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Presentata la stagione 2016/17

Cultura e Spettacolo
09 settembre 2016

Monfalcone punta sul teatro intelligente

a cura della redazione
Mario Brunello e Andrea Lucchesini aprono il cartellone dei concerti, gli Oblivion quello della prosa
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Mario Brunello (ph. Ufficio comunicazione Comune Monfalcone)
Cultura e Spettacolo
09 settembre 2016 della redazione

Sono oltre 50 gli eventi di grande spettacolo che la nuova stagione del Teatro Comunale di Monfalcone propone al pubblico, cui si affiancano oltre 30 appuntamenti “Dietro le quinte”. Concerti, spettacoli di prosa, matinée per le scuole e rappresentazioni per i più piccoli, con il meglio della scena musicale internazionale e di quella teatrale italiana: una stagione ricca e attraente che spazia dalla musica antica a quella contemporanea, dalla drammaturgia classica al teatro di ricerca, che propone alcuni fra i concertisti e gli interpreti più prestigiosi e amati ma valorizza anche i giovani talenti e la scena emergente.

A inaugurare la stagione musicale diretta da Filippo Juvarra, giovedì 27 ottobre, sono Mario Brunello (violoncello) e Andrea Lucchesini (pianoforte), con pagine cha vanno da Grieg a Šostakovič fino a Sollima.

Il pianoforte è protagonista di diversi concerti del nuovo cartellone. Il 26 gennaio sale infatti sul palcoscenico del Comunale Lilya Zilberstein, la cui prestigiosa carriera internazionale è caratterizzata da un rapporto del tutto speciale con l’Italia.

Ed è un altro nome del pianismo internazionale a chiudere, il 20 aprile, la stagione musicale, quello della pianista russa Elisso Virsaladze. È invece un concerto per clavicembalo solo quello di Manuel Tomadin (13 gennaio), affermato organista che si presenta nella veste più rara di clavicembalista, con un programma diviso fra la musica tedesca e quella italiana, fra lo “Stylus fantasticus“ da un lato e “Il basso albertino e la sua cantabilità“ dall’altro.

La grande musica da camera è rappresentata dal nuovo appuntamento del ciclo dedicato alle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven, affidato ad alcune delle migliori giovani violiniste italiane, che vede per la stagione 2016-2017 Laura Marzadori – che recentemente ha vinto il Concorso internazionale per violino di spalla dell’Orchestra del Teatro alla Scala – in duo con Olaf John Laneri (10 novembre); alle tre Sonate in programma affiancano il brano Perdendosi, che il giovane compositore Rocco De Cia ha scritto per questo concerto.

Il 2 dicembre invece sarà la volta del Trio Čajkovskij, punto di riferimento nel panorama internazionale della musica da camera dal 1975.

Di grande suggestione il concerto di musica antica Il Milione ovvero il libro delle meraviglie, che vede protagonista l’ensemble di musica medievale la Reverdie e David Riondino quale voce narrante (15 dicembre): una sorta di colonna sonora di questo straordinario racconto di viaggio, in cui alla musica proveniente dall’ambiente veneto e francese coevo si affiancano le improvvisazioni di un kamancheh persiano e i ritmi del tabla.

È dedicato alla musica rinascimentale, invece, il concerto di Marco Beasley (voce), Stefano Rocco (arciliuto e chitarra barocca) e Fabio Accurso (liuto), in cartellone il 10 febbraio, tra frottole, tarantelle e parole d’amore, con pagine musicali provenienti dalle corti lombarde come dal Regno delle due Sicilie, dove si incontrano le culture del Mediterraneo.

Fra i protagonisti di “’900&oltre”, la rassegna dedicata alla musica contemporanea e al Novecento storico, spicca il Quartetto Voce (27 marzo), giovane quartetto d’archi francese che ha ottenuto la nomina di “Rising Stars” da parte di ECHO, che propone insieme al fisarmonicista Pierre Cussac un originale repertorio per diversi tipi di fisarmonica: il bayan (la fisarmonica russa cui la compositrice Sofia Gubaidulina ha dedicato il magnifico De profundis), il bandoneón, lo strumento delle orchestre di tango argentino suonato da Astor Piazzolla, e la fisarmonica da concerto.

In rassegna anche il Quartetto Noûs (17 novembre), giovane quartetto d’archi nato in seno al Conservatorio di Lugano, vincitore del Concorso “Rubinstein” del Teatro La Fenice di Venezia e del Premio “Farulli” della critica musicale italiana, che propone pagine di Janáček, Schubert e il brano Come di tempeste del giovane compositore Daniele Ghisi, classe 1984.

