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Progetto "Rischio Minore"

Attualità
31 luglio 2019

Pordenone e Bosnia Erzegovina unite nella cooperazione sociale

di redazione (fonte Confcooperative PN)
Visita in Friuli Occidentale degli operatori della zona di Sarajevo per condividere buone pratiche nei percorsi educativi e famigliari
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Il gruppo ospite in Friuli Occidentale
Attualità
31 luglio 2019 di redazione (fonte Confcooperative PN)

Seconda fase nel territorio del Friuli Occidentale per il progetto di cooperazione allo sviluppo intitolato “Rischio Minore - Tutela dell’infanzia in Bosnia Erzegovina” che favorisce il dialogo e lo scambio di buone pratiche nei percorsi educativi. 

Dopo la trasferta avvenuta a marzo di alcuni rappresentanti del Consorzio di cooperative sociali Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone, e della cooperativa sociale Laboratorio Scuola a Sarajevo - con l’obiettivo di aiutare 60 minori a rischio e insegnare agli operatori sociali locali come costruire percorsi educativi per i minori - questa volta è toccato ai 5 rappresentanti dell’Associazione giovanile Youth for Peace di Sarajevo, a un rappresentante di Caritas Bosne i Hercegovine e un rappresentante dei Servizi Sociali di una delle municipalità di Sarajevo arrivare a Pordenone.

“Per loro - ha sottolineato Luigi Piccoli, presidente del Consorzio Leonardo e di Confcooperative Pordenone - è stata l’occasione di visitare le realtà locali che si occupano di minori nell’ottica di condividere buone pratiche e vivere un’esperienza formativa volta ad acquisire competenze specifiche nella tutela dei minori. Siamo lieti di poter dare il nostro contributo e condividere i valori della cooperazione sociale”. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il viaggio studio si è svolto a inizio luglio. Inizialmente c’è stato un incontro di presentazione e scambio rispetto alla tematica della tutela dell’infanzia a rischio nella sede del Consorzio Leonardo. Il progetto, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e che vede coinvolti due partner Caritas Bosnia ed Erzegovina e l’associazione Youth for Peace, ha poi visto diversi momenti sul territorio pordenonese.

“Li abbiamo accompagnati in visita alla Caritas Pordenone - ha spiegato Nicole Colussi, responsabile di Consorzio Leonardo -, nella cui sede abbiamo presentato il progetto in un incontro aperto al pubblico”. La trasferta è continuata poi con la visita alla cooperativa Laboratorio Scuola a Pordenone (comunità minori e adolescenti) dove i rappresentanti hanno potuto conoscere da vicino il metodo di lavoro grazie a un confronto con gli operatori della comunità per minori e della comunità adolescenti.

Nell’occasione la Cooperativa Laboratorio Scuola ha anche fornito un momento psicologico di formazione specifico rispetto al post-trauma infantile, visto la storia di questa terra (la Bosnia ed Erzegovina) dilaniata dalla guerra e dai contrasti.

Poi la formazione è continuata incontrando nella sede di Leonardo la cooperativa Il colore del Grano e l’associazione casarsese Il Noce, con un confronto rispetto ad altri tipi di attività a favore di minori a rischio: l’accoglienza mamma-bambino, l’adozione e l’affido.

“Nella stessa mattinata inoltre due referenti dei servizi sociali del Comune di Pordenone - ha aggiunto Colussi - hanno fornito informazioni sul loro servizio e le sperimentazioni che portano avanti per poter rispondere in maniera adeguata ai bisogni delle famiglie. Hanno inoltre raccontato come hanno sviluppato l’affido familiare nel territorio e come hanno costruito una rete solida di famiglie affidatarie”.

La visita è continuata al centro diurno per minori gestito della cooperativa Laboratorio Scuola a Maniago e poi anche spazio per un momento di conoscenza del territorio con al lago di Barcis e ad Andreis. “È stata un’importante occasione di scambio tra le due realtà - ha concluso Nicole Colussi - e i partecipanti sono stati molto felici di poter toccare con mano alcune esperienze locali in tema di minori a rischio. Hanno infatti avuto modo di acquisire nuove competenze specifiche nella tutela dei minori da applicare poi nella loro attività quotidiana con bambini e ragazzi in Bosnia ed Erzegovina”.

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