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Indagini della Guardia di Finanza

Attualità
21 novembre 2017

Pordenone, tre aziende indagate per evasione fiscale

di redazione (fonte Guardia di Finanza)
Eseguito un sequestro preventivo per oltre un milione e duecentomila euro
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La caserma della Guardia di Finanza di Pordenone (ph. Sala stampa GdF)
Attualità
21 novembre 2017 di redazione (fonte Guardia di Finanza)

Individuate dalla Guardia di Finanza di Pordenone condotte fiscalmente evasive poste in essere da tre aziende con sede nella provincia. L’attività di servizio ha avuto inizialmente origine da accertamenti effettuati dall’Agenzia delle Entrate ed era poi proseguita con attività di polizia giudiziaria delegata dalla Procura della Repubblica di Pordenone al Nucleo di Polizia Tributaria.

In dettaglio, nel corso delle attività investigative si è appurato che i predetti soggetti, già in precedenza resisi responsabili dei reati di omesso versamento di imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) e di ritenute operate (certificazione rilasciata in qualità di sostituti di imposta), non avevano ottemperato al pagamento delle imposte dovute allo Stato e alla Regione Friuli Venezia Giulia: per quest’ultima le imposte sono versate sulla base dei criteri di quote di compartecipazione ai tributi erariali garantite dal suo “Statuto Speciale” (91% di I.V.A. e 45% di I.Re.S.).

A seguito delle indagini, su richiesta della Procura della Repubblica, il Giudice per le Indagini Preliminari di Pordenone ha emesso provvedimenti di sequestro preventivo per complessivi 1.218.000 euro, già effettuati dalle Fiamme Gialle pordenonesi che hanno sequestrato disponibilità liquide, beni immobili e mobili. In relazione all’attività operativa, corredata da accertamenti patrimoniali, si è rilevata una “asimmetria” tra il patrimonio degli indagati e gli omessi versamenti: difatti, in un caso, è stata sequestrata la somma di 452.121 euro (tutta in denaro contante) depositata dall’indagato su conti correnti in Istituti di Credito, mentre un altro indagato era proprietario di oltre 26 unità immobiliari e 200 terreni. Il terzo indagato, infine, successivamente agli omessi versamenti, era stato dichiarato fallito dal Tribunale di Pordenone.

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