Gradisca: al via il nuovo Consiglio Comunale delle Ragazze e dei RagazziLe Fiamme Gialle in festa a MuscoliI Giuliani nel Mondo accolti a GoriziaGorizia in Barcolana con BarraondaSocialità e formazione a Castions delle MuraIn FVG i primi boschi vetusti d’Italia iscritti nella Rete nazionaleGrado: lavori a pieno ritmo sul campanileJoannis: dieci anni di cene multietnicheAI ed export: Sangion al CampidoglioIl Premio Mela Friuli a Lauro CargnelliMonfalcone: donato un orologio meccanico scheletratoUdine: ricerca per modificare interi cromosomi malatiNevio Di Vincenzo nuovo vicario del questore di GoriziaCervignano: otto nuovi televisori per la Casa di RiposoProtezione Civile: Aquileia fulcro del progetto europeoPordenone riabbraccia le Giornate del Cinema mutoSicurezza in mare: operativo un nuovo gommoneRiparte la Marcia Mondiale per la Pace e la non violenzaDa tutta Italia per scoprire il Parco Scout di CervignanoLa scuola a teatro: Pordenone investe su studenti e insegnanti

Gorizia, orti sociali come strumento di integrazione

Tempo di lettura: 2 minuti

Nei terreni concessi in comodato dall'Ater si svilupperà il progetto rivolto anche a persone con disabilità.

53356 1

GORIZIA – Inaugurato nell’ex fondo Suore Orsoline di via Sant’Angela Merici il progetto co-finanziato dalla Regione “Alti e altri orti sociali“, che ha visto la collaborazione tra diverse realtà tra cui Ater Gorizia, Comune di Gorizia, Fondazione Carigo, Anffas Udine, Fish, Grass, Apici, Uildm, Aatc, Ge.Co e Diritto di parola.

“Il progetto, che nasce come agricoltura urbana, ha molteplici pregi e ha la grande forza della sinergia: la vitalità che si sprigiona quando istituzioni, enti, associazioni, privati e cittadini si uniscono per raggiungere insieme un obiettivo comune, a favore delle persone fragili, ma non solo” ha affermato l’assessore regionale alla Salute, disabilità e politiche sociali del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.

“Ringrazio Ater, che ricopre per sua natura una funzione sociale, per aver concesso in comodato i terreni del fondo, a loro volta affidati a persone che qui possono non solo coltivare e far crescere il loro orto o il loro giardino, ma possono soprattutto incontrarsi, parlare, dialogare, integrarsi. Stare bene. Iniziative come queste liberano risorse, energie, e fanno vivere meglio tutta la comunità”, ha aggiunto Riccardi che si è unito alla messa a dimora delle prime piatine negli orti “alti”, creati per essere raggiunti anche da persone con disabilità.

“Il progetto si lega in maniera significativa anche ai percorsi dell’invecchiamento attivo – ha concluso Riccardi –. Favorire una buona qualità della vita delle persone è un compito molto importante: continueremo per questo con determinazione lungo il percorso sul quale ci siamo incamminati. In questi anni daremo corpo a provvedimenti normativi importanti che abbiamo costruito insieme alle realtà del Terzo settore: riusciremo a farlo restando sempre uniti”.