E il Quintetto Anemos (23 febbraio), nome che cinque giovani strumentisti della nostra regione hanno scelto per il loro quintetto a fiati, fondato nel 2008 e selezionato dal CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica); il loro programma prevede un’interessante panoramica della letteratura europea per quintetto a fiati del Novecento, con pagine di Rota, Ibert, Ligeti, Arnold, Milhaud e Hindemith.

Nel segno della contaminazione è la messa in scena di una “commedia musicale” ad opera di Vittorio e Lorenzo Ghielmi (viola da gamba e clavicembalo), del liutista Luca Pianca, del violoncellista Enrico Bronzi e dell’attore Luciano Bertoli (3 marzo). Si tratta de La difesa della viola da gamba contro le imprese del violino e le pretese del violoncello, un trattato del 1740 che racconta la disputa fra la viola da gamba e il violoncello, fra la tradizione della musica francese e la nuova musica italiana, animato da pagine di Marais, Geminiani, Forqueray e Vivaldi.
Musica e teatro si intrecciano anche nell’esecuzione, ad opera della Mitteleuropa Orchestra diretta da Michele Carulli, del Sogno di una notte di mezza estate (17 marzo), le musiche di scena che Mendelssohn scrisse per la commedia fantastica di Shakespeare. Nella produzione, realizzata dal Teatro di Monfalcone insieme al Teatro Stabile del FVG, all’Orchestra si affiancano il Piccolo Coro Artemia e gli attori Adriano Braidotti, Ester Galazzi e Francesco Migliaccio.

Alla Mitteleuropa si affiancano, nel nuovo cartellone, altre importanti formazioni orchestrali. Il 25 novembre salgono sul palcoscenico del Comunale il Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste, l’Orchestra San Marco di Pordenone, il Collegium Apollineum (orchestra con strumenti originali) e il pianista Federico LovatoDirettore del concerto è Marco Feruglio, che propone un affascinante programma dedicato a J. S. Bach (di cui sarà eseguito uno dei 6 celebri Mottetti) e Stravinskij (in programma il Concerto per pianoforte e orchestra di fiati e la Sinfonia di salmi, per coro e strumenti).

Il 7 aprile, invece, torna a Monfalcone l’Orchestra di Padova e del Veneto con un concerto tutto “al femminile”: la direzione, infatti, è di Elim Chan, la prima donna ad aver vinto il prestigioso Concorso “Donatella Flick”, che le ha consentito di diventare direttore assistente della London Symphony Orchestra; con lei Laura Polverelli, fra i mezzosoprani più acclamati della sua generazione. In programma tre grandi capolavori della musica romantica: l’Ouverturedall’opera Oberon di Weber, la raccolta vocale Les nuits d’été di Berlioz e la Sinfonia n. 3 “Renana” di Schumann.

A impreziosire la nuova stagione tornano le collaudate rassegne “Concerti per organo” e “Galleria Musicale”. Proseguono, infatti, presso il Duomo di Monfalcone i concerti che vedono protagonista il magnifico organo Zanin. Ad aprire la terza edizione della rassegna, il 4 dicembre, è Wladimir Matesic, che presenta pagine di J. S. Bach, Bossi, Widor e Brisotto. È quindi la volta di Eugenio Maria Fagiani (5 febbraio), che a Bach affianca pagine di Mahler e Händel. Chiude la rassegna il concerto del Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste e affiancato dall’organista Roberto Lizzio (26 febbraio). 
I concerti in programma presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea la domenica mattina, a corredo delle mostre qui allestite, realizzati in collaborazione con i Conservatori “Tartini” di Trieste e “Tomadini” di Udine, si aprono con un appuntamento dedicato alla musica di Piazzolla, animato dagli archi del Contemporaneo 4tet e dalla fisarmonica di Ozren Grozdanić (16 ottobre). Il duo composto da Giada Visentin (violino) e Mizhuo Furukubo (pianoforte) propone invece pagine di Mozart, Bartók, Beethoven e Saint-Saëns (23 ottobre). Sono improvvisazioni jazz quelle cui danno vita, il 6 novembre, la cantante Chiara Di Gleria e il chitarrista Mattia Romano. Chiude la rassegna, il 20 novembre, il pianista Alessandro Villalva, con un programma dedicato a Chopin e Liszt.
Ad anticipare i quattro concerti, una visita guidata alla mostra dedicata all’arazzo di Anton Zoran Musič, proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

La collaborazione con il Conservatorio “Tartini” prevede anche la realizzazione di un concerto, fuori abbonamento e a ingresso libero, dell’Orchestra degli Studenti del Conservatorio, diretta da Romolo Gessi (domenica 13 novembre, al Teatro Comunale). 

