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L'appello dell'amministrazione comunale

Attualità
15 marzo 2017

Salute a rischio, Visco "ostaggio" della sua caserma

a cura della redazione
L'assessore Ongaro: "Migliaia di metri quadrati di eternit rendono la situazione drammatica. Ma i nostri continui richiami cadono nel vuoto"
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Gli edifici con tetto in eternit della caserma di Visco (ph. Comune di Visco)
Attualità
15 marzo 2017 della redazione

La caserma “Lugi Sbaiz”, chiusa nel 1996 e trasferita al comune nel 2001, per il paese di Visco poteva essere un'importante risorsa economica, invece rappresenta un enorme problema di incolumità e di salute pubblica, a causa delle migliaia di metri quadrati di eternit.

“Nel 2010 – dichiara l’assessore comunale Mauro Ongaro – la Soprintendenza ha messo un vincolo su 70 mila metri quadrati di caserma in quanto durante la Seconda guerra mondiale (da febbraio a settembre '43) in quell'area era stato allestito un campo di internamento per civili ex Jugoslavi. Gli edifici dell'ex caserma sono inutilizzabili, pericolanti, semidiroccati e pericolosi, per la maggior parte con coperture in eternit. La vegetazione sta facendo il suo corso e la manutenzione non è più semplicemente un problema, è diventata ingestibile con le sole forze comunali”.

Una situazione che gli amministratori ritengono non più sostenibile:  “Siamo fermamente convinti – sottolinea Ongaro – che la storia deve essere ricordata e trasmessa alle nuove generazioni, ma ancora più importante è la salute di ogni singolo cittadino. Il comune di Visco ha 780 abitanti con un’estensione territoriale di 3,5 km quadrati contro un vincolo di 70 mila metri quadrati di caserma, che corrispondono a 90 metri quadrati di caserma sotto vincolo per ogni singolo vischese. Da non sottovalutare che all'interno dell'ex caserma Sbaiz ci sono all'incirca 10 mila metri quadrati di tetti in eternit, che corrispondono a 13 metri quadrati di eternit per ogni singolo cittadino. Sono numeri che rappresentano una realtà drammatica e spaventosa aggrovigliata a un vincolo storico, mentre i nostri continui e costanti richiami cadono nel vuoto. Siamo soli, siamo inascoltati, siamo senza risposte”.

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