Parità di genere in campo e nella vitaMarco Petean: una stanza tutta per séCanoa: Michielan di bronzo agli Olympic HopesBaseball: Ronchi chiude con l’amaro in boccaIl folclore friulano incanta la SloveniaMotori e solidarietà: il grande cuore di Campolongo TapoglianoUdinese imbrigliata e sfortunataANCI: Ziberna presidente della commissione Politiche comunitarieL’arte di Zec nella chiesa dell’Abbazia di RosazzoGorizia: la casa di riposo diventa “smart”Mobbing: crescono le richieste di aiutoUn documentario per dare voce alle Valli del NatisoneAlfa Mist star di Jazz & Wine of PeaceMele: in FVG raccolto in crescitaArcheologia subacquea: missione friulana a RagusaGorizia: via Boccaccio pronta per Gusti di FrontieraSoftball: Castionese chiamata all’impresa impossibileDanza: Fiumicello in cima al mondoDa Trieste alla TV: concluse le riprese di “Nemo”La Bibbia di Aquileia torna al centro della cultura europea

Tremonti a Udine: “Siamo all’inizio di un nuovo Medioevo”

Tempo di lettura: 2 minuti

Intervento al Future Forum

12819 1

La globalizzazione non era fermabile, ma è stata fatta in tempi troppo istantanei, veloci, fanatici. Servivano tempi più lunghi, metodi più saggi, magari un po’ di dazi e un po’ di saggezza e saremmo stati meglio tutti. I fanatici hanno aperto il vaso di pandora liberando forze che adesso non riescono più a controllare. 

Giulio Tremonti (tra le altre cose ex ministro dell'Economia del Governo italiano) è intervenuto al Future Forum sulle origini e gli effetti della globalizzazione. «Stiamo entrando in un nuovo Medioevo e siamo in una fase in cui è necessario riflettere in modo non acritico: forse non proprio di fare mea culpa, ma la situazione attuale rappresenta il crollo delle classi dirigenti d’Occidente», ha evidenziato.

E se non un mea culpa, la classe dirigente, secondo Tremonti, dovrebbe quanto meno avere la consapevolezza che è tutto cambiato. Sull’Europa, «credo sia un errore partire da Italia per guardare fuori – ha detto il senatore –, è necessario cambiare punto di vista. Negli ultimi 20 anni sull’Europa si sono abbattuti alcuni “asteroidi” in sequenza. Fenomeni che singolarmente avrebbero potuto essere capaci di produrre effetti rivoluzionari, ma tutti insieme ne hanno causato l’implosione». E Tremonti ha evidenziato il prima e il dopo la caduta del muro di Berlino, in cui il prima era un’Europa economica, il poi un’Europa con una valenza politica non prevista. Quindi l’euro. Quindi la crisi.