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In memoria dell'intellettuale napoletano

Cultura e Spettacolo
14 marzo 2017

Nasce a Trieste il "Fondo Ernesto Cilento"

di redazione (fonte Ufficio stampa Comune di Trieste)
Istituito presso il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” a un anno dalla scomparsa. L'assessore Rossi: "Un nuovo prezioso capitolo della storia del teatro italiano"
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Da sinistra il conservatore Bianchi e l'assessore Rossi (ph. Comune di Trieste)
Cultura e Spettacolo
14 marzo 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa Comune di Trieste)

Presentato alla stampa a Trieste il Fondo Ernesto Cilento, istituito presso il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, a un anno dalla scomparsa dell’intellettuale napoletano Ernesto Cilento (Napoli 31 marzo 1950 – Trieste 14 marzo 2016). Sono intervenuti l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi e il conservatore dello “Schmidl” Stefano Bianchi. Il pianista Giovanni Auletta e la flautista Ginevra Petrucci hanno offerto un interludio musicale.

Cilento fu presidente dell'Associazione Voluptaria (da lui stesso fondata negli anni Ottanta) e ideatore di “Archivi di teatro”, nonché uno dei più attivi promotori di teatro nella sua città natale, dando vita in Galleria Umberto all'apertura di una biblioteca dove venivano presentati spettacoli, mostre ed eventi culturali. Dopo il trasferimento dell'Associazione Voluptaria al Maschio Angioino, Cilento divenne custode del Fondo Eduardo De Filippo e dei preziosissimi “Archivi di teatro”.

La costituzione, per sua espressa volontà, del Fondo a lui intestato, arricchisce il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” di Trieste di un prezioso capitolo della storia del teatro italiano.

“Questa è una giornata importante – ha evidenziato l'assessore Rossi – perché accresce il patrimonio di vita, di conoscenza, di esperienze e di cultura a tutti noi e alla nostra città. Ernesto Cilento, un uomo appassionato di teatro come arte e strumento di crescita, testimone dell'ironia e della tragicità della realtà napoletana attraverso grandi personaggi come Edoardo De Filippo,  ci ha voluto lasciare il suo contributo umano, culturale, lavorando così per la memoria e per il futuro. Un uomo di elegante riservatezza e una moglie che anche oggi non vuole apparire. Un esempio di come si può ugualmente essere grandi senza mostrarsi. Cilento – ha concluso Rossi – oltre al Fondo a suo nome, ha voluto donarci anche l'arredo della Sala Bobi Bazlen. A sua moglie rivolgiamo un sentito e affettuoso ringraziamento a nome di tutta la città”.

“La sua biblioteca di teatro, specchio fedele delle sue molteplici attività in campo teatrale, delle ricerche e degli studi, per sua espressa volontà, entra a far parte delle collezioni del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” – ha affermato Bianchi – attraverso l'istituzione del Fondo, la cui nascita presentiamo oggi, costituito da 460 monografie, 81 pubblicazioni miscellanee, 11 pubblicazioni periodiche e 601 programmi di sala di prestigiose istituzioni teatrali europee, in prevalenza italiane francesi”. “Oggi qui ricordiamo anche il debutto a Trieste, il 30 ottobre del 1945, dell'opera teatrale La grande magia di Eduardo de Filippo. Grazie al Fondo Cilento e all'attenta, sensibile partecipazione all'istituzione museale – ha concluso Bianchi – si arricchisce così, con un  ulteriore strumento di approfondimento, la 'doppia anima' del museo Schmidl che, fondato 10 anni fa, vive degli archivi di teatro oltre che degli strumenti e degli spartiti qui conservati”. 

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