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Cervignano, richiesta una mozione bipartisan per salvare l’Obiz

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La proposta del neocostituito Comitato

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Mentre la petizione online sul sito change.org per la salvaguardia della zona Obiz a Cervignano del Friuli ha superato le 350 adesioni in meno di 5 giorni, il Comitato Obiz si rivolge direttamente all’intero mondo politico cervignanese per affrontare il problema.

“Il nostro obiettivo – spiega il presidente del Comitato, Antonio Rossetti – è quello di salvaguardare e tutelare l’area verde dell’Obiz che si estende, con campagne ancora antiche e vigneti di gran pregio, fra la periferia sud di Cervignano e Terzo d’Aquileia. Come è ormai noto, questa splendida e secolare campagna, un vero e proprio “paesaggio culturale” intriso di natura, storia e archeologia, è oggi minacciata dalla costruzione di una nuova tangenziale, progettata da FVG Strade, che sconvolgerebbe per sempre proprio il cuore di questo territorio causando danni irreversibili all’ambiente e ai valori del luogo”.

Da qui la richiesta diretta all’intero Consiglio comunale di Cervignano: “Il Comitato, che ha proposto una soluzione alternativa all’opera, ritiene che sia fondamentale sensibilizzare al problema le amministrazioni pubbliche interessate, in primis la Regione e il Comune di Cervignano del Friuli, con le quali è già entrato in contatto. La risposta avuta dal sindaco Gianluigi Savino certifica che il progetto della nuova tangenziale, depositato in Comune, non è ancora stato visionato e analizzato dagli uffici competenti e dai responsabili politici. Oggi sarebbe perciò prematuro sedersi intorno a un tavolo e parlare dell’argomento. Il Comitato – prosegue Rossetti – ritiene che il non avere a tutt’oggi analizzato il progetto sia una grande e insperata opportunità per l’area Obiz. Infatti l’Amministrazione comunale potrebbe, se volesse, predisporre velocemente una mozione di tutela del territorio e del corso d’acqua che lo attraversa, la roggia Turisella, un tempo chiamata roggia Fredda. Essa si può considerare il solo corso d’acqua di sicuro valore storico e ambientale non ancora protetto dal Piano Regolatore Comunale, mentre lo sono il fiume Ausa, la roggia San Gallo, il fiume Taglio, il “fosso” Milleacque, il Fiume Terzo, la roggia del Muro Gemini, la roggia “Pulsini”, la roggia Mortesina e la roggia del Mulino di Strassoldo. Per gli amministratori comunali, senza distinzione fra maggioranza e opposizione, si tratta solo di fare appello all’amore per il proprio paese e di scrivere poche e motivate righe di una mozione bipartisan da votare, in piena e cogente autonomia decisionale, nella prossima seduta utile del Consiglio comunale. Questa scelta politica risolverebbe il problema alla radice”.