Musica e spiritualità: doppio evento a Cervignano
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“Il canto dell’Ausa” e “Il mio canto libero sei Tu”: emozioni e riflessioni nell’ambito dei festeggiamenti patronali
Un sabato dedicato alla musica in tutte le sue sfaccettature. Il 26 settembre è in programma un doppio appuntamento musicale a Cervignano del Friuli nell’ambito dei festeggiamenti patronali.
Si inizia alle ore 17 in Casa della Musica, con la conferenza concerto “Il Canto dell’Ausa”, organizzata dal Civico Museo Archeologico e Storico (CiMAS) di Cervignano e dall’Associazione Internazionale dell’Operetta, Friuli Venezia Giulia e Associazione Culturale Luigi Cocco
con la collaborazione Auser Bassa Friulana.
L’evento, a ingresso libero, vedrà l’esibizione della soprano Ilaria Zanetti accompagnata al pianoforte da Cristina Santin.

Il fiume Ausa, che attraversa solenne e silenzioso Cervignano, diventa il filo conduttore di un progetto artistico che si amplia fino ad abbracciare l’intero paesaggio culturale del territorio.
Un omaggio che parte dall’opera di Giulio Viozzi (1912-1984) e costruisce un percorso musicale e poetico, in cui si intrecciano geografia, memoria, parlate e identità.
Insieme alla figura centrale di Viozzi, compositore triestino tra i più significativi del Novecento italiano, profondamente legato a Cervignano, il programma si apre ad altri autori che hanno tradotto in musica le suggestioni della laguna, del Friuli e del mondo giuliano, costruendo un mosaico espressivo unitario.
Nell’ambito della manifestazione avrà luogo la prima esecuzione assoluta della composizione Fermite con mi, composta da Federico Gon su testo di Anita Pittoni.

Il mio canto libero sei Tu
In serata, alle ore 20.30 al Teatro Pasolini, si esibiranno i SettantavolteSette: un’esperienza musicale che va oltre il concerto.
Un viaggio tra grandi brani della musica italiana e internazionale, riletti attraverso le domande profonde dell’uomo. Fragilità, ricerca, amore, perdono e speranza diventano il filo conduttore dello spettacolo.
Non musica religiosa, ma musica capace di aprire uno spazio alla spiritualità e alla ricerca di Dio. Canzoni conosciute assumono nuovi significati, fino a lasciare intravedere la sua presenza anche nelle parole più inattese.
Il pubblico non è semplice spettatore, ma viene accompagnato dentro un percorso fatto di musica, parole ed emozioni.
Un linguaggio contemporaneo, capace di parlare anche a chi è lontano dalla fede o semplicemente si sta interrogando.
Perché il desiderio di essere amati, compresi e ritrovati appartiene a ogni uomo.
E forse, proprio dentro quel desiderio, Dio si lascia incontrare.
SettantavolteSette – “Il mio canto libero SEI TU”: musica che interroga il cuore.


