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La malattia di Lyme

Società
04 maggio 2020

Morsi di zecche, le corrette azioni di prevenzione

di redazione (fonte ASUGI)
Come fare per evitarle e cosa fare in caso di morso? Ecco tutte le attenzione da seguire per evitare infezioni
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Esemplare di zecca
Società
04 maggio 2020 di redazione (fonte ASUGI)

In occasione della giornata mondiale sulla malattia di Lyme, l'associazione Lyme Italia ha organizzato un breve evento di sensibilizzazione sulla malattia di Lyme che è possibile rivedere sulla pagina Facebook dell’associazione.

La borreliosi di Lyme è una zoonosi trasmessa all’uomo dal morso di una zecca dura (genere Ixodes), che può determinare una infezione a carico di cute, articolazioni e diversi altri apparati.

È importante conoscere la patologia e attuare corrette misure preventive per evitare di infettarsi, ed eventualmente riconoscere precocemente le prime possibili manifestazioni cliniche al fine di poter effettuare una corretta terapia ed evitare possibili manifestazioni disseminate/tardive.

La nicchia ecologica delle zecche è rappresentata dalle zone caldo-umide ricche di vegetazione sottoboschiva con altitudine compresa tra i 600 e i 1.500 metri. Nelle zecche infette le borrelie (in forma di spirochete) si concentrano nel tubo digerente e nelle ghiandole salivari, e possono essere trasmesse all’uomo alla fine del pasto ematico della zecca, attraverso il rigurgito.

Per questo motivo la zecca deve rimanere attaccata all'ospite a lungo, si ritiene almeno 24 ore, prima che avvenga la trasmissione delle borrelie all’uomo. Tra le zecche sono le ninfe le maggiori responsabili della borreliosi all'uomo sia per le piccole dimensioni, che permettono loro di rimanere più a lungo attaccate alla cute senza essere viste, sia per la coincidenza temporale fra la loro massima attività alimentare e l'attività all'aperto dell'uomo.

Il morso di zecca è un evento indolore. Nella sede del morso si determina usualmente all’inizio una fugace reazione eritemato-pomfoide, conseguente alla reazione chimica innescata dalla saliva anticoagulante del parassita, da non confondere con le manifestazioni cutanee di malattia. Infatti le manifestazioni della borreliosi compaiono in un secondo tempo e solo se la zecca è infetta.

La manifestazione precoce cutanea della borreliosi è l'eritema migrante primitivo (EM), anche denominato eritema cronico migrante, e consiste in una chiazza eritematosa ovalare, nella sede di inoculazione. Compare da 4 a 30 giorni dopo il morso di zecca infetta, si allarga progressivamente nei giorni successivi fino a formare una chiazza omogenea di color rosso, oppure costituita da anelli concentrici eritematosi con anello periferico e guarigione dell'area centrale. L’EM primario si risolve spontaneamente in alcune settimane, ma può persistere un eri-tema post-infiammatorio o un'area ipercromica, un’alopecia transitoria, o un collaretto di desquamazione che si allarga verso l'esterno nelle successive settimane.

Durante la fase precoce con tipico EM sono rari i sintomi sistemici. La scomparsa dell'EM non va interpretata come segno di guarigione dell'infezione.

La diagnosi è clinica, e l’adeguato trattamento antibiotico è risolutivo. Non è necessario eseguire la sierologia in questa fase, in quanto la risposta anticorpale è più tardiva e vi possono essere dei valori falsi negativi.

Le misure preventive che possono limitare la diffusione della borreliosi consistono in interventi di profilassi ambientale e nell'adozione di misure atte a evitare il contatto con le zecche, unitamente ad una corretta informazione sulla malattia, sulle modalità di trasmissione e sulla presenza di zecche infette nel territorio

Chi frequenta per motivi di lavoro o per svago i boschi e la campagna ricca di fauna dovrebbe indossare indumenti che coprano quanto più possibile il corpo, possibilmente di colori chiari per poter identificare più facilmente la zecca.

Nei bambini indicato anche l’uso di un cappello, facendo attenzione a non passare sotto alle fronde degli alberi/arbusti più basse. Sono utili i repellenti contenenti Dietiltoluamide (DEET), da applicare sulla cute, o permetrina 1% per i tessuti; evitare di sedersi o sdraiarsi direttamente sull'erba ed eseguire l'ispezione del corpo dopo un lavaggio accurato e il controllo quotidiano degli indumenti.  Attenzione a controllare le zone più caldo-umide del corpo, come le pieghe, e nei bambini le zone vicino alle orecchie/nuca.

In caso di riscontro di zecca rimuoverla prontamente con pinze adeguate (in commercio), ruotando delicatamente la pinzetta e tirando. Quindi disinfettare la zona. È controindicato l’utilizzo di creme/olii/sostanze da applicare sopra la zecca, in quanto vi è un alto rischio che rigurgiti e quindi trasmetta batteri se infetta.

La profilassi antibiotica in persone punte da zecche non è raccomandata neppure nelle aree endemiche, perchè il rischio di sviluppare la malattia è basso, non tutte le zecche inoltre sono infettate. Importante monitorare attentamente la zona: in caso di comparsa dopo circa 7-30 giorni dal morso di zecca di una lesione eritematosa che progressivamente si allarga contattare il medico curante.

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