All’insegna della contaminazione fra i linguaggi anche l’apertura della nuova stagione di prosa. I giorni 3 e 4 novembre, infatti, sono i pirotecnici Oblivion a dare il la al nuovo cartellone con The Human Jukebox. Dopo aver rimixato i grandi classici della letteratura, i cinque cantanti-attori, guidati dal regista Giorgio Gallione, giocano con la storia della canzone italiana. E alla loro creatività si affianca quella del pubblico, che crea il menù della serata suggerendo gli ingredienti della pozione.

Nello stesso segno si muove lo straordinario evento in cartellone a dicembre (i giorni 13 e 14). Smashed è lo spettacolo più teatrale di Gandini Juggling, la più grande compagnia di giocoleria al mondo, la cui originalissima ricerca sviscera tutte le possibili funzioni della giocoleria. Smashed è un raffinato omaggio a Pina Bausch, un originale ibrido di giocoleria e Tanztheater ispirato alle sue coreografie e al suo repertorio: un “Tanzjonglage” per nove straordinari giocolieri che alternano umorismo e senso dell’assurdo.

A rappresentare la drammaturgia classica sono due straordinari testi. Jurij Ferrini, che nel suo percorso di attore e regista ha saputo destreggiarsi fra autori classici e moderni, torna a Shakespeare con Misura per misura (21 e 22 marzo), commedia nera del 1603, poetico ed affascinante thriller ante litteram. A partire dalla vicenda del Duca di Vienna che si allontana dal potere per comprendere l’origine del peccato nella natura umana, si snoda una storia di rara bellezza e di fascino oscuro, in perfetto equilibrio fra dramma e commedia, che parla agli spettatori di giustizia e libertà, bene pubblico e interesse individuale.

Rappresentato per la prima volta nel 1879, Casa di bambola suscitò ovunque scandalo e polemica perché considerato un esempio di femminismo estremo. Partendo da un’attenta rilettura di Ibsen e della storia di Nora Helmer, che vive intrappolata nel suo ruolo tormentata dal desiderio di ribellione, complici l’intensa regia di Roberto Valerio e l’interpretazione inquieta di Valentina Sperlì, si approda a uno spettacolo il cui centro è “il dramma nudo”, spogliato di ogni ornamento e convenzione borghese (17 e 18 gennaio).

 

Particolarmente gradito dal pubblico sarà il ritorno a Monfalcone del bravissimo Simone Cristicchi, autore e interprete de Il secondo figlio di Dio. Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti (8 e 9 marzo). Diretto da Antonio Calenda, Cristicchi torna a stupire con una storia poco frequentata ma di grande fascino, quella di Lazzaretti, un mistico di fine Ottocento. Fra canzoni inedite e recitazione, Cristicchi ricostruisce il sogno rivoluzionario di Lazzaretti, quello di una società più giusta, fondata su istruzione, solidarietà e uguaglianza.

E torna nei teatri italiani, dopo il successo record della prima stagione, anche Calendar Girls (a Monfalcone i giorni 7 e 8 febbraio). Primo allestimento italiano della commedia in scena in Inghilterra dal 2008 (e dell’omonimo cult movie),Calendar Girls si ispira a un fatto realmente accaduto alla fine degli anni ‘90, quando un gruppo di donne fra i 50 e i 60 anni, stanche di fallimentari iniziative di beneficenza, decide di realizzare un calendario senza veli. A ricordarci che le stagioni della vita possono sempre sorprendere, uno straordinario cast capitanato da Angela Finocchiaro, Laura Curino e Ariella Reggio e diretto da Cristina Pezzoli.

A rappresentare la drammaturgia contemporanea sono quattro preziosi spettacoli. Human (in scena i giorni 15 e 16 novembre) è un progetto che vede insieme Marco Baliani e Lella Costa, fra le voci più autorevoli del teatro di narrazione, con le musiche originali di Paolo Fresu. Ispirato dall’Eneide, che celebra la nascita dell’impero romano da un popolo di profughi, e dal mito di Ero e Leandro, gli amanti che vivono sulle rive opposte dell’Ellesponto, Human si interroga sul senso profondo del migrare.
La storia delle 18 ragazze di Gloucester che pianificarono la loro gravidanza per allevare i bambini in una specie di comune femminile è invece il punto di partenza di Sorry, boys. Dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze (10 e 11 gennaio), il nuovo spettacolo di Marta Cuscunà, che sulla scena dà voce e movimento alle 12 teste. A percorrere Sorry, boys è l’idea che lo sconvolgente patto delle ragazze abbia a che fare con il modello di mascolinità imposto dalla società.

