Il Batiscafo Trieste ritorna a casaAI ed export: in FVG grandi potenzialitàGorizia riqualifica la fascia transfrontalieraGorizia forma gli anziani contro le truffe onlineL’UTE di Gorizia si presenta: 138 i corsi in partenzaTrieste omaggia il visionario Roger CormanCapitali della cultura: Gorizia protagonista in EuropaMonfalcone si tinge di rosa per solidarietàCervignano celebra San Michele con monsignor DianinGorizia scopre gli aspiranti candidati sindaciSicurezza sul lavoro: Gorizia forma i giovaniMemoria e prevenzione ricordando il terremotoRicerca operativa: dal Friuli la miglior tesi in ItaliaGiovanetti indaga la cronaca nera del RinascimentoSoftball: la Castionese non concede il bisProtezione civile: Aquileia rilancia l’alleanza transfrontalieraA Grado mille atleti per i 10 kmWalking Football: tre compagini del FVG in finaleGradisca: al via il nuovo Consiglio Comunale delle Ragazze e dei RagazziLe Fiamme Gialle in festa a Muscoli

Udine, dagli USA 50 mila dollari per la ricerca contro il cancro

Tempo di lettura: 2 minuti

Al gruppo “Epigenetica e cancro” dell'Università

30253 1

Il gruppo di ricerca “Epigenetica e cancro” del Dipartimento di Area medica (DAME) dell’Università di Udine ha vinto un finanziamento di 50 mila dollari della Sarcoma Foundation of America per un progetto di ricerca il cui obiettivo è valutare nuove molecole per il trattamento dei leiomiosarcomi, tumori maligni rari e particolarmente aggressivi.

Grazie a questo progetto, intitolato “Resetting the epigenetic addiction in leiomyosarcomas: a therapeutic perspective” e sostenuto dalla fondazione statunitense – che annualmente finanzia progetti di ricerca fino a 50 mila euro sull’eziologia, la biologia molecolare, la patogenesi, la diagnosi e il trattamento di sarcomi umani – i ricercatori di Udine potranno eseguire esperimenti per comprendere le risposte, geniche ed epigenetiche, del sarcoma ad alcune molecole inibitrici, per verificarne l’efficacia terapeutica in modelli pre-clinici.

Il gruppo di ricerca udinese, guidato da Claudio Brancolini, si occupa da tempo di comprendere le alterazioni epigenetiche dei leiomiosarcomi, che possono comparire in diversi distretti del corpo umano e, molto probabilmente, hanno origine da cellule muscolari lisce. «Un particolare sottotipo di leiomiosarcomi, quelli dell’utero – precisa Brancolini –, ha un’incidenza di 0,64 ogni 100 mila donne a partire dalla terza decade di età, ma è più comune nel periodo che precede la menopausa. Circa il 40% dei pazienti sviluppano recidive e metastasi, e in questi casi le terapie attualmente disponibili risultano inefficaci».

outlet30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’idea innovativa alla base del progetto nasce dalle recenti scoperte prodotte dal gruppo di ricerca del DAME. «In circa il 30% dei leiomiosarcomi – spiega Brancolini –, una famiglia di regolatori epigenetici, le deacetilasi di classe 2a, risultano alterate, e questa alterazione è fondamentale per sostenere l’aggressività della cellula neoplastica. Le molecole da vagliare in prospettiva terapeutica sono inibitori di nuova generazione di queste deacetilasi».

Il gruppo di ricerca coinvolto nel progetto e diretto da Claudio Brancolini è costituito dai borsisti di ricerca Eros Di Giorgio e Martina Minisini e dagli studenti di dottorato Harikrishnareddy Paluvai e Luca Iuliano.