Monfalcone si tinge di rosa per solidarietàCervignano celebra San Michele con monsignor DianinGorizia scopre gli aspiranti candidati sindaciSicurezza sul lavoro: Gorizia forma i giovaniMemoria e prevenzione ricordando il terremotoRicerca operativa: dal Friuli la miglior tesi in ItaliaGiovanetti indaga la cronaca nera del RinascimentoSoftball: la Castionese non concede il bisProtezione civile: Aquileia rilancia l’alleanza transfrontalieraA Grado mille atleti per i 10 kmWalking Football: tre compagini del FVG in finaleGradisca: al via il nuovo Consiglio Comunale delle Ragazze e dei RagazziLe Fiamme Gialle in festa a MuscoliI Giuliani nel Mondo accolti a GoriziaGorizia in Barcolana con BarraondaSocialità e formazione a Castions delle MuraIn FVG i primi boschi vetusti d’Italia iscritti nella Rete nazionaleGrado: lavori a pieno ritmo sul campanileJoannis: dieci anni di cene multietnicheAI ed export: Sangion al Campidoglio

Frontiere Festival. Dove i mondi si incontrano

Tempo di lettura: 6 minuti

Data 02 Ottobre 2026 – 04 Ottobre 2026
Organizzatore Gorizia

Otto grandi voci si confrontano a Gorizia sulla dialettica del nostro tempo. Da Matteo Lancini ad Anna Foa: ecco tutti i protagonisti

Lancini
Matteo Lancini

Dal 2 al 4 ottobre Gorizia ospita “Frontiere Festival. Dove i mondi si incontrano”.

Avvio venerdì 2 ottobre con l’inaugurazione ufficiale in programma alle 16.00 al Ridotto del Teatro Verdi.

Ad aprire il cartellone degli incontri sarà, alle 17.30, la sinologa e saggista Giada Messetti, che nell’incontro Cina-USA leggerà equilibri, rivalità e interdipendenze tra le due potenze: dove sembrano opposte, Cina e America si rivelano intrecciate, due rivali che si studiano, si temono, si imitano, disegnando insieme il futuro degli equilibri globali.

In serata (ore 21) la storica dell’ebraismo Anna Foa affronterà il tema del sionismo e della diaspora, tra appartenenza, memoria e identità ebraica contemporanea. due categorie che hanno segnato l’identità ebraica moderna: il sogno sionista di una terra e uno Stato, e l’esperienza plurisecolare della diaspora fatta di adattamento, creatività, memoria e resistenza. Anna Foa è autrice del fortunatissimo Il suicidio di Israele, Premio Strega Saggistica 2025.

Tre gli incontri in programma sabato 3 ottobre: si parte alle 15.30 con lo psicologo e psicoterapeuta dell’età evolutiva Matteo Lancini, voce di spicco dell’analisi delle nuove generazioni, che indagherà il rapporto giovani-adulti, tra fragilità adolescenziali, disorientamento educativo e nuove possibilità di ascolto.

Una distanza generazionale che rischia di isolare, ma che può diventare occasione di ascolto: da una parte adolescenti fragili e ipertecnologici, dall’altra genitori spaesati, incerti sul proprio ruolo educativo.

A seguire (ore 17.30) il fisico teorico Paolo Ferri, protagonista di storiche missioni dell’ESA, condurrà il pubblico alle frontiere del cosmo con universo finito/universo infinito.

Alla guida per anni delle operazioni di missioni storiche dell’ESA come Rosetta, Mars Express ed ExoMars, fino a diventare responsabile di tutte le missioni spaziali robotiche europee, Ferri porta la sua esperienza diretta ai confini della cosmologia: un universo finito, con margini e forma, oppure infinito, senza limiti né centro?

In chiusura di giornata (ore 21) la sociolinguista Vera Gheno esplorerà il rapporto maschile-femminile, mostrando come la lingua costruisca identità, ruoli e rapporti di potere. Fresca autrice per Laterza del saggio Genere, Vera Gheno indaga come la lingua costruisca e insieme metta in crisi la distinzione tra maschile e femminile: desinenze, professioni, pronomi diventano uno scontro culturale.

Atteso nella mattinata di domenica 4 ottobre (ore 11) il filosofo Stefano Velotti, fra i maggiori interpreti dell’estetica contemporanea, che affronta un entusiasmante viaggio tra gusto e trasformazioni dello sguardo nel binomio bello/brutto.

