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I dati dei piscicoltori del FVG

Società
30 dicembre 2020

Pesce allevato, aumenta il consumo domestico

a cura della redazione
L'altro lato delle restrizioni provocate dalla pandemia riguarda invece il calo di richieste da parte dei ristoranti
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Allevamento di trote in Friuli Venezia Giulia
Società
30 dicembre 2020 della redazione

Luci e ombre sulle vendite di pesce ai tempi della pandemia. Questo è il quadro della situazione tracciata dall’Associazione italiana piscicoltori (Api) di Confagricoltura, avvalorata da uno studio commissionato a Crea-Mc.

«Il settore – sottolinea Pier Antonio Salvador, presidente Api e titolare di impianti di troticoltura dell’azienda agricola di famiglia di Sacile - sta attraversando un ulteriore periodo di crisi a seguito delle nuove misure attivate per ridurre la diffusione del Covid-19. Il nuovo blocco dell'HoReCa, delle pesche sportive e di buona parte delle esportazioni, causa grossi problemi agli allevamenti, che guardavano con speranza al futuro». 

Per contro, il rimanere a casa ha avuto risvolti positivi sui consumi domestici di pesce, facendo registrare una crescita dell’11% dallo scorso marzo, ancor più significativa se viene raffrontata con altri alimenti: solo la pasta e la verdura presentano incrementi superiori. Nel periodo di emergenza sanitaria, mette in evidenza la ricerca, si registra anche una maggior sensibilità sull'origine: le famiglie mostrano una spiccata preferenza per il pesce allevato in Italia, perché ritenuto di migliore qualità e più controllato, rispetto al prodotto di importazione.

«Quello che stiamo vivendo – rimarca Salvador – è un periodo estremamente difficile, che ha fatto riflettere e approfondire i temi dell’importanza di un’alimentazione equilibrata per la salute. Sempre più viene riconosciuto il valore dell'acquacoltura, che gioca un ruolo fondamentale nel comparto ittico italiano, europeo e globale, perché produce alimenti di qualità e genera occupazione».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 48% dei consumatori, si legge nello studio, continua a modificare le proprie abitudini alimentari in conseguenza della pandemia. E sono cambiate anche le modalità di preparazione del pesce: il 10% dei consumatori, grazie alla possibilità di avere più tempo per sperimentare, ha migliorato la capacità di provare nuove ricette, cucinando ottimi piatti pure a casa. Per quanto riguarda gli acquisti, invece, anche se non si osservano particolari criticità riguardo alla vendita di pesce fresco al supermercato, molti hanno cambiato luoghi e modalità, optando per la consegna direttamente dalle aziende di acquacoltura, o per l’"home delivery".

«È fondamentale – conclude Salvador, ribadendo la mission dell'Api – fornire una giusta e puntuale informazione sul comparto, sull’importanza di una corretta etichettatura e tracciabilità, anche attraverso i vari canali social».

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