Con Il casellante (14 e 15 febbraio) approda sul palcoscenico una nuova avventura tratta dai racconti di Andrea Camilleri. Diretto da Giuseppe Dipasquale (che firma l’adattamento teatrale insieme allo stesso Camilleri), lo spettacolo mette in scena una storia emblematica, comica e tragica, e disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna. L’originalissima lingua di Camilleri esalta la recitazione degli attori – Moni Ovadia, Valeria Contadino e Mario Incudine – che prestano i panni ai suoi personaggi.

A chiudere la stagione di prosa è, i giorni 4 e 5 aprile, il grande Marco Paolini, protagonista di Numero primo. Studio per un nuovo album. Se raccontare storie ambientate nel futuro è un esercizio confinato nel genere della fantascienza (molto praticata da letteratura e cinema ma poco diffusa a teatro), allora Numero primo è un esperimento di fantascienza narrata a teatro ma agli autori, Marco Paolini e Gianfranco Bettin, non piace chiamarla così.

Di grande interesse e originalità anche gli spettacoli dell’edizione 2016-2017 di “contrAZIONI – nuovi percorsi scenici”, la rassegna dedicata alla drammaturgia contemporanea e alla scena emergente.

Acciaio liquido (7 dicembre), scritto da Marco Di Stefano e diretto da Lara Franceschetti, racconta il dramma che, nel dicembre del 2007, tocca nel profondo l’Italia, quando in un’acciaieria torinese perdono la vita, in un incendio, sette operai. Nel segno del migliore teatro civile, Acciaio liquido mette in scena le storie di operai, dirigenti e parenti delle vittime, restituiti in tutta la loro complessità, senza prestare il fianco a retorica e ideologia: uno spettacolo di forte tensione emotiva su verità e giustizia.

In Angelicamente anarchici (25 gennaio) Michele Riondino dà voce al sacerdote di strada Don Andrea Gallo e racconta il suo quinto Vangelo, quello secondo Fabrizio De Andrè. Quella fra Don Gallo e De Andrè è stata un’amicizia intima e fortissima, animata dal desiderio di giustizia, dalla cultura libertaria e, soprattutto, dalla concezione della vita come cammino e incontro. Questo “Vangelo laico” rivive attraverso alcune delle più belle canzoni del grande poeta (eseguite in scena dal vivo).

Dieci storie proprio così (3 febbraio), opera-dibattito sulla legalità, è parte integrante di un progetto sperimentale di collaborazione fra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile: “Il palcoscenico della legalità”. Racconta di vittime conosciute e sconosciute della criminalità organizzata, di responsabilità individuali e collettive ma, soprattutto, racconta il coraggio e la tenacia di tante associazioni, dei parenti delle vittime, di tutti i cittadini che fanno della memoria un diritto inalienabile. Senza enfasi celebrativa, lo spettacolo è una “ragionata” provocazione contro quella rete mafiosa che vorrebbe sconfitte la coscienza collettiva e la capacità di reagire.

In Non c’è acqua più fresca (21 febbraio), Giuseppe Battiston, interprete fra i più sensibili della scena teatrale e cinematografica italiana, ci guida in un “viaggio di ritorno”, anche autobiografico, ai luoghi della sua infanzia, alla vita e al tempo evocati dalla poesia di Pier Paolo Pasolini. Affiancato in scena dal cantautore Piero Sidoti, ci restituisce la bellezza del grande laboratorio di poesia in lingua friulana di Pasolini e il suo spessore emozionale nella nostra memoria collettiva. 
Mi chiamo Aram e sono italiano (24 marzo), scritto e diretto da Gabriele Vacis, è invece il ritratto tipico di un trentenne italiano cresciuto nella periferia industriale di una grande città del Nord: ma se il trentenne in questione si chiama Aram e ha un padre iraniano, le cose si complicano. In bilico fra incanto e ironia, Mi chiamo Aram e sono italiano racconta la storia dei nuovi italiani, le “seconde generazioni”, e attraverso la voce di Aram Kian offre uno sguardo al futuro di una società che sta imparando a dare un significato all’aggettivo “multietnico”.

Il sipario del Teatro Comunale si apre ben prima delle 20.45 (orario d’inizio di tutti gli appuntamenti). Ad anticipare tutti gli eventi in cartellone, infatti, avrà luogo "Dietro le quinte", rassegna di incontri con gli artisti (alle ore 19) e presentazioni dei concerti e degli spettacoli (alle ore 20).

Info: www.teatromonfalcone.it

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