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Galleria Planetario: 50 anni in mostra

Tempo di lettura: 3 minuti

Data 09 Ottobre 2026 – 06 Gennaio 2027
Orario 10:00 AM – 1:00 PM
Organizzatore Trieste

A Trieste pittura, scultura e installazioni di artisti internazionali che ne hanno segnato il percorso storico

LIVIO RADIN
Livio Radin

In occasione del 50° anniversario della Galleria Planetario di Trieste, venerdì 9 ottobre, alle 18, in via Fabio Filzi 4 (primo piano), sarà inaugurata una mostra dedicata agli artisti che ne hanno segnato il percorso storico, alla presenza del critico Giancarlo Bonomo, che interverrà dialogando con il fondatore Livio Radin sull’attività espositiva della Galleria Planetario.

In esposizione (la mostra rientra nel programma Barcolana Cultura e sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027), opere di Vedova, Vasarely, Corpora, Dorazio, Bonalumi, Christo, Tancredi, Afro, Sonia Delaunay, Pavel Mansuoroff, César, Picasso, Santomaso, Chersicla, Gianni Dova, Paolo Borghi, Zlatko Prica, Gianni Bertini, Scanavino, Capogrossi, Fabrizio Plessi e altri protagonisti della storia dell’arte.

Fondata nel 1976 da Livio e Clara Radin, la Galleria Planetario ha ospitato nel corso degli anni oltre 120 esposizioni. Il suo percorso iniziò con una mostra dedicata a Picasso, seguita da esposizioni di Sonia Delaunay, César, Arman, Vasarely e Prica.

Successivamente, la galleria accolse più volte mostre personali di artisti quali Corpora, Dorazio, Chersicla, Gianni Bertini, Vedova, Santomaso e Agostino Bonalumi. Tra i protagonisti più recenti figurano Paolo Borghi, Davide Maria Coltro, Francesco Candeloro e Sergio Fermariello.

Le mostre sono sempre state accompagnate dal contributo di autorevoli critici, tra cui Achille Bonito Oliva, Guido Ballo, Pierre Restany, Nello Ponente, Italo Mussa, Giorgio Cortenova, Alberto Fiz e Marco Meneguzzo.

“Nel corso della sua attività – anticipa Livio Radin – la galleria ha presentato alcuni dei principali movimenti e orientamenti dell’arte contemporanea: Transavanguardia, Nouveau Réalisme, Pittura Colta, Mec-Art, l’Informale degli anni Sessanta, MAC – Movimento Arte Concreta, Pittura Analitica, la videoarte. L’attività del Planetario ha testimoniato anche i fermenti del dibattito culturale degli anni Ottanta attraverso la pubblicazione della rivista «Efolo», realizzata con il contributo di numerose firme emergenti e di protagonisti dell’arte e della critica. Nei primi anni Duemila, questo impegno è proseguito sul web con ArtPlus, il primo portale dell’arte contemporanea”.

Nel corso degli anni, la Galleria Planetario ha partecipato con proprie esposizioni alle principali fiere d’arte e ha collaborato con musei e istituzioni a Monaco di Baviera, Toronto, Zagabria, Verona, Mantova, Budapest, Catania, San Marino e Trieste.

La galleria ha inoltre curato un’intensa produzione di cataloghi e monografie dedicati agli artisti ospitati nei suoi spazi.

“Le prossime esposizioni – conclude Livio Radin – confermeranno l’identità atipica della Galleria Planetario: non uno spazio riconducibile a un’unica tendenza o a un solo movimento, ma un luogo dedicato alla presentazione e alla promozione dell’arte contemporanea nelle sue diverse espressioni. La programmazione continuerà quindi a valorizzare linguaggi differenti, dalla pittura astratta e figurativa alla scultura e alla videoarte”.