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Intervista a Erica Vaccari

Turismo
07 maggio 2020

La potenza della natura

di Margherita Reguitti
Dopo aver scoperto una malattia, l'imprenditrice triestina è rinata grazie al lavoro tra orto e giardino. Da quella passione ha preso il via il progetto dei Viaggi Floreali in giro per il mondo
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Turismo
07 maggio 2020 di Margherita Reguitti Image

“I Viaggi Floreali sono i viaggi che farei con chi amo”. Questo l’essenziale e chiaro manifesto di Erica Vaccari, triestina, ideatrice e direttore tecnico dal 2012 di un piccolo ma prezioso laboratorio artigianale di viaggi lenti tra fiori e giardini

Una realtà oggi ferma per il Covid-19: Erica non può più guidare i suoi compagni di viaggio alla scoperta della bellezza della natura in Italia, Slovenia, Gran Bretagna, Francia e Olanda. Non smette però di proporre tour: dalla pagina Facebook di “Viaggi Floreali” conduce a piccoli paradisi, a incontrare i giardinieri che con passione e tanta dedizione e amore lavorano fra i fiori e gli alberi. 

Come sta vivendo questo momento – fino a pochi mesi fa – di impensabile sconvolgimento della vita, dei sogni e dei progetti lavorativi?  

"Con un approccio ottimista, vivo giorno per giorno, penso positivo e sono pronta, se domani si trova il vaccino, a ripartire con i miei piccoli gruppi di massimo 9 persone appassionate di bellezza. Senza un vaccino e senza indicazioni precise da parte delle autorità dei paesi dove sono pianificati i nostri viaggi non ci si può muovere. E questo penso che potrebbe valere per tutto questo anno”.

Il settore del turismo, dei viaggi e l’attività delle guide turistiche è completamente azzerato. Dove trova il suo ottimismo?

“Due sono i miei punti di forza: l’aver lavorato con quello che ho sempre avuto a disposizione, senza espormi con prestiti delle banche, e aver sempre lavorato sulle relazioni instaurate in questi anni con la mia clientela, i proprietari dei giardini e le realtà di piccole attività ricettive locali che ci ospitano. Ecco perché i viaggi virtuali, molto seguiti, mantengono vivi le relazioni e l’interesse per essere pronti a ripartire quando sarà possibile”.

Ha avuto disdette di prenotazioni?

“Non molte: quasi tutti i miei clienti hanno confermato le loro caparre, determinati a spostare le date. Allo stesso modo ho fatto io con le strutture ricettive e i proprietari. Una filosofia questa che fa parte del mio modo di essere. Vengo da una famiglia dove mio padre mi ha insegnato a fare con quello che si ha, approccio della cultura contadina che oggi, dopo i primi giorni di spaesamento, mi dà grande fiducia nel domani. Dunque anche dal punto di vista imprenditoriale mi fa vedere la luce in fondo al tunnel. Un approccio, mi rendo conto, in controtendenza che posso attuare in quanto io mi occupo di tutti gli aspetti dell’attività. Organizzo, accompagno, scrivo i testi e faccio le fotografie, seguo il marketing basato sul passa parola e sulla partecipazione alle fiere di settore e ai garden club. Abbiamo semplicemente congelato tutto”. 

Lei cittadina del mondo oggi vive sul Carso sloveno. Quali sono state le misure prese dal governo?

“Premettendo che in Slovenia i casi di Covid-19 sono stati numericamente pochi, le autorità hanno imposto limitazioni agli spostamenti meno severe che in Italia. Tutti, dipendenti e professionisti, partite iva, sono stati messi in cassa integrazione e gli aiuti economici sono arrivati subito. In contemporanea sono stati congelati i mutui, i prestiti e le altre tasse, proprio per andare incontro alla popolazione. Molte attività commerciali hanno già riaperto e dalla prossima settimana la vita riprenderà”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con lei collabora una piccola cordata di donne.

“Siamo in 4, unite dalla passione, dalla voglia di comunicare e conoscere, quello che facciamo non potrebbe esistere altrimenti”. 

Chi sono le persone che partecipano ai suoi viaggi?

“L’ottantacinque percento sono donne, i pochi uomini sono appassionati di giardino o innamorati delle loro mogli e compagne, quindi accompagnatori per amore. L’età varia dai 50 agli 80 anni, anche se non mancano i giovani, ma sono meno. Sono persone prevalentemente del nord Italia, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna ma anche delle regioni del centro, molti professionisti con una cultura medio-alta. Quasi tutti hanno un giardino o un orto, alcuni sono esperti ma sono soprattutto persone amanti della bellezza della natura, desiderosi di stare all’aria aperta e hanno il piacere di conoscere fiori e piante e soprattutto poter condividere l'allegria che queste regalano”. 

Quali sono le caratteristiche degli itinerari?

“L’offerta più ricca riguarda la Gran Bretagna, dalla Scozia alla Cornovaglia. È li che mi sono formata all’università ed è il paese dove più forte è la cultura della natura, la passione e il rispetto per la campagna. Per gli inglesi la vita non è separata dal rapporto con parchi e giardini, e trovo che sia un paese dove la bellezza è democratica. Nei parchi si trovano i bambini delle primarie accanto a persone della terza età che fanno corsi di pittura. La bellezza di un giardino accompagna i momenti fragili della vita e fra i nostri itinerari abbiamo anche il giardino di una casa di riposo per persone non autosufficienti”.

Come sceglie i giardini da proporre nei suoi viaggi?

“Senza retorica cerco l’espressione genuina e l’anima di chi li ha creati e li custodisce. Li conosco personalmente e li scelgo quando vi sento l’amore che vi è stato investito e ti ritorna quando ci vai. Evito i giardini commerciali, che però sono molto richiesti e, per ovvi motivi, possono anche far parte del tour”.    

Il giardinaggio può essere lo strumento per liberare la mente dalla routine, dalla sofferenza e dalla tristezza?

“Per me è stata la salvezza. Viaggi Floreali è nato dopo essermi avvicinata alla potenza della natura per superare un brutto momento di salute. Ho vissuto fino a 24 anni in Inghilterra. Due anni dopo ero in Messico e lì ho scoperto di soffrire di diabete giovanile. È stato un momento difficile, seguito da una grave depressione che ho sradicato andando in Amazzonia dove mi son solo resa conto che era nella natura che potevo cercare la guarigione. Ci sono uscita grazie al lavoro tra orto e giardino in Friuli Venezia Giulia. In una fattoria biologica a Ronchi del Legionari ho imparato a vedere la vita in modo diverso. In me è nato il germoglio della fiducia, sono rinata. Ho deciso di essere il mio fiore, una pianta disposta a dare frutti a chi ha la sintonia e la sensibilità per capirli”.

 

Viaggi Floreali ha sede a Sezana, in Slovenia, in Kraska Ulica, 2. Telefono fisso: 00386 5 7313533 dal lunedì al venerdì 13-17. Ora chiuso per Covid fino 31 maggio. Numero italiano whatsapp +39 340 079 7804 – ericavaccari@viaggifloreali.com

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