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Grazie alla collaborazione tra ASUGI e ICGEB

Attualità
23 ottobre 2020

Lotta al Covid, da Trieste la cura che ha guarito Boris Johnson

a cura della redazione
Un cortisonico ha dimostrato di ridurre del 71% il rischio di mortalità nei pazienti ospedalizzati con grave polmonite e necessità di supporto respiratorio
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Ritratto del premier britannico Boris Johnson (ph. pixabay.com)
Attualità
23 ottobre 2020 della redazione

Sono stati presentati oggi presso la sede della Fondazione CRTrieste, in via Cassa di Risparmio, 10 a Trieste, i risultati degli studi in ambito polmonare realizzati grazie alla collaborazione di Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) e il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) e sostenuti anche dal contributo della Fondazione stessa.

 “La ricerca è stata fondamentale per affrontare la prima ondata della pandemia e lo sarà ancora di più nell’evoluzione degli eventi. Fare sistema resta l’unica via percorribile per trovare le migliori risposte in termini di salute”, dichiara il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.

“La sinergia tra scienza e medicina, accompagnata dalla ricerca e dall’innovazione, permette la creazione di percorsi assistenziali e sanitari sempre più efficienti ed efficaci. In particolare, il lavoro che ASUGI porta avanti con ICGEB sta dando risultati eccellenti”, sottolinea il direttore generale di ASUGI, Antonio Poggiana.

Con questa consapevolezza risulta significativo presentare il risultato dello studio sulle più gravi forme di COVID-19 coordinato dal professor Marco Confalonieri, direttore della Struttura Complessa di Pneumologia di ASUGI, in collaborazione con il dottor Alessandro Marcello di ICGEB, istituito come progetto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale nel 1983 e attualmente guidato dal professor Lawrence Banks. 

Il lavoro, reso possibile anche dal contributo della Fondazione CRTrieste, è stato di recente pubblicato sulla rivista della Società Americana di Malattie Infettive “Open Forum Infectious Diseases” contribuendo al riconoscimento dell’importanza di “un cortisonico (mettilprednisolone) che, somministrato precocemente in dosaggio basso ma prolungato nel tempo, ha dimostrato di ridurre del 71%  il rischio di mortalità a 28 giorni nei pazienti ospedalizzati con grave polmonite e necessità di supporto respiratorio di 14 Ospedali italiani”.

Si tratta di un farmaco a basso costo, ma riscoperto con dosaggi originali per un utilizzo nei pazienti ricoverati che necessitano di supporto respiratorio, come ha riconosciuto recentemente anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Anche i britannici hanno in seguito fatto uno studio sui cortisonici a basse dosi prolungate coinvolgendo 176 ospedali ed è stata data ampia enfasi anche dal Primo Ministro, i cui medici avevano apprezzato il Protocollo Cattinara Trieste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“La conferenza stampa di oggi è servita anche per informare l’Italia su questo importante punto, dato che a oggi la mortalità in Gran Bretagna è 5,91% mentre in Italia è 8,19% (fonte www.statistichecoronavirus.it visitato 22/10/2020 ore 13.30)”, sottolinea il professor Confalonieri.

“L’ICGEB è impegnato in prima fila nella battaglia contro il virus. Stiamo lavorando insieme agli altri attori in Italia e attraverso la nostra rete internazionale al fine di fornire assistenza e soluzioni concrete. Siamo molto lieti e orgogliosi della costante collaborazione tra ICGEB e ASUGI già dall’inizio di questa grave pandemia. Un particolare ringraziamento alla Fondazione CRTrieste, sempre presente nel sostenere in modo efficace e importante le attività di ricerca del territorio", aggiunge il direttore generale di ICGEB, professor Lawrence Banks.

La collaborazione tra Pneumologia di ASUGI e ICGEB è attiva sia nel settore delle polmoniti da COVID-19 che in quello della fibrosi polmonare, una patologia degenerativa cronica che riduce la capacità del polmone di rigenerarsi, causando al paziente una insufficienza respiratoria per la quale i malati aspettano dalla ricerca nuove cure.

A inizio di quest’anno sono stati resi noti i primi risultati dello studio pluriennale, realizzato grazie alla Fondazione CRTrieste, opera della collaborazione tra la Struttura Complessa di Pneumologia, ICGEB e l’Università Temple di Philadelphia. Si è visto preliminarmente in-vitro che i microRNA, molecole regolatrici della espressione dei geni, possono cambiare il comportamento alterato delle cellule polmonari dei pazienti con grave fibrosi e renderli di nuovo capaci di riparare il polmone danneggiato senza causare fibrosi. Ulteriori studi sperimentali sono necessari per confermare questi incoraggianti risultati.

È noto che il sostegno alla ricerca multidisciplinare, che mette in connessione medicina clinica e scienza di base, migliora gli ospedali che diventano sempre più aggiornati rispetto ai risultati della ricerca e fa bene anche ai malati che beneficiano dell’opera di medici sempre più attenti all’innovazione.

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