Il Friuli: la culla della moderna ingegneria sismica
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A Mossa una serata con il tecnico e progettista Renzo Medeot. Per raccontare come dal terremoto del 1976 siano nate importanti innovazioni
A cinquant’anni dal terremoto del Friuli, Mossa prosegue il percorso di incontri dedicato alla memoria del sisma e alle trasformazioni che quell’esperienza ha prodotto, non solo nella ricostruzione del territorio, ma anche nel campo della ricerca e dell’ingegneria antisismica.
Giovedì 1 ottobre, alle 20.30, nel Centro Civico Comunale di via XXIV Maggio 57, sarà protagonista Renzo Medeot, tecnico e progettista originario di Mossa, con una serata dal titolo “Il Friuli: la culla della moderna ingegneria sismica”.
Medeot porterà la propria esperienza professionale, maturata anche in ambito internazionale, per raccontare come proprio dal terremoto del 1976 siano nate alcune delle più importanti riflessioni e innovazioni nel campo della progettazione antisismica.
Tra gli esempi più significativi c’è il ponte di Somplago, progettato con un sistema di isolamento sismico e rimasto in piedi durante il terremoto del Friuli del 1976. Un’opera che rappresenta una testimonianza concreta di un approccio all’ingegneria destinato negli anni a trovare applicazioni sempre più ampie.
Nel corso dell’incontro si parlerà quindi di terremoti, prevenzione, innovazione tecnologica e sicurezza delle costruzioni, ma anche del ruolo che il Friuli ha avuto nello sviluppo di nuove tecniche e soluzioni per affrontare il rischio sismico.
La serata rientra nel calendario delle iniziative promosse dal Comune di Mossa in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli, nel quadro del percorso culturale di Ambienti, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.
Dopo l’incontro con la giornalista Greta Sclaunich dello scorso 17 settembre, il programma proseguirà con la presentazione del libro di Toni Capuozzo il 18 ottobre.


