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C’era una volta un filo

A Trieste l’arte del ricamo contemporaneo sposa l’illustrazione d’autore. Esposte oltre cento opere

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Tempo di lettura: 4 minuti

Babe al Pedocin
Babe al Pedocin

 

Inaugura ufficialmente martedì 16 giugno alle ore 18, negli spazi della Sala Xenia di Trieste, la settima mostra biennale di ricamo contemporaneo C’era una volta un filo“.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Trieste Ricama con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, offre un allestimento unico in cui il ricamo esce dalla dimensione esclusivamente artigianale e domestica per essere vissuto in modo completamente diverso, affermandosi come uno strumento narrativo e visivo contemporaneo, capace di interpretare e restituire contenuti complessi attraverso il dialogo tra differenti codici espressivi.

L’innovatività risiede nell’approccio metodologico adottato per la realizzazione delle opere, che integra racconto, arti visive e pratiche tessili in un processo unitario di rilettura della fiaba e dell’illustrazione attraverso la riproduzione di disegni d’autore di artiste del Friuli Venezia Giulia e dell’area transfrontaliera.

La direzione artistica dell’intero progetto e la cura del percorso didattico e dell’allestimento sono affidate a Miriam Silverio, figura di spicco nel panorama tessile nazionale.

Sotto la sua guida, le oltre cinquanta allieve della scuola di Trieste Ricama hanno svolto un’attività laboratoriale continuativa dando vita a un’esposizione incalcolabile per valore artistico e ore di minuzioso lavoro impiegate.

In Sala Xenia si potranno ammirare oltre cento opere ricamate, tra cui molte nate da un imponente lavoro di ricerca che ha visto la scuola visionare più di cinquecento illustrazioni d’autore.

I disegni selezionati e i lavori ricamati delle allieve si trasformano così in quadri, cuscini, eleganti borse, pochette, grembiuli, copri iPad, copri ricettari, lenzuolini, corsie e persino raffinate spille da indossare.

Le opere in mostra traggono ispirazione diretta dai libri illustrati e dai calendari di cinque artiste di riconosciuta qualità, attive sul territorio regionale e nell’area mitteleuropea e transfrontaliera, i cui lavori costituiscono la base narrativa e visiva delle attività. Le ricamatrici hanno riprodotto i loro universi visivi popolati da personaggi delle fiabe, animali, fiori, paesaggi, erbe del Carso e caratteristiche figure, come le signore al Pedocin.

Le artiste da cui sono tratti i lavori ricamati portano in dote background differenti: Michela Occhi di Maniago si distingue per l’attenzione al segno, alla materia e al rapporto tra immagine e racconto; Sarolta Szulyovszky, operante a San Daniele del Friuli ma di origine ungherese, sviluppa la sua ricerca tra linguaggio illustrativo e dimensione interculturale; Vesna Benedetic è un’illustratrice slovena, nata a Gorizia e cresciuta a Trieste attiva nell’ambito dell’illustrazione per l’infanzia e della progettazione culturale transfrontaliera; Carlotta Zanettini di Trieste esplora il rapporto tra immagine, narrazione e sensibilità contemporanea, mentre Martina Campagnolo di Trieste arricchisce il percorso con la sua cifra stilistica.

La presenza di artiste legate a contesti geografici, culturali e linguistici diversi, ma radicate nel territorio, rafforza la dimensione di cultura di frontiera del progetto, valorizzando il territorio come spazio di incontro e contaminazione.

Le loro opere non sono presentate come elementi decorativi, ma fungono da materiale di studio e reinterpretazione.

Per farlo, le allieve hanno impiegato non solo le tecniche classiche e il rigore geometrico del blackwork, ma anche stili sofisticati come il punto raso, capace di imitare le pennellate fluide di un dipinto, e il Punto Silin, che si ispira alle forme ai volumi dei mosaici di Villa Silin in Libia, ideato dall’insegnante di ricamo Laura Sperandio Merlo.

L’esposizione si configura come parte di un dispositivo culturale più ampio, che comprende un programma strutturato di laboratori e attività partecipative.

Sono previsti dal 17 al 21 giugno incontri pomeridiani condotti dalle stesse illustratrici coinvolte, dedicati agli elementi essenziali del racconto e al processo creativo che si sviluppa tra narratore, illustratore e ricamatore, nonché laboratori pratici di ricamo gratuiti,  al mattino, rivolti a bambini e adulti, concepiti come spazi di apprendimento, sperimentazione e condivisione intergenerazionale.

Ad ampliare inoltre sensibilmente la fruizione della mostra sarà anche il progetto locale Nati per Leggere Trieste all’interno del progetto regionale LeggiAMO 0-18 che integra negli spazi dell’esposizione momenti di lettura ad alta voce.

La collaborazione favorisce un approccio inclusivo rendendo l’esposizione uno spazio accogliente, partecipato e accessibile a bambini e adulti. Una parte della sala sarà stabilmente allestita con tappeti, cuscini e arredi su misura di bambini e adulti, creando un ambiente raccolto e ospitale che favorisca l’ascolto, la partecipazione e la permanenza.

NpL Trieste è così partner per le attività collaterali ma contribuisce anche a definire l’identità stessa della mostra: un luogo di incontro in cui il racconto, l’immagine e il gesto del ricamo diventano strumenti di relazione, crescita e condivisione culturale.

Nello specifico, venerdì 19 giugno, dalle ore 17 alle 18.30, NpL Trieste curerà l’evento speciale “Incontriamoci… tra ricami di fiabe”, dedicato ai bambini dai tre ai sei anni.

L’appuntamento prevede letture di fiabe originali di alcune delle artiste e di albi illustrati a tema. Alle letture seguirà la visita alla mostra e si potrà incontrare Vesna Benedetič.

Orari

Dopo il momento inaugurale del 16 giugno, la mostra rimarrà aperta e visitabile da mercoledì 17 a domenica 21 giugno, la mattina dalle 10 alle 13 e il pomeriggio dalle 16.30 alle 19.30.

Per maggiori dettagli o per iscriversi ai laboratori gratuiti su prenotazione a infomiriamsilverio@gmail.com e www.triestericama.it

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Data

16 - 21 Giu 2026

Categorie

Comune

Trieste

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