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AI ed export: in FVG grandi potenzialità

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La conferma dell'imprenditore pordenonese Michele Sangion: "Puntare su posizione geografica, capacità produttiva e vocazione internazionale"

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L'intervento di Michele Sangion a Roma

PORDENONE – L’imprenditore pordenonese Michele Sangion, attivo nel settore dell’innovazione e dell’Intelligenza Artificiale, è recentemente intervenuto a Roma nell’ambito de “Il Campidoglio incontra il Mediterraneo”, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio.

Dopo il suo intervento al Campidoglio, quali riscontri sta raccogliendo in Friuli Venezia Giulia sul tema dell’Intelligenza Artificiale applicata alle piccole e medie imprese?

“I riscontri sono molto interessanti perché percepisco una crescente attenzione da parte delle imprese del territorio. Fino a poco tempo fa l’Intelligenza Artificiale veniva vista soprattutto come qualcosa di lontano o riservato alle grandi aziende. Oggi, invece, sempre più imprenditori stanno cercando di capire come utilizzarla concretamente per migliorare i processi, ridurre i tempi di lavoro, gestire meglio i dati e sviluppare nuove opportunità commerciali. C’è molta curiosità, ma anche la necessità di essere accompagnati con strumenti semplici, concreti e realmente applicabili”.

Le aziende del nostro territorio quanto sono realmente pronte, oggi, a integrare strumenti di Intelligenza Artificiale nei propri processi?

“Direi che siamo in una fase di transizione. Ci sono aziende già molto attente all’innovazione e altre che stanno iniziando soltanto ora ad avvicinarsi a questi strumenti. La differenza non la fa tanto la dimensione dell’impresa, quanto la mentalità dell’imprenditore e la capacità di individuare dove l’AI può essere realmente utile. Non serve introdurre tecnologia ovunque: bisogna partire dai processi in cui può generare un vantaggio concreto e misurabile”.

Il Friuli Venezia Giulia ha una forte vocazione all’export. In che modo l’AI può aiutare le imprese regionali a sviluppare nuovi mercati?

“L’AI può diventare uno strumento molto potente soprattutto nella fase di analisi e sviluppo commerciale. Può aiutare le imprese a individuare nuovi mercati, analizzare concorrenti, comprendere meglio i potenziali clienti, adattare la comunicazione ai diversi Paesi e supportare le attività di marketing e vendita. Per un territorio come il Friuli Venezia Giulia, naturalmente proiettato verso l’Europa centrale, orientale e l’area mediterranea, significa poter affrontare l’internazionalizzazione con maggiori informazioni e con processi più veloci”.

Dopo l’esperienza al Campidoglio, sono già nati contatti, richieste o possibili collaborazioni che coinvolgono anche aziende o realtà del Friuli Venezia Giulia?

“L’incontro al Campidoglio è stato soprattutto un’occasione importante di confronto e di creazione di nuove relazioni. Sono emersi diversi interessi e contatti che stiamo approfondendo, anche con realtà imprenditoriali che guardano al Friuli Venezia Giulia come territorio particolarmente interessante per posizione geografica, capacità produttiva e vocazione internazionale. L’obiettivo ora è trasformare questi confronti in progetti concreti e creare connessioni tra imprese, innovazione e nuovi mercati”.

In un territorio caratterizzato da molte piccole e medie imprese, quali applicazioni dell’Intelligenza Artificiale possono produrre i risultati più immediati?

“Ci sono già moltissime applicazioni accessibili anche alle piccole imprese. Penso all’automazione di alcune attività amministrative, alla gestione dei clienti, all’analisi dei dati, alla preparazione di offerte commerciali, alla comunicazione, al marketing e al supporto alle vendite. Nel settore manifatturiero l’AI può essere utilizzata anche per ottimizzare processi produttivi e manutenzione, mentre nel turismo può migliorare la personalizzazione dei servizi e il rapporto con il cliente. Il punto fondamentale è partire da un problema concreto e utilizzare la tecnologia per risolverlo”.

Cosa servirebbe al Friuli Venezia Giulia per diventare ancora più competitivo sul fronte dell’innovazione e dell’Intelligenza Artificiale?

“Credo servano soprattutto cultura, formazione e collaborazione. Le imprese devono avere la possibilità di comprendere realmente questi strumenti e di sperimentarli senza considerarli qualcosa di troppo complesso. Allo stesso tempo è importante creare un dialogo più stretto tra aziende, istituzioni, università e professionisti dell’innovazione. Il Friuli Venezia Giulia ha tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio interessante, grazie a un tessuto imprenditoriale dinamico e alla sua posizione strategica tra diversi mercati europei”.

Quali sono i settori e le tipologie di aziende del Friuli Venezia Giulia che oggi potrebbero beneficiare maggiormente dell’Intelligenza Artificiale?

“In realtà l’AI può essere utile trasversalmente, ma alcuni settori possono ottenere vantaggi particolarmente rapidi. Sicuramente la manifattura, dove può supportare produzione, controllo qualità e manutenzione; la logistica, attraverso l’ottimizzazione dei flussi e delle previsioni; il turismo, nella gestione del cliente e nella personalizzazione dell’offerta; il commercio e i servizi, soprattutto per marketing, vendite e assistenza; e naturalmente tutte le aziende che lavorano con l’estero. Per queste ultime l’AI può diventare un vero acceleratore nell’analisi dei mercati, nella comunicazione multilingue e nello sviluppo commerciale”.