazione del territorio.</p>
<h3>GLI ARTISTI</h3>
<p><strong>Mattia Campo Dall’Orto</strong></p>
<p>Artista e ricercatore laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, sperimenta diversi media artistici e realizza progetti di muralismo e creatività urbana in vari paesi. Utilizza la progettazione compartecipata per coinvolgere le comunità locali nell’arte pubblica.</p>
<p><strong>Gabriele Del Pin</strong></p>
<p>Artista e docente, alterna ricerca personale e pratica didattica. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha partecipato a progetti di riqualificazione urbana e collaborato con istituzioni culturali e riviste.</p>
<p><strong>Sqon</strong></p>
<p>Storico artista di strada friulano attivo dal 1999, noto per i suoi graffiti-logo raffiguranti un gatto dallo stile immediato e riconoscibile, diventato simbolo urbano nel Nord Est e nei Balcani.</p>
<p><strong>Giulialba Pagani</strong></p>
<p>Originaria di Campolonghetto, dopo una vita dedicata allo studio e all’insegnamento della matematica è tornata a vivere nel borgo riscoprendo la passione per disegno e pittura.</p>
<p><strong>Bro 360 Crew</strong></p>
<p>Crew nata nel 2013 dall’esperienza di Amaele Serino (Tiskio) e Mario Verta (Doctor M), impegnata in progetti di street art, inclusione sociale e rigenerazione urbana rivolti soprattutto ai giovani.</p>
<p><strong>Roberto Candotti – Obino</strong></p>
<p>Artista poliedrico originario di Tolmezzo, attivo tra pittura, disegno e street art. Il suo lavoro è fortemente legato al territorio friulano, reinterpretato attraverso molteplici tecniche e linguaggi visivi.</p>
<p><strong>Valentina Bott</strong></p>
<p>Illustratrice e artista visiva, si occupa di laboratori artistici, murales, installazioni e progetti collettivi. La sua ricerca punta a stimolare espressione creativa e spontaneità attraverso colore e forme.</p>
<p><strong>Gianni Lollis</strong></p>
<p>Pittore, restauratore e docente originario di Campolonghetto, attivo a Verona dagli anni Sessanta. La sua produzione artistica spazia dall’olio all’affresco fino alle vetrate artistiche.</p>
<p><strong>Franco Strizzolo</strong></p>
<p>Artista residente a Chiarmacis, dedica la propria ricerca al paesaggio friulano e alla natura agreste, sviluppando un linguaggio pittorico caratterizzato da forte sensibilità cromatica.</p>
<p><strong>Gino D’Agaro</strong></p>
<p>Artista autodidatta, affianca pittura e scultura lignea a una continua ricerca sperimentale. Le sue opere trasformano suggestioni interiori e visioni astratte in forme materiali ed evocative.</p>
<h3>IL BORGO</h3>
<p>Campolonghetto è una frazione rurale del Comune di Bagnaria Arsa, immersa nella campagna friulana. Negli ultimi anni il borgo ha intrapreso un percorso di valorizzazione culturale e artistica che lo ha trasformato in una realtà riconoscibile nel panorama dell’arte urbana regionale. Il Museo delle Case Narranti FVG rappresenta oggi uno dei principali strumenti di promozione culturale e turistica del territorio.</p>
<h3>UN PERCORSO ACCESSIBILE</h3>
<p>Tra le novità della quinta edizione debutta la nuova applicazione ufficiale del Museo delle Case Narranti FVG, pensata per accompagnare i visitatori alla scoperta del borgo e delle sue opere in modo semplice e intuitivo.</p>
<p>L&#8217;applicazione raccoglie in un unico strumento tutte le audioguide del museo, già accessibili tramite i QR code presenti accanto ai murales, consentendo di esplorare facilmente le storie, le tradizioni e i personaggi raccontati dalle opere. Durante la manifestazione, i visitatori potranno inoltre consultare il programma aggiornato degli eventi, con il calendario completo delle attività, degli spettacoli e degli appuntamenti previsti nel fine settimana.</p>
<p>L&#8217;app offre anche una sezione dedicata agli artisti che hanno contribuito alla crescita del progetto nel corso degli anni, con biografie, approfondimenti e informazioni sulle opere realizzate. Grazie alle funzionalità di geolocalizzazione, sarà possibile orientarsi facilmente all&#8217;interno del museo diffuso, raggiungendo murales, mostre, punti di interesse ed eventi direttamente attraverso il proprio smartphone.</p>
<p>Uno strumento che arricchisce l&#8217;esperienza di visita e rende il Museo delle Case Narranti FVG ancora più accessibile, trasformando una passeggiata tra le vie del borgo in un percorso culturale interattivo e sempre disponibile.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-12</mec:startDate>
