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Grado rinnova la benedizione del mare

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In una prima domenica di ottobre dal clima ancora estivo suggestiva processione con la Madonna del Rosario

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GRADO – Grado ha vissuto i suoi tradizionali festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario, l’appuntamento che ogni prima domenica di ottobre unisce il raccoglimento spirituale al congedo ufficiale dalla stagione estiva.

Le celebrazioni si sono aperte la mattina all’interno della Basilica di Sant’Eufemia, dove il parroco monsignor Paolo Nutarelli ha officiato la messa solenne.

Nel pomeriggio, il fulcro della giornata si è spostato tra le calli e i campielli con la tradizionale processione.

Il corteo religioso, dopo aver recitato la supplica alla madonna di Pompei, ha attraversato le vie cittadine accompagnando il simulacro fino alla diga Nazario Sauro, teatro del suggestivo e atteso rito della benedizione del mare, un omaggio a chi vive e lavora grazie alle acque lagunari.

La statua che viene portata per le vie e calli di grado è quella processionale ottocentesca ritrovata nei depositi della sacrestia del Duomo, gravemente danneggiata dall’incuria.

Per rispettare le norme sanitarie del 2020 e alleggerire il carico dei “Portatori della Madonna”, si è scelto di recuperare questa antica effigie, più contenuta rispetto a quella attuale.

A raccontarci le sue origini è il manoscritto del 1862 di Pre’ Matteo Corbatto: l’opera fu realizzata nel 1860 (ha dunque 166 anni) dal laboratorio dell’udinese Francesco Cattone per 800 fiorini d’oro, arrivando a Grado il 4 giugno di quell’anno.

Precedentemente portata a spalla per le vie di Grado vecchia, quella statua fu sostituita circa settant’anni fa dall’attuale scultura in legno di Ortisei, commissionata dal parroco don Bastiàn (monsignor Sebastiano Tognon), dopo che una violenta tempesta di ritorno da Barbana aveva rovinato il simulacro ottocentesco, all’epoca strutturato con fasce e paglia.

Oggi, quel recupero culturale restituisce alla comunità un simbolo autentico di fede e memoria.

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