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"ABCi Sentiamo a scuola"

Società
12 marzo 2019

Trieste, nuova campagna per gli studenti con deficit uditivo

di redazione (fonte ABC Onlus)
Terza annualità per l’iniziativa che punta a creare una rete di supporto integrato intorno al bambino che utilizza apparecchi acustici o impianti cocleari in cura al Burlo
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Società
12 marzo 2019 di redazione (fonte ABC Onlus)

Sentire e apprendere bene a scuola. Si può sintetizzare così il progetto “ABCi Sentiamo a Scuola”, promosso dalla S.C. di Otorinolaringoiatria e Audiologia dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste diretta dalla dottoressa Eva Orzan, con il sostegno e la collaborazione attiva di A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus

Un progetto giunto al terzo anno che, su attivazione del Dirigente Scolastico e in accordo con le famiglie, porta una task force dell’IRCCS Burlo Garofolo direttamente nelle scuole (regionali o extraregionali, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado) dei bambini e ragazzi con apparecchi acustici o impianti cocleari in cura all’Ospedale.

Una progettualità che punta a creare, una volta corretto chirurgicamente il deficit uditivo, una rete di supporto integrato intorno al bambino formata dalla scuola, dalla famiglia e dai medici con l’obiettivo di realizzare un efficace e sereno inserimento e sviluppo del paziente/studente nell’ambiente scolastico, educativo e sociale. 

Le soluzioni proposte in ogni singolo caso diventano buone pratiche per tutti gli studenti, perché in una classe rumori, riverberi e distanze possono creare disturbi di comprensione anche nei ragazzi normoudenti.

Gli incontri con gli insegnanti nelle scuole sono resi gratuitamente grazie al finanziamento, anche per questa terza annualità, di A.B.C. 

Obiettivo di missione di A.B.C. – dichiara Giusy Battain, direttrice dell’associazione – è attivare progetti innovativi che, come questo, sostengono i bambini nati con malformazioni e che devono intraprendere percorsi chirurgici complessi presso l'IRCCS Burlo GarofoloDa un'esperienza di lavoro sul campo di 14 anni, abbiamo osservato quanto sia importante creare connessioni costanti fra tutti gli attori che concorrono alla crescita del bambino. L'alleanza fra l'ospedale, che lo ha in cura, la famiglia e la scuola, che ne hanno cura ogni giorno, rappresentano un'occasione straordinaria per il suo sviluppo neurocognitivo e relazionale. Il ruolo di A.B.C. è proprio quello di favorire questi dialoghi e creare reti che aiutino i bambini nati con malformazioni a crescere e a sviluppare pienamente tutte le loro potenzialità”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quest'anno tre delle richieste saranno coperte dal contributo dell'International School of Trieste, che ha donato ad A.B.C. una somma finalizzata al sostegno del progetto raccolta attraverso iniziative che hanno coinvolto ragazzi, genitori e insegnanti lungo tutto il 2018.

Anche per la terza annualità il progetto proseguirà con interventi informativi e formativi dedicati agli insegnanti. L’obiettivo degli incontri è quello di conoscere assieme gli elementi distintivi del singolo bambino, come pure le caratteristiche connesse all’ambiente in cui egli ascolta e apprende con i suoi ausili uditivi. 

Si individuano così soluzioni di integrazione condivise ed efficaci, si forniscono indicazioni pratiche e attuabili fin da subito per migliorare l'acustica dell'aula di studio, si stimolano soluzioni condivise con gli insegnanti per migliorare all'attività didattica e l'insegnamento, ponendo l'attenzione anche su semplici accorgimenti quale, solo per fare un esempio, un miglior posizionamento del bambino nella classe affinché riesca a ricevere al meglio tutte le informazioni. 

Siamo felici  – ha dichiarato Stefano Dorbolò, Commissario Straordinario dell’IRCCS Burlo Garofolo – di poter presentare e illustrare i risultati dei primi due anni di lavoro di “ABCi Sentiamo a Scuola” che si avvia ora alla sua terza annualità. Un sentito grazie a Eva Orzan, Direttrice della S.C. di Otorinolaringoiatria e Audiologia dell’IRCCS Burlo Garofolo, che insieme al suo staff ha portato e sta portando avanti questo importante progetto a favore di un sempre migliore inserimento in classe di studenti con apparecchi acustici o impianti cocleari. Un ringraziamento particolare va anche a A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, che in questi anni ha sostenuto e collaborato al progetto e senza il cui contributo tutto ciò non sarebbe stato possibile. Non dimentichiamo mai il ruolo complementare delle Associazioni al Sistema sociosanitario; associazioni come luogo di miglioramento dei servizi e di integrazione tra bisogni di salute, assistenza delle persone e supporto alle famiglie nei momenti di difficoltà della vita”.

A oggi sono 28 gli incontri formativi realizzati in questi anni in sei regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Abruzzo), che hanno coinvolto 417 insegnanti. Si prevede entro la fine dell’anno di arrivare a circa 35 incontri.

I risultati ottenuti – sottolinea la dottoressa Eva Orzan, Direttrice della S.C. di Otorinolaringoiatria e Audiologia IRCCS Burlo Garofolo – sono stati positivi e incoraggiantiGrazie ai questionari di valutazione riscontriamo che la maggior parte dei partecipanti ha apprezzato la chiarezza degli interventi, l’utilità ed efficacia dei suggerimenti proposti. Alcuni sottolineano l’assoluta necessità di un reale confronto tra professionisti, insegnanti e genitori. Le prime considerazioni ci spingono a focalizzarsi maggiormente sugli aspetti “pratici”, soluzioni immediatamente applicabili per iniziare fin da subito il percorso di miglioramento e soprattutto attuabili con le risorse disponibili dagli Istituti scolastici”.

Il progetto “ABCi sentiamo a scuola” viene apprezzato da genitori, insegnanti e operatori che partecipano al comune obiettivo di offrire al figlio-studente-paziente una reale opportunità di una partecipazione sociale con un individuale e completo contributo di idee, capacità ed esperienza.  La testimonianza più significativa in questo senso arriva dal papà di Giulio, 13 anni. Grazie a questo progetto racconta di sentirsi un bambino libero, libero di vivere pienamente il suo percorso scolastico, relazionale e di crescita. Oggi Giulio consegue ottimi risultati a scuola, oltre a essere un promettente batterista.

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