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Viaggio in Andalusia

Turismo
03 gennaio 2018

Ai confini della storia

di Claudio Pizzin
Islam e Cristianesimo, tradizioni arabe ed europee. Nel sud della Spagna ancora oggi città dal fascino misterioso custodiscono meraviglie secolari, testimonianze di un crocevia di popoli e culture
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Siviglia, Piazza di Spagna (ph. Claudio Pizzin)
Turismo
03 gennaio 2018 di Claudio Pizzin Image

Il sole caldo e brillante offre un clima da piena estate. Solo le ombre che si allungano dalla parete della magnifica Cattedrale, realizzata nel 1228 e dedica all’Assunzione di Maria, tradiscono un autunno ormai alle porte. Tuttavia, la Valencia di metà settembre che si offre ai nostri occhi toglie il fiato. Perché la terza città della Spagna per numero di abitanti, capoluogo della Comunità Valenciana che si affaccia sulla costa orientale della Penisola iberica, è un mix di storia e bellezza. Ingredienti che caratterizzeranno il nostro intero viaggio, con destinazione Andalusia.

Prima di raggiungere la regione più meridionale di Spagna, tuttavia, ci concediamo alcuni giorni in questo luogo affascinante, ricco di espressioni architettoniche che testimoniano un passato denso di storia e uno sguardo dritto sul futuro: il cammino dalla Cappella del Santo Calice alla Ciudad de las Artes y las Ciencia – complesso di cinque strutture progettato dagli architetti Calatrava e Candela – ne è l’esempio più eclatante.

Semplicemente a bocca aperta, invece, si resta di fronte alla Chiesa di San Nicola, non per niente definita la Cappella Sistina di Valencia. Ma è l’intero centro cittadino, variegato e al tempo stesso a misura d’uomo, a conquistarci. Esattamente come la cordialità della gente. L’ultima visita la dedichiamo al Museo nazionale della ceramica nel palazzo “Gonzales Marti”, e concludiamo la permanenza in città con un ottimo pranzo in una trattoria italiana.

Prima di raggiungere l’Andalusia, attraversiamo la Región de Murcia fermandoci, dopo quattro ore di bus, nella città di Cartagena. La giornata è caldissima, ma il vento che soffia costante rende il clima vivibile. Visitiamo inizialmente la zona Molinette e l’area del foro romano; dopo un breve giro per le strette vie del centro, ci rechiamo al teatro romano, autentico capolavoro di recupero. Inizia a calare la sera e la città si anima improvvisamente.

Come stregati da questo improvviso fervore, proseguiamo tra le viuzze soffermandoci di tanto in tanto ad ammirare le bellissime vetrine dei negozi. L’indomani, prima della partenza, ci concediamo una vista panoramica mozzafiato sul teatro ro mano e poi sull’intera città. Ora possiamo rimetterci in viaggio. E raggiungere finalmente l’Andalusia. Lungo la strada che ci conduce a Granada il paesaggio muta in modo tanto graduale quanto inesorabile: l’erba ingiallita ai bordi della carreggiata diventa di un verde intenso, mentre spuntano numerosi pioppeti. Poi di nuovo lo scenario torna arido e secco, prima di far posto a lunghe distese di uliveti.

Infine il contesto diventa di montagna, con molti pini attorno a noi. E quando le ombre della sera iniziano a farsi largo, ecco le luci della città. Siamo arrivati a Granada.

Il giorno seguente raggiugiamo a piedi l’Alhambra, complesso costruito su uno dei colli che domina la città e suddiviso in tre parti: l’Alcanzaba (la fortezza), i palazzi Nasridi e il Generalife. Ammiriamo i giardini perfettamente curati e il palazzo di Carlo V, godendoci lo spettacolo di una vista unica di Granada dall’alto. Rientrando verso il centro, entriamo nella magnifica Cattedrale, costruita nel XV secolo nel luogo in cui prima sorgeva una moschea.

Dopo una passeggiata tra i negozi della città vecchia riprendiamo l’autobus e raggiungiamo Cordova, per osservare una delle principale testimonianze della presenza islamica nella Spagna del passato: la Mezquita. La grande Moschea è oggi la Cattedrale dell’Immacolata Concezione. È lunedì e la maggior parte dei musei è chiusa. Ci dirigiamo sul ponte romano per scattare alcune foto e osservare le acque del fiume Guadalquivir. La città è molto facile da girare e a ora di cena ci fermiamo in un locale tipico, dove possiamo degustare la specialità locale: il rabo de toro (la coda di toro).

L’indomani visitiamo l’Alcazar de los Reyes Cristianos, palazzo-fortezza che Alfonso XI fece costruire vicino alla moschea. Alle Scuderie de las Cabalerizas Reales ammiriamo le evoluzioni di splendidi cavalli. È già ora di ripartire: entro sera siamo attesi a Siviglia. Il giorno seguente lo iniziamo nella Piazza di Spagna del capoluogo andaluso. Costruita tra il 1914 e il 1928, venne inaugurata nel 1929 in occasione della Expo ibero-americana; realizzata con ceramiche e mattoni tipici della regione, rappresenta l’architettura andalusa. Ma non solo: 48 diversi banchi, decorati con mosaici e mappe della zona corrispondente, simboleggiano infatti tutte le province spagnole.