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                <mec:category>discovery</mec:category>
        
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		<title>Borg in Fiesta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/borg-in-fiesta/</link>
        
        
        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="904" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/borg-in-fiesta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="borg in fiesta" loading="lazy" title="Borg in Fiesta 90"> A Fiumicello tre giorni di sport, musica e tradizioni in località San Antonio. Iniziative per tutte le età]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Tre giorni di comunità, sport, musica e tradizione.</p>
<p><strong>Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026</strong>, la <strong>località di San Antonio </strong>a<strong> Fiumicello</strong> si vestirà a festa per il traguardo della 25ª edizione di &#8220;<strong><em>Borg in Fiesta</em></strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;evento, organizzato dall&#8217;<strong>Associazione</strong> <strong>Befana dal Borc</strong> con il patrocinio del Comune, promette un fine settimana ricco di appuntamenti per tutte le età, unendo l&#8217;enogastronomia locale al divertimento.</p>
<p>Il cuore pulsante della manifestazione sarà l&#8217;area festeggiamenti, dove i chioschi offriranno le specialità della tradizionale carne alla brace, accompagnate da un&#8217;area interamente dedicata ai giochi gonfiabili per il divertimento dei più piccoli.</p>
<h3>Il programma del fine settimana</h3>
<p><strong>Venerdì 12 giugno</strong>: l&#8217;apertura e il viaggio musicale.</p>
<p>I festeggiamenti prenderanno il via alle ore 18.30 con l&#8217;apertura dei chioschi, seguita alle 19 dall&#8217;avvio delle cucine e da un aperitivo con DJ set.</p>
<p>Il momento clou della serata scatterà alle ore 22 con il format &#8220;<em>C&#8217;era una volta</em>&#8220;, un viaggio musicale dedicato ai grandi successi degli anni &#8217;90 e 2000, guidato alla consolle da <strong>DJ Nanny Jay</strong> e impreziosito dal vocalist <strong>Morfeus</strong>.</p>
<p><strong>Sabato 13 giugno</strong>: sport e divertimento non-stop. La giornata si aprirà all&#8217;insegna dello sport all&#8217;aria aperta. Dalle ore 9, l&#8217;area verde del Borgo San Antonio ospiterà il <strong>Torneo Green Volley 4vs4 misto</strong>, organizzato in collaborazione con <em>Volleyamo</em>: una maratona di gare condita da musica, birra e intrattenimento per l&#8217;intera giornata.</p>
<p>In serata, dopo la riapertura di chioschi e cucine, l&#8217;appuntamento musicale delle ore 21 sarà affidato all&#8217;aperitivo targato <em>ZETA</em>.</p>
<p><strong>Domenica 14 giugno</strong>: tra solennità, istituzioni e spettacolo. La domenica si aprirà con i momenti più istituzionali e sentiti dalla comunità: alle ore 9.30 la celebrazione della messa del patrono; alle ore 11 la cerimonia di consegna della Costituzione ai neo-diciottenni da parte dell&#8217;Amministrazione Comunale, che vedrà la partecipazione dell&#8217;avvocato <strong>Federico Gambini</strong>; alle ore 12 il pranzo comunitario con l&#8217;apertura delle cucine e il concerto del <strong>Gruppo Bandistico &#8220;Tita Michelas&#8221;</strong> di Fiumicello Villa Vicentina, diretto dal maestro <strong>Gabriele Petracco</strong>.</p>
<p>Nel pomeriggio riprenderanno le attività per i bambini con i gonfiabili, mentre la serata conclusiva entrerà nel vivo dalle 18.30 con un altro aperitivo con DJ set.</p>
<p>Alle 19.30 riflettori puntati sullo spettacolo di danze sportive a cura di <strong>Olimpia Danze</strong>, prima del gran finale affidato alle selezioni musicali di <strong>DJ Set Wolf</strong>.</p>
<p>Un traguardo importante, quello del quarto di secolo, che testimonia la vitalità del tessuto associazionistico locale e la capacità di rinnovare, anno dopo anno, una delle feste più attese del territorio della Bassa Friulana.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
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        <mec:endDate>2026-06-14</mec:endDate>
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