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ll Podere di Štelavce rinasce a Borgo San Sergio

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Completato il percorso di recupero e valorizzazione di un patrimonio rurale che, attraverso l’agricoltura sociale e l’educazione ambientale, torna a essere una risorsa per la comunità

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TRIESTE – Oltre settant’anni di vita, lavoro e tradizioni legano il Podere di Štelavce a Borgo San Sergio.

Un luogo che conserva le tracce della storia rurale del territorio e custodisce un patrimonio paesaggistico e ambientale di particolare valore, oggi restituito alla comunità grazie all’impegno di Querciambiente, la cooperativa che ne ha promosso il recupero e la valorizzazione, trasformandolo in uno spazio dedicato all’agricoltura sociale, alla formazione e all’inclusione (un progetto finanziato dall’Unione Europea / Next Generation EU e gestito dal Ministero della Cultura, soggetto attuatore Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia).

La rinascita del Podere di Štelavce rappresenta un esempio di come il recupero di un patrimonio rurale possa diventare un’occasione di utilità collettiva: preservare la memoria, prendersi cura del territorio e creare nuove possibilità di partecipazione sono dimensioni complementari di un percorso che guarda al futuro della comunità.

La presentazione dell’iniziativa è in programma venerdì 16 ottobre, alle ore 11, al Podere di Štelavce, in via Peco, a Borgo San Sergio, a Trieste.

Sarà presente l’architetto Danilo Antoni, presidente del Partenariato per la conservazione e la popolarizzazione dell’edilizia carsica a secco, per approfondire il valore di una tradizione costruttiva che rappresenta un elemento identitario del paesaggio carsico.

I muretti a secco, patrimonio di una sapienza antica

Tra gli elementi più significativi del Podere vi sono i muretti a secco e i terrazzamenti, testimonianze di un’antica sapienza contadina che ha saputo modellare il paesaggio utilizzando la pietra locale, senza leganti, in equilibrio con la natura.

Una tecnica tradizionale riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, espressione di conoscenze e pratiche tramandate di generazione in generazione.

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Il recupero di questi manufatti non rappresenta soltanto la conservazione di una memoria storica, ma contribuisce a mantenere viva una relazione profonda tra uomo e ambiente. Il progetto di valorizzazione del Podere è stato sostenuto dall’Unione Europea, dal Ministero della Cultura e dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Un patrimonio rurale che guarda al futuro

Le origini del Podere di Štelavce risalgono al 1850.

Nel corso del tempo, il luogo ha custodito storie di lavoro, tradizioni e trasformazioni del territorio. Oggi il recupero dei terrazzamenti e dei muretti a secco si accompagna a una nuova funzione sociale ed educativa, che permette di valorizzare il passato e, al contempo, di costruire nuove opportunità per il presente.

In questo percorso, l’agricoltura sociale diventa uno strumento concreto per promuovere la partecipazione, sviluppare competenze e favorire l’inclusione, facendo del Podere uno spazio aperto alla crescita condivisa e alla relazione con il territorio.

Un’aula naturale tra Carso e Val Rosandra

La ricchezza del Podere non si esaurisce nelle testimonianze storiche. La vicinanza alla Val Rosandra e la presenza di querceti, prati e boschi ne fanno un ambiente di interesse naturalistico, caratterizzato da un mosaico di habitat e da una biodiversità da conoscere e proteggere.

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Questo contesto offre l’opportunità di realizzare attività di educazione ambientale rivolte a bambini, giovani e adulti, favorendo un contatto diretto con la terra, i suoi ritmi e i suoi equilibri.

Il Podere si configura così come un luogo di apprendimento all’aperto, nel quale la conoscenza dell’ambiente si intreccia con la riscoperta delle tradizioni e con la sensibilizzazione verso la tutela del paesaggio.