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Corso di formazione promosso dall'Università di Trieste

Società
17 novembre 2014

Poco lavoro per gli umanisti? Ecco la figura del manager culturale

di Elena Placitelli
Venticinque giovani da tutto il mondo si confronteranno da giovedì sulle nuove opportunità occupazionali.
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Gli studenti che hanno partecipato al forum mondiale "Diritto di dialogo"
Società
17 novembre 2014 di Elena Placitelli

In un mondo in cui il sapere tecnico-scientifico sembra aver scavalcato gli studi umanistici a livello di prospettive lavorative, c'è chi invece scommette tutto sulle nuove professioni offerte dalla “cultura” come sinergia di saperi umanistici e tecnico-scientifici, trasversalità di significati e valori. Le vecchie o nuove professioni dell’impresa-cultura – dal manager museale alla guida turistica esperta in social media, passando per i dirigenti che operano nella pubblica amministrazione e nella comunicazione, per citarne alcune –, necessitano di una formazione culturale ampia e articolata. È la nuova sfida che si pone l'ateneo tergestino con il corso di FormAzione "Giovani Cultura e Istituzioni", in programma da giovedì 20 a sabato 22 novembre presso il Dipartimento di scienze economiche dell’Università di Trieste (Aula Bruno de Finetti, Piazzale Europa 1 a partire dalle ore 14.30 di giovedì).

Il Corso di formazione è un risultato concreto della collaborazione fra il Forum Mondiale dei giovani “Diritto di Dialogo”, tenutosi lo scorso ottobre nella Scuola Interpreti, e il Dipartimento di Studi Umanistici. In particolare la tre giorni in programma questa settimana vedrà in primo piano l'impegno dei docenti del Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile diretto dalla professoressa Gabriella Valera e istituito nel Dipartimento di Studi Umanistici per rendere l'Università di Trieste un polo di riferimento per gli studi e la promozione della cultura giovanile. Una prospettiva di lavoro dunque assolutamente nuova nel panorama nazionale e internazionale. 

Fra i 40 candidati (studenti, dottorandi, dottori di ricerca, post-doc, giovani professionisti e laureati under 35) che hanno partecipato alla selezione da tutt’Europa (ma anche da Nigeria e Camerun), saranno protagonisti di FormAzione  solo 25 giovani che stanno per approdare a Trieste con l’obiettivo di capire cosa significa “fare cultura” ed esercitare le professioni del management culturale ai tempi del web 2.0, della globalizzazione che non rinuncia alla memoria storica, della scienza che non rinuncia ai suoi contenuti umanistici. Spiega la professoressa Valera: «Due le principali innovazioni introdotte con il corso FormAzione: la multidisciplinarietà e l'interazione. Alla base vi è la consapevolezza che la gestione dei processi di cambiamento propri della multidimensionalità e multitemporalità sociale, cui si tenta di rispondere con l'affermazione di nuove professioni e il flessibilizzarsi di antiche, non è possibile senza un’elevata qualificazione transdisciplinare e complessa. In secondo luogo – continua la docente – questo corso permette ai più giovani di contribuire a confrontarsi direttamente con gli strumenti di analisi provenienti dal mondo della ricerca. Sono proprio i più giovani infatti a essere più coinvolti nell’esperienza del cambiamento e di uno spazio/tempo veloce, che condiziona le  esistenze».

I partecipanti si presenteranno quindi ognuno con un proprio progetto, che verrà discusso dai docenti del corso in un ampio dibattito, in modo da confrontare competenze specialistiche, nuove prospettive di ricerca, contenuti e forme delle professioni del trasferimento culturale, della fruizione/elaborazione della cultura e della cultura come progetto. Gli interventi in programma si articolano in 4 macrosettori: giovedì dalle 15 si discuterà di "TrasformAzioni / InterAzioni /Alterità"; venerdì dalle 9 si parlerà di "Creare, Immaginare, TrasFormare " e dalle 15 di Progettare, Socializzare, Comunicare Realizzare; infine sabato, dalle 9.30, si racconteranno "Storie di know how e visioni della cultura e dalle 14.30 di come "Progettare/ Trasformare il rapporto con le istituzioni".

Tra i numerosi relatori, il presidente del Teatro Verdi di Pordenone, Giovanni Lessio, che sabato parlerà di "Culture di rete. Esperienze di cambiamento", seguito dalla dottoressa Paola de Roberto (DISTRA – Management &Information Technology, dell’Università di Salerno). Atteso sabato mattina anche l'intervento dell’assessore regionale Gianni Torrenti. Il progetto, come parte del Forum Mondiale dei Giovani Diritto di Dialogo, ha ottenuto un finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia, oltre che dell’Iniziativa Centro Europea, della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, della Banca di Cividale, di Duemilauno Agenzia Sociale e gode di numerose partnership nazionali e internazionali.

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