A margine della piazza, il Parco di Maria Luisa attira quotidianamente cittadini e turisti. Noi raggiungiamo la Cattedrale, al cui interno sono custodite le spoglie di Cristoforo Colombo. Quindi saliamo sulla Giralda, la torre del campanile alta 94 metri, costruita prendendo a esempio il minareto della moschea di Marrakech (Marocco). La chiusura superiore fu successivamente modificata secondo i dettami del Rinascimento europeo e ora la Giralda è tra i monumenti patrimonio dell’umanità. Non esistono gradini: si sale infatti tramite 34 rampe circolari, sistema che un tempo consentiva ai muezzin di arrivare in cima in sella del loro cavallo. Anche Ferdinando III il Santo salì la torre a cavallo il giorno della riconquista della città.

L’indomani raggiungiamo Santiponce, primo insediamento romano in Spagna. All’interno del complesso archeologico di Italica visitiamo la casa di Traiano, la casa degli uccelli, le terme, l’anfiteatro e il teatro romano. Nonostante il sole cocente riusciamo a raggiungere il Monastero di S. Isidoro, edificato su un eremo che secondo la tradizione aveva ospitato proprio il santo. Un luogo unico, esattamente come l’Alcazar che visitiamo nel pomeriggio. La sera ci concediamo un po’ di svago, assistendo a una rappresentazione di flamenco: emozionante.

La tappa successiva è Jerez de la Frontera, città accogliente e a misura d’uomo. Visitiamo la Cattedrale-Collegiata di San Salvador del XVII secolo, con la sua torre campanaria isolata rispetto al resto del complesso. Poco distante, vicino a un’ex fortezza moresca si erge l’unica moschea conservata delle 18 originariamente presenti in città.

Passando dal sacro al profano, visitiamo la vicina Bodega di Tio Pepe, concedendoci la degustazione dei suoi vini pregiati. Vorremmo anche visitare la Real Escuela Andalusa de Arte Ecuestre per ammirare gli spettacoli di equitazione con i cavalli di razza andalusa. Ma è di nuovo lunedì e tutto è chiuso.

È di nuovo tempo di rimettersi in moto, questa volta in treno con destinazione Cadice. L’imponente Cattedrale realizzata in 130 anni è la nostra prima tappa. Nella cripta al suo interno riposa il compositore spagnolo Manuel de Falla, mentre dalla torre campanaria si può ammirare la città. Dopo una passeggiata sul lungomare godendoci l’infrangere impetuoso delle onde, degustiamo una prelibata zuppa di mariscos e dell’ottimo pesce alla piastra in uno dei locali tipici del centro. L’indomani giungiamo a Tarifa, situata a pochi chilometri dalla sponda africana del Marocco: da qui partono traghetti affollati di marocchini che rientrano nel loro Paese. Addentrandoci nelle strette calli della città vecchia raggiungiamo il Castello di Guzman el Bueno, costruito dal Califfo di Cordova ma che prese il nome dall’eroe della Reconquista. Da qui possiamo ammirare un panorama unico verso il mare e verso la bianca città. Scendiamo verso il porto e poi verso la Chiesa di San Matteo, oltrepassando il mercato all’aperto, con le sue bancarelle di ceramiche, frutta e tessuti.

La tappa seguente è Malaga, dove siamo ospiti di Paula, ragazza del posto che ci fa da guida. La Cattedrale della Encarnacion sorge su una vecchia moschea, della quale rimane il patio degli aranci: all’interno si può ammirare tutta la maestosità della costruzione, la cui prima pietra venne posata nel 1528. Di notevole pregio il coro. Poco distante si trova il Museo di Picasso, interamente dedicato alle opere e alla vita del grande artista cui Malaga ha dato i natali. Dopo aver visitato la Iglesia di S. Augustin e la Playa de la malavita sul lungomare, la sera degustiamo le famose tapas locali. Tipicamente italiano, invece, è il caffè che beviamo l’indomani, preparato da una giovane connazionale che lavora in una pasticceria del centro. Dopo colazione ci dirigiamo a Nerja, balcone dell’Europa, cittadina molto graziosa e accogliente.

Prima della fine della nostra esperienza in terra andalusa, torniamo a Malaga per visitare il Castello di Gibralfaro, definito dai mussulmani “il monte del faro”. Camminando sulle mura perimetrali lo sguardo si perde verso il mare e i monti che circondano Malaga. Scendiamo nuovamente verso il centro cittadino, raggiungendo Plaza de Toros dove visitiamo il museo dedicato al torero Antonio Ordonez. L’ultima visita la dedichiamo al teatro romano, perfettamente conservato. Tappa conclusiva di questa meravigliosa esperienza, consapevoli di aver visto qualcosa di unico a poche ore da casa nostra.

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