Cosa significa essere “Friulians” in Canada?

imagazine_icona

redazione

12 Dicembre 2014
Reading Time: 3 minutes
Condividi

Presentato a Udine il libro scritto da Sarah Rolfe Prodan

Condividi

«No plui fasin di bessoi, ma fasin insieme. Cussì o lin lontan». Parole del console onorario del Canada a Udine Primo Di Luca, che assieme al presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo, ha presentato in Sala Valduga il libro “Friulians in Canada”.

Il volume omaggia, attraverso una serie di storie e biografie fortemente simboliche, il legame Friuli-Canada e tutti i friulani emigrati nel grande Paese nordamericano, che lì sono riusciti a creare impresa e a costruirsi un futuro, con impegno e talento, raggiungendo risultati di riconosciuto successo. “Friulians in Canada”, scritto da Sarah Rolfe Prodan, è prodotto  in coedizione con Forum Editrice Universitaria Udinese e con il patrocinio della Regione, e realizzato con il contributo della Banca Popolare di Cividale. Perciò a presentarlo, oltre a Di Luca e Da Pozzo, c’erano il magnifico rettore Alberto Felice De Toni, il presidente della banca cividalese Graziano Tilatti, il consigliere Pietro Paviotti in rappresentanza della Regione e il sociologo e docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia Ulderico Bernardi, che ne ha curato la prefazione.

Proprio sulla necessità di superare il “fasin di bessoi” per puntare a una nuova e produttiva collaborazione e apertura al mondo, il presidente Da Pozzo ha dato avvio alla presentazione del libro, «nato da una delle missioni che il sistema camerale ha organizzato in Canada per accompagnare le imprese».

Un impegno, quello della Camera di Commercio, che «porterà, nel primo semestre 2015, a concretizzare l’apertura di un Desk Canada, che diventi punto di riferimento a Toronto per i nostri imprenditori che vogliano sviluppare rapporti economici nel Paese che, va evidenziato, è tra i pochissimi a mantenere il rating di Tripla A e ad averlo mantenuto anche durante la crisi globale. Nelle nostre missioni – ha evidenziato Da Pozzo –, oltre all’attività più squisitamente economica e di promozione delle nostre imprese, cui garantiamo l’appoggio del sistema complessivo delle istituzioni, portiamo anche l’eccellenza delle attività scientifico-culturali, con la presenza dell’Università e dei nostri centri di ricerca, a sottolineare che le relazioni storiche possono e devono svilupparsi con una forte spinta all’innovazione. Questo libro è dunque omaggio alla storia di tantissime persone, riconosce i valori del passato e guarda avanti in modo estremamente aperto».

Parole riprese da Di Luca, che guida il Consolato canadese insediato proprio in Camera di Commercio e che è divenuto fondamentale riferimento anche per le imprese interessate ad avviare o consolidare la loro posizione in Canada. Il Consolato ha visto incrementare le richieste da parte del pubblico, specialmente in merito alle opportunità di lavoro da parte non solo di giovani e neolaureati in cerca di un’esperienza all’estero o di collaborazioni con le Università canadesi, ma anche di professionisti come avvocati, medici, ingegneri. Il consolato riceve una media di dieci telefonate al giorno e una decina di visite alla settimana, e conta a oggi circa 1.600 mail di richieste varie, dalla normale attività consolare alle richieste di contatto con le aziende in cerca di nuovi sbocchi.

«Questo libro – ha detto Di Luca – parla dell’esperienza friulana in Canada: lavoratori, imprenditori, artigiani, leader politici, il volume descrive gli anni difficili di chi ha avuto il coraggio di partire, senza istruzione, senza conoscere la lingua. Erano – eravamo! – poveri e disperati in casa di altri». Di Luca ha sottolineato che «non si partiva da zero, ma da sottozero. La volontà, però – ha assicurato –, era enorme ed è ciò che ha reso possibili tante storie di successo». A chi dice però «che queste persone “hanno trovato fortuna”, dobbiamo replicare che è semmai il risultato ottenuto da chi ha saputo vivere in un Paese straniero rispettando le sue regole e iscrivendosi a quella che si chiama “la scuola dei gomiti”, perché tutti ci siamo dovuti dar da fare con fatica, sacrifici, lavorando nelle campagne, nelle ferrovie, nelle miniere, nelle costruzioni. E da costruttori di case siamo poi riusciti a diventarne proprietari: è da quel momento che non ci siamo sentiti più stranieri, ma cittadini, in una nuova casa e con radici fortissime in Friuli». Le storie contenute nel libro «sono solo esempi di migliaia di storie, di chi ha contribuito a costruire il Canada e sta continuando a farlo. Ed è un omaggio a tutti loro, così come al Paese che ha saputo accogliere i friulani e gli italiani, dove essi hanno saputo e potuto farsi valere», ha concluso Di Luca.

Il libro sarà disponibile nelle librerie, nel circuito della Forum editrice.

Visited 3 times, 1 visit(s) today