Velotti interroga due categorie che da sempre orientano il nostro sguardo sul mondo, un viaggio tra filosofia e gusto per capire perché ciò che repelle possa affascinare e ciò che rassicura possa apparire vuoto.

Sempre domenica, alle 15.00, il filosofo e accademico Maurizio Ferraris analizzerà la frontiera tra Intelligenza naturale/Intelligenza artificiale, interrogando il significato del pensare nell’epoca delle macchine che apprendono. Un confronto che intreccia memoria, errore e desiderio da una parte, calcolo e previsione dall’altra; in un rispecchiamento che obbliga a ripensare cosa significhi pensare, documentare, decidere.

Una riflessione necessaria su macchine che sempre più imparano da noi e su ciò che questo rivela della nostra stessa mente.

A suggellare l’esplorazione dialettica del nostro tempo, domenica alle 17, sarà lo storico e divulgatore Alessandro Vanoli con Oriente/Occidente, rilettura di un confine storico e culturale fatto di scambi, contaminazioni e conflitti più che di blocchi immutabili: tema di straordinaria attualità, l’indagine evidenzierà i limiti della rigida contrapposizione tra due concetti spesso usati come blocchi contrapposti e invece storicamente porosi, mobili, costruiti nel tempo più che dati una volta per tutte.

Nella tre giorni di Frontiere Festival, il centro storico sarà parte integrante del cartellone grazie al progetto Crossroads, con itinerari di animazione territoriale a cura dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, per restituire una lettura contemporanea dell’identità multiculturale goriziana, facendo riaffiorare le atmosfere della città di frontiera tra Ottocento e Novecento.

Il centro storico si trasformerà così in un grande palcoscenico a cielo aperto. Non una passeggiata nostalgica nel passato, ma un’esperienza immersiva che parte dalla storia per offrire nuove chiavi di lettura della città contemporanea e immaginarne il futuro. Negozi, corti private e spazi normalmente non accessibili entreranno nel racconto, aprendosi a performance e incontri.

A guidare idealmente il pubblico saranno sette “ciceroni”, personalità goriziane del secolo breve che hanno contribuito a definire la fisionomia della città: l’architetto e urbanista Max Fabiani, l’attrice internazionale Nora Gregor, il giurisperito e autore Carlo Favetti, l’alpinista Henrik Tuma, il linguista Graziadio Isaia Ascoli, la giornalista Carolina Luzzatto Coen e il filosofo e scrittore Carlo Michelstaedter.

Ascoltando e restituendo le loro storie, idee e visioni, Crossroads racconterà la ricchezza di un territorio che ha fatto dell’incontro fra lingue e culture il proprio tratto più profondo. Si scopriranno così le piazze, le strade, le corti e le botteghe del centro di Gorizia: dall’ex Monte di Pietà al Teatro Verdi e ritorno, passando per alcune delle arterie più antiche, come Piazza della Vittoria, sede dello storico mercato della città fino ai primi del Novecento, via Rastello, strada del commercio per eccellenza, mentre la sede della Cassa di Risparmio di Gorizia si trasformerà ogni pomeriggio in un Caffè letterario del secolo scorso, aperto a racconti, aneddoti e momenti musicali in un’atmosfera d’altri tempi.

Tutte le passeggiate partiranno da Piazza Vittoria: momento inaugurale venerdì 2 ottobre alle 16.45. Tutte e tre le giornate saranno animate da un ricco programma di eventi e attività, con appuntamenti ogni pomeriggio dalle ore 15 alle 20. La partecipazione è gratuita con iscrizione su www.fondazionecarigo.it/crossroads.

A Gorizia si potrà vivere questo “incrocio fra mondi” anche attraverso le Frontiere Experience, un percorso a cura del Comune di Gorizia tra laboratori creativi, visite guidate alla città, presentazioni editoriali e un ricchissimo viaggio nella cucina di frontiera – le food experience – con il coinvolgimento dei ristoratori: un’iniziativa pensata  per regalare al pubblico del festival momenti immersione nella cucina goriziana che, come nessun’altra, è il frutto dell’incontro fra anime diverse, in particolare quella friulana, slovena e austriaca.

Frontiere Festival offrirà anche un’ulteriore occasione di scoprire, per chi ancora non la conoscesse, la DAG – Digital Art Gallery di Piazza della Vittoria, la più grande galleria digitale d’Europa, così come, tra gli altri, il Castello di Gorizia, i Musei provinciali, la Sinagoga di via Ascoli, la mostra Lasciapassare/Prepustnica.