Educazione emotiva: il “Don Milani” di Aquileia protagonista a Roma
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L’Istituto tra le scuole fondatrici della Rete nazionale. Alla Camera il dirigente Stefano Zulini e le docenti Sara Ballaminut, Alessandra Deffenu e Raffaella Bernardi hanno presentato il percorso sviluppato nelle scuole
AQUILEIA – Si è svolta ieri presso la Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati a Roma, la presentazione ufficiale della Rete Nazionale per l’Educazione Emotiva, nata per costruire una struttura stabile di collaborazione tra le scuole italiane sui temi dell’educazione emotiva, della formazione, della ricerca e dell’innovazione didattica.
La Rete, costituita nel dicembre 2025, nasce dall’iniziativa di tre scuole promotrici: l’Istituto Comprensivo Grosseto 4, scuola capofila, l’I.C. “Carducci” di Gaeta e l’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Aquileia, rappresentati rispettivamente dai dirigenti Annamaria Carbone, Stefania Geremicca e Stefano Zulini.
Per il “Don Milani” si è trattato di un appuntamento particolarmente significativo. La partecipazione alla nascita della Rete nazionale costituisce infatti il punto di arrivo, e al tempo stesso l’avvio di una nuova fase, di un percorso che l’Istituto ha sviluppato negli ultimi anni investendo sulla formazione dei docenti e sulla progressiva integrazione dell’educazione emotiva nella quotidianità scolastica.
Nel suo intervento il dirigente scolastico Zulini ha posto al centro una domanda fondamentale: che cosa significa oggi educare una persona nella sua interezza? La scuola, ha sottolineato, non trasmette soltanto conoscenze e competenze, ma accompagna quotidianamente bambini e ragazzi nella conoscenza di sé, nella gestione delle frustrazioni e dei conflitti, nella costruzione delle relazioni e nella comprensione delle proprie emozioni. Per questo l’educazione emotiva non può restare ai margini della proposta educativa, ma deve diventare una dimensione riconoscibile della cultura della scuola.
Un passaggio particolarmente rilevante dell’intervento ha riguardato la necessità di superare la logica dei progetti occasionali. Integrare l’educazione emotiva significa inserirla nel curricolo, nella progettazione e nella vita quotidiana dell’istituto, affiancando alla formazione dei docenti la ricerca-azione, la documentazione delle esperienze e la costruzione di comunità professionali capaci di condividere strumenti e pratiche.
La Rete nasce proprio con questa prospettiva: offrire alle scuole finalità comuni, una governance condivisa, partner scientifici e culturali qualificati e opportunità di confronto, lasciando a ciascuna istituzione scolastica la responsabilità di tradurre tali riferimenti in pratiche coerenti con il proprio contesto.
Tra i soggetti coinvolti figurano l’Emotional Training Center di Ulisse Mariani e Rosanna Schiralli, il Gruppo Editoriale La Scuola e la Libera Università di Bolzano, chiamati a contribuire rispettivamente sul piano metodologico e formativo, della produzione di materiali e della ricerca e validazione dei percorsi.
Zulini ha inoltre evidenziato il ruolo decisivo della dirigenza scolastica: l’adesione formale a una rete, da sola, non è sufficiente. Occorre dare all’educazione emotiva uno spazio riconoscibile nel PTOF, costruire gruppi di lavoro, individuare referenti, tempi e responsabilità, accompagnare i docenti dalla formazione alle pratiche di classe e coinvolgere l’intera comunità educante.
Solo in questo modo l’esperienza può diventare stabile e non dipendere esclusivamente dall’iniziativa dei singoli.
L’intervento di Sara Ballaminut
A rendere particolarmente concreta la presenza del “Don Milani” alla Camera sono state anche le testimonianze delle docenti Sara Ballaminut, Alessandra Deffenu e Raffaella Bernardi, che hanno portato all’attenzione dei presenti le esperienze maturate direttamente nelle scuole dell’Istituto.
Attraverso il loro contributo è emerso come l’educazione emotiva possa tradursi in attività quotidiane, modalità di gestione della classe, attenzione alle relazioni e strumenti per aiutare gli alunni a riconoscere e regolare le proprie emozioni.
Raffaella Bernardi
Proprio questo raccordo tra riflessione pedagogica, organizzazione scolastica e pratica didattica ha suscitato particolare interesse tra i numerosi dirigenti scolastici, docenti, esperti e rappresentanti istituzionali presenti. La novità rappresentata dalla costituzione di una rete nazionale specificamente dedicata all’educazione emotiva si è intrecciata con la possibilità di conoscere esperienze già concretamente sviluppate nelle scuole, come quelle dell’I.C. “Don Milani”, mostrando come un tema spesso affidato a singole progettualità possa diventare parte strutturale dell’identità educativa di un istituto.
L’evento, introdotto dall’onorevole Carmen Di Lauro, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del deputato Antonio Caso, mentre non hanno potuto partecipare la deputata Stefania Ascari e la vicepresidente della Commissione Cultura Giorgia Latini. Tra gli interventi anche quello dello psicologo Ulisse Mariani, ideatore con Rosanna Schiralli della Didattica delle Emozioni®, e di Paolo Maschietti del Gruppo Editoriale La Scuola, che ha presentato il Manifesto dell’Educazione Emotiva.
L’intervento di Alessandra Deffenu
Il messaggio emerso dall’incontro romano è quello di un’educazione emotiva chiamata a uscire definitivamente dalla dimensione accessoria per entrare nella progettazione ordinaria delle scuole. La stessa sintesi proposta nel contributo del dirigente del “Don Milani” — “dalle finalità condivise a una pratica stabile, condivisa e verificabile” — restituisce il significato più profondo del progetto.
Per l’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Aquileia la giornata alla Camera dei deputati ha rappresentato quindi un importante riconoscimento del lavoro svolto e della scelta, compiuta negli anni, di investire sul benessere, sulla qualità delle relazioni e sulla formazione degli adulti. Al tempo stesso, essere scuola fondatrice della Rete Nazionale per l’Educazione Emotiva attribuisce all’Istituto una responsabilità nuova: contribuire a mettere la propria esperienza a disposizione di una comunità di scuole sempre più ampia, affinché l’educazione emotiva possa diventare una componente stabile e riconoscibile della scuola italiana.


