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Escursioni sulle Dolomiti Friulane

Turismo
21 aprile 2015

Quando la natura dà spettacolo

di Marina Tagliaferri
Dall'Orrido di Pradis alla Forra del Cellina: grotte e canyon spettacolari, alla portata di tutti.
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Forra del Torrente Cellina (ph. C. Rizzi)
Turismo
21 aprile 2015 di Marina Tagliaferri

Grotte, forre, canyon, orridi, abissi: la natura ha creato nelle Dolomiti Friulane fenomeni di grande spettacolarità e impatto emotivo. Una concentrazione unica nel suo genere, tant’è che queste montagne attirano dall’Italia e dall’estero schiere di speleologi e appassionati di canyoning. Ma non occorre essere supersportivi per poter ammirare le meraviglie di questo straordinario mondo sotterraneo: infatti alcune, spettacolari, cavità (quali l’Orrido di Pradis e la Forra del Cellina) sono accessibili al pubblico ed attrezzate per accogliere in tutta i sicurezza i turisti

 

Le Grotte e l’Orrido di Pradis

Le Grotte di Pradis e l’Orrido sottostante - attrezzato con scalinate e parapetti - sono fra gli spettacoli naturali più affascinanti e potenti del Friuli Venezia Giulia. Le si raggiunge seguendo la strada turistica della Val Cosa, solcata dall’omonimo torrente, in un paesaggio tipicamente carsico, con doline e inghiottitoi, fino a Clauzetto. Accessibili a tutti, le grotte sono scavate in rocce calcaree formatesi nel Cretacico superiore, corrispondente a un arco temporale da 65 a 100 milioni di anni fa. I numerosi reperti preistorici rinvenuti al loro interno, specialmente resti di animali e utensili (in parte conservati con altri reperti dell’Età del Bronzo e d’epoca romana nel vicino Museo della Grotta) testimoniano che erano frequentate fin dal Paleolitico medio (da 40 a 80 mila anni fa) e ne fanno un importante sito archeologico.

La più spettacolare è la Grotta della Madonna, un’enorme cavità in grado di contenere oltre 1.000 persone, dove il 24 dicembre si celebra ogni anno una toccante messa di Natale: dal 1968 Tempio Nazionale dello Speleologo, deve il suo nome alla statua della "Madonnina delle Grotte" realizzata dallo scultore Costantini di Assisi. Dalle Grotte, 207 scalini portano a esplorare l’Orrido scavato dal torrente Cosa, che scorre impetuoso decine di metri più sotto, con salti e cascate. Da qui si snoda un affascinante percorso sul fondo della forra fra gallerie, archi naturali, ponticelli, camminamenti che portano fin sopra la spettacolare cascata alla confluenza del rio Molat nel Cosa. Altrettanto affascinante è la visione dall’alto dell’Orrido, di cui si può apprezzare la grandiosità dalla passerella che lo scavalca, da parte a parte.  Le Grotte e l’Orrido sono recintati per motivi di sicurezza e vistabili a orari prestabiliti (info: www.grottedipradis.it). Fanno parte del circuito dell’Ecomuseo Lis Aganis, che fra l’altro organizza in estate sull’altopiano di Pradis le seguitissime "Giornate della Preistoria". A Pradis, poco distante dalle Grotte, si trova la sede del Nature Acqua Park Pradis, centro canyoning a cui rivolgersi per noleggiare l’attrezzatura ed essere accompagnati lungo avventurosi percorsi di vario genere di difficoltà.

 

La Forra del Cellina

La Forra del Cellina è il più grande canyon del Friuli Venezia Giulia, fra i più suggestivi e importanti d'Italia. Oggi Riserva naturale all'interno del Parco Regionale delle Dolomiti Friulane, la forra è stata scavata nella roccia calcarea in milioni di anni dal torrente Cellina, che scorre più sotto, azzurrissimo e limpido. Pareti a strapiombo e straordinari fenomeni creati dall’erosione delle acque (grotte, gallerie, marmitte di erosione, rocce levigate…): scorci unici e spettacolari, che si possono ammirare percorrendo la Vecchia strada della Valcellina, che univa Montereale a Barcis. Ora dismessa e off limits alle auto, viene aperta a orari prestabiliti solamente a pedoni e ciclisti (www.riservaforracellina.it) e d’estate può essere percorsa a bordo di un Trenino turistico, in partenza da Pont Antoi, a Barcis. Il suo suggestivo tracciato attraversa l'intera riserva e permette di osservare le spettacolari forme di erosione che il torrente ha lentamente modellato incidendo la stretta forra tra il monte Fara e la Pala d'Altei. A guardare il vuoto dall'alto c'è da restare senza fiato. Ma è un'emozione da provare. Un altro scorcio sensazionale sulla Forra è quello che si gode dallo sky walk del Dint, passerella in acciaio sospesa sul vuoto sopra il canyon. Lo si raggiunge percorrendo il facile Sentiero del Dint, lungo cui si trovano anche altri punti panoramici da cui si gode una splendida vista anche sul lago di Barcis.

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