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Federcoopesca FVG: in regione cresce solo l’acquacoltura

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Preoccupano i dati 2016

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L’unico settore in crescita, collegato al comparto ittico del Friuli Venezia Giulia, è quello dell’acquacoltura. Lo evidenziano i dati contenuti nell’Analisi socio-economica della filiera ittica nelle Regioni del Distretto di Pesca Nord Adriatico per l’anno 2016.

La flotta attiva nel 2015, in FVG, era di 364 pescherecci equivalenti al 22% del totale del Distretto composto anche da Veneto ed Emilia Romagna e gli unici mercati del pesce attivi erano (e sono) quelli di Grado, gestito dalla locale Cooperativa pescatori, di Marano Lagunare, gestito dalla Cooperativa pescatori San Vito, e Trieste, il più importante. In questi mercati, il transito di pesce (3.293 tonnellate), negli ultimi dieci anni, è diminuito del 46,7% in quantità e del 28,5% in valore. La produzione locale conferita (1.849 tonnellate) si è ridotta del 58% in quantità e del 42,1% in valore.

Nell’ultimo anno, le imprese attive nel settore ittico sono risultate, complessivamente, 562, con un rialzo dello 0,4%. L’aumento più consistente si è registrato nel settore del commercio all’ingrosso (+ 21,1%) e della lavorazione (+ 12,5%), mentre diminuiscono il commercio al dettaglio (- 0,9%) e la pesca (- 0,7%). Assai più consistenti le variazioni su base decennale dove il numero delle ditte del commercio all’ingrosso crolla dell’83% mentre le aziende dell’acquacoltura salgono del 67,5%.

«Nel mondo della pesca – spiega Fabrizio Regeni, presidente di Federcoopesca Fvg commentando i dati – è ormai indispensabile diversificare. Il pescato cala anno dopo anno perché c’è sempre meno pesce nell’Adriatico mentre l’esigenza di garantire il reddito ai lavoratori del comparto rimane forte. A Marano, per esempio, vivono di pesca oltre 300 famiglie e il 70% dell’economia locale gira attorno alla pesca. L’acquacoltura, perciò, è una delle strade che vengono seguite da numerose realtà, penso alla stessa cooperativa San Vito, per sviluppare nuove potenzialità produttive».

Anche nei dati che riguardano l’occupazione (che interessa, attualmente, 1.005 persone) si registrano riduzioni, per la pesca, del 29,7%; per il commercio al dettaglio, del 4,6% e per la lavorazione del 3,4%. Salgono gli occupati, invece, nel settore del commercio all’ingrosso (+ 11,8%) e, appunto, dell’acquacoltura (+ 7%). Infine, riguardo agli scambi internazionali, in FVG si registra un saldo negativo di quasi 23 milioni di euro, scaturito dalla differenza tra i 62,1 milioni di euro delle importazioni (+ 4%) e i 39,4 milioni di euro dell’export (+ 10,2%).