La scuola a teatro: Pordenone investe su studenti e insegnantiL’emozione di Caterina Plet da papa Leone XIVPaola Turci per il gran finale del Festival del CoraggioSoftball: Castionese eroica, riscritta la storiaCervignano: Martina Namoini atleta dell’annoL’abbraccio di Aiello al nuovo arcivescovoUna panchina per costruire inclusioneMonfalcone: nuova stanza ristoro per i pazienti oncologiciCura pediatrica integrata: Trieste capofila in ItaliaUna marea rosa a tutela della salute femminileQuattro generazioni di Godeassi a raccoltaGorizia: nuovo bando per il PalaBigotTrieste: inaugurato il Consolato onorario della LituaniaRonchi: rinnovato l’ufficio AnagrafeAlzheimer: a Muggia gemellaggio sulle buone praticheParità di genere in campo e nella vitaMarco Petean: una stanza tutta per séCanoa: Michielan di bronzo agli Olympic HopesBaseball: Ronchi chiude con l’amaro in boccaIl folclore friulano incanta la Slovenia

Fragole selvatiche per difendere colture agricole

Tempo di lettura: 2 minuti

Campionamento in tutta Europa per lo studio sul “lievito nero”, la “guardia del corpo” di diverse specie vegetali

53726 1

UDINE – Contribuire a migliorare le difese naturali delle fragole coltivate studiando il ruolo del lievito Aureobasidium pullulans, microrganismo che cresce sopra (epifita) le fragole selvatiche (Fragaria vesca), diffuse in tutta Europa.

È l’obiettivo di un progetto biennale che l’Università di Udine sta conducendo assieme alla Swedish University of Agricultural Sciences di Alnarp (Svezia). La ricerca (“Plant-pathogen-bodyguard interactions across the European continent”) è promossa dalla Fondazione Carl Triggers di Stoccolma. L’Ateneo friulano lavora al progetto con il gruppo di Patologia delle piante, del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, coordinato da Alessandra Di Francesco.

La ricerca

Le fragole selvatiche, o fragoline di bosco, crescono in quasi tutto il continente e sono spesso minacciate da patogeni microbici. Raccolte a campione in diversi siti europei, saranno sottoposte a controlli per verificare la loro resistenza a microrganismi fitopatogeni. Al contempo, saranno isolati e studiati ceppi del lievito, che è dotato di capacità antagonistiche nei confronti di fitopatogeni. Lo scopo finale è quello di selezionare i migliori ceppi da poter proporre come principio attivo di “bioformulati” da applicare in agricoltura. I bioformulati sono prodotti contenenti microrganismi selezionati utilizzabili per la protezione delle piante, in alternativa all’utilizzo di prodotti chimici.

I meccanismi

Il progetto studierà la resistenza delle piante di fragola collezionate a patogeni fungini, nonché l’efficacia e la diversità dei diversi ceppi di lievito isolati dalle stesse. Questo aiuterà a capire anche come evolvono le associazioni pianta-microrganismi fornendo informazioni utili su come ottimizzare la protezione naturale delle colture per le specie coltivate di fragola.

La “guardia del corpo” microbica

Le fragole sono minacciate, in particolare, dalla muffa grigia e dall’antracnosi, malattia fungina che genera macchie scure su foglie e steli. Fortunatamente, alcuni microrganismi epifiti possono fungere da “guardia del corpo” di queste piante contro alcune malattie attraverso l’attivazione di diversi meccanismi d’azione. Come l’Aureobasidium pullulans, noto anche come “black yeast”, lievito nero, conosciuto per fungere da bodyguard di diverse specie vegetali, tra cui le fragole.