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Economia circolare, azienda friulana tra le eccellenze italiane

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Nuovo rapporto presentato a Roma

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È stato presentato a Roma il nuovo rapporto “100 italian circular economy stories. Le filiere, le tecnologie e i campioni dell’economia circolare made in Italy” curato da Enel e Fondazione Symbola.

Tra le 100 realtà italiane di eccellenza nel campo dell’economia circolare è stata selezionata anche la CDA di Talmassons, azienda friulana che dal 1976 installa e gestisce distributori automatici per i servizi di ristorazione/fornitura di generi alimentari e non solo, impegnata con diversi progetti sul fronte della trasformazione degli scarti.

La pausa caffè dura pochi minuti, ma l’impatto dei rifiuti che si producono in quel momento di ristoro può durare anni. CDA di questo problema ha fatto uno dei suoi progetti più innovativi. L’azienda di Talmassons ha da qualche anno avviato una collaborazione con l’Associazione Animaimpresa e con il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Udine, tramite lo spin off Bluecomb: il progetto prevede il recupero dei fondi di caffè che in questo modo potrebbero essere sottratti alla discarica. Premiato dalla quinta edizione del “Good Energy Award”, riconoscimento per aziende che puntano su mercati non tradizionali nel rispetto dell’ambiente, permetterebbe il riutilizzo dei fondi di caffè come fonte di energia nelle stufe pirolitiche, che producono calore da biomasse: i residui della combustione, costituiti da carbone vegetale, potrebbero poi essere impiegati come ammendante per il terreno, rendendo di fatto il caffè una risorsa senza fine.

“Essere annoverati tra le aziende italiane dell’economia circolare più virtuose – dichiara Fabrizio Cattelan, CEO della CDA – è un riconoscimento che ci onora. È un premio per l’impegno tangibile che quotidianamente caratterizza il nostro operato orientato alla sostenibilità consapevole e intelligente. La nostra attività di Ricerca & Sviluppo punta a sviluppare nei prossimi anni nuovi progetti di economia circolare, come ad esempio la coltivazione di funghi commestibili attraverso l’utilizzo di fondi di caffè, che sono un substrato ancora valido e che per questo possono trovare nuovo impiego”.